In the pocket

7 May 2008, 14:57 | Alta politica | Commenti: 0

pocketcoffeminiatura.jpgTutto è andato abbastanza come previsto, in Indiana c’è stata una lotta all’ultimo voto e ha vinto Clinton, in North Carolina ha vinto molto bene Obama, ma senza arrivare a una volta e mezzo i voti dell’avversaria, cioè il 60% che sarebbe stato il cappotto.

A ora Obama ha aumentato il vantaggio di 15 delegati (il NC dava comunque più voti dell’Indiana), ne devono essere ancora assegnati 14, e alla fine il vantaggio sarà intorno alla ventina.

Aumentare il proprio vantaggio di venti delegati è molto, perché a questo punto – come quando mancano poche giornate allo scudetto, e ogni giornata che passa con distacchi invariati è una giornata a favore della capolista – anche ogni pareggio va a favore di Obama. Per dire, se Hillary ne guadagnasse il doppio – 40 – nelle ultime 4 tornate di primarie, non riuscirebbe a raggiungere Obama: ed è un’eventualità non remota, bensì impossibile.

Rimangono meno del 7% di delegati pledged (cioè assegnati in base a primarie e caucus), e dopo le prossime (martedì prossimo) primarie del West Virginia a Obama mancheranno meno di 150 delegati per raggiungere la maggioranza di 2033, mentre a Clinton più di 300. Considerando che questo stato delle cose condizionerebbe non solo i superdelegati, ma anche gli elettori clintoniani tiepidi, che però non vogliono la famosa “spaccatura del partito”, ci sono serie ragioni per credere che – se non prima – il 20 maggio, giorno di Kentucky e Oregon, Hillary si ritirerà dalla corsa.

Il discorso di Obama non è stato sulle sue solite corde: comincia a essere ripetitivo. E a dire il vero, tranne i due minuti iniziali, e i due minuti finali ha usato intere frasi che aveva già usato in altri discorsi. Le novità sono due: la prima è che ha fatto notare come la vittoria in North Carolina sia allo stesso tempo una vittoria in un Big State (stati più popolosi) e in un Swing State (stati in bilico fra democratici e repubblicani) – Hillary ha sempre fatto notare questa sua incapacità di vincere negli stati chiave. Nessuna delle due cose è completamente vera, perché il North Carolina non arriva ai 10 milioni dei Grandi Otto, né è strettamente uno Stato Viola.
Il secondo punto è stata la decisa spinta all’unità contro i repubblicani, Obama ha detto che sicuramente i suoi supporter voterebbero per Clinton, e che non crede che i supporter di Hillary voterebbero per McCain piuttosto che per lui. In due parole sta virando l’obiettivo della propria campagna da “contro Hillary Clinton” a “contro Joh McCain”, segno evidente che – anche lui – si sente la vittoria in tasca.

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