Referendum

10 July 2009, 11:03 | Alta politica | Commenti: 3

Stavo seguendo questa discussione sul modo di riformare il referendum, o meglio: su come riformare il quorum. C’è chi dice di abbassarlo al 25%, chi dice di abolirlo completamente e chi obietta che senza quorum qualunque lobby potrebbe far passare (o abolire) una qualunque legge di propria convenienza.

Il problema, secondo me, è che il quorum faccia scontrare votanti contro non votanti, infoltendo – quindi – le file dei contrarî con il grande corpo dei non interessati. Anche abbassare il quorum al 25% manterrebbe lo stesso meccanismo, pur rendendo più facile arrivarci, forse troppo dice qualcuno

Bisognerebbe disinnescare quel meccanismo, confrontando quindi i favorevoli con i contrarî, richiedendo una sorta di quorum dei “sì” contro i “no” anziché contro gli astenuti, come una maggioranza qualificata, ma non relativa al numero dei votanti, ma degli aventi diritto. Mi spiego meglio.

Proviamo mantenendo la cifra del 25%, e diciamo che in Italia ci siano 40 milioni di aventi diritto al voto (per comodità di calcolo): un referendum, per essere approvato, deve avere un ammontare di “sì” che superi di almeno 10 milioni (il 25%) quello dei no.

In questo modo si spingerebbero tutti coloro che sono interessati a votare: chi è motivato a essere contrario va a votare perché il suo voto è necessario per far fallire il referendum, e chi non è interessato semplicemente vede il proprio voto trascurato, come è giusto che sia. Rimane una sorta di quorum virtuale, a 10 milioni, dato che nessuno può avere 10 milioni di voti in più di un altro se non votano almeno 10 milioni di persone, cosicché una consultazione così poco sentita da non avere neanche un quarto degli aventi diritto, viene rifiutata.

Esempi: col sistema di ora, se votano 10.000.001 persone “sì”, e 10.000.000 persone “no”, passa il sì, mentre se votano 20.000.000 di persone “sì”, e 0 “no”, il referendum non passa il quorum. È un caso limite, ovviamente, ma il fatto che una proposta di referendum possa vincere per un voto ed essere valido, e vincere di 20 milioni e non esserlo.

Ovviamente ho preso il 25% come cifra indicativa, ma potrebbe essere anche il 20%, o la cifra ritenuta più adatta per evitare speculazioni.

– Commenti:



3 Commenti presenti su “Referendum” – Feed

  1. Riccardo – 14 July 2009, 10:56 (n° 1)

    A me è sempre piaciuto il sistema olandese (ci ho vissuto a lungo, lassù…).
    Il quorum si calcola sul 50% + 1 delle persone che hanno votato alle ultime elezioni politiche.
    Quindi il quorum è variabile, cambia ogni 4 anni e rispecchia la maggioranza della popolazione che ha almeno un po’ di interesse nella cosa pubblica.
    A me è sempre sembrata una cosa geniale, semplice e geniale. Il contrario dell’Italia, ora che ci penso…

  2. Roberto – 29 July 2009, 14:17 (n° 2)

    E mettere, per legge, che i referendum si debbano svolgere nello stesso giorno di qualsiasi elezione nazionale? Se non erro ad ogni elezione negli Stati Uniti ci sono decine di referendum in ogni stato sugli argomenti più disparati.

  3. fra Alberto – 29 July 2009, 14:29 (n° 3)

    @ Roberto:
    in effetti è una buona idea

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