Il goleador

12 April 2010, 23:43 | La palla è rotonda | Commenti: 9

Questa è la colonna sonora adatta a questo post:

Il Goleador

Io non sopporto la Roma, ma soprattutto i romanisti. La ragione finta è che sono gli unici tifosi più lamentosi e complottisti dei fiorentini: sono sempre tutti contro di loro (tra i non romanisti, a Roma, “non fare il romanista” significa “non fare il rosicone”), e c’è sempre una cospirazione del “palazzo” ai loro danni. Quella vera è che, abitando a Roma, ho troppi amici romanisti: se vincono un altro scudetto chi li regge?

Eppure, mi vergogno un po’, ma sono diverse settimane che tifo Roma, all’inizio era un pensiero imbarazzante, ma poi ho dovuto ammetterlo. In fondo in fondo sono contento per tre ragioni: la prima è che è nettamente più debole dell’Inter e la seconda è che – un po’ – è merito nostro (sì, i tifosi sono molto propriasquadrocentrici).
La terza ragione è che, come a tutti gli sportivi, mi piacciono le rimonte. Ti viene da tifare per quello dietro che sta dietro e sta compiendo l’impresa. E la Roma un’impresa l’ha già fatta.

La Roma è in testa alla classifica. Ha recuperato 15 punti – tantissimi – all’Inter in 23 partite. Sì, perché non solo la Roma è in testa alla classifica, ma alla vigilia dell’undicesima giornata era a due punti dalla zona retrocessione. Di più, in quella undicesima giornata, nella partita col Bologna, era andata sotto di un gol: stava perdendo in casa. Poi segna Mirko Vucinic.


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Cosa sentite dopo il gol? Fischi. Sì, la Roma è in casa. E no, non stanno fischiando per le proteste del Bologna. No, fischiano Vucinic. Perché? Perché ha fatto gol. Per la Roma. Ora, per i non addetti, fischiare la propria squadra quando segna un gol è una cosa inaudita. In tutta la mia carriera di tifoso, non l’ho mai visto fare. Vucinic non aveva ancora segnato in campionato. Aveva fatto zero gol in dieci partite, non che nell’anno precedente avesse brillato per il numero di marcature: Vucinic è un attaccante strano, delle volte fa delle cose strepitose, altre sbaglia dei gol incredibili davanti alla porta – ha un po’ la fama dell’Inzaghi al contrario, dell’attaccante bravo col pallone fra i piedi ma che non segna mai. Almeno fino a qui. Torniamo all’Olimpico. I fischi, assordanti fino a  lì, si placano un po’. Poi lo speaker dello stadio, con voce mesta, annuncia il gol e il nome del marcatore, Mirko Vucinic. Di solito in questo frangente parte un esultanza supplementare. Invece altri fischi, un’altra bordata, in spregio all’attaccante montenegrino che non segna mai.

Da quel momento, dopo quel gol, la Roma farà un altro gol e vincerà la partita. Poi farà tanti altri gol, altri 23 risultati utili consecutivi, Vucinic ne segnerà undici – più di Totti o qualunque altro romanista, e la Roma arriverà in testa alla classifica. E tutto alla faccia di quelle trentamila persone che – al gol di Vucinic – fischiavano contro, come se da quel gol di quel pippone non potesse venirne nulla di buono.

Tutto questo per dire cosa? Certamente che i tifosi sono un po’ teste di cazzo, primo fra tutti quello che sta scrivendo.
E poi che anche nella situazione peggiore, quella in cui ti sembra davvero di aver toccato il fondo e di stare cominciando a scavare, quando nessun passo in avanti ti sembra sufficiente perché risibile rispetto agli altri passi indietro, beh, Vucinic può diventare un goleador.

(la mia nonna, che è molto cattolica e non le piace quando parlo male dei preti, mi ha detto che le piaccio quando scrivo di calcio)

– Commenti:



9 Commenti presenti su “Il goleador” – Feed

  1. alberto – 13 April 2010, 07:45 (n° 1)

    Credo che la Roma sia un caso unico in serie A da molti anni a questa parte per il suo “legame col territorio”, come si dice dalle ultime elezioni in qua. Una bandiera come Totti la hanno in pochi, mi viene in mente Del Piero alla Juventus. Ma Totti è romano de Roma oltre a essere affezionato alla maglia. E poi le altre squadre, se anche hanno una bandiera, si fermano lì. La Roma invece ne ha due. Anche De Rossi è romano de Roma. E visto che la squadra è smargiassa e ha voglia di strafare, la Roma ne ha tre. Gli anni scorsi il terzo romano de Roma era Aquilani. Andato via lui, è stato subito rimpiazzato da Ranieri. Insomma, in un calcio sempre più scopertamente “professionale” in cui ognuno va dove lo porta il soldo, questa magnifica finzione di fedeltà della Roma, squadra ruffiana come nessuno mai, non può che far innamorare i tifosi.

  2. Inaspettatamente « lucaperetti – 13 April 2010, 13:53 (n° 2)

    […] stadio dopo un sacco di tempo, e naturalmente complice anche il risultato mi diverto come un matto; Giovanni che tifa Roma (e questa sì che è […]

  3. simone – 13 April 2010, 14:10 (n° 3)

    Vucinic segretario del piddì! ^_^

    Comunque bel post. Ora lo stampo e lo attacco in cameretta, vicino alla maglia giallorossa di Batistuta.

  4. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 14:12 (n° 4)

    @ simone:
    Ho paura che tu non riesca a stampare i fischi.

  5. Arnaldo – 14 April 2010, 10:50 (n° 5)

    So che può essere deprecabile e non vorrei apparire provocatorio. Ma io temo che le contestazioni molto spesso servono. La Roma è lassù anche per merito di quei fischi lì. E’ triste, ma lo sport (il calcio almeno) in Europa è così. Guarda l’Hertha Berlino. Un mese fa le foto dell’invasione di campo erano su tutti i giornali. Non giustifico i tifosi, e penso meritino una pena anche peggiore di quella che hanno avuto. Tuttavia, voglio far notare che da allora l’Hertha ha fatto 7 punti in 4 partite (ne aveva fatti solo 15 nelle precedenti 26). E ha recuperato 4 punti sulla penultima. Insomma, il loro scopo – dargli una scossa – l’hanno raggiunto. (Poi, certo ci saranno altri esempi in cui una contestazione affonda ancora di più la squadra, ma comunque non è qualcosa che lascia indifferenti).

  6. Lotta con noi fino alla fine « Arnaldo Gr – 14 April 2010, 10:51 (n° 6)

    […] con noi fino alla fine By arnaldogr Distanti Saluti scrive un ottimo post sulla Roma, sul bello delle rincorse, sul bello di veder vincere il più […]

  7. microfono 31 – 15 April 2010, 14:59 (n° 7)

    non ho mai parlato di cose personali su un blog né su altre “agorà” perché ho il vizio, gravissimo per mio nipote, della riservatezza.Ma sono stata tirata in ballo con informazioni errate e devo difendermi:non sono una GRANDE cattolica,sono cattolica come tutti i battezzati,ma non una GRANDE,cosa del resto della quale non ci sarebbe da vergognarsi.Ma sotto l’aggettivo grande serpeggia l’accusa di bacchettona che Giovanni ,e lui soltanio, mi rivolge spesso e che non accetto in nessun modo. Ormai che sono in piazza faccio anche un’altra precisazione.Giovanni scrive subdolamente che io l’apprezzo quando scrive di sport;in realtà mi piace sempre quello che scrive,fatta eccezione quando affronta argomenti che fanno scadere il blog nella volgarità o nel qualunquismo.L’età e l’educazione che ho ricevuta mi portano a detestare ogni forma di volgarità,fatta una piccolissima eccezione quando vado allo stadio dove una parolaccia,purché non sia contro la mia squadra che non dico qual’é,posso far finta di non sentirla.

  8. Amy – 18 April 2010, 19:53 (n° 8)

    […] con noi fino alla fine By arnaldogr Distanti Saluti scrive un ottimo post sulla Roma, sul bello delle rincorse, sul bello di veder vincere il più […]

  9. Il mister e il goleador parte seconda | Distanti saluti – 18 April 2010, 23:13 (n° 9)

    […] poi Vucinic, sempre più goleador, con un gol su rigore, uno su una punizione che qualche tempo fa avrebbe provato a pennellare nel […]

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