Firmato, Barack Obama

13 March 2011, 12:18 | Alta politica | Commenti: 8

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Il mio amico Fabio è appena diventato americano e ha ricevuto una lettera da Barack Obama che – come mi ha scritto lui – “dimmi tu se un sudamericano disperato là (come lo è qua) o un italiano spaesato non si deve commuovere a certe parole che il suo Presidente gli rivolge, per la prima volta”.

Per certi versi è una lettera piena di retorica, che si tiene soltanto di poco al di qua della menzogna. Ha ragione lui a specificare che – molto probabilmente – quel sudamericano sarà disperato là come lo era a casa. Ma è anche vero che l’America è l’unico posto dove può provare a smettere di esserlo, ricostruendo la propria vita, in libertà, e ricercare la propria felicità. È  una bugia bella, che fa male a essere una bugia, ma fa bene a essere bella.

Quella bugia lì, che è americano chiunque creda nella libertà. Non i genitori, non la terra. Non il sangue, ma la testa. È ciò che rende così strana la loro idea di patria. Naturalmente, è una bugia. Bisogna sputare sangue per essere americani. E spesso non basta. Ma le idee contano, e plasmano le persone: è solo così che si può passare – nello spazio fulmineo di un paio di generazioni – dalla segregazione razziale a eleggere un nero presidente. Change non era solo un motto, ma la sua storia. Quello spirito che, scriveva l’Economist, fa domandare agli americani «perché no?» quando gli altri domandano «perché?».

Questo, come direbbe Obama, è il true genius of America, ed è una cosa che tante persone di sinistra non hanno mai capito (ma tante altre, come me e Fabio, sì). Quella cosa del sentirsi i Buoni, così vilipesa quanto poco indagata. Tutte le persone per bene, per fortuna, si sentono buone – e soprattutto cercano di esserlo: quando non lo sono, cercano di cambiare idea o comportamento. Ed è quella seconda parte, del cercare di esserlo, che rende una lettera come questa un impegno – anzi, esempio e ispirazione – per essere migliori di quello che si è, e molto migliori di quello che si è stati.

Quanto sarebbe inimmaginabile, forse anche ridicolo, un presidente del consiglio italiano che scriva queste cose (traduzione mia)?

Caro Concittadino Americano,

Sono onorato di potermi congratulare con te per essere diventato un cittadino degli Stati Uniti d’America. Tu rappresenti la promessa del Sogno Americano, e grazie alla tua determinazione, questo grande Paese è adesso il tuo Paese.

Hai fatto un giuramento solenne in nome di questo paese, e ora ne condividi i privilegi e le responsabilità. I nostri principî e le nostre libertà democratiche sono tue, così che tu possa sostenerle attraverso una partecipazione attiva e impegnata. Voglio incoraggiarti a prendere parte alla tua comunità e a promuovere i valori che ci guidano, come americani: l’impegno e l’onestà, il coraggio e il fair play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo.

Dalla nostra fondazione, generazioni di immigranti hanno raggiunto questo paese pieni di speranza per un futuro migliore, e hanno fatto sacrifici per poter tramandare questa eredità ai loro figli e ai loro nipoti. Questo è il prezzo, e la promessa, di essere un cittadino. Ora sei parte di questa preziosa storia, e servi da esempio e ispirazione per coloro che verranno dopo di te.

Ti accogliamo come nuovo cittadino di questa terra, e ti diamo il benvenuto nella famiglia americana.

firmato: Barack Obama

Per i cultori, l’originale piddieffato.

– Commenti:



8 Commenti presenti su “Firmato, Barack Obama” – Feed

  1. chelidon – 14 March 2011, 00:12 (n° 1)

    be’ anzi, dalla tua premessa mi aspettavo di trovare molta più retorica. bella.

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  2. fabio – 14 March 2011, 04:29 (n° 2)

    be’, ma Obama sa scrivere mooolto bene.

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  3. Flx – 14 March 2011, 15:35 (n° 3)

    …ma non potrà diventare presidente…

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  4. Max – 14 March 2011, 21:19 (n° 4)

    Flx scrive::

    …ma non potrà diventare presidente…

    oh well…not a big loss…

    life, liberty and the pursuit of happiness will have to suffice: after all the Presidency denies the last two and endangers the first…

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  5. Flx – 15 March 2011, 00:38 (n° 5)

    Max scrive:

    oh well…not a big loss…

    certo, diciamo che i più (tra i “nuovi” cittadini americani) non ne fanno un grosso problema, perché praticamente non è un problema (ma io mi sentirei comunque un cittadino statunitense di “serie B”, anche se non avessi alcuna intenzione di diventare presidente).
    Ho sottolineato questo dettaglio perché è contrario al principio che, secondo Giovanni, muove il Paese: ossia l’essere fondato sul credere nella libertà, sulla testa e non sul sangue.

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  6. tenkiu – 15 March 2011, 11:56 (n° 6)

    “(…) Hai fatto un giuramento solenne in nome di questo paese, e ora ne condividi i privilegi e le responsabilità. I nostri principî e le nostre libertà democratiche sono tue, così che tu possa sostenerle attraverso una partecipazione attiva e impegnata.
    (…) Dalla nostra fondazione, generazioni di immigranti hanno raggiunto questo paese pieni di speranza per un futuro migliore, e hanno fatto sacrifici per poter tramandare questa eredità ai loro figli e ai loro nipoti. Questo è il prezzo, e la promessa, di essere un cittadino. (…)
    firmato: Barack Obama
    ————————————————–
    Mi piace come Barack accoglie gli extracomunitari: patti chiari, amicizia lunga!

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  7. fabio – 27 March 2011, 02:48 (n° 7)
  8. Diani – 18 November 2012, 08:37 (n° 8)

    Dal punto di vista politico, secipe della sinistra, il termine Uguaglianza sottende assenza di discriminazione sessuale, razziale, politica, religiosa e via dicendo. Un ideale questo molto giusto e nobile, e proprio per questo quindi usato spesso in modo sleale per fini disonesti.La propaganda femminista e femminile si e8 servita e si serve del concetto di Uguaglianza solo ed esclsuivamente per dar credito e legittimazione morale e politica alle sue lotte e alle sue farneticazioni. Schermandosi, o meglio, paraculandosi dietro questo termine cosec oggettivamente e universalmente accredidato, tale propaganda e8 riuscita ad imporsi come mentalite0 dominante. Del resto sappiamo bene come il Femminile attuale usi questo concetto in modo alternato, cioe8 a seconda di come torna utile. L’ uguaglianza dei generi(il che e8 una forzatura strumentale del sacrosanto e nobile concetto di parite0 di dignite0 e di trattamento tra i sessi) viene proclamata solo laddove si ritiene che le donne non possano competere con gli uomini, di qui lo slogan We Can Do It(Noi possiamo farlo) accompagnato dalla famosa mmagine di una donna con il bicipite contratto del braccio. Ma se in ballo vi sono rischi e responsabilite0 oppure se bisogna esaltare il genere femminile nei confronti di quello maschile, ecco come il Femminismo diviene improvvisamente paladino della pif9 radicale diversite0 di genere, alla faccia di quella Uguaglianza di Genere che tanto predicano a chiacchiere. Trattamenti diversificati per genere quali le discriminazioni positive (vi ricordate cosa accadeva in Sud africa nell’ Apartheid per bianchi neri?) e proclamazione della superiorite0 delle donne nei confronti degli uomini.Oggi quasi non c’e8 pif9 nessuno-uomo o donna che sia-che non proclami la superiorite0 intellettiva,biologica e morale del genere femminile su quello maschile. Addirittura ci si e8 spinti anche a proclamare la loro superiorite0 genetica . Concetti questi ben descritti sul Mein Kampf , sul Mito del XX secolo e altri manuali razziali della prima mete0 del ‘900 e che pacificamente consideravamo come sterco ideologico sconfitto dalla storia e dall’ umanite0, oggi invece- applicati non pif9 alle razze ma ai sessi- ce li vediamo riproposti sui principali quotidiani, riviste, canali televisivi nonche8 dal parlare comune di tutti i giorni come se fossero cose scontate e ovvie cui bisogna credere e non obiettare pena l’esclusione sociale come asociali e misogini Insomma un coacervo di disparite0 di trattamento tra i sessi e di sfacciate e farneticanti proclamazioni in pieno stile nazista della superiorite0 umana, intellettiva, genetica e biologica del genere femminile su quello maschile ,che viene fatto passare per Lotta per l’ Uguaglianza e per la Parite0 Tu chiamale astute.

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