L’apatia araba
20 June 2009, 11:18 | Alta politica, Medio orientato | Commenti: 0
Questo post, scovato da Lorenzo Cairoli, di un palestinese che mette a confronto l’indolente sfiducia della gioventù araba con quello che sta succedendo in Iran, mi ha ricordato tanti amici palestinesi che dipingerei perfettamente dentro a quel quadro. Lo traduco:
Quello che sta succedendo in Iran oggi – qualunque sia la fazione che supportate, o la vostra opinione sul riformismo dell’opposizione – riafferma solamente come la gente araba (la gioventù in particolare) sia il più impotente e smidollato popolo del Medio Oriente.
Quand’è stata l’ultima volta che hanno disubbidito agli ordini del loro governo e sono andati in strata, a decine di migliaia, per mostrare la loro insoddisfazione – con tutto quello che i loro governi hanno fatto?I regimi arabi sono diventati talmente bravi nell’arte dell’oppressione per tanti anni, che hanno creato una generazione di giovani arabi che è soddisfatta di sedere, giovare a carte, fumare l’hookah, e sognare di andare a Dubai o in Occidente per fare soldi. Una generazione di giovani a cui interessano più alcune insignificanti vignette danesi sul profeta, che la loro oppressione e umiliazione quotidiana.
Ci sono movimenti di giovani attivi in tutto il mondo, dall’America Latina, all’Iran, alla Turchia, dove i giovani vogliono prendersi un ruolo attivo nel determinare il proprio futuro, ma non nel mondo arabo.
L’indifferenza e l’apatia di questi giovani è il risultato del fallimento della generazione dei loro padri. È triste constatare che chiunque nel terzo mondo sembra cercare di cambiare la propria realtà, tranne gli arabi, dove gli stessi tiranni e i loro figli li comandano da decenni, e ciò non sembra preoccuparli minimamente.
Non è un caso che siano citate le vignette, l’unico argomento che riesce a muovere i cuori arabi a protestare è la religione. Con le infauste conseguenze che sappiamo.
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