Rubé

12 April 2009, 9:20 | Bellezza in biciclette | Commenti: 0

Oggi c’è la Parigi-Rubaix (di cui sempre la magistrale spiegazione di Marco B), unica corsa – forse – che vale sempre la pena vedere in televisione. In qualunque altro tracciato, anche un Alpe D’Huez o una Milano Sanremo, una salitona, una corsa ondulata può sempre succedere qualcosa perché alla fine la gara ti deluda, che diventi noiosa. La Rubé no. È una gara a eliminazione, dove le regole valide sugli altri tracciati non si applicano. Se uno ne ha vista anche una sola, capisce cosa intendo. Direi che il concetto che riassume meglio questa particolarità è il seguente: non esistono fughe. Neanche quando uno è in fuga, alla Parigi-Rubaix, uno è davvero in fuga. Sono gli altri che sono in ritardo, non sei tu che stai scappando.

La Rubaix viene, come al solito, una settimana dopo il Giro delle Fiandre Рin quella che ̬ chiamata la Settimana Santa delle Ardenne: fatta di tante altre corse minori (si fa per dire), a cominciare dalla Gand-Wevelgen.

Siccome mi rimproverano di non scrivere più di ciclismo, provo a discolparmi così: il Giro delle Fiandre l’ha vinto Devolder, l’anno scorso lo vinse Devolder, quindi rimando a quel bel post, che m’era così piaciuto scrivere.

– Commenti:



Vuoi lasciare un commento?
Bene, e grazie! Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. Perciò, più della tua opinione, ci interessano le ragioni che la sostengono, ciò che potrebbe far cambiare idea anche a noi. E tu? Potresti cambiare idea? Se la risposta è no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.




Distanti saluti