Il mistero dell’accendisigari

2 August 2010, 0:13 | Gruppo misto | Commenti: 15

interesse 3 su 5

Una cosa che mi chiedo da un po’ è come mai nelle automobili ci sia l’accendisigari. Posto che può funzionare da presa elettrica con degli adattatori, che senso ha metterlo come output di default? Ti serve l’adattatore per il computer, quello per il cellulare, quello per l’iPod, quello per etc. Non sarebbe più logico mettere una presa elettrica standard e poi chi vuole si compra l’adattatore per accendercisi le sigarette?

Naturalmente ci sarà qualcuno che troverà utile avere un simil-accendino in macchina ma, o li metti entrambi, o è una scelta del tutto illogica. Voglio dire: immaginatevi casa vostra con tutte le prese a muro fatte ad accendisigari; poi, per ogni dispositivo, dovete mettere l’adattatore. Il ferro da stiro, il forno a microonde, l’albero di Natale. Ciascuno col suo aggeggio per farlo funzionare sulla presa ad accendisigaro.

Cioè, il motivo c’è sicuramente, e lo immagino storico: un tempo non c’era nulla di elettrico da attaccare in macchina, e quindi era più probabile che qualcuno trovasse comodo sfruttarlo per i sigari. Ma ora i tempi sono cambiati. Non sarebbe ora di cambiare anche le automobili?

– Commenti:



15 Commenti presenti su “Il mistero dell’accendisigari” – Feed

  1. Paolo – 2 August 2010, 06:38 (n° 1)

    In effetti c’è una certa differenza tra la presa elettrica standard (da noi 220 V, corrente alternata) e quella dell’accendisigari (12V, corrente continua). I dispositivi che colleghiamo in auto (telefoni, ipod, navigatori), se non erro funzionano a corrente continua, per cui di solito si attaccano alla presa elettrica ponendo in mezzo un trasformatore che adatta il voltaggio della rete elettrica casalinga a quello da loro richiesto, molto più simile a quanto fornito dall’accendisigari. Certo, si potrebbe pensare di fornire anche le auto di presa elettrica standard, ma non so se l’automobile riuscirebbe a fornire il voltaggio richiesto, senza contare che poi ci sarebbe chi pretende di alimentare il ferro da stiro in auto.

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  2. USB ports vs. cigarette lighters in cars « Avian Bone Syndrome – 2 August 2010, 08:59 (n° 2)

    […] this blog post (in Italian), Giovanni Fontana wonders why cars still have a cigarette lighter instead of standard […]

  3. franco rivera – 2 August 2010, 12:50 (n° 3)

    i motivi tecnici li ha sommariamente elencati Paolo

    l’elettricità erogata dalla batteria dell’auto è adattissima a far funzionare una banale resistenza elettrica come un accendisigari, ma totalmente inadatta a far funzionare direttamente apparecchiature elettroniche senza opportuni trasformatori/adattatori, insomma senza un alimentatore

    quindi comunque tra l’apparecchio da alimentare e la presa ci sarebbe di mezzo un apparecchio “ad hoc” per l’automobile da inserire OBBLIGATORIAMENTE pena il guasto dell’apparecchio

    se sull’auto al posto della presa dell’accendisigari ci fosse una presa diversa non sarebbe comunque possibile metterne una standard (quale?) per il rischio che l’utente sprovveduto infilasse il suo apparecchio direttamente senza il necessario alimentatore

    quindi tanto vale lasciare la presa dell’accendisigaro che ormai a modo suo è diventata uno standard invece di inventarne una nuova

    mistero chiarito? ^_*

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  4. Jollino – 2 August 2010, 12:59 (n° 4)

    Come ho scritto più in dettaglio e in inglese su Avian Bone Syndrome, sono d’accordo. Non prese normali perché non ha molto senso, ma sicuramente prese USB. Magari si crea pure un mercato di accendisigari USB.

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  5. Giovanni Fontana – 2 August 2010, 13:08 (n° 5)

    franco rivera scrive::

    mistero chiarito? ^_*

    Allora, io ho un aggeggino che metti nell’accendisigaro e lo fa diventare una presa elettrica. Evidentemente ha dentro quello che hai elencato tu ma non potrebbero direttamente metterlo nelle macchine?

    Come con le prese di casa, appunto.

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  6. dasnake – 3 August 2010, 14:27 (n° 6)

    Passare da corrente continua (la batteria da 12V della macchina) ad alternata (i 220V/60Hz delle prese di casa) richiede un dispositivo chiamato inverter, costoso e poco efficiente.

    Poi vorresti, dopo aver trasformato il 12V DC in 220V AC, attaccarci un alimentatore per il portatile (tipicamente 10~20V DC) o un alimentatore da presa usb (5V DC). Cioe`un altro dispositivo, stavolta meno costoso e un po’ piu` efficiente, ma men che mai perfetto, il cui unico vantaggio sarebbe quello di essere lo stesso di casa.

    Uhmm, non mi sembra una grande idea :)

    Vedila cosi`: le batterie delle macchine sono 12V e tutte le macchine sono equipaggiate con una presa 12V DC standard per tutte le macchine. In questa presa ci sta pure un accendisigari che viene messo al duplice scopo di tappare la presa e permetterti di accenderti le sigarette, win-win.

    Dai 12V passi agilmente con un economico (ed abbastanza efficiente) DC-DC converter a tutte le tensioni DC che ti pare per alimentare laptop, ipod, etc.

    Ti tocca avere un adattatore per casa e uno per la macchina, ma che ci vuoi fare, la vita e` ingiusta.

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  7. dasnake – 3 August 2010, 14:30 (n° 7)

    Ugh quanti errori, potevo dirlo in un italiano decisamente migliore, ma spero si sia capito il punto.

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  8. Giovanni Fontana – 3 August 2010, 14:36 (n° 8)

    dasnake scrive::

    Passare da corrente continua (la batteria da 12V della macchina) ad alternata (i 220V/60Hz delle prese di casa) richiede un dispositivo chiamato inverter, costoso e poco efficiente.

    Oh, costoso, io l’ho pagato 40 euro. Ti pare che il produttore di un’automobile che costa intorno ai 10.000€ non possa metterlo di serie su tutti i mezzi?

    Perché tutti hanno già l’attacco da infilare in una presa normale: te la dànno col cellulare, col computer, con tutto quello che devi attacchi all’elettricità.

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  9. dasnake – 3 August 2010, 14:57 (n° 9)

    Costoso in termini assoluti: l’inverter e` un oggetto relativamente complesso fatto da tanti componenti, un regolatore dc-dc e` un singolo chip che spesso costa meno della plastica che lo circonda.

    Inoltre sarebbe proprio stupido: la macchina ti fornisce 12V CONTINUA all’ipod ti servono 5V CONTINUA e tu vuoi passare attraverso 220V ALTERNATA buttando un bel po’ di potenza in calore nel processo. Se nel frattempo le sigarette te le accendi dando fuoco a banconote da cinque euro saresti perdonato, la coerenza e` sempre lodevole, ma altrimenti saresti un po’ un brocco.

    Piuttosto potresti chiederti per quale motivo IN CASA non hai prese con 12V continua dato che ogni aggeggino con elettronica integrata va a corrente continua.

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  10. jimb0 – 3 August 2010, 16:44 (n° 10)

    Giovanni, come gia’ spiegato, passare da continua 12v ad alternata 220v a continua 6v e’ un po’ una minchiata per l’ingegnere precisino.
    in aggiunta a questo i dispositivi inverter (come immagino quello da te acquistato) costavano veramente un botto assurdo fino a un 5-10 anni fa (e’ infatti da poco che abbiamo mille gadgetS avidi di corrente).
    inoltre secondo te quale presa di corrente dovremo installare sulle auto? americana, italiana, tedesca, giap? di presa accendisigari per auto ce n’e’ una, qua come in usa (e penso pure in giap).

    piu’ sensata la proposta avanzata da qualcun’altro di dotare tutte le auto di presa di corrente usb. ma anche in tal caso… non so se fra 10 anni l’ipod sara’ ancora alimentato dalla stessa usb di oggi…

    cmq con questo post hai vergato a caratteri cubitali il fatto di non essere un hardware geek.

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  11. Anellidifum0 – 3 August 2010, 16:45 (n° 11)

    Inappuntabile.

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  12. Giovanni Fontana – 3 August 2010, 17:10 (n° 12)

    jimb0 scrive::

    inoltre secondo te quale presa di corrente dovremo installare sulle auto? americana, italiana, tedesca, giap? di presa accendisigari per auto ce n’e’ una, qua come in usa (e penso pure in giap).

    Oh, non voglio fare quello che insiste a tutti i costi, poi la smetto. Però.

    Tu fai le macchine in Italia ci metti il buco italiano, fai le macchine in Inghilterra, ci metti il buco inglese. Cavolo, lo fanno per il volante e tutta la scocca, non lo riescono a fare per una presina?

    E fosse anche che non ci riescono: un conto è che io debba comprare un adattatore piccolino, 5€, da presa americana a presa europea e lo tengo sempre in macchina già dentro al connettore. Un altro è che io debba avere un adattatore diverso, con tanto di filo, per ciascuna delle varie periferiche: il telefono, l’ipod, il kindle, il computer, e chissà quante ne inventeranno in futuro.

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  13. jimb0 – 4 August 2010, 15:50 (n° 13)

    ah, ad ogni modo se hai tempo e voglia, l’argomento mi ha ricordato di far pubblicita’ a un libro che dovrebbe esser letto da tutti gli universitari che non han scelto ing. e simili: “Physics and Technology for Future Presidents: An Introduction to the Essential Physics Every World Leader Needs to Know”

    e’ un libro che spazza un po’ tutto il campo della fisica/tecnologia con linguaggio umano, senza formule astruse, che puo’ essere letto benissimo da chi ha fatto la terza media e offre una buona base per poter affrontare la chiacchiera da bar sul nucleare o l’articolo su repubblica relativo ai buchi neri.

    ps: l’ho preso anch’io l’inverter e sti marrazzi me l’han spedito con la di presa di corrente cinese.

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  14. luca – 6 August 2010, 13:57 (n° 14)

    a proposito di standard

    l’unione europea ha “chiesto” ai maggiori produttori di cellulari di produrre solo modelli che si possano ricaricare con un attacco micro USB
    http://it.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus#Caricabatterie_universale_per_cellulari

    questo dovrebbe favorire una progressiva omogeneizzazione, e probabilmente la realizzazione di analoghe connessioni anche sulle automobili

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  15. Giovanni Fontana – 9 August 2010, 11:34 (n° 15)

    jimb0 scrive::

    “Physics and Technology for Future Presidents: An Introduction to the Essential Physics Every World Leader Needs to Know”

    Ma che bello, lo voglio.

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