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	<title>Comments on: Imporre una religione</title>
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	<description>Questo posto è dedicato al migliore di noi, Christopher</description>
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		<title>By: maurizio bistecconzi</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6578</link>
		<dc:creator>maurizio bistecconzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 12:50:06 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@ jojo&lt;/b&gt;:
questo non è assolutamente vero, se ti insegnano un dogma nei primi anni di vita e ti inculcano in testa che le cose sono così &quot;perchè è così&quot;, se ti inducono a ragionare per preconcetti e atti di fede e non in maniera &quot;scientifica&quot; con logica e dimostrazioni, è molto difficile schiodarsi da quel modo di vedere il mondo e di pensare. e prorabilmente resti (almeno in parte) chiuso per tutta la vita in una bara di ottusità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6578"><p><b>@ jojo</b>:<br />
questo non è assolutamente vero, se ti insegnano un dogma nei primi anni di vita e ti inculcano in testa che le cose sono così &#8220;perchè è così&#8221;, se ti inducono a ragionare per preconcetti e atti di fede e non in maniera &#8220;scientifica&#8221; con logica e dimostrazioni, è molto difficile schiodarsi da quel modo di vedere il mondo e di pensare. e prorabilmente resti (almeno in parte) chiuso per tutta la vita in una bara di ottusità</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('6578','maurizio bistecconzi'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('6578','maurizio bistecconzi'); return false;">Cita</a></div>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: tenkiu</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6373</link>
		<dc:creator>tenkiu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:52:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6373</guid>
		<description>&lt;b&gt;Max&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;@
http://www.genengnews.com/articles/chitem.aspx?aid=2081 ]&lt;/blockquote&gt;

Sono finalmente riuscita a vedere quanto mi hai consigliato e ti ringrazio.
Si, ti ringrazio perchè è un&#039;ulteriore conferma che la scienza per fare i &quot;miracoli&quot; ha bisogno di tanto, tanto tempo e soprattutto di tanti, tanti, tanti soldi.
Dio, invece, no.
Dio ci chiede di avere Fiducia in Lui, la stessa fiducia che ha un bambino tra le braccia del suo genitore.
I miracoli non servono per farci credere in Dio, sono segni che Dio ci da per farci capire che Lui è presente nella nostra vita, che non siamo soli.
Un miracolo avviene anche quando Dio ci dona la serenità e la pace per affrontare una malattia o una grave situazione.
Siamo diffronte a un &quot;miracolo&quot; quando la scienza non riesce a trovare una spiegazione... qualche esempio?
1) Valeria Atzori (per intercessione del Beato Nicola de Gesturi). La bambina nata a ventitré settimane di gravidanza il 21 gennaio 1986;
2) Gianna Maria Arcolino Comparini (per intercessione di Santa Gianna Beretta Molla). Nata il 31 maggio 2000 dopo sedici settimane senza liquido amniotico con un indice di Apgar di 9 sin dal primo minuto;
3)Carla de Noni (per intercessione del Beato Filippo Rinaldi) - un pezzo di mandibola ricresciuto durante il sonno... E&#039; accaduto nel 1945, ultima indagine clinica denominata &quot;sirognatografia&quot; risale al 27 maggio 1988; 

Sono alcuni fatti tratti dal libro di Saverio Gaeta &quot;Miracoli - quando la Scienza si arrende&quot; Ed. Piemme. Sono fatti accaduti in questi nostri tempi, pertanto i miracolati sono viventi, le cartelle cliniche, che dimostrano la veridicità degli avvenimenti sono consultabili.
Che dire? 
Prima di iniziare a sghignazzare è serio informarsi bene, approfondire...
Uno può anche non riconoscere diffronte all&#039;evidenza, può continuare a voler vedere un solo lato della medaglia ma non può pretendere di avere &quot;la verità&quot;... continuerà e rimanere chiuso con le proprie idee mentre fuori ci sono altre cose da vedere.
C&#039;è chi ha occhi e non vuol vedere, chi ha orecchi e non vuol sentire!
Shalom! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6373"><p><b>Max</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>@<br />
<a href="http://www.genengnews.com/articles/chitem.aspx?aid=2081" rel="nofollow">http://www.genengnews.com/articles/chitem.aspx?aid=2081</a> ]</p></blockquote>
<p>Sono finalmente riuscita a vedere quanto mi hai consigliato e ti ringrazio.<br />
Si, ti ringrazio perchè è un&#8217;ulteriore conferma che la scienza per fare i &#8220;miracoli&#8221; ha bisogno di tanto, tanto tempo e soprattutto di tanti, tanti, tanti soldi.<br />
Dio, invece, no.<br />
Dio ci chiede di avere Fiducia in Lui, la stessa fiducia che ha un bambino tra le braccia del suo genitore.<br />
I miracoli non servono per farci credere in Dio, sono segni che Dio ci da per farci capire che Lui è presente nella nostra vita, che non siamo soli.<br />
Un miracolo avviene anche quando Dio ci dona la serenità e la pace per affrontare una malattia o una grave situazione.<br />
Siamo diffronte a un &#8220;miracolo&#8221; quando la scienza non riesce a trovare una spiegazione&#8230; qualche esempio?<br />
1) Valeria Atzori (per intercessione del Beato Nicola de Gesturi). La bambina nata a ventitré settimane di gravidanza il 21 gennaio 1986;<br />
2) Gianna Maria Arcolino Comparini (per intercessione di Santa Gianna Beretta Molla). Nata il 31 maggio 2000 dopo sedici settimane senza liquido amniotico con un indice di Apgar di 9 sin dal primo minuto;<br />
3)Carla de Noni (per intercessione del Beato Filippo Rinaldi) &#8211; un pezzo di mandibola ricresciuto durante il sonno&#8230; E&#8217; accaduto nel 1945, ultima indagine clinica denominata &#8220;sirognatografia&#8221; risale al 27 maggio 1988; </p>
<p>Sono alcuni fatti tratti dal libro di Saverio Gaeta &#8220;Miracoli &#8211; quando la Scienza si arrende&#8221; Ed. Piemme. Sono fatti accaduti in questi nostri tempi, pertanto i miracolati sono viventi, le cartelle cliniche, che dimostrano la veridicità degli avvenimenti sono consultabili.<br />
Che dire?<br />
Prima di iniziare a sghignazzare è serio informarsi bene, approfondire&#8230;<br />
Uno può anche non riconoscere diffronte all&#8217;evidenza, può continuare a voler vedere un solo lato della medaglia ma non può pretendere di avere &#8220;la verità&#8221;&#8230; continuerà e rimanere chiuso con le proprie idee mentre fuori ci sono altre cose da vedere.<br />
C&#8217;è chi ha occhi e non vuol vedere, chi ha orecchi e non vuol sentire!<br />
Shalom! :-)</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('6373','tenkiu'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('6373','tenkiu'); return false;">Cita</a></div>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: luzmic</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6346</link>
		<dc:creator>luzmic</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 12:26:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6346</guid>
		<description>E&#039; arrivato il momento di ricalibrare il dircorso.

Il termine &quot;religione&quot; e&#039; troppo ampio. Descrive cose molto diverse fra loro, che vanno dal cristianesimo all&#039;islamismo, al taoismo, ai riti tribali australiani, all&#039;induismo, al regno del cielo (quello della teiera gigante) ecc. Dentro ci sono strutture gerarche piramidali e fiosofie che inneggiano alla rinuncia del mondo, condanne ad ogni violenza e inviti alla guerra, poligamie e monogamie ecc.

Per rimanere nell&#039;ambito della chiesa di Roma: il cristianesimo delle origini, il cattolicesimo europeo del 1200, il cattolicesimo moderno, il cattolicesimo contemporaneo africano hanno caratteristiche molto diverse e sotto alcuni aspetti contrastanti.

Difficile quindi fare un discorso genereale che vada bene per tutte le religioni.

Da un lato si potrebbero trovare mille esempi di conseguenze negative e dall&#039;altro mille esempi di conseguenze positive.

Tu mi parli di inquisizione, di kamikaze, di persecuzioni e io (che non nego affatto quelle cose) ti parlo di solitudine di fronte al dolore, alla paura ed alla morte e di solidarieta&#039;.

Ma pero&#039;.

Cercando di trovare il bandolo della matassa. Tutte le religioni hanno due aspetti fondamentali: la necessita&#039; di dare risposta a domande cui la logica non ha saputo rispondere (ne&#039; forse e&#039; in grado di farlo), fungere da collante fra le persone contribuendo a regolare la societa&#039; ed a darle forza.

Io penso che questi due aspetti siano positivi e meritino di essere tramandati.

Non ho le tue statistiche e non ne conosco l&#039;origine. Di fatto sono sempre stato convinto che una persona meno istruita sia piu&#039; vulnerabile e propensa ad acettare acriticamente quanto le viene proposto perche&#039; non ha gli strumenti per soppesarne la validita&#039;; le credenze dell&#039;ignorante (o incolto, se si vuole essere politically correct) non sono sbagliate di per se&#039;, ma possono esserlo senza che lui se ne accorga. Che si tratti di religione, di prescrizioni mediche o di consigli su un investimento finanziario. Quindi se chiedi a un ignorante se va ogni domenica a messa, se si astiene dal sesso prematrimoniale, se si confessa e se segue le indicazioni del suo parroco probabilmente ti dira&#039; di si&#039; su tutto. Se lo chiedi ad un colto probabilmente fara&#039; quanto meno dei distinguo, spiegando quali pratiche segue, in quale modo e perche&#039;. Ma dubito che il piu&#039; erudito degli eruditi, per quanto rifiuti l&#039;incasellamento in una religione formale, possa non percepire il limite alla possibilita&#039; di trovare risposte alle proprie domande. Le religioni chiamano questo limite D-o, l&#039;erudito puo&#039; trovarci un altro nome ma quello e&#039;. Oppure si rinuncia a porsi le domande, ma questo mi pare molto poco umano e molto piu&#039; adatto ad altre specie viventi.

Tornando a noi: per valutare il fenomeno religioso non si possono usare, secondo me, i criteri vero/falso che si utilizzano nella logica. Presupporlo mi sembrerebbe una presa di posizione aprioristica e di fatto ingiustificata, perche&#039; la realta&#039; non si puo&#039; descrivere solo in termini binari. Si puo&#039; rispondere con vero/falso alla domanda &quot;ami Genoveffa?&quot; o alla domanda &quot;ti piace la musica?&quot; o alla domanda &quot;sei felice?&quot;. Non credo proprio. Quindi e&#039; simolante per la discussione ma fuorviante dire: &quot;se accetti per dogma di non mangiare gamberetti allora devi anche accettare di lapidare il tuo vicino se non rispetta il riposo sabbatico&quot;. Questa e&#039; una visione irrealistica e fuorviante della religione. O meglio, descrive alcune religioni, alcune forme che esistono o sono esistite in tempi e luoghi diversi dai nostri, ma non la religione come fenomeno in se&#039;. Credere in D-o e dare importanza alla religione non significa smettere di porsi domande. Se io credo che D-o abbia ordinato di lapidare chi lavora il sabato ai tempi di Mose&#039;, non significa che io creda che D-o mi ordini la stessa cosa oggi (per mia fortuna, visto che di sabato faccio di tutto). Anche se non c&#039;e&#039; scritto da nessuna parte che il precetto di Numeri 15:32-36 abbia una data di scadenza.

Quindi non si puo&#039; mettere tutto sullo stesso piano. Trattare con gli strumenti della logica le materie che con la logica non ha nulla a che fare, questo si&#039; che porta a disastri. Non puoi dire: se pensi che il gelato al pistacchio sia il cibo migliore del mondo allora devi mangiare solo quello mattina pomeriggio e sera per tutta la tua vita. Oppure, per fare un esempio molto piu&#039; concreto, non puoi dire &quot;causare ferite ad un uomo o provocarne la morte e&#039; sempre e comunque un reato punito dalla legge&quot; perche&#039; per asportare un tumore devi praticare delle ferite e a volte rischi di causare la morte del paziente, ed i dotti tentano da sempre di risolvere sul piano logico questo dilemma (&quot;ma se il dottore ha seguito tutte le prescrizioni della scienza medica del tempo, ma se il paziente non voleva essere curato, ma se il paziente non aveva detto se voleva essere curato perche&#039; e&#039; svenuto prima, ma se e&#039; successo qualcosa di imponderabile durante l&#039;operazione, ma se c&#039;era un&#039;alternativa terapeutica ecc. ecc. ecc.&quot;) senza venirne a capo. I tribunali devono dare una sentenza, ma la verita&#039; e&#039; che o si dice &quot;infilare un coltello nella pancia altrui e&#039; sempre reato&quot; e allora si chiudono tutte le sale operatorie, oppure ci si rassegna a navigare fra le gradazioni di grigio cercando di volta in volta di capire se si e&#039; di piu&#039; dalla parte del bianco o dalla parte del nero.

Altro esempio: come si puo&#039; pretendere coerenza matematica all&#039;affermazione &quot;io voglio bene a mia madre e non voglio fare nulla, in tutta la mia vita, che la faccia soffrire&quot;? Impossibile oltre che sbagliato.


Idem per gli eccessi del dogmatismo. Se io dico che credo in D-o e che per me la religione ha valore, non devo mica per questo firmare una clausola in bianco o consegnare cervello e coscienza a qualcun altro. Decido io di volta in volta fra le tonalita&#039; del grigio.

&lt;b&gt;Giovanni Fontana&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;O lo stupro. Anche quello, evoluzionisticamente, è un dispositivo molto utile.
Ma non tutto ciò che fa migliorare la specie in senso preistorico, è ciò che render le persone più felici.&lt;/blockquote&gt;

Beh, lo stupratore e&#039; abbastanza felice, e quindi nel bilancio delle falicita&#039; dell&#039;umanita&#039; siamo 1-1. Inoltre ottiene lo scopo. biologicamente encomiabile, di mischiare i suoi geni con quelli della stuprata, che magari consensualmente non lo avrebbe mai permesso, e quindi nel bilancio vantaggi/svantaggi per l&#039;umanita&#039; siamo addirittura 2-1 per lo stupratore

(ovviamente si scherza)

&lt;b&gt;Giovanni Fontana&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;Eh no, il problema è “comunità”. Se non per un dogma, non c’è ragione per soffrire di meno se muore un cinese o un italiano.&lt;/blockquote&gt;

Non sono d&#039;accordo. La razza umana &lt;b&gt;deve&lt;/b&gt; organizzarsi in gruppi. Se muore mia sorella mi sconvolge di piu&#039; che se muore Fiorella Mannoia, e se muore un italiano piu&#039; che se muore un russo. Non e&#039; questione di dogma ma di immedesimazione (o di empatia?).

&lt;b&gt;Giovanni Fontana&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;
Vogliamo leggere, nella Torah, qual è il trattamento che va riservato ai goim?
Ovviamente non penso che quella sia, ora, la posizione della maggioranza degli ebrei credenti, ma qual è il concetto sotteso al non dover rispondere alla legge divina di chi non appartiene al Popolo? Perché se c’è da fare un lavoro nel giardino, di Shabbat, lo fa un goim?&lt;/blockquote&gt;

Secondo Wikipedia la parola goy (lett. nazione) compare nella Torah 550 volte. Non le conosco tutte, anzi ne conosco molto poche. Pero&#039; sono abbastanza sicuro che diverse di queste si riferiscano al popolo d&#039;Israele, e le rimanenti a nazioni specifiche. Di certo nella bibbia c&#039;e&#039; scritto che il popolo d&#039;Israele ha trucidato altri popoli che si e&#039; trovato di fronte (radendo al suolo le loro case, passando a fil di spada tutta la popolazione, cancellandoli dalla faccia della terra ecc.) e di certo nella bibbia c&#039;e&#039; scritto che l&#039;hanno fatto perche&#039; e&#039; stato loro ordinato da D-o. Peraltro si potrebbero dire mille cose in mille direzioni diverse su questi episodi, ma ho gia&#039; divagato abbastanza.
Il punto e&#039; che nella narrazione biblica il popolo d&#039;Israele arrivava alla terra dei Tizi e scendeva in guerra contro i Tizi non perche&#039; avesse ricevuto un ordine generale di fare pulizia etnica nei confronti di tutti i non israeliti, ma perche&#039; D-o aveva detto di far la guerra ai Tizi. Poi arrivava alla terra dei Semproni e D-o ordinava loro di combattere i Semproni. Cioe&#039; era una cosa ad personam. Poi si&#039;, era condita con tinte religiose (i Tizi e i Semproni sono cattivi perche&#039; credono in altri dei e quindi meritano di essere trucidati), ma non c&#039;e&#039; nessuna retrocessione degli altri a ranghi inferiori a quelli umani. Casomai nella Bibbia sono le azioni delle persone, a prescindere dalla loro appartenenza all&#039;una o all&#039;altra nazione (ivi compresi gli israeliti) a rendere le persone abominevoli  ed a far meritare loro la morte.
Il discorso del lavoro in giardino poi e&#039;, per come lo so io, completamente diverso. Il concetto e&#039; questo: l&#039;ebreo deve rispettare il diritto di chiunque (ebreo e non ebreo) al riposo sabbatico e quindi l&#039;ebreo osservante non solo non dovrebbe imporre ad un non ebreo di lavorare di sabato ma neppure dovrebbe chiederglielo. Pero&#039; il goy (non ebreo) non e&#039; legato, dal punto di vista ebraico, al rispetto del precetto religioso del rispetto del Sabato, perche&#039; si tratta di precetti che D-o ha dato a Israele e non alle altre genti (perche&#039; Israele deve sottoporti a beneficio di tutta l&#039;umanita&#039;) e quindi il non ebreo puo&#039;, se vuole, lavorare di Sabato (senza rischio di essere criticato oggi e lapidato duemilacinquecento anni fa). Poiche&#039; se il goy lavora di Sabato non infrange alcun precetto, l&#039;ebreo puo&#039; avvantaggiarsi di questo lavoro che il goy fa volontariamente per se&#039; stesso. Esempio: l&#039;addetto che accendeva i lampioni stradali (all&#039;epoca in cui c&#039;era l&#039;illluminazione pubblica a gas) o il portiere che spazza il vialetto condominiale. Poi ci sono i casi limite, tipo quello dell&#039;ebreo osservante che assume un goy per curargli il giardino senza specificare in quali giorni venire a lavorare e lasciando che, se lo decide autonomamente, il giardiniere venga anche di sabato. Per questo genere di &quot;furberia&quot; esiste anche un termine in yiddish: shabbos goy (lett. non ebreo del sabato). Io metto questa nella stessa categoria dei panini morbidi kasher le-pesach, del cocktail di simil-gamberetti alla soia ecc., ma questa e&#039; un&#039;altra storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6346"><p>E&#8217; arrivato il momento di ricalibrare il dircorso.</p>
<p>Il termine &#8220;religione&#8221; e&#8217; troppo ampio. Descrive cose molto diverse fra loro, che vanno dal cristianesimo all&#8217;islamismo, al taoismo, ai riti tribali australiani, all&#8217;induismo, al regno del cielo (quello della teiera gigante) ecc. Dentro ci sono strutture gerarche piramidali e fiosofie che inneggiano alla rinuncia del mondo, condanne ad ogni violenza e inviti alla guerra, poligamie e monogamie ecc.</p>
<p>Per rimanere nell&#8217;ambito della chiesa di Roma: il cristianesimo delle origini, il cattolicesimo europeo del 1200, il cattolicesimo moderno, il cattolicesimo contemporaneo africano hanno caratteristiche molto diverse e sotto alcuni aspetti contrastanti.</p>
<p>Difficile quindi fare un discorso genereale che vada bene per tutte le religioni.</p>
<p>Da un lato si potrebbero trovare mille esempi di conseguenze negative e dall&#8217;altro mille esempi di conseguenze positive.</p>
<p>Tu mi parli di inquisizione, di kamikaze, di persecuzioni e io (che non nego affatto quelle cose) ti parlo di solitudine di fronte al dolore, alla paura ed alla morte e di solidarieta&#8217;.</p>
<p>Ma pero&#8217;.</p>
<p>Cercando di trovare il bandolo della matassa. Tutte le religioni hanno due aspetti fondamentali: la necessita&#8217; di dare risposta a domande cui la logica non ha saputo rispondere (ne&#8217; forse e&#8217; in grado di farlo), fungere da collante fra le persone contribuendo a regolare la societa&#8217; ed a darle forza.</p>
<p>Io penso che questi due aspetti siano positivi e meritino di essere tramandati.</p>
<p>Non ho le tue statistiche e non ne conosco l&#8217;origine. Di fatto sono sempre stato convinto che una persona meno istruita sia piu&#8217; vulnerabile e propensa ad acettare acriticamente quanto le viene proposto perche&#8217; non ha gli strumenti per soppesarne la validita&#8217;; le credenze dell&#8217;ignorante (o incolto, se si vuole essere politically correct) non sono sbagliate di per se&#8217;, ma possono esserlo senza che lui se ne accorga. Che si tratti di religione, di prescrizioni mediche o di consigli su un investimento finanziario. Quindi se chiedi a un ignorante se va ogni domenica a messa, se si astiene dal sesso prematrimoniale, se si confessa e se segue le indicazioni del suo parroco probabilmente ti dira&#8217; di si&#8217; su tutto. Se lo chiedi ad un colto probabilmente fara&#8217; quanto meno dei distinguo, spiegando quali pratiche segue, in quale modo e perche&#8217;. Ma dubito che il piu&#8217; erudito degli eruditi, per quanto rifiuti l&#8217;incasellamento in una religione formale, possa non percepire il limite alla possibilita&#8217; di trovare risposte alle proprie domande. Le religioni chiamano questo limite D-o, l&#8217;erudito puo&#8217; trovarci un altro nome ma quello e&#8217;. Oppure si rinuncia a porsi le domande, ma questo mi pare molto poco umano e molto piu&#8217; adatto ad altre specie viventi.</p>
<p>Tornando a noi: per valutare il fenomeno religioso non si possono usare, secondo me, i criteri vero/falso che si utilizzano nella logica. Presupporlo mi sembrerebbe una presa di posizione aprioristica e di fatto ingiustificata, perche&#8217; la realta&#8217; non si puo&#8217; descrivere solo in termini binari. Si puo&#8217; rispondere con vero/falso alla domanda &#8220;ami Genoveffa?&#8221; o alla domanda &#8220;ti piace la musica?&#8221; o alla domanda &#8220;sei felice?&#8221;. Non credo proprio. Quindi e&#8217; simolante per la discussione ma fuorviante dire: &#8220;se accetti per dogma di non mangiare gamberetti allora devi anche accettare di lapidare il tuo vicino se non rispetta il riposo sabbatico&#8221;. Questa e&#8217; una visione irrealistica e fuorviante della religione. O meglio, descrive alcune religioni, alcune forme che esistono o sono esistite in tempi e luoghi diversi dai nostri, ma non la religione come fenomeno in se&#8217;. Credere in D-o e dare importanza alla religione non significa smettere di porsi domande. Se io credo che D-o abbia ordinato di lapidare chi lavora il sabato ai tempi di Mose&#8217;, non significa che io creda che D-o mi ordini la stessa cosa oggi (per mia fortuna, visto che di sabato faccio di tutto). Anche se non c&#8217;e&#8217; scritto da nessuna parte che il precetto di Numeri 15:32-36 abbia una data di scadenza.</p>
<p>Quindi non si puo&#8217; mettere tutto sullo stesso piano. Trattare con gli strumenti della logica le materie che con la logica non ha nulla a che fare, questo si&#8217; che porta a disastri. Non puoi dire: se pensi che il gelato al pistacchio sia il cibo migliore del mondo allora devi mangiare solo quello mattina pomeriggio e sera per tutta la tua vita. Oppure, per fare un esempio molto piu&#8217; concreto, non puoi dire &#8220;causare ferite ad un uomo o provocarne la morte e&#8217; sempre e comunque un reato punito dalla legge&#8221; perche&#8217; per asportare un tumore devi praticare delle ferite e a volte rischi di causare la morte del paziente, ed i dotti tentano da sempre di risolvere sul piano logico questo dilemma (&#8220;ma se il dottore ha seguito tutte le prescrizioni della scienza medica del tempo, ma se il paziente non voleva essere curato, ma se il paziente non aveva detto se voleva essere curato perche&#8217; e&#8217; svenuto prima, ma se e&#8217; successo qualcosa di imponderabile durante l&#8217;operazione, ma se c&#8217;era un&#8217;alternativa terapeutica ecc. ecc. ecc.&#8221;) senza venirne a capo. I tribunali devono dare una sentenza, ma la verita&#8217; e&#8217; che o si dice &#8220;infilare un coltello nella pancia altrui e&#8217; sempre reato&#8221; e allora si chiudono tutte le sale operatorie, oppure ci si rassegna a navigare fra le gradazioni di grigio cercando di volta in volta di capire se si e&#8217; di piu&#8217; dalla parte del bianco o dalla parte del nero.</p>
<p>Altro esempio: come si puo&#8217; pretendere coerenza matematica all&#8217;affermazione &#8220;io voglio bene a mia madre e non voglio fare nulla, in tutta la mia vita, che la faccia soffrire&#8221;? Impossibile oltre che sbagliato.</p>
<p>Idem per gli eccessi del dogmatismo. Se io dico che credo in D-o e che per me la religione ha valore, non devo mica per questo firmare una clausola in bianco o consegnare cervello e coscienza a qualcun altro. Decido io di volta in volta fra le tonalita&#8217; del grigio.</p>
<p><b>Giovanni Fontana</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>O lo stupro. Anche quello, evoluzionisticamente, è un dispositivo molto utile.<br />
Ma non tutto ciò che fa migliorare la specie in senso preistorico, è ciò che render le persone più felici.</p></blockquote>
<p>Beh, lo stupratore e&#8217; abbastanza felice, e quindi nel bilancio delle falicita&#8217; dell&#8217;umanita&#8217; siamo 1-1. Inoltre ottiene lo scopo. biologicamente encomiabile, di mischiare i suoi geni con quelli della stuprata, che magari consensualmente non lo avrebbe mai permesso, e quindi nel bilancio vantaggi/svantaggi per l&#8217;umanita&#8217; siamo addirittura 2-1 per lo stupratore</p>
<p>(ovviamente si scherza)</p>
<p><b>Giovanni Fontana</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>Eh no, il problema è “comunità”. Se non per un dogma, non c’è ragione per soffrire di meno se muore un cinese o un italiano.</p></blockquote>
<p>Non sono d&#8217;accordo. La razza umana <b>deve</b> organizzarsi in gruppi. Se muore mia sorella mi sconvolge di piu&#8217; che se muore Fiorella Mannoia, e se muore un italiano piu&#8217; che se muore un russo. Non e&#8217; questione di dogma ma di immedesimazione (o di empatia?).</p>
<p><b>Giovanni Fontana</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>
Vogliamo leggere, nella Torah, qual è il trattamento che va riservato ai goim?<br />
Ovviamente non penso che quella sia, ora, la posizione della maggioranza degli ebrei credenti, ma qual è il concetto sotteso al non dover rispondere alla legge divina di chi non appartiene al Popolo? Perché se c’è da fare un lavoro nel giardino, di Shabbat, lo fa un goim?</p></blockquote>
<p>Secondo Wikipedia la parola goy (lett. nazione) compare nella Torah 550 volte. Non le conosco tutte, anzi ne conosco molto poche. Pero&#8217; sono abbastanza sicuro che diverse di queste si riferiscano al popolo d&#8217;Israele, e le rimanenti a nazioni specifiche. Di certo nella bibbia c&#8217;e&#8217; scritto che il popolo d&#8217;Israele ha trucidato altri popoli che si e&#8217; trovato di fronte (radendo al suolo le loro case, passando a fil di spada tutta la popolazione, cancellandoli dalla faccia della terra ecc.) e di certo nella bibbia c&#8217;e&#8217; scritto che l&#8217;hanno fatto perche&#8217; e&#8217; stato loro ordinato da D-o. Peraltro si potrebbero dire mille cose in mille direzioni diverse su questi episodi, ma ho gia&#8217; divagato abbastanza.<br />
Il punto e&#8217; che nella narrazione biblica il popolo d&#8217;Israele arrivava alla terra dei Tizi e scendeva in guerra contro i Tizi non perche&#8217; avesse ricevuto un ordine generale di fare pulizia etnica nei confronti di tutti i non israeliti, ma perche&#8217; D-o aveva detto di far la guerra ai Tizi. Poi arrivava alla terra dei Semproni e D-o ordinava loro di combattere i Semproni. Cioe&#8217; era una cosa ad personam. Poi si&#8217;, era condita con tinte religiose (i Tizi e i Semproni sono cattivi perche&#8217; credono in altri dei e quindi meritano di essere trucidati), ma non c&#8217;e&#8217; nessuna retrocessione degli altri a ranghi inferiori a quelli umani. Casomai nella Bibbia sono le azioni delle persone, a prescindere dalla loro appartenenza all&#8217;una o all&#8217;altra nazione (ivi compresi gli israeliti) a rendere le persone abominevoli  ed a far meritare loro la morte.<br />
Il discorso del lavoro in giardino poi e&#8217;, per come lo so io, completamente diverso. Il concetto e&#8217; questo: l&#8217;ebreo deve rispettare il diritto di chiunque (ebreo e non ebreo) al riposo sabbatico e quindi l&#8217;ebreo osservante non solo non dovrebbe imporre ad un non ebreo di lavorare di sabato ma neppure dovrebbe chiederglielo. Pero&#8217; il goy (non ebreo) non e&#8217; legato, dal punto di vista ebraico, al rispetto del precetto religioso del rispetto del Sabato, perche&#8217; si tratta di precetti che D-o ha dato a Israele e non alle altre genti (perche&#8217; Israele deve sottoporti a beneficio di tutta l&#8217;umanita&#8217;) e quindi il non ebreo puo&#8217;, se vuole, lavorare di Sabato (senza rischio di essere criticato oggi e lapidato duemilacinquecento anni fa). Poiche&#8217; se il goy lavora di Sabato non infrange alcun precetto, l&#8217;ebreo puo&#8217; avvantaggiarsi di questo lavoro che il goy fa volontariamente per se&#8217; stesso. Esempio: l&#8217;addetto che accendeva i lampioni stradali (all&#8217;epoca in cui c&#8217;era l&#8217;illluminazione pubblica a gas) o il portiere che spazza il vialetto condominiale. Poi ci sono i casi limite, tipo quello dell&#8217;ebreo osservante che assume un goy per curargli il giardino senza specificare in quali giorni venire a lavorare e lasciando che, se lo decide autonomamente, il giardiniere venga anche di sabato. Per questo genere di &#8220;furberia&#8221; esiste anche un termine in yiddish: shabbos goy (lett. non ebreo del sabato). Io metto questa nella stessa categoria dei panini morbidi kasher le-pesach, del cocktail di simil-gamberetti alla soia ecc., ma questa e&#8217; un&#8217;altra storia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Max</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6333</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 18:18:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6333</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ restodelmondo&lt;/b&gt;:
you sound like a Liberal Unitarian... an evolutionary variant more adapted to a secular and modern society. religions evolve too. good for you. Catholicism with its rigidity is a worse fit. but probably you are catholic.

I still think that you probably don&#039;t need that either, and that filling one&#039;s insecurities and fears with imaginary beings with magical powers is a way of avoiding the issues that bother you at the core. some psychoanalysis is probably more useful than praying to a holy cracker on Sundays. it was for me at least.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6333"><p><b>@ restodelmondo</b>:<br />
you sound like a Liberal Unitarian&#8230; an evolutionary variant more adapted to a secular and modern society. religions evolve too. good for you. Catholicism with its rigidity is a worse fit. but probably you are catholic.</p>
<p>I still think that you probably don&#8217;t need that either, and that filling one&#8217;s insecurities and fears with imaginary beings with magical powers is a way of avoiding the issues that bother you at the core. some psychoanalysis is probably more useful than praying to a holy cracker on Sundays. it was for me at least.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Giovanni Fontana</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6332</link>
		<dc:creator>Giovanni Fontana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 17:44:18 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;restodelmondo&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;io sono sposata, ma non rinuncio a rompere le scatole perché anche due gay possano farlo – e il fatto di essere cristiana mi sostiene in questo.&lt;/blockquote&gt;

Bene. Io, e miliardi di altre persone vissute ora, o nel passato, sostengono che il tuo essere cristiana osteggi in maniera inconciliabile il lottare perché gli omosessuali si sposino.
Al di là dei numeri, che ovviamente non contano, c&#039;è una cosa evidente: uno di noi ha ragione, e l&#039;altro no.
O Sant&#039;Agostino (o chi per lui) ha ragione e tu hai torto, o tu hai ragione e Sant&#039;Agostino ha torto.
Mi sembra rilevante come cosa: dovresti portarmi delle prove, o no?

Se tu pensi che il tuo essere cristiana non incida in nessuna misura sul tuo senso etico - è l&#039;unico modo in cui, per te, il Giusto si sovrapponga alla felicità delle persone - allora che bisogno ne hai?
Se invece modifica il tuo senso etico, e quindi pensi che la volontà di Dio venga prima della felicità delle persone, allora - sei prigioniera dello stesso male di un terrorista islamico, solo che in misura enormemente minore.

Ti ripeto: io penso che la propria etica possa essere volta SOLO a cercare di garantire la felicità del maggior numero di persone, se la tua fede (senza prove, appunto) non incide in nessuna maniera sul tuo ragionare di cosa è Bene o Male, sono molto contento, ma riscontro che sei un caso unico.


&lt;b&gt;restodelmondo&lt;/b&gt; ha scritto:
&lt;blockquote&gt;Magari farò anche un bel po’ di cazzate nella vita. Ma non perché sono cristiana: perché sono umana. Tant’è vero che le cazzate le fanno anche gli atei&lt;/blockquote&gt;

Difatti io non imputo ai religiosi le cazzate che fanno, imputo alle religioni le cazzate che fanno in nome di quella religione: imputo ad Alberto di non voler cospargere l&#039;Africa di profilattici, perché so che se non fosse cristiano non la penserebbe mai così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6332"><p><b>restodelmondo</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>io sono sposata, ma non rinuncio a rompere le scatole perché anche due gay possano farlo – e il fatto di essere cristiana mi sostiene in questo.</p></blockquote>
<p>Bene. Io, e miliardi di altre persone vissute ora, o nel passato, sostengono che il tuo essere cristiana osteggi in maniera inconciliabile il lottare perché gli omosessuali si sposino.<br />
Al di là dei numeri, che ovviamente non contano, c&#8217;è una cosa evidente: uno di noi ha ragione, e l&#8217;altro no.<br />
O Sant&#8217;Agostino (o chi per lui) ha ragione e tu hai torto, o tu hai ragione e Sant&#8217;Agostino ha torto.<br />
Mi sembra rilevante come cosa: dovresti portarmi delle prove, o no?</p>
<p>Se tu pensi che il tuo essere cristiana non incida in nessuna misura sul tuo senso etico &#8211; è l&#8217;unico modo in cui, per te, il Giusto si sovrapponga alla felicità delle persone &#8211; allora che bisogno ne hai?<br />
Se invece modifica il tuo senso etico, e quindi pensi che la volontà di Dio venga prima della felicità delle persone, allora &#8211; sei prigioniera dello stesso male di un terrorista islamico, solo che in misura enormemente minore.</p>
<p>Ti ripeto: io penso che la propria etica possa essere volta SOLO a cercare di garantire la felicità del maggior numero di persone, se la tua fede (senza prove, appunto) non incide in nessuna maniera sul tuo ragionare di cosa è Bene o Male, sono molto contento, ma riscontro che sei un caso unico.</p>
<p><b>restodelmondo</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>Magari farò anche un bel po’ di cazzate nella vita. Ma non perché sono cristiana: perché sono umana. Tant’è vero che le cazzate le fanno anche gli atei</p></blockquote>
<p>Difatti io non imputo ai religiosi le cazzate che fanno, imputo alle religioni le cazzate che fanno in nome di quella religione: imputo ad Alberto di non voler cospargere l&#8217;Africa di profilattici, perché so che se non fosse cristiano non la penserebbe mai così.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: restodelmondo</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6330</link>
		<dc:creator>restodelmondo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 17:09:45 +0000</pubDate>
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		<description>@Giovanni: &quot;e non danneggiare gli altri&quot;. Non è che l&#039;ho specificato così a caso.

Anzi, a dirla tutta: avrei potuto anche dire &quot;a lottare per i diritti degli altri&quot;. Ad esempio: io sono sposata, ma non rinuncio a rompere le scatole perché anche due gay possano farlo - e il fatto di essere cristiana mi sostiene in questo.

(Magari farò anche un bel po&#039; di cazzate nella vita. Ma non perché sono cristiana: perché sono umana. Tant&#039;è vero che le cazzate le fanno anche gli atei.)

@Max: Guarda, una discussione sul libero arbitrio ora non riesco a farla. (Anche se è interessante notare come né io né il mio marito ateo ci crediamo. Religioni diverse, conclusioni trascendenti uguali. Curioso. E no, non intendo dire &quot;lui è un cristiano in potenza&quot;: noto solo come la religione sia solo uno dei fattori nella nostra posizione rispetto alle questioni trascendenti.) Comunque. Dio per me non è un tappabuchi (espressione di Dietrich Bonhoeffer): non ho bisogno di &quot;trovargli un posto nella spiegazione di come funziona il mondo&quot;, sarebbe un&#039;offesa alla Sua divinità e importanza. (Quindi, sì: trovo i creazionisti al limite del blasfemo.)

Sull&#039;evoluzione: Leggevo recentemente che pare che lo stupro non abbia particolari basi biologiche/evoluzionistiche. E comunque trovo rischioso considerare la moralità o l&#039;etica troppo legate all&#039;essere religiosi. Ci sono troppi controesempi - ci sono persone religiose e immorali, persone atee e morali, persone religiose e morali, persone atee e immorali. Sono certa che ciascuno di noi ne conosce, direttamente o dai libri di Storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6330"><p>@Giovanni: &#8220;e non danneggiare gli altri&#8221;. Non è che l&#8217;ho specificato così a caso.</p>
<p>Anzi, a dirla tutta: avrei potuto anche dire &#8220;a lottare per i diritti degli altri&#8221;. Ad esempio: io sono sposata, ma non rinuncio a rompere le scatole perché anche due gay possano farlo &#8211; e il fatto di essere cristiana mi sostiene in questo.</p>
<p>(Magari farò anche un bel po&#8217; di cazzate nella vita. Ma non perché sono cristiana: perché sono umana. Tant&#8217;è vero che le cazzate le fanno anche gli atei.)</p>
<p>@Max: Guarda, una discussione sul libero arbitrio ora non riesco a farla. (Anche se è interessante notare come né io né il mio marito ateo ci crediamo. Religioni diverse, conclusioni trascendenti uguali. Curioso. E no, non intendo dire &#8220;lui è un cristiano in potenza&#8221;: noto solo come la religione sia solo uno dei fattori nella nostra posizione rispetto alle questioni trascendenti.) Comunque. Dio per me non è un tappabuchi (espressione di Dietrich Bonhoeffer): non ho bisogno di &#8220;trovargli un posto nella spiegazione di come funziona il mondo&#8221;, sarebbe un&#8217;offesa alla Sua divinità e importanza. (Quindi, sì: trovo i creazionisti al limite del blasfemo.)</p>
<p>Sull&#8217;evoluzione: Leggevo recentemente che pare che lo stupro non abbia particolari basi biologiche/evoluzionistiche. E comunque trovo rischioso considerare la moralità o l&#8217;etica troppo legate all&#8217;essere religiosi. Ci sono troppi controesempi &#8211; ci sono persone religiose e immorali, persone atee e morali, persone religiose e morali, persone atee e immorali. Sono certa che ciascuno di noi ne conosce, direttamente o dai libri di Storia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Max</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6311</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 04:06:06 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;@ restodelmondo&lt;/b&gt;:
&gt;Non sono per un dualismo cuore/cervello, ma per &gt;una scala di complessità da “fenomeno così caotico &gt;da essere imprevedibile” a “fenomeno assolutamente &gt;deterministico”. 


well, so, where do you place your god? and do you really need one (among the thousands availbale, by the way) to make sense of life, from chaos to &quot;full determinism&quot; (what&#039;s that anyway?)? or is it just like that old rug of your childhood that you did not want to let go? 

the health-scare I experienced in my early 30s, after some brief soul-searching,  consolidated opposite conclusions: that religions are really full of useless, cruel and outdated bigotry and traditions and that there is no need for a cast of priests with a very limited experience of life to tell me what to think, hope or work for; that we are freer and we live our life fully only when we face all the limitations of our mortal condition without cheating or lying to ourselves; that I am not going to spend the little time of my finite existence chasing silly beliefs and traditions because supposedly may make me feel good about myself.

I&#039;m sure there was a happy time in your childhood as well, before you understood the world around you and the people that seemed to be hurting you. a time when eating, pooping and sleeping were the only activities, for instance. at the very minimum we all were truly very happy at that point. then, enter Life...religions are yet another way of propagating that false sense of security and fulfillment, a way to fall back into childish reflexes. the same I find now in my three-month old child&#039;s eyes. 

I guess we can grow out of religious and political dogmatism as a species, if not now, one day; not by force (we need no force to currently reject witchcraft, still very common in subsaharian africa today, for instance), but by reason. not because i say so, but because either it is so, or we are going to disappear. ..and I am an optimist.

it won&#039;t be the my god-has-a-bigger-penis-than-your-god mindset that will save us...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6311"><p><b>@ restodelmondo</b>:<br />
&gt;Non sono per un dualismo cuore/cervello, ma per &gt;una scala di complessità da “fenomeno così caotico &gt;da essere imprevedibile” a “fenomeno assolutamente &gt;deterministico”. </p>
<p>well, so, where do you place your god? and do you really need one (among the thousands availbale, by the way) to make sense of life, from chaos to &#8220;full determinism&#8221; (what&#8217;s that anyway?)? or is it just like that old rug of your childhood that you did not want to let go? </p>
<p>the health-scare I experienced in my early 30s, after some brief soul-searching,  consolidated opposite conclusions: that religions are really full of useless, cruel and outdated bigotry and traditions and that there is no need for a cast of priests with a very limited experience of life to tell me what to think, hope or work for; that we are freer and we live our life fully only when we face all the limitations of our mortal condition without cheating or lying to ourselves; that I am not going to spend the little time of my finite existence chasing silly beliefs and traditions because supposedly may make me feel good about myself.</p>
<p>I&#8217;m sure there was a happy time in your childhood as well, before you understood the world around you and the people that seemed to be hurting you. a time when eating, pooping and sleeping were the only activities, for instance. at the very minimum we all were truly very happy at that point. then, enter Life&#8230;religions are yet another way of propagating that false sense of security and fulfillment, a way to fall back into childish reflexes. the same I find now in my three-month old child&#8217;s eyes. </p>
<p>I guess we can grow out of religious and political dogmatism as a species, if not now, one day; not by force (we need no force to currently reject witchcraft, still very common in subsaharian africa today, for instance), but by reason. not because i say so, but because either it is so, or we are going to disappear. ..and I am an optimist.</p>
<p>it won&#8217;t be the my god-has-a-bigger-penis-than-your-god mindset that will save us&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Giovanni Fontana</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6306</link>
		<dc:creator>Giovanni Fontana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:21:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6306</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ restodelmondo&lt;/b&gt;:
&lt;blockquote&gt;

    Allora prendila così: io ho questa &quot;emozione&quot; (non lo è esattamente, ma approssimiamo) di un Essere Superiore con alcune caratteristiche. Questa &quot;emozione&quot; mi rende più felice, mi dà più argomenti per cercare un mondo più giusto e per danneggiare meno gli altri.

    Non ti pare logico che la segua?&lt;/blockquote&gt;


Questo lo direbbe anche un terrorista mussulmano, che la sua &quot;emozione&quot; lo aiuta a creare un mondo più giusto (un mondo in cui tutti gli infedeli siano trucidati).
La domanda è: questo mondo più giusto, sarà un mondo giusto secondo criterî ragionevoli? In altre parole, sarà il modello di mondo che garantisce la felicità al maggior numero di persone possibile - quindi se due omosessuali si vogliono sposare, si sposano. Se vogliono adottare un bambino - e viene dimostrato che il bambino non avrà ripercussioni - potranno adottare il bambino, se tua figlia vuole andare a letto con 100 uomini, con tutte le precauzioni del caso, non potrai dirle nulla, etc
Beh, se quest&#039;emozione ti spinge a tutto ciò, l&#039;unica critica che ti posso fare è che - secondo me - dovresti dire che ciò che ti muove è ciò che ritieni giusto (+felicitàXtuttI) e che questa &quot;emozione&quot; è un catalizzatore.
Non lo dico per altro, ma soltanto perché vorrei che tutti facessimo un discorso - cioè dei discorsi - che tolgano terra sotto i piedi a chi vuole fare del male per un suo dogma, sia religioso o meno. Vuoi uccidere perché lo &quot;senti&quot;? Non basta!

Poi vabbè, ci sarebbe un&#039;altra domanda: non ti interessa se è un&#039;illusione? Guarda che se mi dici di no, io taccio. Mi dispiacerà per te. Ci sono tante cose immaginarie a cui crediamo: se ci fossero prove che quello che tu &quot;senti&quot;, cosiccome quello che &quot;sente&quot; il kamikaze islamista, è un inganno autoprodotto dal tuo cervello cosiccome lo è un&#039;illusione ottica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6306"><p><b>@ restodelmondo</b>:</p>
<blockquote>
<p>    Allora prendila così: io ho questa &#8220;emozione&#8221; (non lo è esattamente, ma approssimiamo) di un Essere Superiore con alcune caratteristiche. Questa &#8220;emozione&#8221; mi rende più felice, mi dà più argomenti per cercare un mondo più giusto e per danneggiare meno gli altri.</p>
<p>    Non ti pare logico che la segua?</p></blockquote>
<p>Questo lo direbbe anche un terrorista mussulmano, che la sua &#8220;emozione&#8221; lo aiuta a creare un mondo più giusto (un mondo in cui tutti gli infedeli siano trucidati).<br />
La domanda è: questo mondo più giusto, sarà un mondo giusto secondo criterî ragionevoli? In altre parole, sarà il modello di mondo che garantisce la felicità al maggior numero di persone possibile &#8211; quindi se due omosessuali si vogliono sposare, si sposano. Se vogliono adottare un bambino &#8211; e viene dimostrato che il bambino non avrà ripercussioni &#8211; potranno adottare il bambino, se tua figlia vuole andare a letto con 100 uomini, con tutte le precauzioni del caso, non potrai dirle nulla, etc<br />
Beh, se quest&#8217;emozione ti spinge a tutto ciò, l&#8217;unica critica che ti posso fare è che &#8211; secondo me &#8211; dovresti dire che ciò che ti muove è ciò che ritieni giusto (+felicitàXtuttI) e che questa &#8220;emozione&#8221; è un catalizzatore.<br />
Non lo dico per altro, ma soltanto perché vorrei che tutti facessimo un discorso &#8211; cioè dei discorsi &#8211; che tolgano terra sotto i piedi a chi vuole fare del male per un suo dogma, sia religioso o meno. Vuoi uccidere perché lo &#8220;senti&#8221;? Non basta!</p>
<p>Poi vabbè, ci sarebbe un&#8217;altra domanda: non ti interessa se è un&#8217;illusione? Guarda che se mi dici di no, io taccio. Mi dispiacerà per te. Ci sono tante cose immaginarie a cui crediamo: se ci fossero prove che quello che tu &#8220;senti&#8221;, cosiccome quello che &#8220;sente&#8221; il kamikaze islamista, è un inganno autoprodotto dal tuo cervello cosiccome lo è un&#8217;illusione ottica?</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('6306','Giovanni Fontana'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('6306','Giovanni Fontana'); return false;">Cita</a></div>]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Giovanni Fontana</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6305</link>
		<dc:creator>Giovanni Fontana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 14:20:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6305</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ luzmic&lt;/b&gt;:




    &lt;blockquote&gt; Il che, a ragionare in termini “evoluzionistici” (il comportamento piu’ adatto sopravvive, quello meno adatto scompare) ne fa anche il modo piu’ efficiente, o piu’ adatto all’essere umano, per tentare di raggiungere tutto cio’. &lt;/blockquote&gt;


Beh, ragionare in termini evoluzionistici non conviene molto al discorso religioso, ma credo anche che non sia troppo giusto.
Ti rispondo sul punto, ma non credo che ciò che ti sto rispondendo è l&#039;argomento per cui bisognerebbe far fuori i dogmi.

In termini evoluzionistici, dovessimo ragionarci, diremmo che la religione è drammaticamente il male: tu dici che il mondo di ora è migliore di quello di un tempo, proprio perché ha avuto un&#039;evoluzione. Ma non è un caso che il mondo di ora sia nettamente meno religioso di quello di un tempo.
Tutti i paesi più poveri sono quelli in cui ci sono più credenti, i paesi più cruenti sono quelli dove c&#039;è la maggior adesione religiosa.
Tranne pochissime eccezioni (solo gli USA, ma anche all&#039;interno degli USA c&#039;è lo stesso fenomeno) gli stati dove la gente crede di più sono gli stati dove la gente ha il quoziente intellettivo più basso, il quoziente intellettivo più alto si ha negli stati con la maggior incidenza di atei.
Negli USA l&#039;ottanta per cento delle persone crede, questa percentuale diventa il 60% dei laureati, e questa percentuale decresce all&#039;aumentare dell&#039;importanza del titolo di studio. Gli iscritti alle accademie più importanti sono religiosi al 5%.
Ci sono quindi molte eccezioni, ma c&#039;è un vero e proprio sistema: se prendi, a caso, due persone nel mondo è molto più facile che la persona credente sia più stupida (e quindi meno proficua per il bene altrui) della persona non credente.


    &lt;blockquote&gt; In genere, ripeto, le persone non sono contente di credere alle menzogne.&lt;/blockquote&gt;


Solo perché non sanno che sono menzogne. Se tu avessi la convinzione che Yaweh non esiste, ma è un&#039;invenzione di qualche contadino che viveva in un lembo di terra migliaia d&#039;anni fa, ci crederesti ancora?
Non credo.
 


    &lt;blockquote&gt;E infatti io parlo degli eccessi del dogmatismo, non del concetto che l’uomo possa basare le proprie azioni, o alcune proprie azioni, su presupposti privi di riscontro logico o scientifico. Secondo me e’ l’eccesso che merita di essere combattuto, non il concetto di base.&lt;/blockquote&gt;


Ma come stabilisci ciò che è eccesso? Una cosa dogmatica non ha eccessi: perché il tuo non voler mangiare i gamberetti è &lt;i&gt;meno eccesso&lt;/i&gt; di uno che vuole trucidare gli infedeli? In termini strettamente dogmatici è quasi più un eccesso il tuo!
Ovviamente non c&#039;è dubbio che quanto a utilità (cioè bene delle persone) il tuo dogmatismo è milioni di volte meno pernicioso del suo.
 


    &lt;blockquote&gt;per quale ragione non si dovrebbero eliminare o lasciar morire (come molte specie animali fanno) i cuccioli piu’ deboli per privilegiare quelli piu’ forti e che hanno maggiori possibilita’ di crescere e riprodursi? &lt;/blockquote&gt;


O lo stupro. Anche quello, evoluzionisticamente, è un dispositivo molto utile.
Ma non tutto ciò che fa migliorare la specie in senso preistorico, è ciò che render le persone più felici.
 

    &lt;blockquote&gt;Per quale ragione non dovremmo torturare un uomo se abbiamo il fondato sospetto che cosi’ facendo si puo’ ottenere di salvare o rendere piu’ sicure un milione di altre persone?&lt;/blockquote&gt;

Beh, se torturare una persona dà la possibilità di salvare milioni di persone - qualora si abbia la certezza che funziona - bisogna farlo senza alcun indugio.
Ed è assolutamente criminale il non farlo.


 

    Per quale ragione non si dovrebbe cancellare dalla faccia della terra un altro popolo prima che diventi abbastanza forte da sopraffare il nostro o accaparrarsi le nostre risorse o rendere le nostre risorse insufficienti?


Perché il concetto di &quot;nostro popolo&quot; o &quot;loro popolo&quot; è un dogma.
Se siamo su una piattaforma petrolifera che può reggere cento persone, e ce ne stanno cento uno, una va buttata in mare. Altro che non uccidere.
 


    &lt;blockquote&gt;Mi rispondo da solo: l’empatia e’ uno dei meccanismi che regola la comunita’ umana. Io riconosco i miei simili e percepisco come una sofferenza mia quella dei miei simili. Questo fa si’ che l’intera comunita’ si attivi a difesa di un suo membro e quindi indirettamente preservi se’ stessa, e la prosperita’ della comunita’ aumenta le possibilita’ di prosperita’ dei singoli componenti. E’ un meccanismo naturale e utile. Pero’ puo’ portare a aberrazioni &lt;/blockquote&gt;

 
Eh no, il problema è &quot;comunità&quot;. Se non per un dogma, non c&#039;è ragione per soffrire di meno se muore un cinese o un italiano.
 

    &lt;blockquote&gt;Ma che i goym siano considerati non-uomini ti giuro che non l’ho mai saputo. Se da qualche parte e’ stato scritto o detto, e’ una parte che a me non e’ mai stata raccontata.

    Da dove arriva questa informazione?&lt;/blockquote&gt;


Vogliamo leggere, nella Torah, qual è il trattamento che va riservato ai goim?
Ovviamente non penso che quella sia, ora, la posizione della maggioranza degli ebrei credenti, ma qual è il concetto sotteso al non dover rispondere alla legge divina di chi non appartiene al Popolo? Perché se c&#039;è da fare un lavoro nel giardino, di Shabbat, lo fa un goim?
 

    &lt;b&gt;Giovanni Fontana&lt;/b&gt; ha scritto:
    &lt;blockquote&gt;Se non scrivi “Dio”, immagino rispetti anche il kasherut: ecco, poter scegliere fra mangiare un hamburger e un cheeseburger è rendere la vita più felice (e guarda che a me il cheeseburger non piace! Ma voglio poterlo scegliere), un pochino, mica pretendo tanto, un pochino. Poter sentire il proprio disco preferito anche di sabato è più bello, che non farlo: anche questo, un pochino. E così via.
    &lt;/blockquote&gt;

    Qui la risposta e’ personale. Come peraltro tutto il resto, visto che non pretendo di parlare a nome di nessuno a parte me stesso.

    Ad ogni modo quando decido come scrivere D-o o se mangiare o meno una pizza col prosciutto, in realta’ non lo faccio per timore della riprovazione divina ma per amore dell’approvazione umana. E per la soddisfazione delle conseguenze che nascono da quel gesto: la conferma del legame con il gruppo da cui provengo, il ricordo del significato simbolico del gesto stesso e (piacere senza dubbio perverso, ma a ripensarci neanche tanto) l’affermazione del diritto a compiere scelte diverse dalla maggioranza che mi circonda.

    Come vedi, per la mia personale visione paradossalmente l’adesione a certi aspetti della religione prescinde dalla vera e propria fede in D-o. Che peraltro c’e’.


Beh, quand&#039;è così lo ritengo perverso - forse molto più di quanto tu dica. Alla stregua di un autolesionista. Però molto meno ridicolo di chi lo fa perché - ipotizza - sia richiesto da Dio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6305"><p><b>@ luzmic</b>:</p>
<blockquote><p> Il che, a ragionare in termini “evoluzionistici” (il comportamento piu’ adatto sopravvive, quello meno adatto scompare) ne fa anche il modo piu’ efficiente, o piu’ adatto all’essere umano, per tentare di raggiungere tutto cio’. </p></blockquote>
<p>Beh, ragionare in termini evoluzionistici non conviene molto al discorso religioso, ma credo anche che non sia troppo giusto.<br />
Ti rispondo sul punto, ma non credo che ciò che ti sto rispondendo è l&#8217;argomento per cui bisognerebbe far fuori i dogmi.</p>
<p>In termini evoluzionistici, dovessimo ragionarci, diremmo che la religione è drammaticamente il male: tu dici che il mondo di ora è migliore di quello di un tempo, proprio perché ha avuto un&#8217;evoluzione. Ma non è un caso che il mondo di ora sia nettamente meno religioso di quello di un tempo.<br />
Tutti i paesi più poveri sono quelli in cui ci sono più credenti, i paesi più cruenti sono quelli dove c&#8217;è la maggior adesione religiosa.<br />
Tranne pochissime eccezioni (solo gli USA, ma anche all&#8217;interno degli USA c&#8217;è lo stesso fenomeno) gli stati dove la gente crede di più sono gli stati dove la gente ha il quoziente intellettivo più basso, il quoziente intellettivo più alto si ha negli stati con la maggior incidenza di atei.<br />
Negli USA l&#8217;ottanta per cento delle persone crede, questa percentuale diventa il 60% dei laureati, e questa percentuale decresce all&#8217;aumentare dell&#8217;importanza del titolo di studio. Gli iscritti alle accademie più importanti sono religiosi al 5%.<br />
Ci sono quindi molte eccezioni, ma c&#8217;è un vero e proprio sistema: se prendi, a caso, due persone nel mondo è molto più facile che la persona credente sia più stupida (e quindi meno proficua per il bene altrui) della persona non credente.</p>
<blockquote><p> In genere, ripeto, le persone non sono contente di credere alle menzogne.</p></blockquote>
<p>Solo perché non sanno che sono menzogne. Se tu avessi la convinzione che Yaweh non esiste, ma è un&#8217;invenzione di qualche contadino che viveva in un lembo di terra migliaia d&#8217;anni fa, ci crederesti ancora?<br />
Non credo.</p>
<blockquote><p>E infatti io parlo degli eccessi del dogmatismo, non del concetto che l’uomo possa basare le proprie azioni, o alcune proprie azioni, su presupposti privi di riscontro logico o scientifico. Secondo me e’ l’eccesso che merita di essere combattuto, non il concetto di base.</p></blockquote>
<p>Ma come stabilisci ciò che è eccesso? Una cosa dogmatica non ha eccessi: perché il tuo non voler mangiare i gamberetti è <i>meno eccesso</i> di uno che vuole trucidare gli infedeli? In termini strettamente dogmatici è quasi più un eccesso il tuo!<br />
Ovviamente non c&#8217;è dubbio che quanto a utilità (cioè bene delle persone) il tuo dogmatismo è milioni di volte meno pernicioso del suo.</p>
<blockquote><p>per quale ragione non si dovrebbero eliminare o lasciar morire (come molte specie animali fanno) i cuccioli piu’ deboli per privilegiare quelli piu’ forti e che hanno maggiori possibilita’ di crescere e riprodursi? </p></blockquote>
<p>O lo stupro. Anche quello, evoluzionisticamente, è un dispositivo molto utile.<br />
Ma non tutto ciò che fa migliorare la specie in senso preistorico, è ciò che render le persone più felici.</p>
<blockquote><p>Per quale ragione non dovremmo torturare un uomo se abbiamo il fondato sospetto che cosi’ facendo si puo’ ottenere di salvare o rendere piu’ sicure un milione di altre persone?</p></blockquote>
<p>Beh, se torturare una persona dà la possibilità di salvare milioni di persone &#8211; qualora si abbia la certezza che funziona &#8211; bisogna farlo senza alcun indugio.<br />
Ed è assolutamente criminale il non farlo.</p>
<p>    Per quale ragione non si dovrebbe cancellare dalla faccia della terra un altro popolo prima che diventi abbastanza forte da sopraffare il nostro o accaparrarsi le nostre risorse o rendere le nostre risorse insufficienti?</p>
<p>Perché il concetto di &#8220;nostro popolo&#8221; o &#8220;loro popolo&#8221; è un dogma.<br />
Se siamo su una piattaforma petrolifera che può reggere cento persone, e ce ne stanno cento uno, una va buttata in mare. Altro che non uccidere.</p>
<blockquote><p>Mi rispondo da solo: l’empatia e’ uno dei meccanismi che regola la comunita’ umana. Io riconosco i miei simili e percepisco come una sofferenza mia quella dei miei simili. Questo fa si’ che l’intera comunita’ si attivi a difesa di un suo membro e quindi indirettamente preservi se’ stessa, e la prosperita’ della comunita’ aumenta le possibilita’ di prosperita’ dei singoli componenti. E’ un meccanismo naturale e utile. Pero’ puo’ portare a aberrazioni </p></blockquote>
<p>Eh no, il problema è &#8220;comunità&#8221;. Se non per un dogma, non c&#8217;è ragione per soffrire di meno se muore un cinese o un italiano.</p>
<blockquote><p>Ma che i goym siano considerati non-uomini ti giuro che non l’ho mai saputo. Se da qualche parte e’ stato scritto o detto, e’ una parte che a me non e’ mai stata raccontata.</p>
<p>    Da dove arriva questa informazione?</p></blockquote>
<p>Vogliamo leggere, nella Torah, qual è il trattamento che va riservato ai goim?<br />
Ovviamente non penso che quella sia, ora, la posizione della maggioranza degli ebrei credenti, ma qual è il concetto sotteso al non dover rispondere alla legge divina di chi non appartiene al Popolo? Perché se c&#8217;è da fare un lavoro nel giardino, di Shabbat, lo fa un goim?</p>
<p>    <b>Giovanni Fontana</b> ha scritto:</p>
<blockquote><p>Se non scrivi “Dio”, immagino rispetti anche il kasherut: ecco, poter scegliere fra mangiare un hamburger e un cheeseburger è rendere la vita più felice (e guarda che a me il cheeseburger non piace! Ma voglio poterlo scegliere), un pochino, mica pretendo tanto, un pochino. Poter sentire il proprio disco preferito anche di sabato è più bello, che non farlo: anche questo, un pochino. E così via.
    </p></blockquote>
<p>    Qui la risposta e’ personale. Come peraltro tutto il resto, visto che non pretendo di parlare a nome di nessuno a parte me stesso.</p>
<p>    Ad ogni modo quando decido come scrivere D-o o se mangiare o meno una pizza col prosciutto, in realta’ non lo faccio per timore della riprovazione divina ma per amore dell’approvazione umana. E per la soddisfazione delle conseguenze che nascono da quel gesto: la conferma del legame con il gruppo da cui provengo, il ricordo del significato simbolico del gesto stesso e (piacere senza dubbio perverso, ma a ripensarci neanche tanto) l’affermazione del diritto a compiere scelte diverse dalla maggioranza che mi circonda.</p>
<p>    Come vedi, per la mia personale visione paradossalmente l’adesione a certi aspetti della religione prescinde dalla vera e propria fede in D-o. Che peraltro c’e’.</p>
<p>Beh, quand&#8217;è così lo ritengo perverso &#8211; forse molto più di quanto tu dica. Alla stregua di un autolesionista. Però molto meno ridicolo di chi lo fa perché &#8211; ipotizza &#8211; sia richiesto da Dio.</p>
</span><div class="comment-toolbar" style="text-align: right"><a href="#comment" onclick="CF_Reply('6305','Giovanni Fontana'); return false;">Rispondi</a>  |  <a href="#comment" onclick="CF_Quote('6305','Giovanni Fontana'); return false;">Cita</a></div>]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Alberto</title>
		<link>http://www.distantisaluti.com/imporre-una-religione/#comment-6299</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 18:56:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.distantisaluti.com/?p=2068#comment-6299</guid>
		<description>Solo un&#039;esperienza:
qualche anno fa ho preparato un ragazzo della mia età (ai tempi 33 anni) a ricevere il battesimo, dopo un po&#039; di mesi di approfondimento mi ha detto : mi dispiace solo di non aver ricevuto il battesimo da bambino...
è un esperienza come tante ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<span id="co_6299"><p>Solo un&#8217;esperienza:<br />
qualche anno fa ho preparato un ragazzo della mia età (ai tempi 33 anni) a ricevere il battesimo, dopo un po&#8217; di mesi di approfondimento mi ha detto : mi dispiace solo di non aver ricevuto il battesimo da bambino&#8230;<br />
è un esperienza come tante ;-)</p>
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