«They will in a minute»

26 April 2009, 21:41 | Gruppo misto, Moralismo noioso | Commenti: 12

Da un bel po’ di tempo tormento tutti i miei conoscenti con la più bella conferenza mai tenuta: stupenda, ispirante, gioiosa, divertente. Quelli che riuscivano a scamparla lo facevano con la solita scusa del non sapere l’inglese, ora l’ho trovata sottotitolata in italiano!

Sì chiama “Come la scuola uccide la creatività”, davvero, prendetevi questi 17 minuti. Garantisco che neanche uno se ne pentirà:

– Commenti:



12 Commenti presenti su “«They will in a minute»” – Feed

  1. Lorenzo Panichi – 26 April 2009, 22:49 (n° 1)

    they will in a minute è spettacolare uahahahah sii!!

  2. giovanna – 27 April 2009, 09:48 (n° 2)

    Davvero bello.

  3. rosalux – 27 April 2009, 11:20 (n° 3)

    divertentissimo. Uhm, per chi ha un figlio diciottenne che deve decidere cosa fare della sua vita è anche piuttosto destabilizzante.

  4. Alberto – 27 April 2009, 15:50 (n° 4)

    http://www.sirkenrobinson.com/
    sisi, mi è piaciuto, mi ricorda molto Antony de Mello nel libro “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”
    giusto per condividere: dopo i miei 22 anni di scuola, mi sono guardato intorno e il primo pensiero è stato: dovrei pubblicare la tesi altrimenti non mi rilasciano il titolo, mmm…, l’ho fatto 5 anni dopo, costretto da me stesso. Dovrei scrivere articoloni, ma non mi attira, forse ho sbagliato percorso?

  5. franco rivera – 27 April 2009, 23:03 (n° 5)

    meraviglioso ^_^

  6. Alessandro Ghirelli – 28 April 2009, 11:47 (n° 6)

    Grazie di cuore. Hai ragione, è un intervento preziosissimo. Capita spesso di fare alcune riflessioni sulle proprie incapacità. Essere consapevoli che la propria formazione è frutto di UN sistema di cose, che lo stesso modo che ognuno ha di avere a che fare col mondo è per forza di cose influenzato da come ti hanno spiegato essere fatto il mondo stesso, è una ricchezza infinita. Conoscere gli effetti del sistema (scusate non mi viene un’altra parola) su sé stessi è forse il primo passo fondamentale per ripensarlo.

  7. Roberto – 28 April 2009, 13:27 (n° 7)

    Fan-ta-sti-co

  8. Alberto – 28 April 2009, 19:52 (n° 8)

    http://www.ted.com
    cose veramente interessanti

  9. angia – 29 April 2009, 17:25 (n° 9)

    Grande!!!!!
    Tutte cose vere.
    Finalmente qualcuno le ha dette.
    Io le ho sempre pensate, stando con i bambini non puoi non accorgerti di quanto la scuola sopprima e soffochi la loro innata creatività.
    Grazie, Dunfermine!

  10. V. – 30 April 2009, 00:37 (n° 10)

    ma che carinooo!!
    però é un discorso molto vago nel momento in cui in generale non si ridiscute realmente il concetto di creazione e di arte/artista. per dirla molto in piccolo, si lega la creatività al valore dell’opera, alla sua “bellezza”, così da dar l’idea che se crei qualcosa quel qualcosa deve essere “bello”. é un fraintendimento che si ha fin da piccoli per cui se il bambino disegna non in modo riconoscibile gli viene detto che non sa disegnare, perché non produce cose convenzionalmente gradevoli. malgrado un bel secolo pesante di arte moderna credo non sia ancora molto diffusa l’idea per cui la creatività ha valore soprattutto come mezzo del pensiero, in quanto espressione della mente. nelle scuole si dà più importanza al risultato (che é uno) e non al processo (che potenzialmente può essere origine di ulteriori infiniti risultati) .

  11. Lorenzo Panichi – 30 April 2009, 10:01 (n° 11)

    V. ha scritto:

    la creatività […] espressione della mente. nelle scuole si dà più importanza al risultato (che é uno).

    giusto, visto che la scuola deve fare economia del tempo. che si insegni che la creatività è libera.

  12. angia – 30 April 2009, 10:28 (n° 12)

    Il punto è che la creatività viene considerata come una perdita di tempo.
    Come diceva quel professore, la scuola pensa solo a formare i cittadini che devono muoversi in un mondo dove tutto il sapere è indirizzato al progresso delle cose materiali, l’arte viene spesso considerata come una cosa “piacevole”, ma riservata a pochi eletti.
    Si dovrebbe pensare invece a come aiutare i bambini ad esprimersi liberamente, in modo unico ed originale (perché ognuno di essi è unico ed originale) senza per forza pensare che un giorno se ne possa ricavare un profitto economico e sociale.
    Si può anche essere pittori senza esporre un solo quadro, per il piacere di dipingere.
    Guadagnarsi da vivere facendo quello che ci piace…magari, non sempre è oggettivamente possibile.
    Ma quanti talenti vanno sprecati, mi chiedo spesso.

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