Alfredo Marasti
6 January 2010, 0:01 | Gruppo misto, link und recht | Commenti: 11
Alfredo è un ragazzo che scrive canzoni, scrive la musica, e scrive i testi. Un tempo si chiamavano “cantautori”. Non c’è solo quello. C’è che è davvero molto bravo.
Ora: io lo so, voi frequentate un sacco di blog ben selezionati che segnalano musicisti – e sarete oberati dai varî «ascolta questo» e «ascolta quello». Il presente blog lo fa così raramente che, per una volta, potete fidarvi: ascoltate le canzoni che metto qui sotto.
Io, pigro, le avevo a disposizione sul PC da un sacco di tempo, e ho iniziato ad ascoltarle solo qualche giorno fa: non fate lo stesso errore!
Alfredo Marasti non ha ancora vent’anni (è del ’90), ed è toscano. Ha una memoria di ferro per le cose inutili e una capacità straodinaria di mettere insieme parole semplici fra loro, così come di associarle alla musica. Delle volte mette nei suoi pezzi dei piccoli gioielli di pensiero laterale che fanno ridere o annuire soddisfatti anche al trentesimo ascolto, quando è svanito completamente l’effetto sorpresa e rimane solo l’arguzia.
Cosa penso? Che se nei prossimi anni non sentirete parlare di lui – se non avrà successo – vuoldire che il mercato italiano delle canzoni funziona davvero nel modo sbagliato. E siccome ho la quasi certezza che sia così, metto un po’ di sue canzoni qui così qualcuno in più può ascoltarlo. Se poi diventa famoso, beh, l’avevo detto io!
Cosa gli manca? Mi concedo un gioco che faccio sempre: trovare un difetto semplice e uno complesso alle cose che mi piacciono. E dunque: il difetto conciso è che nell’incrocio fra De Gregori, Branduardi e De André manchi un po’ di personalità – del resto è un fatto assai preventivabile in un artista così giovane. È probabile che, crescendo, Alfredo crescerà anche uno stile più proprio.
L’altro, più articolato, riguarda gli attori delle sue canzoni: i personaggi che crea non sono molto “possibili”; e pure affidandosi allo slancio narrativo, trascuratane l’inumanità, sono spesso incoerenti al loro interno e contraddittorî rispetto alle premesse conferitegli, per quanto strampalate.
Ma anche qui: chi scrive canzoni non vive in questo mondo, non ha necessità di persone vive e incontrabili. Sulla sua strada si imbatte in individui dagli sguaiati pregi e dagli sguaiati difetti, e li racconta. E nell’ombra di questi personaggi-limite ben raccontati, in qualcuno dei loro drammi, ci ritroviamo tutti.
E quindi, ecco: cinque delle migliori canzoni in un ordine non particolare (pensate che non ci ho neppure messo quella con cui ha vinto il Premio De André, La luna e il ladro, secondo me appena un gradino sotto):
L’animale insoddisfatto
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Ci pensate? L’ha scritta a 16 anni, anche la musica.
Una frase: nessuna in particolare
Signorina
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È una canzone d’amore, niente di più. E niente di meno.
Una frase: “E molte volte inventi una porta per non andare avanti”.
I figli del Sessantotto
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C’è tutto un mondo, e pure più d’uno, qui dentro.
Una frase: “non hanno ‘se’ non hanno ‘ma’, perciò non parlan molto”
Ateo
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La canzone più calda d’amicizia.
Una frase: “Altri universi, altre dimensioni: lui non ci crede, ma lo troverai a carponi”
Gino Fino dove vai?
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Io non amo le speculazioni sul cosa-pensa-davvero, ma non posso negare che in alcuni casi – come quello di Gianfranco Fini – è divertente.
Una frase: “Gino Gino Fino dove vai, con la tua mano destra in tasca?”
***
(ho detto ascoltatele!)
Un sito o un myspace non ce l’ha, quindi se lo volete seguire o – chessò – dirgli un “bravo” (oppure offrirgli un contratto milionario) lo trovate su facebook, qua.
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io mi fido solo perché hai scritto “varî” e “contraddittorî”… ascolto e poi, se mai, ripasso a dirti che ne penso…
niente da dire, solo che è a dir poco geniale,forse troppo per questa “generazione obesa e nutrita di miti eterni” che secondo me non potrà mai capire qualcosa al di fuori dei soliti canoni!
niente da dire, solo che è a dir poco geniale,forse troppo per questa “generazione obesa e nutrita di miti eterni” che secondo me non potrà mai capire qualcosa al di fuori dei soliti canoni!
Caspita, sto ascoltando la canzone scritta a 16 anni, e credo che all’epoca aveva già un bel “linguaggio”.
Comunque, ora che l’hai segnalato lo terrò d’occhio, sperando che trovi una sua personalità (a volte ricorda davvero i tre cantautori citati da te).
Lo stile della prima ricorda il maestro Brassens
Ma guarda un po’, stranamente c’è qualcosa che non torna…
Una frase: “e non importa se è altruismo o orgoglio, a me piace e mi conviene”
Belle davvero… le altre canzoni dove si possono trovare? (ovviamente “se” si possono trovare :) )
Inutile dire che per “l’attuale panorama musicale Italiano” la sua musica sia obsoleta (?). Probabilemte in qualche paese del nord europa avrebbe il suo spazio…qui no.
O meglio, potrebbe anche emergere se la simpatia del suo volto avesse la possibità di “bucare” la televisione, pechè adesso funziona così.
Mi piace davvero molto, grazie Giovanni! Poi non siamo riusciti a vederci a Roma, ma se può consolarti non sono riuscito a vedere anche un sacco di altri amici. Io cmqe ti ritengo un amico che conosco ancora solo via blog, ma sappi che se hai bisogno di fare due chiacchiere via skype fai conto che ci conosciamo di persona da 20 anni :)
Signorina è puro branduardi, certo
giusto Marco, ascoltando la prima mi sembrava di sentirci più Guccini che i menzionati da Giovanni, ma Brassens mi sembra proprio azzeccato
Non so se avete sentito gli album più recenti di Alfredo… “Prima di Sabato” e “Le maschere”. Eccezionali!