Comitato per l’abolizione del “più”
1 March 2010, 2:43 | Moralismo noioso, la lingua doc | Commenti: 37
C’è un tic linguistico che io non sopporto proprio, perché è riflesso di una concezione degenerata del mondo che mi preoccupa prima di scocciarmi. È quello di aggiungere un “più” a frasi sensate – delle volte anche senza rendersene conto – in modo, però, da stravolgerne il senso. Chessò. Proviamo con questo esempio:
Frase 1: In Italia non si rispettano le donne.
Frase 2: In Italia non si rispettano più le donne.
Per quanto – se non si ha una concezione grottesca e misogina dei rapporti uomo-donna – sia ordinariamente ovvio che la condizione delle donne nell’Italia attuale sia di gran lunga migliore rispetto a quella di trent’anni fa, troveremo molte più volte scritta o detta la seconda. Non ha senso, ma retoricamente fa più effetto. Ovviamente funziona con altre parole simili, proviamo con “oramai”.
Frase 1: I giovani pensano solo al sesso
Frase 2: Ormai i giovani pensano solo al sesso
Anche in questo caso: i giovani di un tempo pensavano meno al sesso? Direi proprio di no. Basta visitare qualche area rurale dell’Italia, o anche Paesi che – per vicissitudini storiche – sono in condizioni simili a quello che dell’Italia di qualche decennio fa, per rendersi conto che sia – semmai – il contrario. Che è tutto l’accento sulla proibizione, che crea un’ossessione. Che è chiaro che molti giovani, e non giovani, pensino abbastanza al sesso (e non c’è nulla di male), ma non in tassi superiori a prima. Però, vedrete, che una frase del genere sarà sempre accompagnata da un malintesto “oramai”.
Il più fulgido esempio della diffusione di questo luogo comune è Massimo Gramellini, uno dei giornalisti più preparati in Italia. Uno che riesce a scrivere cose belle, sintetiche, commoventi e partecipi come questa, alla quale sono affezionatissimo, ma che poi – in moltissime delle sue cose – si lascia sfuggire quell’innesto qualunquista: prendo l’ultimo dei suoi “Buongiorno” nel momento in cui scrivo, non è selezionato all’uopo: “C’è ancora in Italia un disadattato che non ruba, pur occupando un ruolo che gli consentirebbe di farlo?”. Ancora. Come se, invece, nell’Italia della DC e poi in quella di Craxi non si potesse usare lo stesso indulgente catastrofismo.
Gramellini, che io apprezzo davvero, è solo un esempio: succede a tanti e in continuazione. Ma non perché le persone credano, ogni volta, che davvero si stia peggio nel 2010 rispetto al 1950. Non sono tutti dei laudatores temporis acti: è semplicemente un tic linguistico. È soltanto uno di quei concetti automatici che si insinuano nella nostra testa, e che – proprio perciò – ci si deve impegnare a evitare, e che dice che «prima si stava meglio». Il modo di dire, però, finisce per far passare un messaggio all’interlocutore, e sono sempre di più (vedete, ci sono cascato anche io?) le persone che passano dal tic incosciente al dire che – davvero – il mondo di oggi sia così peggiore.
Ovviamente non è vero. Il mondo di ora è migliore da mille punti di vista: la mortalità infantile, la fame nel mondo, sono crollate negli ultimi vent’anni. Un buon numero di Paesi che trent’anni fa erano dittature sono ora delle democrazie, magari non perfettissime, ma sempre luoghi dove la libertà è garantita. Di tutte le libertà, quella di cui ci si lamenta sempre: la liberta di stampa nel mondo, anche quella è migliorata – venticinque anni fa ce n’era di meno. Gli omosessuali hanno fatto conquiste (cioè, tutti noi le abbiamo fatte) la cui sola espressione vent’anni fa sarebbe stata inconcepibile. In nessun momento della storia del mondo i lavoratori hanno avuto tanti diritti come oggi. E così via.
Ovviamente questo non è un invito a non combattere per le mille cose per cui si deve combattere, anzi, è la dimostrazione che le cose possono cambiare se ci crede nel darsi da fare. Perché sì, ovviamente c’è ancora un sacco da fare: ma è proprio questa qui l’obiezione più grande all’immobilismo, al nulla può cambiare perché nulla è mai cambiato – le cose sono già cambiate, e in meglio.
Insomma, smettiamola: quelle parole – più, ormai, di questi tempi, – non usiamole… più.
p.s. E vi do uno scoop? Non è mica vero che non ci sono più le mezze stagioni. Uno che ne capiva mi ha spiegato che negli ultimi novant’anni ci sono state più mezze stagioni che nei novant’anni precedenti.
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37 Responses to “Comitato per l’abolizione del “più””
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m’hai convinto, non lo farò… più ,-P
(battute scontate a parte, hai evidenziato un punto importante, te ne ringrazio, farò attenzione, pignolerò e mi renderò antipatico)
Potrebbe andare peggio….
Potrebbe tornare il “cioè” ;-)
(Mi sto riprendendo a malapena dal “e quant’altro”)
Io ti darei un bacio in fronte: sostengo da sempre anch’io queste cose, ma fino ad ora non mi sembrava che in molti si facessero impressionare da questo tipo di osservazioni. Speriamo dunque per il futuro, speriamo in un progresso pure in questo, insomma, vale la pena continuare ad insistervi, anche se apparentemente si tratta di questioni di pura “forma”. Invece, come è noto, “le parole (e le idee che implicitamente contengono) sono importanti”! :)
A questo comitato mi iscrivo subito.
Denigrare il tempo in cui si vive è un modo come un altro per prendere le distanze da ciò che ci circonda, cercando inconsciamente di sottolineare come ciascuno di noi sia migliore del contesto in cui vive.
Tra le cose che non hai elencato posso dire che a mio parere una delle poche cose realmente peggiorate rispetto al post-’68 è il livello di proibizionismo sociale.
Io ho smesso da diversi anni. Nel momento in cui ho smesso ho adorato il fumo passivo perché mi dava la nausea e mi teneva lontano dalle sigarette. La foto è commovente davvero e tu hai ragione. L’unica attenuante per il fumatore è che si accorge di quanto puzza (lui, oltre che le sigarette) solo quando smette. Ah, il tedioso moralismo vecchioneRispondi | Cita
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concordo su tutta la linea. hai scritto proprio quel che penso anche io. bravo!Rispondi | Cita
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Certi fumatori sono peggio dei tossici. Non basterebbe San Patrignano per farli smettere.Rispondi | Cita
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@ Gaspare Ressa:
Non so se il Metodo Muccioli con loro funzionerebbe: generalmente il tossico riconosciuto (anche la loro e’ una dipendenza, solo che e’ ancora troppo tollerata) e’ piu’ cosciente di quanto e’ stronzo. Pero’ un bel po’ di catene, bastonate e chirurgia sperimentale (cit.) io le userei comunque.Rispondi | Cita
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Ho smesso di fumare (ormai da 5 anni), eppure mi pare che i non fumatori siano spesso decisamente intolleranti e ossessivi. I fumatori diligentemente vanno a fumare fuori dai ristoranti, e vengono insolentiti anche lì. Persino fumare in un prato crea dei disagi intollerabili nei fumatori: è sacrosanta la pretesa di non essere sottoposti al fumo passivo sui posti di lavoro o al cinema ma forse si potrebbe evitare la crisi di rabbia e panico ogni volta che si sente l’odore del tabacco. E’ come con i cani…amo quei posti (come Berlino) dove si può tranquillamente entrare in metropolitana con un Doberman senza che nessuno dica “be”, e non si pesta una cacca di cane neppure a morire. Qua dobbiamo sempre fare barricate. E’ sgradevole, squilibrato e porta all’impossibilità di convivenza tra gli esseri umani. Ai miei amici, lascio fumare in casa, e sono felice di farlo.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Ai miei amici, lascio fumare in casa, e sono felice di farlo.Tu fai quello che vuoi, ci mancherebbe: se accetti che loro ti facciano del male non c’è nessuno che abbia titolo per metterci bocca.
Tuttavia mi sembra che quando dici: che è “sacrosanta la pretesa di…” ma – la declinazione mi sembra questa – un po’ di sigaretta che sarà mai? mi sembri rinunciare completamente a qualunque argomentazione.
Le barricate si fanno se ci si divide in squadre anziché portare argomenti e fatti a prova della propria tesi, non dicendo “avete ragione, ma non esagerate”.
Spiegami perché non devo esagerare, piuttosto.
A me sembra ci sia un concetto molto semplice: tu fumatore ti devi premurare che il tuo fumo non vada addosso a qualcun altro, come io karateka mi premuro che i miei calci non vadano addosso a qualcun altro.Rispondi | Cita
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@ rosalucsemburg:
Hai smesso di fumare da 5 anni e ancora ti senti in dovere di difenderli: confermo, il problema e’ che non li trattano abbastanza male.Rispondi | Cita
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x fontana: credo che sia esattamente come hai detto: “che vuoi che sia un po’ di fumo”. Il fumo passivo ha dimostrato di avere un qualche impatto nel caso di gente con coniugi o colleghi fumatori. Pensare che nasare una boccata di fumo mentre cammini in un prato o quando esci da un ristorante ti faccia venire il cancro è ossessione, e l’ossessione non facilita la convivenza.
x shylock: per me un fumatore non è ne’ da condannare ne’ da difendere. Dipende da come si comporta. Esattamente come il “non fumatore”.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Pensare che nasare una boccata di fumo mentre cammini in un prato o quando esci da un ristorante ti faccia venire il cancro è ossessioneNeppure uno scaracchio ti fa venire l’AIDS: quindi se ti sputo in faccia e protesti sei ossessionata e vuoi rendere difficile la convivenza?
rosalucsemburg scrive::un fumatore non è ne’ da condannare ne’ da difendere. Dipende da come si comportaIl fumatore, per definizione, fuma. E, a stragrandissima maggioranza, a meno che non gli venga impedito, non gliene fotte uno stracazzo: dei suoi stessi polmoni in primis, figurarsi del fastidio o danno che può arrecare agli altri. Perché i miliardi di cicche che si trovano per terra non li hanno lasciati i non fumatori; neppure i buchi da bruciatura che ti ritrovi sulla giacca perché qualcuno per strada non si è minimamente preoccupato di strusciarti contro con la sua merda te li ha lasciati un non fumatore. Oh, certo, tu conosci soltanto fumatori miti e arrendevoli che ti chiedono il permesso prima di respirare; il punto è che il fumatore-tipo è un tossico la cui dipendenza genera comportamenti compulsivi e asociali, di cui si hanno milioni di evidenze tutti i giorni.Rispondi | Cita
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shy:
Neppure uno scaracchio ti fa venire l’AIDS: quindi se ti sputo in faccia e protesti sei ossessionata e vuoi rendere difficile la convivenza?
rosalux:
ecco, grazie, l’esempio è proprio quello giusto. Culturalmente, fumare NON è equivalente a scaracchiare. Il fumo è un piacere e si declina in mille simboli diversi. Dall’estimatore di sigari , che esprime il suo potere attraverso il suo grosso e costoso gingillo, al fumatore di pipa, esperto collezionista e conoscitore, al freakkettone che fuma bidies. Sono contraria ad equparare un fumatore ad uno scaracchiatore: è moralista e mistificante. Limitiamo le “misure” a ciò che è oggettivamente pericoloso (no al fumo nei luoghi pubblici) ma non demonizziamo culturalmente il fumo, e i fumatori. Hanno già le loro rogne, non mi pare il caso di additarli come untori. E mi pare isterico, soprattutto tenendo conto che il fumatore che si impone sull’autobus o al cinema è non esistente. Non c’è.
shy:
Oh, certo, tu conosci soltanto fumatori miti e arrendevoli
rosalucsemburg:
ma no: sono la prima a cagare il cazzo a quelli (zozzoni) che mollano le cicche in spiaggia, ma semplicemente non mi faccio venire l’infantioli se qualcuno si fuma una sigaretta a casa mia.
Vorrai mica togliermi il vizio del fumo passivo, spero :-DRispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::non mi faccio venire l’infantioli se qualcuno si fuma una sigaretta a casa mia.Ma scusa, Rosa, chi è che contesta il tuo diritto a fumare in casa tua senza fare del male ad altri(ovviamente discorso diverso è se ci sono figli, etc.)?Rispondi | Cita
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Nessuno.
Io contesto l’esistenza del “fumatore arrogante”, entità ormai totalmente soppiantata dal “non fumatore intollerante”.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Io contesto l’esistenza del “fumatore arrogante”Allora anche dell’evasore fiscale, già che ci sei. Intanto il buco nella giacca se l’è ritrovato la mia donna, che ovviamente non fuma ed evita i fumatori come la pestilenza che sono, per cui l’autore non può essere stato che uno delle decine di stronzi che io devo evitare per strada ogni giorno, che siccome il fumo negli occhi alla fine dà fastidio persino a loro, camminano ciondolando il braccino con la loro merda accesa, strafottendosene il cazzo se bruciacchiano qualcun altro: se riesco ad evitarlo, è solo perché mi scanso io.
Quello che ti sfugge – o che da ex vuoi negare, perché rispecchiarsi in quel che si era capisco non piaccia – è che il fumatore, esattamente come il tossico riconosciuto, passerebbe sopra a sua nonna pur di soddisfare la sua dipendenza e vede gli altri semplicemente come mezzi od ostacoli in tale direzione, altrimenti gli sono indifferenti: quando si accende la sua merda a 30cm dalla tua faccia, gli lanci un’occhiata da 30Kilo-Becquerel e lui dispiega la sua faccia da cazzo in un ‘perché, dà fastidio?’, sono convinto che è anche sincero.
rosalucsemburg scrive::ma non demonizziamo culturalmente il fumo, e i fumatori. Hanno già le loro rogne, non mi pare il caso di additarli come untoriE perché no? SONO untori conclamati e, sì, fanno anche schifo: per l’avidità con cui s’attaccano alla loro cicca come se la loro vita dipendesse esclusivamente dal prossimo tiro, per la patetica schiavitù che porta gente adulta a nascondersi negli anfratti o esporsi alla pioggia e al gelo, naturalmente rannicchiata e appiattita a due centimetri dall’ingresso del locale pubblico che dovrebbe essere preservato dalle loro flatulenze; non ultimo, per la puzza persistente che emanano e di cui vorrebbero impregnare anche gli altri.
E scusa tanto per l’intolleranza.Rispondi | Cita
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@ Shylock:
Uff, ho capito, un fumatore ti ha pestato un callo e la categoria ti sta sui coglioni. Possiamo per una volta seguire un discorso senza entrare nelle minuzie irrilevanti dei casi personali? Il fumo era una abitudine diffusa e tollerata, e i fumatori erano arroganti e irrispettosi. Il paradigma è cambiato e ora molti non fumatori vivono nell’ossessione di poter trovare un fumatore a cui finalmente fare il culo. Permetti? Li (vi?) trovo ancora più compulsivi dei fumatori vittime del loro vizio. Hai presente tipo la vicina di casa che sta sveglia e con l’orecchio appizzato, in attesa che tu faccia un rumore per poterti battere al soffitto? Ecco. Una roba così.Rispondi | Cita
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@ rosalucsemburg:
Ti assicuro che ti sbagli. Senza fare tanto clamore, posso confermarti con tranquillità che anche persone con cui mi trovo bene non si accorgono minimamente di fumarmi in faccia. E per me non fumatrice, non è soltanto il pensiero che il fumo faccia male. Mi fa schifo riceverlo in faccia, tutto qua. Quindi posso anche reprimere le prediche sulla salute, ma diavolo perchè devo essere sempre io a dire “puoi allontanare la sigaretta da me”?
Quel che irrita è che non venga mai il pensiero di star disturbando gli altri. Per quel che vedo in giro finora, la maggior parte delle volte non ci pensano nemmeno. Mi dispiace ma credo che malgrado tutto al giorno d’oggi i fumatori, rispetto a quelli che non fumano, non siano ancora così penalizzati da creare un’inversione di tendenza.
E sono anche d’accordo con chi la tratta come una dipendenza: lo sguardo ansioso di chi ha finito e sigarette, i cambi di tragitto per fermarsi al distribuitore, il fermarsi a chiederle in giro, puntando su chi sta già fumando perchè non possa negare di averne, perfino i patti e le cambiali (” se me ne dai una oggi te ne dò due domani”) lo confermano. Chi ha smesso è spesso visto come individuo di forza di volontà suprema. Mi sembra che la quantità di fumatore che se ne strabattono sia ancora oggi maggiori di quelli che a sentire te godono a rompere le palle a chi fuma. Magari fosse così.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::ora molti non fumatori vivono nell’ossessione di poter trovare un fumatore a cui finalmente fare il culo.Sì, vabbè, Rosa – te lo dico perché mi sembra assurdo leggere, da te, scritte queste cose – ma come pensi che si possa fare una discussione partendo da questi presupposti assurdi?
È più complottista dei cospirazionisti del 11/9.
Io sono esterrefatto.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Uff, ho capito, un fumatore ti ha pestato un callo e la categoria ti sta sui coglioni.No, non hai capito. Non uno, ma praticamente tutti (come ti confermano anche altri, infatti): se non finisco pestato tutti i giorni, più volte al giorno, è perché mi scanso _io_. E sarei io l’intollerante?
Continui a negare l’evidenza che per il fumatore, come per qualsiasi tossico, _prima_ viene la sua dipendenza e _poi_, a debita distanza, tutti gli altri.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Culturalmente, fumare NON è equivalente a scaracchiare. Il fumo è un piacere e si declina in mille simboli diversi. Dall’estimatore di sigari , che esprime il suo potere attraverso il suo grosso e costoso gingillo, al fumatore di pipa, esperto collezionista e conoscitore, al freakkettone che fuma bidies. Sono contraria ad equparare un fumatore ad uno scaracchiatore: è moralista e mistificante. No, no, e’ fiologicamente corretto (e quindi non scelto a caso). Per molto tempo, il tabacco e’ stato consumato spesso cosi’: masticandolo e sputandolo. Poi Hollywood fece un ottimo lavoro sporco nel conferire glamour a quello che era, sostanzialmente, un vizio per il Lumpenproletariat – e nei Paesi civili, non a caso, e’ tornato ad esserlo anche grazie alla stigmatizzazione socioculturale a cui e’ stato sottoposto; sempre non a caso, Big Tobacco ormai si regge sul Terzo Mondo (e sugli sfigati del Primo).Rispondi | Cita
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x fontana:
esterrefatto? Non pensavo che (anche tu) volessi l’unanimità. Ho solo espresso – senza, mi pare, particolare aggressività – un parere. Veniamo da anni e anni in cui non c’era film americano senza un cattivo con la sigaretta in bocca. O non ci hai fatto caso, eh? Che qualsiasi altra categoria umana avrebbe fatto venire giù il mondo, ad essere trattata così dai media, drogati compresi. Ma “dalli al fumatore” è l’unica eccezione alla correctness. I fumatori sono diventati l’emblema del peccato, nessuno ha la beneducazione di reprimere il proprio schifo, cosa che non si fa – e grazie al cielo – per esempio con chi puzza. Non è violento, il giudizio di Shy? Io non fumo più ma sono LIETA di non considerare dei miei simili subumani in base alle loro abitudini.
Comunque, evidentemente ci sono pareri obbligatori a cui se non ci si adegua si desta scandalo e indignazione. Pure qua.
Che palle, ma davvero.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Non è violento, il giudizio di Shy?Al massimo e’ legittima difesa: dalla violenza di chi ti bruciacchia le maniche per strada a meno che non giri costantemente con la circospezione di un marine su un sentiero disseminato di booby traps; di chi t’impesta l’aria e i vestiti con la sua merda; di chi t’attacca un tumore, se hai la sfiga di vivere o lavorare con lui (cosa quest’ultima che, insciallah, non si puo’ – quasi – piu’ fare).
Le palle le fa venire a me il chiagnifottismo, piuttosto.
Su Hollywood: a parte che vorrei capire da quando in qua i cattivi non funzionano come role models, dopo aver fatto marchette alla Carcinoma&Co. per decenni, un po’ di penitenza la dovevano pur fare. In compenso, pare che ultimamente ci sia una recrudescenza: mi dicono ad esempio che in Avatar si pippa a tutto andare; se non tra i ragazzini, le nuove leve di fessacchiotti autolesionisti dove le devono raccattare?Rispondi | Cita
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Oh, mamma, il Gomblotto dei produttori di sigarette no, te prego.
Non importa, che i cattivi siano role model o meno. Dico che per anni ed anni una categoria di umani è stata inquadrata in ogni fiction come rappresentante stessa del male.
Non – mi – pia – ce.
E quello che cerco di dire (perchè desti addirittura scandalo è cosa che mi lascia di stucco) che – posto che è sacrosanto proibire di fumare nei luoghi pubblici – tolleranza è lasciare che la bambina del piano di sopra ogni tanto si faccia una corsa sui pattini, che il cane del vicino lasci i peli in ascensore, e che l’amico si fumi una sigaretta a casa. Non è tutto nero o bianco, e la convivenza è possibile dove si concepiscono le sfumature, e non si ricerca una “perfezione” impossibile in cui tutti non fumano, si lavano le ascelle, hanno cani che non abbaiano e bambini che non si mettono i pattini.Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::Comunque, evidentemente ci sono pareri obbligatori a cui se non ci si adegua si desta scandalo e indignazione. Pure qua.No, Rosa, tu hai descritto una situazione da – perdonami – paranoica, ovvero questa:ora molti non fumatori vivono nell’ossessione di poter trovare un fumatore a cui finalmente fare il culo.Cioè sostieni che ci siano delle persone – e pure più d’una, sono in maggioranza rispetto ai fumatori prepotenti – che, senza averne nessunissimo vantaggio, godono nell’arrecare un fastidio e un turbamento agli altri. E perché? Senza nessuna ragione. Così, perché ora i fumatori sono diventati il capro espiatorio.
Ma ti rendi conto che non accetteresti mai nessun tipo di argomentazione di questo genere in nessun altro campo?
Della stessa serie ci sono gli israeliani che vogliono ammazzare tutti i palestinesi perché li odiano, o Bush che vuole far fuori il maggior numero possibile di civili iraqueni perché ne gode.
Cioè, tu puoi pure argomentarmi che secondo te si deve tollerare il danno ai polmoni e il puzzo, quando questo sia minimo – e ti ho chiesto di farlo – ma se dici che è una cospirazione del mondo che ce l’ha coi fumatori non c’è molto spazio per discutere di nulla: partendo da un presupposto così ossessionato, non ci sarà nulla che non passerà da quel filtro.Rispondi | Cita
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@ rosalucsemburg:
Eppure e’ molto semplice: nessun cane abbaiante, ascella puzzolente o bimbo pattinante ha mai fatto venire un cancro a qualcun altro (e neppure a se stesso); almeno, non esistono casi dimostrati.rosalucsemburg scrive::Oh, mamma, il Gomblotto dei produttori di sigarette no, te prego.Beh, mi sa che sei rimasta l’unica a credere alla Fata Carabina:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2602591/
Senza contare i pozzi di soldi investiti per finanziare ricerche farlocche autoassolutorie, le cause miliardarie perse, etc.
Oltre ad asfaltarti i polmoni, per anni hai ingrassato una massa di stronzi.Rispondi | Cita
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“Cioè sostieni che ci siano delle persone – e pure più d’una, sono in maggioranza rispetto ai fumatori prepotenti – che, senza averne nessunissimo vantaggio, godono nell’arrecare un fastidio e un turbamento agli altri. E perché? Senza nessuna ragione. Così, perché ora i fumatori sono diventati il capro espiatorio.”
Forse abiti su mercurio. Davvero ti sembra così assurda l’intolleranza senza contropartita? Davvero ti sembra così assurdo che una categoria possa diventare “capro espiatorio”? Eppure accade tutti i giorni , costantemente, che l’altro dia fastidio e diventi il centro dei nostri pensieri e delle nostre ossessioni. Nel caso dei fumatori il processo è stato indotto e incoraggiato da un bombardamento mediatico senza precedenti.
Non mi piace.
A te si, e va bene, ma è davvero obbligatorio allinearsi?Rispondi | Cita
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shy
“eppure e’ molto semplice: nessun cane abbaiante, ascella puzzolente o bimbo pattinante ha mai fatto venire un cancro a qualcun altro (e neppure a se stesso)”
rosalux
ecco, la zaffata di fumo in un parco ha le stesse probabilità di indurti un cancro di un latrato di un cane o di una ascella puzzolente.Rispondi | Cita
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Sì, però qui si parlerebbe (anche) di epidemiologia: mille ascelle tonanti continuano a non farmi venire il cancro, mille sigarette passive chissà; però da una che graziosamente trascurava come per decenni Big Tobacco abbia foraggiato Hollywood perché l’aiutasse a far venire il cancro alla gente non mi aspetto che tenga il principio di precauzione in grande considerazione.
Senza contare che io sarei ecumenico: a chi lascia le cacche per strada gli strofinerei sopra il muso (dei padroni, non dei cani).Rispondi | Cita
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shy:
Sì, però qui si parlerebbe (anche) di epidemiologia: mille ascelle tonanti continuano a non farmi venire il cancro, mille sigarette passive chissà;
rosalux:
Ed è per questo che sono favorevolissima a proibire il fumo nei luoghi pubblici e a sanzionare chi non rispetta il divieto. Da qui a demonizzare il fumatore che si spara la sua sigara all’aria aperta o a farsi venire gli infantioli se in una serata da amici c’è qualcuno che fuma ce ne strapassa.
shy:
però da una che graziosamente trascurava come per decenni Big Tobacco abbia foraggiato Hollywood perché l’aiutasse a far venire il cancro
rosalux:
Alt, non mettermi in bocca cose che non ho detto. Mi faceva ridere il sottotesto secondo il quale anche mettere la pippa in bocca solo alla feccia sarebbe stato opera della Big Tobacco, visto che i cattivi sono role model. Quello è complottismo di bassa lega, caro il mio shy.
shy:
Senza contare che io sarei ecumenico: a chi lascia le cacche per strada gli strofinerei sopra il muso (dei padroni, non dei cani).
rosalux:
E daresti i pattini in testa alla piccola pattinatrice del piano di sopra, ma non è che tu sia mai stato il mio modello di tolleranza, eh? Lo dico con affetto…
(comunque io metterei megamultoni ultrasalati a chi lascia le merde in giro, sia chiaro. Ma anche a chi non fa la differenziata, se è per questo. Tu come vai a raccolta differenziata?)Rispondi | Cita
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rosalucsemburg scrive::sono favorevolissima a proibire il fumo nei luoghi pubblici Bene: anche in strada / auto? Così risolviamo il problema dei cretini che:
-mollano cicche;
-bruciacchiano giacche;
-vanno a sbattere perché il loro neuronio infortunato è già preso per accendersi la cicca e/o cercare il posacenere.
rosalucsemburg scrive::Mi faceva ridere il sottotesto secondo il quale anche mettere la pippa in bocca solo alla feccia sarebbe stato opera della Big Tobacco, visto che i cattivi sono role model. Quello è complottismo di bassa lega, caro il mio shy.Tesoruccio, riguardati l’ordine degli interventi: siccome tu hai tirato fuori un Gomblottone ai danni dei villains da film (o dei fumatori, o dei cattivi fumatori, non s’è capito bene), io ti ho risposto con un complotto documentato e agli atti, ai danni della salute pubblica; tanto per ristabilire un minimo di verità storica a fronte delle tue paranoie.
rosalucsemburg scrive::E daresti i pattini in testa alla piccola pattinatrice del piano di sopraSei tu a mettermi in bocca quel che non ho detto: perché dovrei prendermela coi cani o coi bambini, se ho a portata di mano dei presunti adulti senzienti che dovrebbero vigilare sul loro comportamento e comunque ne sono responsabili?
rosalucsemburg scrive::Tu come vai a raccolta differenziata?Se vogliamo metterla sul personale, caschi male: io differenzio sistematicamente l’umido, la carta, la plastica, il vetro, le pile, i farmaci scaduti e gli stronzi dei cani dai loro padroni stronzi.Rispondi | Cita
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shy:
Bene: anche in strada / auto?
rosalux:
Ovviamente, no. E ti ringrazio per avermi aiutato a far capire al nostro ospite cosa intendo per “intolleranza dei non fumatori”. Sei sempre una spalla strepitosa! :-DRispondi | Cita
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@ rosalucsemburg:
Quindi distrarsi alla guida col telefonino non si puo’, con la sigaretta si’?
Scaracchiare in faccia alla gente per strada non si puo’, fumargli in faccia si’?
Insomma i comportamenti asociali vanno vietati, a meno non si tratti di fumatori, che si sa, c’hanno la wild card per l’asocialita’?
Senza contare che in Paesi piu’ civili del nostro e’ gia’ vietato fumare in posti diversi da casa propria, dove si evitano stronzate come il costringere i non fumatori a fendere la cortina fumogena altrui per entrare in qualsiasi locale pubblico (scuole comprese) e ad essere _loro_ a doversi cercare un angolo di stazione praticabile perche’ i tossici legalizzati, poverini, devono averci le aree protette pure li’, che loro giustamente provvedono ad espandere come cazzo gli pare e piace, e’ la Casa delle Liberta’.
Peraltro, e’ buffo che pretenda di distribuire patenti di tolleranza una che se non hai il certificato di conformita’ ambientale, cicca: guarda che il diritto a non farmi venire il cancro da te ce l’avrei anche se fossi il nipote piu’ stronzo di Pacciani.Rispondi | Cita
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ilGab scrive::La collettività deve pagare per chi è meno fortunato, non per chi è più stupido e se le va a cercare.Mah, su questo non sono d’accordo. La collettività si deve fare carico anche delle piccole stupidità di ciascuno di noi.
Per me l’importante è che non mi si obblighi a respirare – no, neanche un po’ – di qualcosa che mi fa male e schifo.
Ma se fai pagare più spese, perché non, anche, a quelli che giocano a calcetto? In fondo se giochi a calcetto hai più probabilità di spaccarti una gamba.Rispondi | Cita
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Touchè.
Però giocando a calcetto diminuisco le possibilità di avere problemi cardiocircolatori andando così a compensare il rischio di una gamba rotta.
Anzi va a finire che, a conti fatti, ci devono pagare per giocare a calcetto.Rispondi | Cita
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@ ilGab:
Appunto: è un po’ l’argomento ‘ma e allora anche il traffico, ma e allora anche l’alimentazione’.
Mangiare bisogna, spostarsi pure (poi si può fare in modo più o meno intelligente, certo): fumare non è una necessità, ma soltanto un vizio, quindi mi pare giusto che chi ce l’ha se lo paghi in tutto e per tutto.
Detto questo, non sono affatto accecato e, no, non m’interessa ‘dialogare’ con i fumatori perché non ritengo che siano portatori di ragioni né di diritti, tranne quello di farsi tutto il male che vogliono senza farne agli altri (e senza venire a frignare o batter cassa dopo).Rispondi | Cita
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