Creatività maschia

25 May 2010, 2:04 | Gruppo misto | Commenti: 13

Ho visto questo grafico, e la prima cosa che ho pensato non è “sono tutti giovani”, ma “sono tutti maschi”. E non so dirmi come commentarlo.

– Commenti:



13 Commenti presenti su “Creatività maschia” – Feed

  1. Veronica – 25 May 2010, 04:59 (n° 1)

    Ci sono molte ragioni dietro il fenomeno, cerco di ordinarle in ordine di rilevanza (secondo me):

    1) non è che sono creativi, sono ingegneri.
    Ma le bambine occidentali, si sa, fanno lettere, giurisprudenza o massimo-massimo marketing.

    2) quando si tratta di investimento, e non di sesso a pagamento, è più facile per un uomo ottenere finanziamenti rispetto ad una donna perché
    a) i finanziatori sono a loro volta uomini
    b) storicamente la donna risparmia e l’uomo rischia

    3) l’imprenditore è un lavoro “da uomini”, perché non ha orari né ferie e non è compatibile con il c.d. “house management”

    fonti:
    http://blogs.babson.edu/womensleadership/2010/03/30/myth-vs-reality-women-still-lag-men-in-business-start-up/
    http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1018141
    http://blog.penelopetrunk.com/2004/12/27/where-women-stand-an-analysis-of-the-apprentice/
    http://blog.penelopetrunk.com/2008/04/10/advice-from-the-top-marry-a-stay-at-home-spouse-or-buy-the-equivalent/830/
    http://books.google.com/books?hl=en&lr=&id=bxdWBwnDW9sC&oi=fnd&pg=PA43&dq=women+entrepreneurship+studies&ots=180JN9WZ3N&sig=jhc0vSq8fdPaqJSH1_Iqiq1WGSc#v=onepage&q=women%20entrepreneurship%20studies&f=false
    http://usasbe.org/knowledge/whitepapers/greene2003.pdf

    Comunque la situazione sta migliorando, soprattutto in India (dove infatti ci sono più ingegneri donne): http://www.businessweek.com/technology/content/feb2010/tc2010023_986637.htm

  2. Giordano – 25 May 2010, 05:52 (n° 2)

    Ciao a tutti…
    ho fatto una discussione simile qualche tempo con un mio collega. Sono sempre stato un “femminista” o meglio un “non-maschilista”, tuttavia non ho potuto fare a meno di riflettere come mai nella mia azienda (settore costruzioni in acciaio) lavorassero al 90% maschi. Alla fine me ne esco con questa teoria: una ragazza è perfettamente in grado di fare questo lavoro ma non si trovano ragazze (per motivi culturali?) disposte ad andare in cantiere alle 6 di mattina, a stare all’estero per mesi e mesi o a finire alle 8 di sera. Di conseguenza l’azienda si orienta naturalmente su maschi, più “sfruttabili” in questo senso. Allo stesso modo non credo che una ragazza non abbia un cervello in grado di programmare in HTML, ma forse sono culturalmente orientate verso altre cose…è un discorso maschilista?

  3. ila – 25 May 2010, 08:46 (n° 3)

    Creatività o industriosità?

  4. Max – 25 May 2010, 13:15 (n° 4)

    @ Veronica:

    il tuo primo punto e’ falso

    non so in Italia, ma tra il 2003-2007 i degrees in science and engineering negli stati uniti hanno questo split:
    1174931 female
    1161326 male

    il 20% dei degrees in electrical engineering negli US sono conferiti a donne. 20% it’s a lot of engineers…

    il punto due e’ muto: qui si finanzia l’idea non il sesso. se sei bello o brutto, stronzo o simpatico, maschio o femmina, non importa. il tasso di finanziamento di SBIR grants per esempio non e’ significativamente diverso per male vs female applicants, o per rimanere nel’aneddotico, ne ho una nella startup next alla mia qui a Medford, MA. ocasioni per networking non mancano:
    http://w2sf.startupweekend.org/

    il punto 3 cuts both ways: se vuoi una famiglia equilibrata e tempo per i tuoi figli sia maschi che femmine devono rinunciare top notch carreers, infatti i ho lasciato Harvard ed una buona carriera in academia per l’industria. certe carriere assorbono, punto.

    non proiettare la situazione penosa Italiana sul resto del mondo occidentale…le donne in italia sono pezzi di mobilio ed i mass media non mancano di ricordarvelo ad ogni istante.

    piu’ probabilmente e’ un problema di attitudine che di discriminazione sistemica, non siamo nel 1950:

    “Many women who enter engineering majors have been told all their lives how good they are at math and science, so they tend to believe their aptitude is something they are born with. When they encounter difficulty, it can be devastating because their very identity is brought into question,” says Bhatia, who serves as the faculty advisor to the Society of Women Engineers student chapter at the UCSD Jacobs School of Engineering. “Because many believe their aptitude is a fixed ability, not a learned one, they tend to drop classes when faced with difficulty. It’s as if they are saying to themselves -Oh, I guess I’m not good at engineering and math after all.”

    or maybe Larry Summers had a point (provocation!)

    http://www.boston.com/news/local/articles/2005/01/17/summers_remarks_on_women_draw_fire/

  5. Valentina – 25 May 2010, 13:24 (n° 5)

    @ Zoe:

    Mi verrebbe da dire “sad but true” almeno in Italia.
    Mi son sempre chiesta come le top manager riescano ad essere così perfette in tutto. Io sarei già morta di stress.

  6. Stefano – 25 May 2010, 14:31 (n° 6)

    Ma non è che per caso il problema sono le gravidanze? Io lavoro in un’azienda informatica (mica una fonderia, eh!), e delle 3 dipendenti femmine due sono in maternità, e per la rilevanza delle loro mansioni non sono sostituibili, lasciando tutti noi nelle pezze.

  7. Valentina – 25 May 2010, 14:38 (n° 7)

    Una domanda: quando queste persone hanno sviluppato tutte queste applicazioni erano già nel mondo accademico, imprenditoraile, aziendale o no? Quale era la loro conoscenza informatica al tempo, e con questo intendo dire quanto di quello che hanno utilizzato viene insegnato accademicamente e quanto hanno imparato da soli?

  8. Valentina – 25 May 2010, 14:41 (n° 8)

    Mi son espressa male, nella seconda parte intendevo chiedere a che livello accademico fossero, cioè PhD, PostDoc, etc.

  9. restodelmondo – 25 May 2010, 14:46 (n° 9)

    La butto lì (scusa se mi auto-linko, ma è una vignetta e non saprei inserirla):
    http://feathers.tumblr.com/post/604389916/toys-gender-and-career-interests-sociological

  10. chiara – 25 May 2010, 16:32 (n° 10)

    io fossi un te, in possesso delle due doti principali per diventare unscaccomiliardario, mi farei delle domande sulla tabella di marcia

  11. Max – 25 May 2010, 20:27 (n° 11)

    @ Valentina:

    si quello e’ un punto interessante. Steve Jobs e’ un college drop-out, ie ha fatto un semestre di universita’, Bill Gates, e’ un harvard college dropout, Steve Wozniak e’ un UCB dropout e ha preso il degree in ingegneria elettrica 10 anni dopo aver fondato Apple con Jobs, Zuckerberg inventa facebook mentre era studente di informatica ad Harvard, Allen e’ un drop out da WSU, levchin e’ un ingegnere informatico, Brin e Page hanno PhDs in computer science, Friis e’ un high-school drop out, Yang e Filo sono ingegneri,…

    quello che li accomuna e’ una passione precoce per la technologia, non necessariamente un degree. il fatto che potessero diventare adulti in un ambiente dove quelle passioni potessero germinare e crescere (extracurricular activities clubs a scuola, un risk-prone capital venture system etc.) e’ un altro punto interessante.

  12. Fabrizio – 26 May 2010, 03:58 (n° 12)

    Mah, io direi perlopiù che sono tutti nerds. E mi ricorda tanto l’intervista che fece anni fa Neil Armstrong, il primo uomo sulla luna.
    Anche gli astronauti, che negli anni ’60 erano visti un po’ come gli imprenditori della tua lista, in fondo erano dei nerds. E erano curiosamente tutti uomini, a parte la Tereskova.

  13. izzo – 26 May 2010, 12:55 (n° 13)

    http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/geek/geek/geek.html

    mica vero che i creatori son tutti maschi…anzi c’è pure un’attrice di un certo livello tra le matematiche di successo.

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