L’equivoco di fondo su Emergency

12 April 2010, 18:54 | Alta politica, Moralismo noioso | Commenti: 40

A me le accuse ai tre medici italiani sono sembrate fin da subito assurde, e ora che ci ho ragionato sopra un po’, ancora di più. Che abbiano preso parte all’organizzazione di attentati del tutto assurdo, che abbiano ucciso l’interprete di Mastrogianomo impossibile  – e difatti è subito stato smentito. Mi sembrano ridicole anche tutte le altre ipotesi di complotto che si fondano sull’obiettivo di “dare fastidio a Emergency”, quando il governo afgano – volesse – potrebbe chiudere l’ospedale di Emergency in quattro e quattr’otto, come del resto avevano fatto i talebani.

Per questo, alla notizia parsami incredibile, della confessione di colpevolezza da parte dei medici apparsa sul Times di Londra, ho aperto un thread su Frienfeed il cui titolo era: «mi spiegate cosa devo pensarne?», proprio perché non ne avevo idea. Ne è venuta fuori una discussione a cui hanno partecipato in molti e che è servita a scartare alcune ipotesi, e a rendersi conto che – a quanto se ne sa ora – non si può arrivare a una ricostruzione attendibile.

C’è tuttavia un equivoco di fondo, su Emergency, che è venuto fuori più volte nella discussione e che mi pare utile fare presente. Provo a raccontarlo qui senza pretendere che sia necessariamente l’atteggiamento di tutti coloro che in queste ore «stanno con Emergency» ma mi pare il “modus discutendi” di moltissimi di coloro con cui ho avuto modo di affrontare la questione.

Il primo riflesso è sempre quello di rivendicare la potenza etica delle posizioni di Emergency, ieri ho addirittura letto “la totale chiarezza delle opinioni di Gino Strada”, l’idea che in qualunque conflitto Emergency sia neutrale. Vale lo stesso discorso per i finanziamenti governativi: “Emergency non prende soldi dai governi”, come se fosse una cosa positiva. Quei soldi dei governi potrebbero salvare molte più vite e tu ti curi di non prendere denaro da chi non ti sta simpatico?

L’argomento filosofico su cui si fondano questi encomî è turpe, e tutti se ne rendono conto dopo un paio di obiezioni: come si può essere contenti di essere neutrali nei confronti di assassini sanguinarî? Difatti quando poi si fa presente quest’ultimo aspetto – la connivenza insita in qualunque tipo di neutralità – l’interlocutore recede e rivendica la necessità di una tale posizione per operare in contesti di guerra. L’appeasement.

Ora, io lo trovo un discorso del tutto logico. Emergency deve intrattenere rapporti con personaggi immondi per operare in Afganistan e in altre parti del mondo, e  – in linea di massima – fa bene, perché il loro obiettivo è più importante. Soltanto un egocentrico o uno stupido può pensare che la pulizia della propria coscienza sia più rilevante rispetto a salvare la vita a delle persone. Per quanto la cosa mi causi qualche perplessità in più sono anche d’accordo che l’ospedale di Emergency curi degli assassini spietati senza poi consegnarli alle autorità afgane, per ragioni simili a quelle per cui ho considerato questa come la legge più indegna proposta dal Governo Berlusconi. Trovo per questo comprensibile che Emergency abbia rapporti con i talebani, e non mi stupirei troppo neppure se – sottostando a qualche ricatto – avesse fatto un ragionamento di maggiore realpolitik. “Sporcarsi le mani”, talvolta, è una cosa necessaria. È un compromesso irrinunciabile, a cui tutti vorremmo rinunciare, ma purtroppo non è possibile.

Quindi, però, non bisogna confondere l’ideologia con la strategia. Ciò che si può dire per difendere Emergency è: sono costretti ad adottare la neutralità come metro, anche se questa è una posizione disgustosa. Per un bene più grande, ovvero curare le persone, si trovano a fare una cosa indegna: ovvero essere neutrali rispetto a idee, come quelle del fondamentalismo dei taliban, per cui qualunque persona con un abbozzato concetto di etica proverebbe repulsione. Il problema è che Strada non dice nulla di tutto ciò, e anzi rivendica la sua equidistanza, il suo non prendere parte, come un concetto onorevole. Ed è un problema grave perché fonda l’equivoco principale su cui, secondo me, proliferano molte delle critiche che arrivano a Emergency anche da persone in malafede.

Insomma, il giorno che Gino Strada salirà su un palco e dirà:

«a noi non piace l’indifferenza, sappiamo bene che la neutralità è una forma di connivenza, come sappiamo che non prendere parte è una posizione acclaratamente immorale. Siamo perfettamente consapevoli che la neutralità di fronte a un’ingiustizia non esiste, non fare nulla per evitarla è prendere una posizione. Sappiamo tutto questo e vorremmo essere in grado di professarlo nella maniera più limpida. Purtroppo per operare in queste aree siamo costretti a fare finta che l’idea che i taliban hanno delle donne e degli omosessuali non conti nulla, ci tocca ignorare le loro posizioni sull’uccisione di tutti gli infedeli e la soppressione di ogni libertà personale, ma lo facciamo per un bene più grande, ovvero l’incolumità di tutte queste persone. Il giorno in cui ci sarà permesso di operare senza essere neutrali, parteggiando per chi ha a cuore le donne, gli omosessuali, e tutte le persone più sofferenti, saremo felicissimi di farlo. Fino a quel giorno ci tocca sporcarci le mani»

Ecco, quando Gino Strada farà un discorso così avrà, fra i tanti applausi, anche il mio: non solo per quello che fa – che già c’è – ma anche per quello che dice.

– Commenti:



40 Commenti presenti su “L’equivoco di fondo su Emergency” – Feed

  1. Shylock – 12 April 2010, 20:08 (n° 1)

    Semplicemente, Strada e’ una vacca sacra, verso la quale scatta lo stesso riflesso difensivo a prescindere, di branco, che hanno gli ultras cattolici anche di fronte alla pedofilia.
    In entrambi i casi, c’e’ un’assoluta impermeabilita’ ai fatti, un benaltrismo che e’ in realta’ un gioco maldestro delle tre carte: per la Chiesa come per Emergency, si sostiene la santita’ dell’istituzione sbandierando le Opere Buone, che non verrebbero inficiate dalle porcate e dimostrerebbero a priori l’infondatezza delle accuse.
    In entrambi i casi, il sostegno e’ motivato dalla condivisione dell’ideologia di fondo, che nel caso di Strada e’ violentemente, ottusamente antioccidentale: coi talebani e’ buona e giusta la realpolitik, lo sterco dei Satana occidentali non si puo’ e non si deve accettare, salvo andare a frignare e pretendere tutela, come il Vaticano che pretende l’intangibilita’ dalle leggi del Paese.
    Infatti non ho mai sentito Strada dire una parola che fosse una contro i talebani, neppure quando gli chiusero l’ospedale e lo cacciarono a calcinculo da Kabul. Per cui se qualcuno dei suoi collaboratori fosse passato dalle parole ai fatti non ne sarei affatto sorpreso.

  2. Caigo – 12 April 2010, 20:33 (n° 2)

    Un’analisi perfetta.
    Non ho ancora sentito un solo telegiornale spiegare il caso in questo modo…e questo fa pensare.

  3. alberto – 12 April 2010, 22:18 (n° 3)

    io ho pensato che i tre medici fossero stati arrestati perché hanno compiuto qualche ingenuità o imprudenza nel curare o aiutare feriti talebani. penso che sia comprensibile la diffidenza del governo afghano verso emergency. penso però che la logica di emergency non sia di essere neutrali fra “assassini sanguinari” e forze militari legittime. credo che quello che viene messo in discussione da Strada è che noi (Occidente, Onu) siamo i “buoni”. se sei convinto che quelli che tutti chiamano “assassini sanguinari” operano secondo le stesse logiche (e in parte con gli stessi metodi) di coloro che consideriamo i buoni, allora il tuo dovere diventa solamente aiutare chi soffre, facendo un passo indietro rispetto al giudicare chi hai davanti.

  4. sooshee – 12 April 2010, 23:17 (n° 4)

    Guarda il fatto è che Gino Strada quello che pensa dei Talebani l’ha scritto e detto così tante volte che forse alla fine sfugge. ha scritto un libro nel 2003 su quello che pensa dei talebani (Buskashì. Viaggio dentro la guerra), ma per qualche motivo invece gli viene sempre messo in bocca che talibani=buoni americani=cattivi. lui invece, duramente, caparbiemente e forse ingenuamente, pensa “guerra=male”. puoi dargli torto o ragione, non importa, ma non gli puoi far dire che i talebani sono brava gente perché non è assolutamente quello che pensa lui in merito.

  5. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 00:17 (n° 5)

    alberto scrive::

    se sei convinto che quelli che tutti chiamano “assassini sanguinari” operano secondo le stesse logiche (e in parte con gli stessi metodi) di coloro che consideriamo i buoni,

    Se sei convinto di questo, molto semplicemente, ti manca il sale in zucca.

    alberto scrive::

    facendo un passo indietro rispetto al giudicare chi hai davanti.

    Cioè fare la cosa più egoista che c’è nel mondo: non giudicare. Tanto sono tutti uguali.

  6. Shylock – 13 April 2010, 06:33 (n° 6)

    sooshee scrive::

    ma per qualche motivo invece gli viene sempre messo in bocca che talibani=buoni americani=cattivi. […] puoi dargli torto o ragione, non importa, ma non gli puoi far dire che i talebani sono brava gente perché non è assolutamente quello che pensa lui in merito.

    Chi gli ha messo in bocca, esattamente, quest’affermazione?

    A Kabul è cresciuta a dismisura la delinquenza comune, la prostituzione, il consumo di droghe, l’Aids, l’inquinamento, i prezzi sono saliti alla stelle per la cosiddetta economia di occupazione, le ambasciate, compresa la nostra, sono bunker. Fuori Kabul c’è la guerra tra i trafficanti d’oppio pagati dagli Stati Uniti e i terroristi di Ai Qaeda. Siamo sicuri che prima, cinque anni fa, fosse peggio?

    E come può una persona dotata di un minimo di buonafede e padronanza della lingua italiana leggere l’intervista

    http://www.radicali.it/view.php?id=66356

    diversamente da un sistavameglioprima che almeno i cammelli arrivavano in orario, signoramia qua è tutto un dilagare di donnacce con le tette al vento, madoveandremoafinire?

  7. Una volta ascoltavamo De Andrè | { capemaster } – 13 April 2010, 11:41 (n° 7)

    […] pare che il Pescatore sia fuori moda. Tags: benpensanti, […]

  8. Angelo – 13 April 2010, 12:42 (n° 8)

    concordo con il post

  9. tendarossa – 13 April 2010, 14:32 (n° 9)

    Ma il fatto che loro si occupino di tutti non significa che, più semplicemente, parteggiano per questo o quello ma più banalmente, che fanno il loro mestiere, cioè i medici. E nella deontologia professionale di ogni medico degno di questo nome l’obiettivo è rendere un servizio all’umanità: cioè non è che il medico può decidere di curare un essere umano oppure un altro no, questo sì perché è buono e questo no perché è cattivo, dai.

  10. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 14:33 (n° 10)

    @ tendarossa:
    Difatti non parlo di questo, ma del fatto che rivendichino la neutralità, il “sono tutti uguali”, si stava meglio quando si stava peggio.

  11. Shylock – 13 April 2010, 14:46 (n° 11)

    @ Giovanni Fontana:
    Dire ‘si stava meglio quando si stava peggio’ NON e’ neutralita’, e’ una scelta di campo ben precisa, soprattutto in quel contesto.

  12. nicola – 13 April 2010, 14:59 (n° 12)

    Se chi difendeva la neutralità di E. si è impantanato nelle tue obiezioni, penso che della neutralità di E. non ha capito nulla.Basta leggere l’art. 5 dello statuto:

    L’associazione ha lo scopo di:
    5.1.promuovere una cultura di pace e di solidarietà, anche attraverso il coordinamento e l’attività dei volontari sul territorio;
    5.2.promuovere l’affermazione dei diritti umani anche attraverso iniziative tese alla loro effettiva attuazione;
    5.3.intervenire nelle zone di guerra con iniziative
    umanitarie in favore delle vittime – in particolare civili – dei conflitti armati, dei feriti e di tutti coloro che soffrono altre conseguenze sociali dei conflitti o della povertà quali fame, malnutrizione, malattie, assenza di cure mediche e di istruzione;
    5.4.portare soccorso alle vittime di calamità naturali.

    Se qui non si legge “a noi non piace l’indifferenza eccetera”… lascio ai lettori le valutazioni del caso.

    La neutralità di E. sta nelle cure: non ti si chiede chi sei, da dove vieni, dove andrai, cosa pensi, cosa hai fatto e quanti soldi hai. Negli ospedali di E. ci si cura. Punto. Un ospedale non è un tribunale, è un luogo di cura. Non è nemmeno un’idea originale di E., ma la diretta conseguenza dei trattati internazionali sui diritti umani e delle convenzioni di Ginevra. Trattati rispettati dai Talebani e dai guerriglieri Pashtun in guerra, ma non dalle forse Occidentali incaricati di portare Democrazia e Libertà (cose denunciate anche dai militari, non solo da pacifisti ideologici). Forse è questo che dà fastidio e che E. non dovrebbe dire?

    Per quanto riguarda gli accordi con le autorità locali, se qualcuno si prendesse la briga di leggere il giornalino di E. ogni tanto, leggerebbe che se non ci sono le condizioni per lavorare secondo gli standard di E. l’ospedale non si apre. Questo perché sui principi e sui diritti umani E. non è neutrale affatto. (Infatti quando ciò non è stato possibile gli ospedali in Afghanistan hanno chiuso.) E’ lo stesso motivo per cui non accetta finanziamenti che potrebbero mettere in discussione il suo statuto. Questo può piacere o meno, ma è questo modo di procedere che dà autorevolezza e stima all’organizzazione nelle zone di guerra.

    ciao
    nicola.

  13. Shylock – 13 April 2010, 15:06 (n° 13)

    @ nicola:
    Si’, certo, anche nello Statuto del Vaticano sono convinto che ci sono tanti bei principi: poi invece c’e’ la prassi, nel nostro caso le dichiarazioni po-li-ti-che di Strada, sempre, univocamente e inequivocabilmente dirette contro l’Occidente. Alla faccia della neutralita’.

  14. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 15:24 (n° 14)

    nicola scrive::

    Trattati rispettati dai Talebani e dai guerriglieri Pashtun in guerra, ma non dalle forse Occidentali incaricati di portare Democrazia e Libertà

    Ma lo vedi quanta condiscendenza, quanto sussiego c’è in questa frase? Quanto spregio delle cose che, invece, dovresti valorizzare. Lo vedi come si è rivoltato il mondo, che ora sembra che portare democrazia e libertà sia una cosa negativa? Inutile dirlo, sull’opportunità di ciascun conflitto si può discutere, ma avere uno spregio tale, su base etnica, contro “l’Occidente” è davvero cieco.

    Dire che la guerra non è mai, mai, giusta è orrendo e criminale – ne sanno qualcosa in Rwanda.
    Dire che il toglimento del Burqa “non è un gran progesso” è vergognoso fino alle lacrime.
    Dire che l’arresto per Bashir, il peggiore assassino sulla faccia della terra, è “grottesco” significa non avere nessun concetto di giustizia.
    Dire che Bush è uguale a Hitler vuoldire essere un pazzo scatenato.

    Sono tutte cose che Gino Strada va ripetendo.

    Sarà stato un lapsus, ma lieto: menomale che hai scritto “forse”.

    Ma, anche tu, dimostri esattamente quello che dico: alla fine anche la tua apologia tout court si declina in pallido e riformista “può piacere o meno ma è questo procedere che dà autorevolezza”. Proprio l’equivoco di cui parlo: lo fanno perché lo ritengono giusto, o lo fanno perché sono costretti a farlo?

    No, perché, per inciso: la Croce Rossa ha un altro approccio. Medici Senza Frontiere ha un altro approccio. Médecins du Monde ha completamente un altro approccio.

  15. nicola – 13 April 2010, 15:46 (n° 15)

    @ Giovanni Fontana:

    Scusami, ma mi mancano due informazioni.

    1) Pensi che i crimini contro l’umanità delle forze ISAF denunciate da E. siano false? (SI/NO)

    2) Se sono crimini, pensi che siano meno crimini perché compiuti da forze ISAF? (SI/NO)

    Poi parliamo dei Talebani e di quanto dice Strada. Però se la tua prima risposta è SI o, peggio, la prima NO e la seconda SI, non credo di poter argomentare nulla. Restermo distanti. Saluti.

  16. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 16:02 (n° 16)

    Penso che qualunque persona con un po’ di buon senso ha un ribrezzo fisico a ritenere equivalenti i militari dell’ISAF ai talebani. Ma non solo buon senso, proprio logica spicciola su quali sono i presupposti: bastano dispositivi logici elementari come quello della superbombaintelligente per rendersene conto.

    Detto ciò, ovviamente, credo che bisogni accertare e punire le responsabilità di ciascuno. Primi fra tutti quelli dell’ISAF, e non ti nascondo che il fatto che quella guerra sia stata gestita per diverso tempo dalla guida indiretta di Rumsfeld e Cheeney non mi fa ben sperare sull’esemplarità della condotta di guerra.

    Ma trovo, ad esempio, l’utilizzo che Emergency fa della parola “terrorismo” propagandismo, e tradimento della lingua, della peggior specie.

    Ovviamente io non ho idea, e spero di no, se tu la pensi così. So che molti, dentro a Emergency, non la pensano così. So, purtroppo, che molti altri – invece – sì, e che, fra questi, c’è Gino Strada.

  17. Clunk – 13 April 2010, 16:03 (n° 17)

    D’accordissimo sulla necessità di Emergency di restare neutrale per garantire il proprio servizio alle vittime di guerra. Molto meno sulle tue accusa a Strada. Sono con te quando dici che la neutralità dovrebbe essere una drammatica necessità e non una scelta ideologica, ma non penso che Strada attui una totale epochè sull’ideologia di fondo dei Talebani. Condannarla è ovvio per una persona di buon senso. La critica alla strategia americana (perchè di quello si tratta) in Afghanistan è doverosa. E per un motivo solo: non esiste. Mandare sempre più uomini ad ammazzare e farsi ammazzare non è una strategia. Se poi tra le vittime ci sono anche civili diventa inaccettabile.

  18. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 16:06 (n° 18)

    @ Clunk:
    Clunk, non ho capito se tu sei d’accordo su questo che ho scritto a Nicola.

    Perché o non sai cosa dice Gino Strada, o sei d’accordo con cose aberranti. Riscrivo ciò che ho scritto:

    Dire che la guerra non è mai, mai, giusta è orrendo e criminale – ne sanno qualcosa in Rwanda.
    Dire che il toglimento del Burqa “non è un gran progesso” è vergognoso fino alle lacrime.
    Dire che l’arresto per Bashir, il peggiore assassino sulla faccia della terra, è “grottesco” significa non avere nessun concetto di giustizia.
    Dire che Bush è uguale a Hitler vuoldire essere un pazzo scatenato.

    Sono tutte cose che Gino Strada dice in continuazione.
    Tu sei d’accordo, o no?

  19. Sono Storie – 13 April 2010, 16:42 (n° 19)

    Professionisti della (buona) fede…

    Ci sono tre operatori umanitari che rischiano da mesi la propria vita per salvare quella degli altri in un ospedale afghano, gestito da Emergency. Ora, secondo le accuse della autorità locali afghane, queste loro attività umanitarie sarebbero state sol…

  20. nicola – 13 April 2010, 16:56 (n° 20)

    @ Giovanni Fontana:

    Vedo che sei dubbioso sulle accuse di E alle forze ISAF. Io un po’ meno.

    Lungi da me essere esegeta delle parole di Strada, penso che Strada bacchetti molto di più le democrazie occidentali proprio perché sono democrazie, hanno maggiori responsabilità e hanno maggiori possibilità di fare giustizia; perché hanno veramente l’opportunità di portare Democrazia e Libertà.

    Strada è contro “azioni di Governo”, non contro etnie o culture a priori. Strada misura le cose con quello che può fare e che vede: 10 feriti è meglio di 100 feriti e 2 ospedali aperti è meglio di 0. Se con Karzai ci sono 100 feriti e 0 ospadali aperti forse c’è qualcosa che non funziona. O no?

    Provare a verificare se le definizioni elaborate in occidente di terrorismo si applicano alle azioni militari occidentali è un ottimo esercizio per aprire gli occhi e non fare finta di nulla. Per non essere neutrali. Per capire (non giustificare!) il perché dei Talebani e dei conflitti. Per iniziare a smettere di uccidersi.

    Quello che viene scambiato come linea filo talebana di Strada penso sia la semplice costatazione che la follia Talebana abbia un limite o comunque una logica, sebbene perversa, e che quella militare occidentale non segue affatto i suoi obiettivi dichiarati. Ruga non poco sapere che i Talebani consentivano la cura dei feriti di guerra e che questo non accade con le forze militari occidentali, proprio perché i Talebani sono retrogradi e lontani mille miglia dalle nostre conquiste di libertà e giustizia.

    Non credo che E. o Strada abbiano mai detto che i Talebani siano esempio di umanità e democrazia. Forse i Talebani hanno imparato qualcosa da E., non il contrario.

    Giovanni, non mi dà fastidio essere in disaccordo con te, ma non pensare che sia “contro l’occidente” o filo Talebano o che abbia due pesi e due misure per le nostre malefatte e quelle altrui. Non mi mettere etichette che non ho. Io prendo in seria considerazione quanto dici, altrimenti non sarei qui a scrivere.

  21. Clunk – 13 April 2010, 17:46 (n° 21)

    @ Giovanni Fontana:
    Nicola ha spiegato meglio di me quello che avrei detto anch’io.
    Non mi interessa quello che dice Strada. mi interessa il fatto che se noi occidentali (mi fa schifo dirlo così, ma questo è) andiamo in Afghanistan per portare democrazia e libertà, dobbiamo essere i primi a dare l’esempio. Si tratta anche di una questione d’immagine, in fondo. Se spari ai Talebani, ma poi ti comporti come loro, non vai da nessuna parte. Se dico che i militari ISAF sono dei criminali perchè partecipano attivamente allo smantellamento di ospedali, gli unici, e impedisconono ai civili di ricevere cure tu cosa mi rispondi? Non c’è altro. E non dirmi che si tratta di un’iniziativa della sicurezza afghana, perchè sai quanto me chi forma quegli uomini e chi li controlla.

  22. izzo – 13 April 2010, 17:52 (n° 22)

    caro Giovanni non sono assolutamente in sintonia con quanto hai scritto
    partendo dal post la neutralita’ di emergency che tu vedi ipocrita in quanto non denuncia i talebani feriti penso che sia una fesseria perche’ non penso che un talebano si autodenunci in ospedale e in quanto ai paragoni con le altre ong pescato in un tuo commento non penso che Emergency sia piu’ politicizzata di una croce rossa italiana ma è solamente piu’ attiva di altre in zone dove altri appunto non ci vogliono andare.

    eppoi non puoi decontestualizzare le frasi di Gino cosi’ senza riferimenti alla situazione in cui vengono dette ( del tipo siamo sicuri che il metodo per annientare i tamil in SriLanka sia stato quello corretto? oppure in Somalia cosa è cambiato nonostante l’intervento dei caschi blu in questi anni? in Rwuanda a chi conveniva il massacro e perche’ nessuno a fatto niente ? la guerra avrebbe risolto la situazione oppure i poteri forti non volevavo intervenire per le risorse del sottosuolo? la politica interventista di Bush ha cambiato realmente la situazione o ha solo aumentato l’antipatia americana?)

  23. izzo – 13 April 2010, 17:52 (n° 23)

    caro Giovanni non sono assolutamente in sintonia con quanto hai scritto
    partendo dal post la neutralita’ di emergency che tu vedi ipocrita in quanto non denuncia i talebani feriti penso che sia una fesseria perche’ non penso che un talebano si autodenunci in ospedale e in quanto ai paragoni con le altre ong pescato in un tuo commento non penso che Emergency sia piu’ politicizzata di una croce rossa italiana ma è solamente piu’ attiva di altre in zone dove altri appunto non ci vogliono andare.

    eppoi non puoi decontestualizzare le frasi di Gino cosi’ senza riferimenti alla situazione in cui vengono dette ( del tipo siamo sicuri che il metodo per annientare i tamil in SriLanka sia stato quello corretto? oppure in Somalia cosa è cambiato nonostante l’intervento dei caschi blu in questi anni? in Rwuanda a chi conveniva il massacro e perche’ nessuno ha fatto niente ? la guerra avrebbe risolto la situazione oppure i poteri forti non volevavo intervenire per le risorse del sottosuolo? la politica interventista di Bush ha cambiato realmente la situazione o ha solo aumentato l’antipatia americana?)

  24. izzo – 13 April 2010, 18:02 (n° 24)

    ops scusa x il doppione :)

  25. Shylock – 13 April 2010, 18:07 (n° 25)

    nicola scrive::

    Strada bacchetti molto di più le democrazie occidentali proprio perché sono democrazie, hanno maggiori responsabilità e hanno maggiori possibilità di fare giustizia

    E’ fantastico come qualcuno possa scrivere questo e, poche righe piu’ sotto, aggiungere:
    nicola scrive::

    ma non pensare che sia “contro l’occidente” o filo Talebano o che abbia due pesi e due misure per le nostre malefatte e quelle altrui.

    Insomma, dell’Occidente si puo’ e si deve dire peste e corna e le sue malefatte pesano eccome, mentre i talebani c’hanno il bonus, perche’ si sa, sono retrogradi: sono fatti cosi’, prendono ostaggi e poi quelli che vengono pagati abbastanza li liberano, agli altri tagliano la testa, e’ la loro cultura, mica si puo’ fargliene una colpa; bisogna fare le pulci alle regole d’ingaggio ISAF, invece. E meno male che non eravate quelli dei due pesi e delle due misure, voi.
    Quando Orwell parlava di Bispensiero, conosceva i suoi polli.

  26. Sergio – 13 April 2010, 21:43 (n° 26)

    “Vale lo stesso discorso per i finanziamenti governativi: “Emergency non prende soldi dai governi”, come se fosse una cosa positiva. Quei soldi dei governi potrebbero salvare molte più vite e tu ti curi di non prendere denaro da chi non ti sta simpatico?”
    No, i finanziamenti governativi sono rifiutati per mantenere indipendenza nel triage. Quando il governo italiano offrì tre milioni di euro ad Emergency in cambio di un occhio di riguardo per i soldati italiani. Emergency rifiutò e Strada disse che sarebbe stato scandaloso accettare l’elemosina da un governo che ne spendeva 100 volte tanto per la guerra.
    Il rifiuto però fu premiato: quell’anno Emergency ebbe un rilevante aumento del budget a disposizione con i soldi che arrivavano dalle donazioni private.

  27. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 22:02 (n° 27)

    @ Sergio:
    Rieccoci. Un’altra volta la stessa cosa, la stessa retorica che da idealista va a finire a declinarsi nel pragmatismo. Così che questa ambiguità permette di mettere in gioro, alternativamente, quella che conviene di più.

    Se Emergency pensa di avere più soldi dalle donazioni private invece che dai governi fa semplicemente una scelta pragmatica, come uno che va a raccogliere soldi al mercato anziché in Piazza Grande. Invece non è così, Emergency non riceve soldi dai governi proprio per questioni ideologiche, per questa spregevole neutralità che li porta a preferire il non accettare questi soldi, e sentirsi la coscienza pulita, all’avere la possibilità – con tanti milioni di euro in più – di curare altre persone.

    E no, non c’è nessun vincolo: la Croce Rossa riceve finanziamenti governativi, e non le viene chiesto nessun “trattamento speciale”. Mi domando con quale coscienza chiunque di noi potrebbe rivolgersi, in nome di questa ottusa coerenza, alla persona che grazie a quello stolto rifiuto muore nelle più atroci sofferenze.

  28. Giovanni Fontana – 13 April 2010, 22:31 (n° 28)

    @ nicola:
    @ Clunk:
    @ izzo:
    Io ho l’impressione che tutti e tre stiate completamente bypassando le mie argomentazioni.

    Dite che non vi interessa cosa dice Gino Strada, a me interessa: ed è di questo che parliamo in questo post.

    Non si può essere, sempre, benaltristi. Davvero non è possibile spostare ogni volta la discussione su qualche altro aspetto.

    Richiedere degli standard diversi agli Stati Uniti e ai talebani è un concetto i cui possiamo discutere – io direi che mi aspetto da tutti il massimo – ma sicuramente non può essere applicato a strada che ha più volte detto che fra l’Afganistan dei talebani e gli USA di Bush non c’è differenza.

    Mi sembra, davvero, che abbiate un riflesso condizionato di difesa nei contronti di Strada, qualunque bestialità dica: non ha detto davvero questo, stai decontestualizzando, in fondo è un medico, non si esprime bene, etc.

    Io ho detto che trovo il concetto di etica predicato da Strada indegno. Per me è come un fisico che dica che la gravità non esiste. La sostanziale equivalenza che Strada fa fra burqa e non burqa lo rende – ai miei occhi – un incompetente sul concetto di etica, come io lo sono sul concetto di relatività ristretta.

    L’unico modo per contestare questo è dire che, invece, credete che ciò che dice Strada sia giusto, e darmi buoni argomenti per convivermene. In tal caso cambierò idea.

    Ma le obiezioni che avete fatto, in particolare tu Izzo, sono tutte cose che – in generale – condivido, sia come pulsione etica che come scandaglio, ma non sono in alcun modo obiezioni a quello che dico io (oltre a sembrarmi squilibrate rispetto a come stanno le cose).

    Riproviamoci, se volete il contesto ve lo evidenzio: tutto il contesto che volete, ma è chiaro il significato di questi concetti.
    Strada dice: la guerra è sempre, sempre sbagliata.

    izzo scrive::

    in Rwuanda a chi conveniva il massacro e perche’ nessuno a fatto niente

    Questo è un non-sequitur. Anzi, semmai, mette un macigno definitivo agli argomenti di Strada.

    Togliere il Burqa è un progresso, oppure no? Chi sostiene il contrario è un insensibile?

    Dire che Bush è uguale a Hitler è una cosa folle, oppure no?

    Dire che non bisogna arrestare Bashir – cioè la prima persona al mondo che dovrebbe essere arrestata – è scandaloso e criminale?

  29. Sergio – 14 April 2010, 09:04 (n° 29)

    No, ti sbagli. Emergency riceve fondi, per esempio, dalla regione Emilia Romagna.
    La Croce Rossa non dovrà garantire nessun trattamento speciale ma fu costretta ad andare via durante i bombardamenti. Emergency rimase sul campo perché non aveva vincoli con nessuno.
    ps: questa cosa del burqa proprio non mi va giù. Strada dice che non è un progresso togliere il burqa bombardando. Il famoso burqa negli ospedali di Emergency non entra dal 1999. La spiegazione è questa: meglio una donna che toglie il burqa per essere curata che un’altra morta sotto le bombe senza burqa.

  30. izzo – 14 April 2010, 11:05 (n° 30)

    mi son riletto l’affaire Bashir e in pratica mi pare di capire che Ginetto non era contro l’arresto ma contro la metodologia dell’arresto e del coinvolgimento del Tribunale dell’ Aja che è ben diverso….
    cmq mi sa che senza la sua ideologia urlata e portata avanti a muso duro Ginetto non avrebbe cosi’ successo nel mondo del volontariato e forse è proprio la sua posizione intransigente a portarli tante offerte… probabilmente c’è a chi gli garba questo atteggiamento e a chi no.

  31. Giovanni Fontana – 14 April 2010, 12:29 (n° 31)

    Sergio scrive::

    ma fu costretta ad andare via durante i bombardamenti. Emergency rimase sul campo perché non aveva vincoli con nessuno.

    Non sequitur. Questo non c’entra con ricevere fondi.

    Sergio scrive::

    questa cosa del burqa proprio non mi va giù. Strada dice che non è un progresso togliere il burqa bombardando

    Altro non sequitur. Tu davvero pensi che non sia un progresso? Allora, davvero, non so come si possa essere d’accordo su qualunque cosa. Io penso che la condizione delle donne sia il primo problema mondiale.
    Che poi, fra l’altro, se è “togliere bombardandolo” allora l’alternativa è “lasciarlo vessando le donne”.

    Sergio scrive::

    Il famoso burqa negli ospedali di Emergency non entra dal 1999.

    No, non è così: il burqa entrava eccome negli ospedali di Emergency (che poi, fra l’altro, non ci vedo nulla di sbagliato). C’era la possibilità di non metterlo, e infatti i talebani li hanno cacciati a calci nel sedere.

  32. Giovanni Fontana – 14 April 2010, 12:33 (n° 32)

    izzo scrive::

    mi son riletto l’affaire Bashir e in pratica mi pare di capire che Ginetto non era contro l’arresto ma contro la metodologia dell’arresto e del coinvolgimento del Tribunale dell’ Aja che è ben diverso….

    È impossibile. Difendi, difendete, Gino Strada come la Chiesa difende i preti pedofili. Ti ho detto quattro cose che dice GS, ben circostanziate, ne potrei dire cento altre. Tu ne hai presa una, l’hai circuita, e commentata come se la questione fosse un’altra.

    Ripetiamolo, GS ha definito grottesco l’arresto del più sanguinario degli assassini che c’è oggi nel mondo. È una cosa disgustosa sì o no?

    Davvero, è incredibile come lo difendiate pregiudizialmente anche se dice cose spaventose.

    Se Berlusconi dicesse le cose che dice GS staremmo tutti – giustamente – con il sangue alla testa a manifestare sotto Palazzo Grazioli.

  33. izzo – 14 April 2010, 15:14 (n° 33)

    scusa io ho trovato questo articolo del corriere
    http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_11/strada_bashir_alberizzi_a0f617fe-0e05-11de-b3a4-00144f02aabc.shtml
    dove non c’è una difesa sull’operato di Bashir ma bensi’ una osservazione sulla metodologia dell’arresto quindi, secondo il mio parere ,sintetizzare il tutto con ” Gino Strada difende Bashir dall’arresto” non è giusto poi la questione del burqa è ovvio che l’emacipazione della donna è fondamentale pero’ magari il paragone era con la totale mancanza di servizi che mancano nei villagi come il sistema fognario o idrico…
    a leggerti sembra che Gino sia una cassandra malevola che gode sulle disgrazie altrui per tornaconto personale.
    ad esempio io non ricordo una tua posizione forte , quando eri in Palestina, sull’operato degli israeliani o dei palestinesi e mi pareva che la tua posizione fosse equidistante e ,quindi, era una posizione simile a quella dell’operato di emergency o mi sbaglio?

  34. Emergency |iˈmərjənsē| « …The Mumblers… – 20 April 2010, 17:19 (n° 34)

    […] L’equivoco di fondo su Emergency […]

  35. Ancora su Emergency | Distanti saluti – 24 April 2010, 17:03 (n° 35)

    […] piena libertà: ciò che ha detto Marco Garatti è una vaccata colossale, e riflette precisamente quell’equivoco di cui si era parlato: Noi non facciamo politica – ha detto il chirurgo rispondendo alle accuse […]

  36. Max – 28 April 2010, 13:09 (n° 36)

    @ alberto:
    …ancora con i sensi di colpa occidentali e postmoderni?

    i 19 attentagtori del 9/11 erano persone giovani, educate in universita’ europee, con famiglia, bambini o fidanzata e provenienti da stati non colonizzati da nessuno.

    basta trovare scuse stupide. sono invasati da interpretazioni letterali del corano, hanno un odio profondo per ‘occidente e le democrazie liberali, hanno un programma politico di ricostruzione di un califfato islamico dove la sola legge e’ la sharia, trattano le donne come merde e se ti incontrano solo per la strada ti tagliano la testa prima che tu possa cominciare una discussione.

    prima realizzi questo prima cominci a pensare ad una soluzione.

  37. simone tulumello – 3 May 2010, 18:07 (n° 37)

    Questo commento nasce come risposta ad un amico che mi ha girato questo articolo(che ringrazio per la possibilità di ragionare su critiche ragionate e non ottuse) e che dà l’opportunità per fare un attimo di chiarezza (in primis a me stesso) su alcune delle vere e proprie fondamenta del significato che ha “stare con Emergency”.

    La mia risposta a questo articolo si articola su due livelli: un primo risiede nel significato stesso dell’essere medici (mi permetto di ragionarci sopra senza fare parte della “categoria” proprio per quello che ho appreso in 10 anni di volontariato “con Emergency”), il secondo scende a criticare alcune (a mio parere grossolane) imprecisioni teoriche e storiche su cui si fonda il ragionamento dell’autore dell’articolo.

    Primo.
    La neutralità, per un medico non è una scelta, è la sostanza stessa del suo mestiere. Non credo sia necessario richiamare ancora una volta il Giuramento di Ippocrate a testimoniare un qualcosa che dovrebbe essere ormai completamente chiaro a chiunque.
    Noi ignoranti di medicina spesso sottovalutiamo l’importanza di uno dei momenti critici della pratica medica, soprattutto in situazioni di emergenza: il momento del triage, quello della scelta delle priorità negli interventi. Spesso (soprattutto in zona di guerra) fare triage significa decidere della vita e della morte di esseri umani. Capire come meglio gestire le proprie risorse, come “salvare più persone possibile” è forse più difficile dello stesso operare.
    E’ in questi momenti che il significato della neutralità rivela tutta la sua potenza. Decidere per appartenenza ad una idea (che sia essa giusta o sbagliata) piuttosto che per decisione medica farebbe del medico un politico. Che poi è un altro mestiere. Spesso più sporco.
    C’è una bellissima lettura che vi consiglio, Sabato di Ian McEwan. Il protagonista è un neurochirurgo e si troverà a provare sulla propria pelle nel più violento dei modi il significato della neutralità. Ecco io penso che chi voglia fare il medico questo libro lo debba aver letto…
    Ed esiste solo un modo, nel mondo reale (che non è il migliore dei mondi possibili del povero Leibnitz massacrato da Voltaire nel Candido) di essere neutrali. Ovvero di scendere a patti (ahimè, si), per assicurarsi uno spazio (fisico ma anche politico) di totale indipendenza. Ed è questo che ha sempre fatto emergency, stringere le mani ai Taliban non per adesione ai loro principi ma per avere uno spazio in cui nessun Taliban pretendesse priorità al triage.
    E rifiutare un milione di euro da parte di un governo (2001, governo Berlusconi) che chiedeva in cambio una precedenza nel triage per i suoi soldati, un governo che spende (e come lui quelli che han seguito, Prodi e poi ancora Berlusconi) centinaia di milioni di euro per una guerra che ha ucciso decine di migliaia di persone (senza per altro arrivare a risultati convincenti in quasi 10 anni), non è una scelta naif o snob, è la necessità di conservare quello spazio di indipendenza all’interno dei propri ospedali, faticosamente conquistato con gli anni e l’impegno. Scelta talmente poco naif che ha portato, in pochi mesi, ad un incremento nelle donazioni (e qundi della fiducia) da parte degli italiani che ha ampiamente superato la proposta economica del governo.
    Di più. Non prendere soldi dai governi significa assicurarsi l’indipendenza (ora in Italia) da parte di strutture che, dipendendo dal voto, possono cambiare punto di vista e mollarti nel giro di una settimana. Quindi significa garantirsi continuità economica. Che per chi vuole aprire ospedali e non tende con un medico ed una cassa di antibiotici non è poco.
    Ora è forse più chiaro come sia sbagliatissimo sostenere che il governo afgano potrebbe chiudere in “quattro e quattr’otto” gli ospedali di emergency senza ricorrere a patetiche messinscena (che, infatti, di tanto in tanto vengono orchiestrate…). Emergency in poco più di dieci anni ha curato oltre due milioni e mezzo di afgani, un decimo quasi della intera popolazione. Lì non è una piccola ong con qualche migliaio di volontari che si affannano per racimolare soldi, è una istituzione insostituibile, al momento. Lo testimoniano, ad esempio, le 10.000 firme che, nella Valle del Panshir, sono state raccolte in pochi giorni da persone che han camminato ore o giorni a piedi per ricordare al mondo che loro “stanno con Emergency”. Nel Panshir vivono poco più di 100.000 persone, come se in italia avessero aderito all’appello 5 milion di persone. E senza internet per chilometri intorno casa.

    Secondo.
    E’ clamorosamente sbagliato ragionare sull’Afganistan come una terra in cui i “cattivi” (i Taliban) vengono affrontati dai “buoni” (il governo afgano, le forze nato). Che i Taliban siano cattivi (per quanto questa terminologia possa essere utile nel mondo reale), non avrete difficoltà a sentirmelo dire. Che gli altri siano i “buoni”, invece, è da discutere. Ovvero, certo non fa piacere stringere la mano ai Taliban. Ma non meno delle loro grondano sangue quelle di un governo, si eletto, ma nato con il sostegno di chi è andato a fare una guerra per questioni economiche da un lato (il controllo dei principali oleodotti est-ovest) e meramente ideologiche dall’altro (la necessità di fare credere ai propri cittadini colpiti da un vile atto terroristico che “qualcosa si stesse facendo”).
    La guerra in Afghanistan è costata decine di migliaia di morti. E quasi nessuno dei signori di Al Queda è stato arrestato o ucciso. Ed il numero di persone disposte a farsi saltare in aria è anzi aumentato.
    Insomma, ho difficoltà a credere che chi si faccia saltare in aria per uccidere civili sia più vile di chi i civili li uccida bombardandoli dall’alto (il 97% dei morti causati dalle “guerre intelligenti” sono civili, il 40% bambini…).
    Ecco un’altro dei motivi per cui la neutralità di Emergency è scomoda. Raccontando il vero numero delle vittime (a Lashkar Gah, come in tutto il sud dell’Afganistan in questo momento sottoposto a durissime azioni di guerra da parte dell Nato, praticamente non ci sono giornalisti) toglie il velo ai sostenitori di una “guerra giusta” dei “buoni” contro i “cattivi”.
    E fa sempre bene ricordare che Bin Laden e i Taliban riuscirono a vincere la guerra con la Russia ed a conquistare il governo dell’Afganistan grazie al supporto degli Stati Uniti che vedevano in loro non degli “assassini spietati” e dei fondamentalisti maschilisti ma degli utili alleati nella contesa del petrolio con la Russia.

    Insomma, se vuoi curare in zona di guerra, ti trovi ad essere neutrale tra assassini ed assassini. Che però sono la minoranza della gente che curi. La maggioranza è gente che non c’entra. Allora l’unico modo che hai è stare lì in mezzo, assicurandoti uno spazio in cui la nobiltà della tua neutralità ti garantisca la intangibilità di uno spazio privo di armi, e curando, quando arrivano, anche i carnefici, che indossino il copricapo bianco degli Afgani del Nord od una divisa da Marine US. Perchè è nella neutralità di uno spazio in cui non esistono differenze che gli uomini si riscoprono tali e, per un giorno almeno, potrebbero giurare che non tanto diverso da loro è il nemico.

    Di più, la neutralità nella zone in cui operiamo è l’unico vero metodo per permettersi, nella pratica sociale e politica, di non essere neutrali. Ovvero, potere raccontare la verità è lo strumento che dà forza inoppugnabile a chi “sta con Emergency” ed è schierato, senza se e senza ma, contro ogni fottuta guerra di questo mondo.

  38. Giovanni Fontana – 3 May 2010, 19:34 (n° 38)

    @ simone tulumello:
    Caro Simone, credo di avere risposto a molte delle cose che dici nei commenti.

    Ciò che trovo davvero folle è il tuo principio di equivalenza fra americani e talibani, tanto folle che ci ho scritto un altro post che ti invito a leggere: http://www.distantisaluti.com/ancora-su-emergency/

  39. simone tulumello – 4 May 2010, 12:10 (n° 39)

    @ Giovanni Fontana:

    caro Giovanni,
    ho letto buona parte dei commenti e, no, non credo tu abbia risposto alle mie due critiche, ovvero alla neutralità come strumento essenziale (quasi tecnico direi) del medico ed all’errore di opporre, nel calderone afgano, buoni e cattivi.
    e non mi convince affatto il secondo post.
    la situazione “invertita” che racconti è un paradosso (per quanto divertente) senza alcun fondamento (l’esercito più forte del mondo è quello americano e difende mooolto bene lo sfruttamento che il 10% della popolazione mondiale fa del restante 90%) che non può negare il fatto che nessuno sia andato in afghanistan per “fare del bene”, ma per ragioni meramente economiche e politiche.
    e l’obiettivo degli attentatori suicidi in afganistan non è semplicemente “fare più vittime possibile” (non quanto non lo sia quello dei bombardamenti che ammazzano al 97% civili), ma mantenere una situazione di instabilità politica nella quale possano riottenere il potere. ovvero lo stesso degli americani. c’è in corso una guerra per il potere in afghanistan, ed ognuno la combatte con i mezzi che ha. si, in afganistan non c’è molta differenza tra ISAF e Taliban, tra carnefici in divisa e carnefici in turbante.
    quindi si, in afganistan ora si sta peggio che prima della guerra. perchè C’E’ la guerra. che non ha portato a sostanziali differenze nella qualità della vita delle donne ed in cambio ha ammazzato un bel po’ di gente. e tant’è che gli americani non sono visti come li vedevamo noi nel 45, ovvero come der liberatori, ma come una forza straniera occupante.
    i cambiamenti sociali non si possono ottenere con la violenza, ma con gli anni e con la cultura. e ripeto, e su questo non mi hai risposto, i taliban sono stati messi dove erano dagli stati uniti…
    altro punto. francamente credo tu non conosca che marginalmente le posizioni di gino strada e di emergency, ti consiglio di recuperare la rivista di emergency e non di leggere le dichiarazioni filtrate dai giornalisti italiani (mediamente embedded, pure quelli di repubblica, sia chiaro).
    noi siamo contro tutte le guerre. senza se e senza ma. e lo siamo perchè gli effetti delle guerre li curiamo ogni giorno, che siano in afganistan, in iraq, in cambogia. e li raccontiamo. e quando passi la tua vita a riattaccare pezzi di bambini scopri che la guerra fa schifo e che non esiste guerra giusta. il resto sono solo chiacchiere.

  40. Giovanni Fontana – 4 May 2010, 12:59 (n° 40)

    simone tulumello scrive::

    che non può negare il fatto che nessuno sia andato in afghanistan per “fare del bene”,

    E questo, logicamente, è irrilevante, no? Stiamo parlando delle conseguenze dell’occupazione, non della bontà d’animo di Bush, sulla quale – credo – abbiamo opinioni non troppo lontane.

    simone tulumello scrive::

    l’obiettivo degli attentatori suicidi in afganistan non è semplicemente “fare più vittime possibile” (non quanto non lo sia quello dei bombardamenti che ammazzano al 97% civili),

    Mi dispiace, non c’è possibilità di parlare così. Questo è negare dei fatti più evidenti del sole. È, appunto, appiattire tutto sul grado buoni/cattivi, che – ironicamente – è l’accusa che tu rivolgi a me.
    Se gli Stati Uniti volessero fare più vittime possibile potrebbero radere al suolo l’Afghanistan. Negare questo è negare la realtà.

    simone tulumello scrive::

    non ha portato a sostanziali differenze nella qualità della vita delle donne

    Ma che vergogna, Simone. Ma come fai a dire cose così vergognose? Andare a scuola non è un cambiamento sostanziale? Ma che vergogna davvero. Non essere frustate perché si cammina per strada troppo rumorosamente non è un cambiamento sostanziale? Non essere costrette a indossare il burqa dalla legge, non è un cambiamento sostanziale?

    simone tulumello scrive::

    i taliban sono stati messi dove erano dagli stati uniti…

    Appunto! Una ragione in più per cercare di impedir loro di perpetrare il ciclo di abusi e violenze che stavano mandando avanti, no?

    simone tulumello scrive::

    scopri che la guerra fa schifo e che non esiste guerra giusta. il resto sono solo chiacchiere

    No, queste sono chiacchiere. La tua è una posizione, come ho detto, profondamente immorale. Tu pensi sia stato giusto non intervenire in Rwanda. Io penso che si sarebbe dovuti intervenire e salvare la vita a un milione. Un milione.

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