Habemus Vatem

Son seimila anni che aspettano un profeta, e ora l’hanno trovato: Un documentario della TV iraniana spiega che la diffusione dei film di Hollywood è parte integrante del complotto sionista. In particolare Harry Potter viene propagandato dagli ebrei per una ragione molto chiara: lo considerano il loro profeta.

Sennò che liberale sei?

Spesso mi picco di essere molto bravo a individuare tutte le contraddizioni, e tutto il portato strutturato dietro a ragionamenti apparentemente innocui: specie per quanto riguarda il maschilismo, ma anche su altri concetti a me cari, come l’egoismo del dire «non voglio giudicare quella persona» o l’inane illogicità del pensare che «due cose possono essere [...]

Balcani

Più ne leggo, qua e qua ultimamente, più mi sembra di capire che i balcani siano la cosa più simile al Medio Oriente che c’è. C’era anche un mezzo programma di farci un salto, tornato da qui, a Sarajevo. Chissà.

Ciaoooo

Il neoblogghista Luca, fa notare un articolo della gazzetta – ormai online da qualche giorno – in cui l’impaginatore ha copiaincollato tutto, anche i commenti i saluti riservati allo stesso impaginatore. Riassumo, prosit, ciaoooo.

Per me è arabo

Quando racconto, qui, che in Italia dire “per me parli arabo”, è come dire “dici qualcosa di incomprensibile”, ci rimangono un po’ male. In inglese si dice “è greco per me”, e c’è una pagina wikipedia molto divertente dove sono elencate tutte le stesse espressioni in tutte le varie lingue. Il più gettonato è il [...]

La grandiosa diga culturale

Con il ritardo che si confà alla mia connessione internet ho letto il Baricco linkato in giro da tutti su cultura e soldi pubblici. Cazzo, eccezionale. I due o tre che non l’abbiano letto, s’affrettino.

Giovedì 26 febbraio

Senso degli affari – Diario dalla Palestina 177 Poi erano gli ebrei quelli con il senso degli affari! Dopo il ristoratore che scrive il menù sul muro, e i tassisti che si piazzano dopo il check-point per proporre il Banksy-tour, Francesco mi segnala questo sito: tu gli dài trenta euro, ti fanno la bella scritta [...]

Mercoledì 25 febbraio

Ping pong – Diario dalla Palestina 176 Sempre su uomo-donna all’università mi sono dimenticato di raccontare una cosa: che, per la prima volta da quando sono qua, ho visto dei ragazzi non voltarsi con cameratismo d’ordinanza al passare di una ragazza. Di solito lo fanno tutti, in qualunque caso. Invece stavamo giocando a ping pong, [...]

Martedì 24 febbraio

Università – Diario dalla Palestina 175 Questa mattina sono stato all’università di Betlemme. È un bel posto, ed è nettamente il luogo più occidentale che abbia visto in Palestina: il modello è quello americano, e tutto è in inglese. Si respira molta meno tensione, tutto è enormemente più pulito, c’è più libertà. Il maligno direbbe [...]

Lunedì 23 febbraio

Pregiudizî – Diario dalla Palestina 174 Avevo parlato dei pregiudizî formalizzati ai check-point, ci sono altri esempi: quando l’esercito ispeziona un pulman, sicuramente indugerà di più su chi ha una fisionomia araba (per poi, magari, scoprire che si tratta di un ebreo sefardita). Anche in questo caso l’ispezione su base etnica è una pratica poco [...]

Domenica 22 febbraio

Tazza – Diario dalla Palestina 173 Finalmente, ce l’abbiamo fatta (su misura):

Senza commento

Sabato 21 febbraio

Ancora suore VS Povia – Diario dalla Palestina 172 Quando quel figuro losco ha esposto il suo cartello con scritto “ognuno difende la sua verità”, un’altra suora ha commentato:«ma che dice questo? Di verità ce n’è una sola».

Venerdì 20 febbraio

Follie – Diario dalla Palestina 171 Più che uno sta qui, più che uno pensa che siano tutti matti. Qualcun altro dice che gli israeliani so’ stronzi, e i palestinesi so’ matti. Ma si incontrano anche israeliani matti e palestinesi stronzi (tipo il mio proprietario di casa). E qui finiamo con le generalizzazioni. Una cosa, [...]

Mercoledì 18 febbraio / bonus

Gesù era celibe  – Diario dalla Palestina 170 Ho appena visto, in diretta, lo scempio di Povia. Lo so che non dovevo vederla, sembrava fatta apposta per far infuriare. Per fortuna non solo io. C’era con me una suora. Siciliana. Di sessantacinque anni. Ha detto: «Ma che c’entrano la mamma e il papà? Lo sanno [...]

Mercoledì 18 febbraio

Finestre – Diario dalla Palestina 169 Proprio un lampo: ma voi c’avete mai pensato che i windows in arabo e in ebraico c’hanno lo start a destra?

Mastella

Può essere un buon nome per il PD?

“And then door opened”

C’è un giochino citato un po’ da tutte le parti in rete che si chiama iPod casino: è quella cosa che facevi alle feste di compleanno, se non era rimasto nulla da fare – «dài, io metto una canzone e voi indovinate». Ma ovviamente fatto molto meglio. Mi sono venuti in mente perché il francofono [...]

Martedì 17 febbraio

Code – Diario dalla Palestina 168 Foto di un paio di settimane fa, che non avevo pubblicato. Il gioco funziona così: due squadre, 60 caselle, divise in 20 blocchi da 3. La squadra che percorre per prima le 20 caselle vince. Le caselle sono tutte numerate, per ogni blocco di 3 soltanto una è buona [...]

Fino alle europee

Se proprio non trovate nessuno, lo posso fare io il leader del PD.

Confronti

La rivista Confronti ha fatto, a febbraio, uno speciale sul Medio Oriente. Il direttore mi ha chiesto se potesse pubblicare uno dei miei articoli. ovviamente ho detto di sì.

I am Italian!

Questa storia del primo turista in Iraq mi ha ricordato La tigre e la neve, che abbiamo visto qualche tempo fa insieme ai bambini. >Source: 1 <

Domenica 15 febbraio

Eredi – Diario dalla Palestina 167 Il conflitto arabo-israeliano si associa spesso alla guerra fra due religioni, l’Islam e l’Ebraismo. Questo aspetto trascura un fatto: lo scontro aperto fra arabi-cristiani e arabi-mussulmani, un conflitto tutto palestinese. Specie nelle zone come Betlemme, dove i cristiani erano maggioranza e l’altissimo tasso demografico dei mussulmani ha ribaltato il [...]

Venerdì 13 febbraio

Misure di sicurezza – Diario dalla Palestina 166 Effettivamente vale un racconto quello che mi è successo, passando il check-point, proprio il giorno in cui ne ho raccontato l’imbarazzo. Metto lo zaino nel metal detector. Passo, suona, mostro il passaporto. Il soldato, da dentro la cabina, alza gli occhi un attimo, li riabbassa. Riprendo lo [...]

San Valentino, in Venezuela

Ma dov’è Francesco? Oramai è il mio deputato alle notizie su Chavez e s’è perso questa?

San Valentino, in Palestina

Marco mi segnala questa foto: è la “foto del giorno” del Telegraph. A Nablus, la città più fondamentalista sia politicamente che religiosamente, una donna molto velata espone lingerie peccaminosa per festeggiare San Valentino. Quando vedo queste contraddizioni sono contento, perché la contraddizione è il primo antidoto al fondamentalismo: come quel mio amico che non beve, [...]

Il paradosso israeliano

Tutte le spiegazioni sommarie sul conflitto arabo-israeliano che trovo in giro su internet, specie sui siti italiani, mi sembrano poco accurate e semplicistiche. Un po’ perché spiegare questo conflitto in poche parole è difficile, un po’ perché ognuno coltiva i propri pregiudizî. Così mi sono stupito di come, in poche parole, quelli di Limes abbiano [...]

Giovedì 12 febbraio

Fedeltà – Diario dalla Palestina 165 Di solito quando ci sono gli incontri con i bambini, tutti arrivano un po’ alla spicciolata: così faccio in modo di essere sempre già qui, per non lasciarli fuori dalla porta anche se arrivano in anticipo. Così, se siamo già in tanti, inizio qualche attività. Però è capitata una [...]

Mercoledì 11 febbraio

Passa lo straniero – Diario dalla Palestina 164 L’avevo già accennato una volta in un caso specifico, ma la cosa che più mi piace, e mi dà un po’ di speranza dalla parte palestinese è l’atteggiamento delle persone quando sono in fila al check-point, fatta di un disincanto pragmatico ma ilare. Non ci sono cose [...]

A chiamarli sonni tranquilli

Qui sono le 4.30, hanno praticamente finito gli scrutinî e sembra esserci un risultato: ha vinto di un pelo Kadima. Cero sarà difficilissimo per Livni fare una coalizione, e saranno pessime le alleanze, visto il boom delle destre. Ma poteva andare peggio.

Ancora, prima »