Lunedì degli aneddoti – XXVI – Dumas
18 January 2010, 20:29 | Luneddoti | Commenti: 20
Quando mi capita di leggere un aneddoto carino, da qualche parte, me lo appunto per non dimenticarlo: così ora ho un piccolo mazzo di aneddoti che ogni tanto racconto. Pensavo di farci un libro, un giorno, ma forse è più carino pubblicarne uno, ogni tanto, sul blog. Questo ‘ogni tanto’ sarà ogni lunedì.
Dumas
Se dico Dumas uno che ne sa dovrebbe chiedere «ma chi? Dumas padre o Dumas figlio?» E la risposta sarebbe: «tutti e due!». Certo uno che ne sa, magari saprebbe anche l’aneddoto quindi non ci sarebbe bisogno di raccontarlo. E allora si spingerebbe a raccontare che il padre è quello dei Tre Moschettieri (e di d’Artagnan!) mentre il figlio è quello della Signora delle camelie, più noto per averci permesso di libar ne’ lieti calici attraverso un giro particolarmente strano (ora non pensate che tutte queste cose io le sappia a memoria, no, per gli Aneddoti del lunedì si studia!). Poi, vabbè, sulla Signora delle camelie ci sarebbe un sacco da dire, più male che bene, per aver creato stuoli di adoratori, ma soprassediamo.
Dumas padre era figlio di un generale napoleonico, ma ci litigò e fu cresciuto dalla madre da cui prese il cognome. Dumas figlio non fece lo stesso, perché prese nome e cognome del padre, Alexander Dumas anche lui. Una cosa fece come il padre, oltre al nome, cioè litigare con il proprio, di padre, ovvero Dumas padre. Così ci fu un periodo in cui i due Dumas non si parlavano, e quando erano costretti a farlo per ragioni pratiche non rinunciavano a trattarsi come sconosciuti, e a darsi del “voi”. Ciò nondimeno appena finito il suo romanzo, il succitato La signora delle camelie, Dumas figlio volle farne avere il manoscritto al padre. Qualche giorno dopo questi lo fece chiamare, per dirgli: «la vostro operato è stupendo, signore». Al che, Dumas figlio rispose: «signore, sono ancora più contento di un tale complimento perché viene da una persona di cui ho sempre sentito molto bene da mio padre».
[Qui il primo: Brutti e liberi – qui il secondo: Grande Raccordo Anulare – qui il terzo: Il caso Plutone – qui il quarto: I frocioni – qui il quinto: Comunisti – qui il sesto: La rettorica – qui il settimo: Rockall – qui l'ottavo: Compagno dove sei? – qui il nono: La guerra del Fútbol – qui il decimo: Babbo Natale esiste – qui l'undicesimo: Caravaggio bruciava di rabbia – qui il dodicesimo: Salvato due volte – qui il tredicesimo: lo sconosciuto che salvò il mondo – qui il quattordicesimo: Il barile si ferma qui – qui il quindicesimo: Servizî segretissimi – qui il sedicesimo: Gagarin, patente e libretto – qui il diciassettesimo: La caduta del Muro – qui il diciottesimo: Botta di culo – qui il diciannovesimo: (Very) Nouvelle Cuisine – qui il ventesimo: Il gallo nero – qui il ventunesimo: A che ora è la fine del mondo? – qui il ventiduesimo: Che bisogno c'è? – qui il ventitreesimo: Fare il portoghese – qui il ventiquattresimo: Saluti – qui il venticinquesimo: La fuga]
Vuoi indicare un aneddoto per un prossimo lunedì? Segnalamelo.
Altre cose sullo stesso tema:
- Lunedì degli aneddoti – XXVII – Zzzzzz
- Lunedì degli aneddoti – XXXI – L’Amabile Audrey
- Lunedì degli aneddoti – XXXII – Anima pura
- Lunedì degli aneddoti – XXX – L’invincibile Marco Aurelio
- Lunedì degli aneddoti – XXVIII – Teorema della cacca di cavallo
Comments
20 Responses to “Lunedì degli aneddoti – XXVI – Dumas”
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Due irrefrenabili cazzoni (ma il figlio di più, neh).
Non soprassediamo, ti prego, sugli adoratori della signora delle camelie. Non è da te.
chiara scrive::
Mi sento tremendamente ignorante, ma a chi vi riferite?
Non voglio fare il precisino, però la malaria è causata da un protozoo che è una cosa molto diversa un virus…
Poi sull’aneddoto ho qualche dubbio, io mi ricordo che la storia fosse andata un po’ diversamente, ma sinceramente avendola letta molto tempo fa potrei anche sbagliare.
L’unica cosa di cui sono piuttosto sicuro è che la disputa su chi fosse “lo scopritore” della malaria fosse più fra Grassi e Ross che fra Ross e Manson. Questo perchè Ross aveva descritto il ciclo vitale del protozoo responsabile della malaria in alcune specie di uccelli, mentre Grassi aveva scoperto che l’unico insetto che fa da vettore al patogeno responsabile della malaria umana era la zanzara anofele, e le due cose erano accadute più o meno in contemporanea.
Il proverbio del Burkina Faso l’avevo già sentito anch’io e penso sempre che sia una di quelle cose molto vere che spesso ignoriamo, forse perchè è più facile dire che tanto non ti si fila nessuno piuttosto che rimboccarsi le maniche e fare la propria parte…Rispondi | Cita
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Sergio scrive::Non voglio fare il precisino, Ma che dici?
C’è bisogno eccome di precisini, che poi sono quelli che ti aiutano a migliorarti e a correggere le cose.
Mi dici cos’è che andrebbe modificato ché così lo correggo?Rispondi | Cita
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Sergio scrive:: forse perchè è più facile dire che tanto non ti si fila nessuno piuttosto che rimboccarsi le maniche e fare la propria parte…sante paroleRispondi | Cita
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Visto che accetti volentieri consiglio ti dico cosa cambierei.
Sicuramente “virus della malaria” con “protozoo responsabile della malaria” o al limite “parassita responsabile della malaria”. Spesso si tende a usare la parola virus per qualsiasi agente patogeno, mentre i virus sono una cosa ben precisa e rappresentano solo una piccola porzione dei patogeni esistenti.
Fra un virus e un protozoo poi la differenza è grandissima, pensa che la struttura dei virus è così semplice che i biologi non sono neanche daccordo se definirli o meno una forma di vita, mentre un protozoo è un organismo vivente abbastanza complesso.
Poi direi anche che Ross non ha dimostrato che le zanzare sono la causa della malaria, ma che sono il vettore del parassita che ne è responsabile, non molto, ma è un po’ diverso. (Poi c’è la disputa con Grassi, ma questa è un’altra storia).
Infine direi che Manson formulò una teoria secondo cui le zanzare possono essere il mezzo di trasporto di -alcune- malattie. E l’ipotesi che testò sul suo cameriere non era che potessero essere il vettore di un virus, ma di un protozoo, quello dell’elefantiasi, di cui il povero cameriere era affetto. Da come hai scritto potrebbe sembrare che Manson abbia fatto ammalare il suo domestico per dimostrare la sua tesi. Invece, trovandosi un cameriere malato di elefantiasi, gli chiese di lasciarsi pungere da delle zanzare per poterle poi analizzare e vedere se ci trovava il protozoo all’interno. E così fu.
Per quanto riguarda l’aneddoto del figlio, invece, ti dico solo che ho dei dubbi. Avevo studiato qualcosa su di lui e la storia del figlio non l’avevo mai letta. Ho fatto una ricerca veloce ed effettivamente compare su diversi siti, ma su nessuno di cui mi fiderei al 100%, quindi non mi pronuncio, anche perchè i miei ricordi sono abbastanza vaghi.Rispondi | Cita
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@ Sergio:
Grazie mille Sergio, ho corretto secondo le tue indicazioni.Rispondi | Cita
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prototi*p*o, questa quantità *di* carrozze, stronzo!
(visto che non vuoi che ci si scusi quando ti si fanno le correzioni…)
solo duecento cavalli a New York e Boston? pensa se fossero stati tanti!
e mi chiedo come mai non si potesse utilizzare quel letame appunto come letame, per concimare campi e orti. forse sarebbero stati troppo alti i costi per il trasporto?Rispondi | Cita
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chelidon scrive::prototi*p*o, questa quantità *di* carrozze, stronzo!
(visto che non vuoi che ci si scusi quando ti si fanno le correzioni…)
solo duecento cavalli a New York e Boston? pensa se fossero stati tanti!
e mi chiedo come mai non si potesse utilizzare quel letame appunto come letame, per concimare campi e orti. forse sarebbero stati troppo alti i costi per il trasporto?Grazie! Ho saltato una parola un po’ importante, non due tonnellate, duemila tonnellate!Rispondi | Cita
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chelidon scrive::e mi chiedo come mai non si potesse utilizzare quel letame appunto come letame, per concimare campi e orti. forse sarebbero stati troppo alti i costi per il trasporto?Mia modesta ipotesi: visto il periodo, l’agricoltura riusciva soddisfarsi con il letame di provenienza “tradizionale”: mucche.Rispondi | Cita
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@ Dario:
Sì, ma poi immagini tutti i problemi di raccolta – su ognuno delle centinaia di migliaia di cavalli – e trasporto?Rispondi | Cita
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Ti stimo Dunf…
Scrivi da Dio
Un ex ex ex ex giocatore di hattrickRispondi | Cita
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Cannellu scrive::Ti stimo Dunf…
Scrivi da DioOrpo, come diceva un altro che scriveva molto meglio di me: grazie!Rispondi | Cita
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Non sono molto sicuro che i gas delle auto siano meglio della cacca di cavallo.
Di sicuro oggi si potrebbe usare molto meno l’auto, se solo organizzassimo la nostra vita e la nostra società un po’ meglio.
Aspettiamo ancora qualche morto di smog per vedere il futuro?Rispondi | Cita
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Fantastica!!!! Mi hai fatto morir dal ridere…
che donna! E’ a questi esempi di donne “di una volta” che dovremmo sipirarci di più, noi cosiddette donne moderne e liberate (da cosa chissà).
Questa risolutezza e spiccia genuinità e sicurezza di sè vale ben più di mille propagande femministe.
GrandeRispondi | Cita
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@ stellina : curiosa coincidenza….
La “fantastica” nonna Lina di Giovanni in realtà si chiamava Stella ma tutti la chiamavano Lina diminutivo del vezzeggiativo StellinaRispondi | Cita
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… da non crederci! ;)Rispondi | Cita
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Io voglio essere come la tua bisnonna: pratica, forte e coraggiosa!Rispondi | Cita
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