L’ateismo NON è una religione

2 February 2009, 8:46 | Alta politica, Ogni me è politico | Commenti: 27

Mi sapete un tipo piuttosto equilibrato, credo, sulla gran parte delle questioni. Permettetemene una, quindi, e cioè di bandire da questo blog una fesserìa che proprio non riesco a reggere: quella storia per cui l’ateismo sarebbe «un’altra religione». Arrivo fino a capire, con tanti distinguo, che si possa estendere la definizione di “religione” a un’ideologia, il comunismo è l’esempio più comune, perché può portare con sé un’adesione fideistica propria delle religioni. Ma l’ateismo è, per definizione, valido fino a prova contraria.

Ancor più inspiegabile è che spesso arrivino a definire l’ateismo come una religione, coloro che in Dio ci credono davvero, e che quindi dovrebbero avere un’alta opinione del concetto di religione, e non usarlo come categoria screditante il pensiero altrui.

Secondo me, come ascoltai una volta: «definire l’ateismo una religione è come definire il non collezionare francobolli un hobby». Non so se era sua, ma aveva ragione.

– Commenti:



27 Commenti presenti su “L’ateismo NON è una religione” – Feed

  1. luca – 2 February 2009, 11:36 (n° 1)

    vorrei condividere, ma certo se parli per slogan mi riesce difficile.
    ti propongo una mediazione: dire che molti atei hanno un “atteggiamento religioso”, nel senso di credenza cieca nel non credere, così ti convince? cioè, lo so già che non ti convince, ma spiegami perché.

  2. franco rivera – 2 February 2009, 12:01 (n° 2)

    uhm
    Forse hai ragione, ma forse hai torto

    Il problema è secondo me prettamente semantico

    Ovvero:
    – tu vedi l’ateismo come una radicalizzazione della posizione agnostica basata comunque sulla ragione
    – c’è chi lo vede come una posizione dottrinale basata quindi su un postulato e come tale assimilabile a una filosofia di tipo religioso

    in tal senso anche io propendo per la seconda posizione, anche se l’assimilazione a una filosofia dogmatica non fa di esso una vera e propria religione in quanto dal postulato principale non discendono tutta la miriade di corollari che discendono dalle “vere” religioni

    concludendo posso dire salomonicamente che sotto l’aspetto semantico l’ateismo può essere visto come una religione, ma in ogni aspetto pratico della vita non lo è

    può andare bene come compromesso?

  3. farfintadiesseresani – 2 February 2009, 13:46 (n° 3)

    O anche: molti atei sono “militanti” al livello, che so, dei Testimoni di Geova. Differenza teoretica, certo, ma molta somiglianza pratica.

  4. Lorenzo Panichi – 2 February 2009, 16:39 (n° 4)

    allora io ho una sedia di legno ed anche freddo. decido di rompere la sedia per bruciarla. uno dice “non romperla dentro c’è uno spirito che si offenderebbe, forse morirebbe”
    -non ho mai visto uno spirito
    -nessuno ne ha mai dimostrato (con rigore scientifico) l’esistenza
    -non conosco discussioni a proposito, ma tale dimostrazione sarebbe stata così clamorosa che ne sarei venuto a sapere qualcosa

    credo proprio che di spiriti nelle sedie non ce ne siano (postulato) quindi la rompo.

  5. Giovanni Fontana – 2 February 2009, 22:08 (n° 5)

    Secondo me si confondono due cose: il voler convincere gli altri delle proprie ragioni – che è una cosa buona (parliamone, dei Testimoni di Geova) – e il non essere disposti a cambiare idea, che è una cosa cattiva.
    Io, se militante è la prima cosa, sono pure McDonald’s militante.

  6. Max – 4 February 2009, 16:09 (n° 6)

    I guess the biggest difference between an atheist and a religious person is that an atheist, if provided with evidence, is willing to change her mind at all times, so to that respect, she cannot be defined as being dogmatic. The religious person, being dogmatic by definition, does not need any evidence for believing her “magic thinking”, and is willing to bend the evidence to fit his dogma, see for instance the creationist movement in the US. So his/her delusional position is impermeable to rational debate. Religious people are also atheist toward many of the dead gods of the past (or of the present, but simply belonging to a different “magic” tribe). we atheists just go one last tiny god further…as simple as that. Now, show me I am wrong.

  7. angela – 4 February 2009, 17:23 (n° 7)

    mi sto preparando (soprattutto psicologicamente) per il dibattito sull’argomento…

  8. Lorenzo Panichi – 4 February 2009, 17:50 (n° 8)

    Someone would say the atheist is the one who’s 100% sure. In this case that concept would be pretty much useless. we’d need to divide agnostic category in order to make a more useful one, the radical agnostic, I got to brake a chair

  9. Lorenzo Panichi – 4 February 2009, 17:54 (n° 9)

    or maybe got to break a chair

  10. max – 4 February 2009, 19:44 (n° 10)

    ….Agnostics are just more personable (cowardly?) atheists ;-)…They will break the chair, because they are fucking dying of exposure, but they will say “sorry!” right afterward.

    The atheist is only 100% sure that there is no convincing evidence or need for “magic thinking”, or miracles, transubstantiation, the holy trinity, and all the other hollow dogmas, to explain our world and human behavior. and that religion is just another flavor of human tribalism… With the aggravating property of being impermeable to rational debate, I may add…

    The parallel with Jehovah’s Witnesses does not hold water: atheists don’t go around preaching obsessively, door-to-door, their equivalent of the Rapture or the Next Coming. Differently from a J.W., they would not care less for the average believer delusions, if they weren’t affecting their own peaceful secular lives. Atheists are forced into a more vocal posture by the repeated threats to the separation of Church and State and the First Amendment’s freedom of speech clause, or by the attacks to the role of science in public life, or by the use of religion in politics, and the push for creationist ideology in the classroom! very real and practical issues.

  11. Giovanni Fontana – 4 February 2009, 19:55 (n° 11)

    Max, after Weinberg’s quote, once again late!

    http://www.distantisaluti.com/utile-alla-causa/

  12. max – 4 February 2009, 20:56 (n° 12)

    damn..! ;-)

  13. Paolo R. – 5 February 2009, 19:10 (n° 13)

    Ciao Giovanni,
    Bertrand Russel finì in galera, durante la Prima Guerra mondiale, per propaganda pacifista.
    La guardia carceraria che lo accolse, compilò un modulo con i dati del detenuto, dati che comprendevano anche la religione abbracciata.
    Russel disse alla guardia di essere agnostico. e la guardia, dopo perplessa e tribolata riflessione, borbottò qualcosa del tipo: “Agnostico?… Mah, in fondo tutti crediamo nello stesso dio”.
    Russel scrive che quella frase lo tenne di buon umore per parecchi giorni.
    Ecco, direi che il mondo è pieno di guardie.
    Ciao

  14. Alberto – 14 June 2009, 09:11 (n° 14)

    perchè non ho scritto nessun commento qui???

  15. Alberto – 14 June 2009, 09:12 (n° 15)

    mi sto chiedendo: perchè non ho scritto nessun commento qui???

  16. fra Alberto – 11 August 2009, 10:52 (n° 16)

    Carissimi vi linko questo articolo che mi ha lasciato un po’ perplesso: http://proudatheists.wordpress.com/2009/08/09/what-if-all-atheists-left-america/
    un saluto

  17. angia – 11 August 2009, 13:11 (n° 17)

    @ fra Alberto:
    Ti lascia perplesso la proposta di cacciare fuori dagli USA gli atei (manco fossero appestati!), o la risposta a quelle farneticazioni, e cioé che dovrebbero andarsene il 10% degli americani?

  18. fra Alberto – 11 August 2009, 14:21 (n° 18)

    @ angia:
    mi lascia perplesso che li vogliano cacciare…
    cioè, che cavolo, io sono per una pluralità nel confronto eppoi il rischio di diventare atei c’è per tutti!

  19. angia – 11 August 2009, 14:56 (n° 19)

    @ fra Alberto:
    …rischio?
    Io direi opportunità!
    :-)

  20. fra Alberto – 11 August 2009, 15:28 (n° 20)

    @ angia:
    Mi cito da un socialNW:

    “Perché leggo questi 3 blog: wittgenstein
    distantisaluti
    farfintadiesseresani ? Perchè mi piace sentire voci diverse dalla mia, sentire come vedono i problemi quelli “dell’altra squadra” e soprattutto non perdere l’elasticità mentale che si perde nelle discussioni di coloro che la pensano come me… ;-D buona lettura

    :-)

  21. angia – 11 August 2009, 15:38 (n° 21)

    @ fra Alberto:
    Bravo!

  22. fra Alberto – 11 August 2009, 15:53 (n° 22)

    @ angia:
    Grazie!

  23. paolo – 18 March 2010, 19:30 (n° 23)

    per religione si intendono cose varie In genere fede incrollabile in dogmi e tradizioni Se la vediamo in modo alternativo per religione si può intendere l’affidarsi ai propri miti personali con un senso di sacralità e devozione In questo caso anche l’ateismo può esserlo per alcuni Il nostro divino e mito personale può essere paradossalmente l esperienza della assenza degli dei Un’esperienza che magari ci salva e chissà ci apre le porte alla salvezza agnostica Una specie magari di atarassia scettica che ne so o magari antisoprannaturale Penso ai senso di devozione e sacralità di tanti che nella piazza rossa andavano alla salma di lenin ecc

  24. MARCVS – 6 April 2010, 10:24 (n° 24)

    ahahahaha l’ateismo un religione!?! puaaahah
    Quello che c’è scritto alla fine dell’articolo è la risposta perfetta da dare a chi sostiene che lo sia: definire l’ateismo una religione è come definire il NON collezionismo di francobolli un hobby. XD

  25. Riccardo Mariani – 16 November 2015, 11:16 (n° 25)

    Nell’analogia del francobollo c’è qualcosa che non va. Il problema è che noi sappiamo cos’è un francobollo mentre spesso non sappiamo definire esattamente cosa sia la religione.

    Se noi, nell’intento di approfondire questa conoscenza lacunosa, ci rivolgiamo allo studioso che più si è dedicato al tema nell’ultimo secolo, ovvero il teologo Ivan Illich, dobbiamo concludere che l’ateismo – fatta eccezione per i pochi nichilisti coerenti – è una religione a tutti gli effetti. In fondo al mondo esistono molti pensieri che pur privi del connotato sopranaturale sono unanimemente considerati “religiosi”. Un esempio: la tradizione Pali.

    Ma in genere l’idea che abbiamo di religione non coincide con quella di Illich, è un’idea più naif, un’idea che ci porta ad escludere che l’ateismo possa rientrare nel novero. In questo caso varrebbe la pena di pensare al significato dell’intera espressione: “l’ateismo non è altro che una religione”. Chi la pronuncia intende attribuire all’ateismo i medesimi difetti del pensiero religioso, ovvero: irrazionalità e superstizione diffusa. E in questo caso, chi puo’ negare?

  26. Riccardo Mariani – 16 November 2015, 11:24 (n° 26)

    rettifica: il teologo che si è applicato alla definizione di “religione” è Paul Tillich (non ivan illich).

  27. Valerio – 16 November 2015, 16:26 (n° 27)

    @ Riccardo Mariani:
    Riccardo Mariani scrive::

    Chi la pronuncia intende attribuire all’ateismo i medesimi difetti del pensiero religioso, ovvero: irrazionalità e superstizione diffusa. E in questo caso, chi puo’ negare?

    Io.

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