Il mondo fa schifo

6 May 2009, 21:06 | Ogni me è politico | Commenti: 20

Ricordate la faccenda di ieri, dell’incidente e della signora che m’era venuta addosso? Dovevo chiamarmi oggi, per darmi i soldi dei danni. E tutto a posto.

Oggi non mi chiama, la richiamo e mi dice che non ha intenzione di darmi i soldi perché aveva ragione lei.  In pratica il marito è andato dall’assicurazione – ho capito – e quelli gli hanno detto che modificando la sua versione può avere ragione lei, perché quella era una strada principale e aveva la precedenza.

Ovviamente io avevo già impegnato l’incrocio, che è molto lungo, e lei mi ha preso sulla parte posteriore della bici, io sono saltato sul cofano e poi sono andato per terra. Ma come faccio a dimostrare che io avevo già impegnato l’incrocio (lei era ferma)?

Avevo visto che lei era con due bambini, molto impaurita, allora ho cercato di tranquillizzarla. Le ho detto che non m’ero fatto nulla, e che non si preoccupasse, non sarei andato all’ospedale. Lei mi continuava a ripetere scusascusascusa. Mi ha detto: «è che in qusta macchina proprio non si vede davanti, c’è un “buco di visuale”». Io volevo pure registrarla, ho iniziato a farlo con il cellulare, mentre lo diceva. Ma ho smesso di farlo perché mi sembravo troppo stronzo: mi stava dicendo che m’avrebbe ripagato tutto, sembrava onestissima e impaurita. Allora ho smesso di registrare e ora ho soltanto io che dico «è proprio mi sei venuta addosso»  e lei non eccepisce. Poi, fidandomi, come un cretino. Ho smesso.

Il biciclettaio, al quale siamo andati – c’erano lui e un amico che potevano testimoniare a mio favore perché avevano anche loro sentitole dire che era lei la colpevole, e che era lei aveva intenzione di pagare tutto – ha detto che lui non vuole essere messo in mezzo, con un atteggiamento da “non voglio altri problemi”, che mi ha proprio demoralizzato.

Confesso anche una cosa: quando quella lì m’ha chiamato, mi sono veramente arrabbiato. Ripeteva: «tanto tu non ti sei fatto nulla, vero?». Allora quando ho attaccato, bello arrabbiato, ho preso la macchina e sono andato al pronto soccorso. Dopo tutto un bel graffione ce l’ho, e una bella contusione muscolare se ti viene addosso una macchina c’è sempre. Ma poi, appena entrato in sala d’attesa, mi son sentito uno stronzo e non ce l’ho fatta, e me ne sono andato.

È chiaro che è una reazione emotiva, ma ora sono veramente demoralizzato per come il mondo fa schifo…

– Commenti:



20 Commenti presenti su “Il mondo fa schifo” – Feed

  1. angia – 6 May 2009, 21:21 (n° 1)

    Lo so che è brutto da dire, ma:
    fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
    E complimenti alla signora!
    Stronza lei, e suo marito.
    Tu dovevi restare in pronto soccorso, non dovevi dargliela vinta, però capisco il tuo sconforto…
    cascano le braccia, a volte.

  2. Fabio – 7 May 2009, 03:54 (n° 2)

    Le (tue) ultime parole famose: “Era terrorizzata che andassi in ospedale per farmi pagare super danni, dice che aveva incontrato un farabutto di questo genere.”

  3. giovanna – 7 May 2009, 07:14 (n° 3)

    è una stronza,
    ma tu non rimproverarti di aver smesso di registrare. Non sono un’esperta, ma in Italia queste registrazioni non hanno valore legale.
    Magari sarebbe stato utile per spaventarla, ma poi all’assicurazione avrebbe saputo che sono inutili.
    Anche secondo me non dovresti dargliela vinta e dovresti riandare al pronto soccorso.

  4. giovanna – 7 May 2009, 07:44 (n° 4)

    Ripensandoci, magari è una sciocchezza,
    ma il fatto che la bici sia rotta nella parte posteriore non è una prova che tu avevi già già occupato l’incrocio?
    Se lo avesse occupato lei, tu avresti la bici ammaccata davanti,no?

  5. Giovanni – 7 May 2009, 07:51 (n° 5)

    Sì, ma sai come sono queste cose, e non sai che perito trovi: se fai la causa, poi magari mi trovo a dovergli ripagare pure la macchina…

  6. marco – 7 May 2009, 08:14 (n° 6)

    (Purtroppo) mi sono fatto una certa esperienza, con tanti anni di bici e moto sulle spalle: gli incidenti vanno sempre conclusi con qualcosa di “ufficiale”, che sia il modulo blu o un verbale dei vigili non importa, ma lasciare le cose appese e’ un rischio.

    Detto questo, gli assicuratori sono allucinanti, non capisco come possano dormire la notte in pace e senza rimorsi.

    Lascia perdere le sensazioni, qui si tratta di aggrapparsi all’ultima (lieve) possibilita’ che hai almeno per rientrare dei danni subiti: vai al pronto soccorso, sono abituati al fatto che ciclisti e motociclisti si presentino il giorno dopo (i dolori di una caduta, sempre per esperienza, ci mettono un po’ ad uscire) e fatti dare dei giorni di prognosi.

    Insisti con il testimone che hai, e poi vai di raccomandata.

    In bocca al lupo.

  7. Giovanni – 7 May 2009, 08:20 (n° 7)

    Guarda, andare in ospedale per inventarmi dolori che non ho, proprio non ce la faccio.
    Non lo dico come quello con la coscienza pulita, c’ero andato del resto, però proprio non ce la faccio.

    Col testimone c’ho provato, è irremovibile.

  8. Dave – 7 May 2009, 08:21 (n° 8)

    In quei casi chiamare sempre un ambulanza e i vigili. A fare i gentili con certa gente (e i suoi assicuratori) si prendono solo gli schaffoni!

  9. Lorenzo Panichi – 7 May 2009, 10:14 (n° 9)

    marco ha scritto:

    gli incidenti vanno sempre conclusi con qualcosa di “ufficiale”, che sia il modulo blu o un verbale dei vigili non importa, ma lasciare le cose appese e’ un rischio.

    … una procedura… nono, in italia è brutto… si va all’inferno poi

  10. Alberto – 7 May 2009, 12:24 (n° 10)

    Giovanni ha scritto:

    Guarda, andare in ospedale per inventarmi dolori che non ho, proprio non ce la faccio.
    Non lo dico come quello con la coscienza pulita, c’ero andato del resto, però proprio non ce la faccio.

    ;
    non capisco, in base a che principio non ce la fai (sono serio)?

  11. marco – 7 May 2009, 12:24 (n° 11)

    Nessuno parla di dolori che non hai, e’ una cosa che non ho fatto ne’ mai farei. Solo che sempre mi sono rialzato da terra dicendo/pensando “ok, sono tutto intero” e il giorno seguente lividi ovunque e dolori anche solo a guardarmi intorno… pero’ tu stesso hai parlato di un bel “graffione”.

    E non e’ nemmeno necessario andare al pronto soccorso: giorni di prognosi li puo’ dare anche il proprio medico di base.

    Peccato per il testimone… spero tu non gli abbia gia’ fatto sistemare la bici, al Ponzio Pilato :-(

  12. tenkiu – 7 May 2009, 15:33 (n° 12)

    @ Giovanni
    Tu avevi impegnato l’incrocio e lei ti ha preso sulla parte posteriore della bici, sei saltato sul cofano e poi sei andato per terra.
    L’urto sulla parte posteriore della bici può provare che tu la preceessi?
    Non devi sentirti uno stronzo, torna all’ospedale, racconta il fatto e fatti controllare, comunque ti può essere utile! Siamo con te. Un abbraccio

  13. aar – 7 May 2009, 18:34 (n° 13)

    qualche tempo fa nella mia vietta stretta e buia, di sera che non c’era nessuno, una macchina in retromarcia ha buttato giù una moto. La moto non ha fatto un gran botto,ma siccome lì c’era un bel palo, il parabrezza s’è spaccato a metà. Non c’era nessuno. La macchina avrebbe potuto tranquillamente fuggire. Invece la ragazza è scesa, ha preso un bel foglio A4 che aveva in borsa, e ha scritto un messaggio pieno di scuse e la prego mi chiami che le ripagherò tutto fino all’ultimo centesimo.
    Il punto è: i mejo sò sempre un’élite.

  14. Tittappete – 7 May 2009, 22:22 (n° 14)

    Ciao!
    Scusami se mi intrometto: non ho mai commentato, nonostante sia una tua lettrice “fedele” da qualche tempo, ma questo tuo post mi ha veramente colpita nel profondo. In realtà l’anno scorso a me è successo qualcosa di simile: stavo attraversando la strada sulle strisce, ero al centro (di Roma), vicino Piazza Vittorio, pioveva, ed un motociclista – probabilmente per la scarsa visibilità – mi ha presa in pieno mentre camminavo. Io ho cacciato un urlo pazzesco, lui era molto spaventato, ha farfugliato qualcosa simile a “ma che è tutta sta scena, mica annavo a 100 all’ora”…e dopo è scappato a tutta birra sapendo di essere nel torto… Per fortuna andava piano, altrimenti mi avrebbe ammazzata…quindi mi sono solo presa una botta molto dolorosa sul ginocchio, uno spavento che mi ha tolto 10 anni di vita, ed una bella scorta di problemi nei giorni successivi, dato che potevo camminare a fatica, non riuscivo a guidare, ecc ecc…
    Da allora, ogni volta che ci ripenso il mio desiderio non è tanto quello di tornare indietro nel tempo per riuscire a prendere la targa, denunciarlo e farmi risarcire. Io vorrei solo avere il suo numero di telefono o l’indirizzo per poterci parlare e informarlo di tutto l’immenso disprezzo che provo nei suoi confronti, poiché lo giudico un essere veramente basso e rivoltante. Questo probabilmente per lui non sarebbe nulla: chi fa una cosa del genere forse una coscienza nemmeno ce l’ha. Ma la signora che ha investito te non è subito scappata via e all’inizio, da quello che scrivi, sembra essersi dimostrata dispiaciuta…per lei quindi dovrebbe essere diverso. Se fossi al posto tuo, non avendo testimoni, e sapendo bene che nemmeno io sarei in grado di pianificare strategie con i referti medici del pronto soccorso, se avessi il numero la chiamerei e con calma le annuncerei tutto quello che penso, sottolineando quanto sia spregevole, scorretta ed infima. Certo, detta così sembra un invito all’umiliazione, e capisco che potrebbe non piacere; ma se non altro sarebbe un modo per farla vergognare almeno un po’ della bella azione commessa insieme al suo augusto coniuge. Secondo me ci resterebbe male quanto basta, e ti prenderesti una piccola soddisfazione personale che supererebbe qualsiasi altro risarcimento o riconoscimento legale.
    Ciao, scusa ancora, e spero che la tua gamba si rimetta presto! ;-P

  15. franco rivera – 8 May 2009, 10:20 (n° 15)

    riflessione con visione laterale (forse) fuori tema:

    che ti importa di come è finita? lei ha perso più di te dalla vicenda, ora eticamente vale meno di prima (e lo sa).

    prevedo una possibile obiezione, è un modo di pensare molto “giapponese”, ma io ragiono così, per è importante potere tenere sempre la testa alta, mi fa stare meglio, è sempre una bella sensazione essere in pace con se stessi

    non dovrebbe essere questo il vero senso della troppo abusata parola “onore” che te pudicamente cerchi di non usare per non sentirti “stronzo”?

    ^_*

  16. Lorenzo Panichi – 8 May 2009, 12:04 (n° 16)

    @ franco rivera:
    credo tu stia parlando di dignità

    la questione d'”onore”, anche se non nell’accezione tribale, è quella della rispettabilità: quindi ci si aspetta la punizione per questa mancanza di rispetto (della regola); che venga onorato il patto

  17. franco rivera – 8 May 2009, 13:58 (n° 17)

    dignità, onore, si forse parlavo di dignità, ma sono concetti che si sovrappongono almeno per me …

    Per quanto riguarda la “punizione” per il mancato rispetto della regola (sociale), sinceramente mi interessa poco anche se capisco che sia socialmente necessaria per tenere in piedi la struttura sociale.

    Io invece mi riferico ai sentimenti di Giovanni che non credo verrebbe sollevato dal sapere la signora punita, la sua ferita è di tipo diverso, è quella di avere amaramente ancora una volta scoperto che chi si espone con mano caritatevole si trova spesso tradito.

    Per questo lo invito a vedere il bicchiere mezzo pieno e a bandire ogni cruccio, son solo soldi, chissenefrega, quelli vanno e vengono.

    Lui potrà continuare viaggiare a testa alta con la coscienza pulita, la signora se lo incontrerà per strada dovrà abbassare gli occhi e si sentirà torcere lo stomaco al pensiero del tradimento operato.

  18. Lorenzo Panichi – 8 May 2009, 15:40 (n° 18)

    franco rivera ha scritto:

    Per quanto riguarda la “punizione” per il mancato rispetto della regola (sociale), sinceramente mi interessa poco anche se capisco che sia socialmente necessaria per tenere in piedi la struttura sociale.

    appunto, se un sistema che funziona è strumento per le persone lui non ha fatto quel che doveva fare, quella procedura di cui sopra (sopra un po’), non ha fatto quel che era giusto fare

    la signora se lo incontrerà per strada dovrà abbassare gli occhi e si sentirà torcere lo stomaco al pensiero del tradimento operato.

    allora speriamo si ricordi di accendere il dispositivo dell’empatia… no dai lo spero proprio, magari lo richiama

  19. Giovanni Fontana – 9 May 2009, 01:51 (n° 19)

    Beh, in ogni caso, grazie a tutti.
    Soprattutto ai “nuovi”.

  20. Roberto – 9 May 2009, 07:04 (n° 20)

    Mi spiace molto Giovanni per quello che ti è successo e so come ci si sente anche perchè credo che mi sarei comportato come te, fidandosi di una persona e non riuscendo ad essere più “furbo” di lei solo per avr ragione.
    Qualche mese fa, accompagnando all’asilo mio figlio, struscia un’auto parcheggiata: l’auto parcheggiata era nuova e avevo creato dei grafi su un paraurti.
    Tornai a casa senza che mi vedesse nessuno ma pieno di rimorsi. Una volta preso lo scooter per andare in ufficio decisi di tornare sul luogo del delitto e lascia un biglietto di spiegazioni e il mio cellulare. Mia moglie aveva paura che la mia correttezza potesse essere usata dal proprietario dell’auto: di gente così se ne inontra di continuo, tu ne sei testimone. In cuor mio speravo che il proprietario dell’automobile, rilevando la leggerezza dei danni, lasciasse perdere: io avrei avuto la coscienza a posto e non ci avrei rimesso nulla.
    La sera mi chiama una ragazza giovane, proprietaria dell’auto e non fa altro che ringraziarmi per la correttezza e mi dice però che l’auto è nuova, lo avevo notato, e che voleva ripararla. Ovviamente concordo con lei e le chiedo di farsi fare un preventivo in base al quale avrei deciso come muovermi.
    Alla fine abbiamo fatto un cid sul luogo dell’incidente: io pagerò qualcosa in più di assicurazione, ma bene o male questa è l’unica conseguenza del mio errore, quello di aver urtato un’auto parcheggiata.
    La mia coscienza è a posto e parlando con la ragazza le ho detto che mi sono comportato in quel modo solo perchè se dovesse capitarmi la stessa cosa a parti invertite spererei che anche gli altri si comportassero in modo corretto.
    L’incivile società in cui viviamo purtroppo penso sia composta maggiormente da persone come quelle che hai incontrato tu e vivere in questa società mi ha fatto spesso pensare di essere stato un “coglione” a lasciare quel biglietto: non mi aveva visto nessuno, non sarebbe accaduto nulla. Ma in cuor mio so che se non mi fossi comportato così la mia coscienza me l’avrebbe fatta pagare ben più di quelllo che mi costerà l’aumento dell’assicurazione, che per inciso pago proprio per questo.
    Nella mia canditudine il consiglio che voglio darti è quello di provare a far ragionare la signora con una nuova telefonata, senza rabbia e senza tentativi di impietosirla, solo provando a farla ragionare e a far uscire la “sua” coscienza, se ne ha una.
    E’ un tentativo adatto alla tua di coscienza, molto più di andare al pronto soccorso per cercare di averla vinta facendo il bastando più di chi ha torto.

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