Perché il mondo si è capovolto?

16 September 2009, 19:30 | Alta politica | Commenti: 9

“Perché l’apologia di un Islam militante che combatte per tutto ciò che è contro alle idee della sinistra, viene dalla sinistra stessa? Perché gli studenti ascoltano un teorico di una “sinistra” post-moderna difendere lo sfruttamento delle donne nelle culture tradizionali e non un professore scontroso e conservatore? Perché, dopo le guerre americane e inglesi in Bosnia e Kosovo contro la pulizia etnica di Slobodan Milosevic, erano gli uomini e le donne della sinistra a negare l’esistenza dei campi di concentramento in Serbia? Allo stesso modo, perché l’Unione Europea che annuncia quotidinamente il suo impegno per i principî liberali dei diritti umani e della legalità internazionale non ha fatto nulla quando appena oltre i suoi confini venivano perpetrati dei crimini contro l’umanità? Perché quella palestinese è una causa della sinistra, ma non lo è la Cina, il Sudan, lo Zimbabwe, il Congo, la Corea del Nord? Perché, perfino nel caso della Palestina, neppure quelli che sostengono la causa palestinese sanno dire che tipo di Palestina vorrebbero vedere? Perché dopo gli attacchi dell’undici settembre su New York e Washington era così facile leggere di sinistre Cospirazioni Ebraiche che controllano la politica estera americana o britannica su importanti riviste letterarie come nei volantini d’odio neo-nazisti? E perché dopo gli attacchi del sette luglio a Londra sono stati i giornali di sinistra, anziché quelli di destra, a pubblicare articoli che difendevano dei terroristi suicidi ispirati da psicopatiche teologie diestrema destra?
In breve: perché il mondo è sotto sopra? In passato erano i conservatori a difendere il fascismo perché, malintesamente, lo vedevano come una continuazione delle loro teorie della destra democratica. Ora, incredibilmente e ovunque, è molto più facile che siano liberal o comunque persone di sinistra – molto più dei conservatori – a scusare governi e movimenti fascisti, con la sola eccezione dei partiti di estrema destra dei loro paesi. Finché i razzisti indigeni sono bianchi, non hanno alcuna difficoltà a opporsi a essi in una maniera che tutti riconoscerebbero come quella tradizionale della sinistra. Ma date loro un movimento di estrema destra che sia anti-occidentale, e lo tratteranno come una distrazione nella migliore delle ipotesi, e nella peggiore come un alleato.”

Io l’ho appena cominciato a leggere, che dire: spero siano in tanti ad anticiparmi.

– Commenti:



9 Commenti presenti su “Perché il mondo si è capovolto?” – Feed

  1. tfrab – 16 September 2009, 20:10 (n° 1)

    azzardo una risposta: forse perché lo schema mentale è sempre lo stesso. borghesia vs proletari, e le masse arabe sono il nuovo proletariato, nell’ottica di costoro.

    brutta fine, per chi pensava di fare un’analisi “scientifica” della storia, no?

  2. Luca Massaro – 16 September 2009, 21:28 (n° 2)

    Tutto questo è inquietante. C’è molta parte di verità in quanto riportato nell’ottima traduzione [continua ti prego, magari finché non lo traducono per intero:-)]. Tuttavia, e lo dico solo di sfuggita, credo che queste categorie destra/sinistra debbano essere riviste. Il mondo è molto più complesso di queste generalizzazioni.

  3. 1972 – 17 September 2009, 10:27 (n° 3)

    Giovanni, la tesi esposta nel libro è assolutamente certa ed è incoraggiante che a sinistra qualcuno cominci a rendersene conto sul serio. Paraltro sono anni che sui blog “non di sinistra” cerchiamo di far notare questa apparente contraddizione.
    Dico “apparente”, però, perché in realtà non è vero che il mondo si sia capovolto. Semplicemente la sinistra europea e parte (molto più ridotta) di quella americana sono passate dall’appoggiare un totalitarismo al sostenerne un altro, di diverso colore ma affine nella sostanza. Se fino agli anni ’80 il cavallo su cui puntare (pur con i vari distinguo) era il comunismo di matrice sovietica, adesso lo stesso radicalismo leftist si sposta sul fascismo islamico, il tutto e sempre in funzione antioccidentale. Quindi, a guardarla per il verso giusto, non è vero che sia avvenuta una trasformazione. E’ vero piuttosto che la sinistra, almeno certa sinistra, le forze democratiche e antitotalitarie non le ha mai sostenute, appoggiate, comprese. E’ del tutto coerente, quindi, che oggi molti affidino le loro speranze ad Hamas come ieri lo facevano con Mosca o Pechino.
    Mi spiace.

    Saluti.

    Enzo Reale

  4. franco rivera – 17 September 2009, 14:15 (n° 4)

    dico la mia (senza avere ancora letto il libro)

    Per me sono una somma di fattori, elenco i primi che mi vengono in mente

    1) Gli USA.
    Chi ha meno di quarantanni è cresciuto indottrinato contro gli USA.
    A questo si sono unite scellerate Presidenze Bush (padre e figlio) per dodici anni complessivi di governo americano di destra retrograda e così imbevuta di retorica sciovinista e fascisto-religiosa da rendere impossibile per tutti il restare indifferente a essa.
    Quindi scatta il sillogismo semplicistico che posta a appoggiare chi si oppone agli USA, chiunque esso sia, anche un pazzo sanguinario.

    2) La Lotta Di Classe.
    Chi di sinistra è rimasto ancorato a questo arcaico concetto parteggia per il “povero” (o supposto tale) chiunque esso sia, anche un pazzo sanguinario.

    3) Mancanza di Obiettivi.
    Per troppi anni la cultura di gran parte della sinistra è stata imbevuta di arcaici concetti veterocomunisti dimostratisi fallimentari e di uno schierarsi contro chi si opponeva a tali ideali.
    Man mano che ci è resi conto che le cure dettate dal comunismo erano peggiori del male, a gran parte del popolo di sinistra son mancati gli ideali positivi e son rimasti solo quelli negativi: lo schierarsi contro i governi non comunisti.

    4) Il malinteso concetto di Tolleranza.
    il mondo occidentale si è liberato a fatica (e non lo ha fatto completamente) dalle pastoie culturali imposte dalla religione cattolica o puritana che sia. Ed ecco che la libertà conquistata viene vista come collegata al 100% a una tolleranza totale di tutto e di tutti, ANCHE di chi è intollerante e illiberale.
    Ecco quindi l’intellettuale di sinistra preso in contropiede mostrare grande ritrosia all’opporsi a chi impone al prossimo le tagliole della propria miope visione costretta dai paraocchi religiosi.

    5) il mito di Davide e Golia.
    chi è cresciuto per anni tifando per il debole e con tale tifo esasperato NON SOLO dalla cultura di sinistra (Che Guevara, La Lunga Marcia, Nelson Mandela, ecc,) MA ANCHE da quella di destra con i suoi miti cinematografici (Rocky, Rambo, Taxi Driver, ecc.) di fronte a ogni scelta si trova quasi forzato a tifare per Davide contro Golia, anche quando Davide è un kamikaze con la cintura piena di esplosivo e Golia un governo democratico, o quando si Davide che Golia sono due leader con politica nettamente di destra (Di Pietro e Berlusconi)

  5. ABICAB – 17 September 2009, 15:00 (n° 5)

    Talmente capovolto che accade anche l’opposto: http://mondoweiss.net/2009/09/the-enemy-of-my-enemy-is-my.html

  6. Giovanni Fontana – 17 September 2009, 16:01 (n° 6)

    Rispondo in modo diverso a Luca e Enzo (almeno i fratelli Rosselli li consideriamo di sinsitra, no?): lasciamo stare gli schieramenti. Possiamo riconoscere che la lotta per i diritti delle donne e per i diritti degli omosessuali è sempre stata una lotta – dico nel senso più ampio di questa parola – principe della sinistra di ogni tempo?
    Anche trent’anni fa, sostenitrici o meno dell’URSS, tutte le persone di sinistra avrebbero considerato necessario lottare per i diritti delle donne e dei gay in tutte le parti del mondo.
    Non so.

    Credo che l’analisi di Franco si avvicini molto al vero.

  7. 1972 – 17 September 2009, 20:52 (n° 7)

    Non in tutte le parti del mondo, visto che nei regimi comunisti i diritti dei gay sono stati sistematicamente conculcati e non ricordo manifestazioni, mozioni, nemmeno una lettera ai giornali contro questo tipo di discriminazione. Io credo, Giovanni, che tu stia proiettando categorie attuali sul selciato della sinistra storica. E’ un fatto che nell’Europa nel secolo XX la sinistra antitotalitaria è sempre stata una esigua minoranza, il più delle volte confinata in un angolo e trattata con sufficienza quando non con disprezzo dai compagni che dettavano la linea. La sinistra che intendi tu, in cui probabilmente ti riconosci, è un’altra cosa, un’invenzione (o meglio una re-invenzione) recente se vogliamo, sempre minoritaria e guardata con sospetto, tanto è vero che i Blair, i Berman, gli Hitchens e compagnia sono stati tante volte accusati di non essere neppure “di sinistra”. Il meccanismo è sempre lo stesso: vado a braccetto con Hamas e denigro la sinistra liberale, così mi sento a casa.

    Enzo

  8. Giovanni Fontana – 18 September 2009, 11:45 (n° 8)

    @ 1972:
    Proviamo, allora, a dire “progressista” e “conservatrice” che, davvero, è ciò che mi interessa: possiamo riconoscere come cardini dell’idea progressista il riconoscimento dei diritti – e la fine delle persecuzioni – nei confronti di donne e omosessuali?

    Ora molti pretesi progressisti sono super-conservatori.

  9. Francesco Costa » Dove siamo finiti – 19 September 2009, 13:57 (n° 9)

    […] via il suo patrimonio migliore per abbracciare la più becera e sconclusionata delle ideologie. Si è capovolta. Una sinistra normale, che preferisca tener fede alla sua ragione sociale – stare dalla parte […]

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