Per quelli che si stava meglio cinquant’anni fa

30 April 2010, 7:11 | link und recht | Commenti: 7

interesse 1 su 5

Menomale che c’è Fabrizio che funge da nostro lettore extrasensoriale e selezionatore delle cose in tedesco:

Spiegel fa un confronto interessantissimo per tutta una serie di beni di primo consumo nel 1960 e oggi; E il confronto lo fa non in Euro ma in minuti di lavoro necessari per comprare l’articolo in questione.
E si scopre che i prezzi sono diminuiti tantissimo: un chilo di pane è passato da 20 a 11 minuti, le uova da 51 a 8, la benzina da 14 a 5, una TV da 351 ore a 13, il cinema da 38 a 28. Diminuzioni in alcuni casi decisamente clamorose, visto che si tratta non di qualche per cento in meno, ma di fattori 5x o 10x.

– Commenti:



7 Commenti presenti su “Per quelli che si stava meglio cinquant’anni fa” – Feed

  1. Suibhne – 30 April 2010, 07:54 (n° 1)

    Minuti di lavoro con retribuzione tedesca o italiana? Non per dire che prima si stava meglio, solo per sottolineare che ora in Germania si sta meglio ;)

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  2. franco rivera – 30 April 2010, 09:46 (n° 2)

    bene, una conferma dei miei lontani ricordi :)

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  3. farfintadiesseresani – 30 April 2010, 10:36 (n° 3)

    Interesse 1 su 5 è ingeneroso.

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  4. Dai blog: per quelli che si stava meglio cinquant’anni fa – 30 April 2010, 10:55 (n° 4)

    […] Leggi l’articolo integrale su: Distanti saluti […]

  5. Giovanni Fontana – 30 April 2010, 12:46 (n° 5)

    farfintadiesseresani scrive::

    Interesse 1 su 5 è ingeneroso.

    Sai perché? Perché secondo me è una cosa davvero scontata per chi si ricorda come si lottava per mangiare un piatto di legumi, o per chi l’ha studiato.

    E, d’altra parte, chi è innamorato dei tempi andati non cambierà idea, neanche con i migliori argomenti.
    Ti ho caricato qui un grafico di New Scientist, in cui ci sono tante altre statistiche, su fame del mondo, malnutrizione, mortalità infantile, povertà, persone con accesso all’acqua, etc.

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  6. Billy Pilgrim – 1 May 2010, 15:19 (n° 6)

    Secondo i dati riportati Der Spiegel, quindi, una televisione costerebbe due minuti in più di un chilo di pane?
    E’ probabile che Fabrizio si sia perso per strada uno zero, e almeno quello, o che l’eziologia dell’errore risalga su, su per la filiera giornalistica e statistica.

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  7. pinoSiculo – 13 May 2010, 09:22 (n° 7)

    La notizia sarebbe fantastica, se non fosse che quello che oggi manca è proprio il “minuto lavorativo”

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