Laura
26 May 2010, 13:05 | Ogni me è politico | Commenti: 14
interesse 1 su 5
Ieri sera è stata una bella serata. Ero andato in pizzeria con un amico, e mi avevano detto che c’era da aspettare dieci minuti, così ci siamo messi su di una panchina lì accanto. È arrivata Laura, e m’ha riconosciuto. Non solo, mi ha anche salutato calorosamente, e così ha salutato il mio amico.
Laura era una delle donne che erano ospitate al tendone dei barboni (senzatetto, per me, è un po’ come “operatore ecologico”) organizzato – durante i mesi freddi – dalla Protezione Civile, nel quale ho lavorato, fra le mie varie peregrinazioni, appena prima della partenza per la Palestina. Sono stati 5 mesi intensissimi e che mi hanno segnato, nel modo più sentito. Una volta mi deciderò a mettere quei pensieri in ordine, e raccontarli. Di certo ho imparato il valore sacrale della riduzione del danno: lì pochissime persone riuscivano a uscire dalla condizione di barboni, si contavano sulle dita di una mano quelli ai quali si riusciva a costruire un “progetto” (si chiamava così l’inserimento in un contesto lavorativo), perciò per moltissimi l’obiettivo più ambizioso era – detto brutalmente – farli sopravvivere all’inverno.
Perciò quando capito per Termini butto un occhio per vedere se riconosco qualche faccia conosciuta, se non altro per sapere che sono ancora vivi. E capita di incrociare qualche sguardo, anche senza dirsi nulla. Potete immaginare la gioia quando Laura – senza neanche un cartone di vino in mano! – è venuta a raccontarmi che ora lavora come babysitter di alcune bambine, che dorme lì nella casa dove lavora e quando ha il giorno libero va a dormire da un’amica (si vede che non ha detto ai suoi nuovi datori di lavoro che una casa non ce l’ha), che è felice e che vuole un sacco bene a quei due bambini, e soprattutto che gliene vogliono a lei.
Davvero una nota lieta.
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14 Responses to “Laura”
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“…e soprattutto che gliene vogliono a lei”.
Giovanni, mi hai commosso un po’ (tanto).
Adoro come scrivi, stavolta non mi faccio scappare l’occasione per dirtelo.
interesse 5 su 5 :)
izzo, è quello che volevo dire anche io.
Grazie Giovanni, hai aperto un sorriso.
Ben scrive::
Ho messo 1 perché mi sembrava un post in cui parlavo un sacco di me. O almeno più che nel resto del blog.
@ Giovanni Fontana:
Il solito modestone.
[...] a Saverio. Mi hanno detto che la ragione per la quale ho dato 1 di interesse per la storia di Laura – e cioè che riguardasse troppo me – non era una buona ragione. Io ho detto loro che quello [...]
Hai proprio ragione Giovanni, “quando si è giovani si tende a sopravvalutare la portata delle proprie azioni”. O dei propri post.
Comunque la gioventù passa in fretta, c’è speranza di un ritorno alla realtà, insomma. Intanto goditi l’impunità, ci siamo passatri tutti.
Saluti.
EnzoRispondi | Cita
This comment was originally posted on Distanti saluti
tu continua ad insistere. nella vita qualcosa bisogna pur fare facendo finta di credere che sia importante ma ricorda che al momento esisti solo in rete… per la rete… e per una ristretta cerchia di persone…Rispondi | Cita
This comment was originally posted on Distanti saluti
qualche mia considerazione dal meno (?) importante al più importante
1) sul voto:
avevi detto che il voto da 1 a 5 era poco più di uno scherzo, non cambiare idea ^_*
2) nel merito del post originario:
non c’è alcun dubbio che comunque la si rigiri, la religione è una brutta gatta da pelare per smontarla con la sola logica, anche perché anche tra i suoi sostenitori c’è gente che si è impegnata molto.
Se vuioi trovare pane per i tuoi denti prova con Sant’Agostino
ecco qua:
http://www.sant-agostino.it/italiano/libero_arbitrio/index.htm
3) sul tema dell’importanza dello scrivere (e dell’agire in generale):
solo un superbo può pensare di cambiare il mondo con le parole, quindi sii superbo e lo cambierai.
E se non ci riuscirai, almeno avrai giocato nel modo migliore le tue carte.
Continua così :)Rispondi | Cita
This comment was originally posted on Distanti saluti
Godo.
Un amico mi faceva notare che la certezza dell’esistenza di Dio (apparizione a San Paolo) non implica per forza l’azione per il Bene.
E, di conseguenza, la negazione del libero arbitrio.
San Paolo potrebbe benissimo continuare a perseguitare i Cristiani perche’ si diverte, incurante del fatto che Dio e’ contrario e sicuro di dover passare l’eternita’ all’Inferno.
Mi chiarisci questo punto?Rispondi | Cita
This comment was originally posted on Distanti saluti
@ A:
Detto che in alcuni casi – anche piuttosto rilevanti – ciò non è vero: Torquemada agiva così perché sentiva che quella era la via del Signore, i missionari convertitori genocidi lo stesso, i Kamikaze agiscono così perché sentono che Dio glielo chiede. In tutti i casi in cui si pensa di agire in-nome-di-Dio – casi piuttosto comuni, concederai – l’apparizione per dire «non si fa», scamperebbe (e avrebbe scampato) milioni e milioni di morti.
Detto ciò, l’obiezione non risolve comunque la questione centrale: perché Dio non appare a me?
Tutti coloro ai quali lo chiedo mi rispondono «perché ti toglierebbe il libero arbitrio». E a San Paolo?Rispondi | Cita
This comment was originally posted on Distanti saluti
Giovanni, ci sono senzatetto che si radono…
@ questavita:
A me dà fastidio che i razzisti ci freghino le parole, che sia per dire operatore ecologico o per dire “di colore”.
Anzi, come dicevo, bisogna fregare le parole ai razzisti e anestetizzarle – cioè fare il procedimento opposto: vale per frocio, per negro, e anche per barbone.
Nel mio piccolo ci provo.