Scorre il sangue

16 June 2009, 11:51 | Ogni me è politico | Commenti: 13

Più vedo quello che succede in Iran e più mi vergogno per quelli che dicono che l’Italia è una dittatura.

– Commenti:



13 Commenti presenti su “Scorre il sangue” – Feed

  1. Alessandra – 16 June 2009, 12:15 (n° 1)

    Ma veramente!

  2. Valentina – 16 June 2009, 16:37 (n° 2)

    Beh, son punti di vista. Purtroppo in Iran è espressa nella sua maniera più distruttiva e sanguinosa.

    Rigiriamola da un altro punto di vista. Riusciresti a dire che siamo in democrazia qui in Italia?

  3. Giovanni Fontana – 16 June 2009, 16:50 (n° 3)

    Valentina ha scritto:

    Riusciresti a dire che siamo in democrazia qui in Italia?

    Senza alcun dubbio. Troverei un’offesa per la mia intelligenza, e soprattutto per le persone che muoiono o sono morte uccise da una dittatura, dire il contrario.

    Il solo fatto che ci sia qualcuno che possa dire il contrario mi fa così rabbia, perché è evidentemente gente che non ha idea di quello che subiscono miliardi di persone, davvero miliardi, ad essere torturate e uccise per quello che pensano, per come vestono, o per chi vogliono frequentare.

  4. Valentina – 16 June 2009, 17:43 (n° 4)

    Giovanni Fontana ha scritto:

    Valentina ha scritto:
    Riusciresti a dire che siamo in democrazia qui in Italia?
    Senza alcun dubbio. Troverei un’offesa per la mia intelligenza, e soprattutto per le persone che muoiono o sono morte uccise da una dittatura, dire il contrario.
    Il solo fatto che ci sia qualcuno che possa dire il contrario mi fa così rabbia, perché è evidentemente gente che non ha idea di quello che subiscono miliardi di persone, davvero miliardi, ad essere torturate e uccise per quello che pensano, per come vestono, o per chi vogliono frequentare.

    non è un offesa né per la tua intelligenza (che rispetto molto più di quanto immagini), né nei confronti delle miliardi di vite in pericolo o perse a causa di una dittatura.

    Soprattutto perchè non parli con una offuscata dalla politica ma con una che si informa ed ha una certa coscienza sociale (so che suona saccente, ma non è mia intenzione. Voglio farti solo capire che non ballo sulla tomba di innocenti)

    Ma niente è tutto bianco o nero Giovanni. In Italia si stanno creando le basi per uno stato non democratico. Stiamo incominciando con la caccia allo straniero, passando per le ronde, arrivando ad una stampa pilotata.

    In Iran c’è una dittatura che oltretutto è anche teocratica e che quindi giustifica ogni bieca azione con la religione ed il proprio credo.

    e’ ovvio che non si possono paragonare le due situazioni. Ma io rimango della mia idea che vi sono varie sfumature di uno stesso concetto.

  5. Giovanni Fontana – 16 June 2009, 18:17 (n° 5)

    Sono convinto [E grazie della stima!]che tu non lo stia facendo volutamente, ma quello che stai facendo è riferirmi parole che non ho detto, per poi contraddirle. Ovviamente penso anche io che ci siano sfumature di uno stesso concetto.
    Prima ti dico un’altra cosa, poi mi spiego: tutte le cose che citi, erano molto, molto peggio quarant’anni fa. Quando nessuno questionerebbe che si era in democrazia. Le leggi per l’immigrazione, la stampa pilotata, etc. Cosa diresti se si riinstaurasse la legge che vieta il divorzio? CHe siamo in una dittatura, credo. Eppure era quello che succedeva quarant’anni fa.
    Le cose vanno enormemente meglio, per nulla abbastanza, ma “si stanno creando le basi per uno stato non democratico” è un allarmismo pericoloso, e falso, per la storia di Pierino e il lupo.
    Inutile dire a te quanto sia contrario a Berlusconi, alla viscidità di molta parte dell’informazione televisiva, e a moltissime sue iniziative politiche; sai quanto la mia posizione sull’immigrazione sia più radicale di quella di qualunque partito politico, e quanto sia quindi disgustato dalle varie iniziative del partito degli egoisti stronzi (la Lega).
    Ma tutto questo non configura una dittatura. Ed è molto lontano dal configurarlo.
    Qualche dato.

    Freedom House è un’istituzione molto prestigiosa che monìtora la libertà in tutti i paesi del mondo, fa degli studi su tutti gli stati, ci sono un sacco di dati e di osservazioni – è lo stesso istituto che ha recentemente declassato l’Italia per la libertà di informazione, ricordi? Alla fine, per semplificare, stilano una graduatoria delle libertà politiche e civili di ogni paese.
    Dànno un voto da 1 (massimo) a 7 (minimo) per ciascuna di queste due categorie.
    Infine fanno una mappa con tre gradi, Paese libero, paese parzialmente libero, paese non libero.
    Ci sono dunque, vari gradi di lettura. È un lavoro molto utile.
    Qui trovi quello dell’anno appena trascorso.
    http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=22&year=2008&country=7417
    L’Italia riceve il massimo in tutte e tre le categorie, insieme a pochi altri stati, qualche esempio:

    Francia: libero, 1 1
    Italia: libero, 1 1
    Israele: libero, 1 2 [non contempla i territori occupati, che sono – per colpa dell’esercito israeliano, e delle leggi dell’Aut Naz Palestinese invece NON libero 6 6]
    Messico: libero, 2 3

    L’Iran è insieme alle peggiori dittature al mondo:
    Iran: NON libero, 6 6
    Russia: NON libero, 6 5
    Cuba: NON libero, 7 7
    Turkmenistan (avevo letto in giro fosse la dittatura più efferata al mondo) NON libero, 7 7

    in mezzo ci sono tanti altri stati, tante altre sfumature, come dicevi. Cito a caso:
    Turchia: PARZ. libero, 3 3
    Malesia: PARZ. libero, 4 4
    Nigeria: PARZ. libero, 4 4
    Giordania: PARZ. libero 5 4

    Mi sembra ce ne sia abbastanza per inorridire a parlare di dittatura in Italia. Siamo incredibilmente fortunati, proviamo ad aiutare chi non lo è.

  6. All’armi! « Radio Etica – 16 June 2009, 20:30 (n° 6)

    […] da tempo che rifletto su questo allarmismo diffuso, e sono del tutto d’accordo con Giovanni. In Italia non si può certo parlare di dittatura, ma più che altro di perdita di significato […]

  7. Mauro – 18 June 2009, 10:50 (n° 7)

    I dati della freedon house sono sostanzialmente ridicoli perché è la stessa che dava come quasi libero il Sudafrica dal 1973 al 1994, cioè gli anni dell’Apartheid… la dittatura di Ferdinand Marcos era considerata parzialmente libero. La cosa si commenta da sola.

    Io ritengo che sia confuso il concetto di dittatura, anzi che abbia un bias culturale che non ci fa vedere chiaramente: dittatura non corrisponde più all’idea di Stalin, Mao,Pol Pot, Pinochet o chi per loro attraverso i continenti, quella è soltanto UNA immagine cui siamo abituati, così come guerra non significa solo maceti, fucili, granate, carri armati, bombardieri. Guerra significa anche mettere sotto embargo uno stato e farlo morire di fame [iraq, palestina o ch per loro], significa piantare qualche aereo civile nei loro grattacieli [undici settembre], significa avere migliaia di soldati hacker che sferrano attacchi telematici [la cina è un buon esempio], significa sferrare attacchi economici alle nazioni [la crisi asiatica scatenata da Soros che poi ha creato agenzia di aiuti dovo aver distrutto mezza asia e la vita di migliaia di persone con i suoi giochetti… là è considerato un terrorista!]

    Io non so se l’Iran è un’altra delle rivoluzioni colorate made in USA dalla CIA, l’USAID e l’allegra combriccola [ricordiamoci che il primo colpo di stato ben riuscito dalla cia a basso costo fu proprio in iran 50 anni fa con l’uccisione di mosaddeq democraticamente eletto che però voleva nazionalizzare il petrolio iraniano…]. Gli exit poll del washington post davano vincente Ahmadinedjad, MA erano finanziati da Rockfeller. Mousavi ha degli apparenti strani e brutti intrecci [ http://revolutionaryflowerpot.blogspot.com/2009/06/mir-hossein-mousavis-irancontra.html ] con l’Iran/Contra… Ritengo anche plausibile, molto, i brogli. Questa è una zona nebbiosa…

    Tornando alla dittatura citerò Edward Luttwak che spiega come fa il colpo di coplpo di stato:
    -Il colpo di Stato non deve essere necessariamente assistito dall’intervento delle masse né, in grado significativo, dalla forza di tipo militare.
    -Il nostro strumento sarà il controllo dei mezzi di comunicazione di massa. […] Le trasmissioni radio e televisive avranno lo scopo non già di fornire informazioni sulla situazione, bensì di controllarne gli sviluppi grazie al nostro monopolio sui media.
    -Dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie. Se qualche resistenza compare, dobbiamo sottolineare con forza che essa viene da ‘isolati’ ostinati individui, mal informati o disonesti, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. […] L’inevitabile sospetto che il colpo di Stato è opera delle macchinazioni della Compagnia [la CIA], può essere stornato attaccandolo violentemente e l’attacco sarà tanto più violento quanto più questi sospetti sono giustificati. Faremo uso di una selezione adatta e opportuna di frasi sgradevoli, […] che restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo.

    A mio parere siamo in una dittatura dolce, dove il presidentissimo si fa le leggi ad personam, dove il presidentissimo mente spudoratamente in continuazione [accidenti, non ritrovo il filmato della conferenza dove dice una cosa e la smentisce dopo 1-2 minuti, era un vero sketch cabarettistico!], dove il presidentissimo possiede e controlla gran parte delle tv e la carta stampata… un presidentissimo che modifica la costituzione in modo che gruppi sovversivi come la P2 non sia più possibile scioglierli a meno che non compiano atti violenti, un presidentissimo che come a firenze fa la selezione delle persone che possono entrare nella piazza dove fa il discorso [questa sa proprio di dittatura vecchio stampo], un presidentissimo che dice che risponderà alle accuse ed invece glissa su tutto e non risponde mai a nulla o tre quattro volte diversamente alla stessa cosa, un presidentissimo che vuole la legge anti-intercettazioni e poi compra 280 milioni di euro di aerei spia Gulfstream 550 equipaggiati con radar e sistemi in grado di intercettare qualunque comunicazione, telefonini inclusi.

    C’è un trucchetto psicologico che si chiama controllo delle opzioni: vuoi le polpette o lo stoccafisso? Credi di poter scegliere, ma non è vero! E se volessi una bella bistecca?
    Molte religioni ti dicono che hai il libero arbitrio… puoi fare come dicono loro ed allora andrai in paradiso OPPURE come vuoi tu ma allora finirai all’inferno tra le zampe del diavolo. Se fossi libero andrei in paradiso o all’inferno comunque scelga!

    Le pecore il pastore le porta a spasso, le fa mangiare, gli fa barba e capelli, le fa scopare e magari le lascia vivere pure a lungo perché non è un truculento macellaio che adora gli arrosticini… ma non credo si possano definire libere…

  8. Giovanni Fontana – 18 June 2009, 12:45 (n° 8)

    Mauro ha scritto:

    I dati della freedon house sono sostanzialmente ridicoli perché è la stessa che dava come quasi libero il Sudafrica dal 1973 al 1994, cioè gli anni dell’Apartheid… la dittatura di Ferdinand Marcos era considerata parzialmente libero. La cosa si commenta da sola.

    Dipende da due cose, se semplifichi i dati in base alla definizione finale, e a cosa ti confronti.
    In quest’ultimo caso dirai che si tratta di controllo delle opzioni, ma allora dovresti definire tutti gli stati al mondo delle dittature, e noi saremmo “un po’ meno” dittature, un po’ tanto meno, rispetto a Cuba, e il linguaggio si riconfigura proprio per questo.
    Devo dire che, viste le vicissitudini del mondo, mi sembra molto più facile che il concetto di dittatura si stia inasprendo che addolcendo, come dici.
    Nel merito: il Sud Africa razzista aveva un punteggio di 4-5 nelle libertà politiche e 5-6 nelle libertà civili. Completamente diverso dal Sud Africa post-apartheid che è oscillato fra 1/2 e 2/2 negli ultimi anni, in relazione all’accentramento di Zuma. Dici: ma l’apartheid non si merita di essere definito una dittatura solo parziale!
    Beh, 5 punti su 7 mi sembrano abbastanza, a meno che tu non voglia dire che – a quel tempo – non ci fosse nessuno stato al mondo meno libero del Sud Africa, e questo, lo sai, non è vero.
    La dittatura di Marcos lo stesso, 4-5 e 5-6, anche qui è un punteggio molto molto alto. Se è definito parzialmente libero (e quindi parzialmente una dittatura) è perché altrimenti tutti gli stati al mondo sarebbero Not free, e questo lavoro non avrebbe alcun senso.

    Mauro ha scritto:

    dittatura non corrisponde più all’idea di Stalin, Mao,Pol Pot, Pinochet o chi per loro attraverso i continenti, quella è soltanto UNA immagine cui siamo abituati,

    Ripeto, allora tutti gli stati al mondo sono dittature. E – non c’è alcuna possibilità di paragone: preferirei vivere senza una gamba in Italia, che sotto Pol Pot o Pinochet.

    Mauro ha scritto:

    un presidentissimo che come a firenze fa la selezione delle persone che possono entrare nella piazza dove fa il discorso

    Questa non la sapevo, mi dài un link?

    Comunque tutte le cose che citi sono circostanze che chiunque vivesse davvero in una dittatura non considererebbe neanche: e torniamo al discorso di prima.
    Mauro ha scritto:

    Le pecore il pastore le porta a spasso, le fa mangiare, gli fa barba e capelli, le fa scopare e magari le lascia vivere pure a lungo perché non è un truculento macellaio che adora gli arrosticini… ma non credo si possano definire libere

    Se le pecore possono decidere di non farsi la barba, o di non scopare, beh, sì, e definisco libere.

  9. Mauro – 18 June 2009, 13:30 (n° 9)
  10. Giovanni Fontana – 18 June 2009, 13:36 (n° 10)

    @ Mauro:
    Non lo consocevo, potrei dirti molte cose sulla differenza fra questo e una dittatura, ma principalmente fa incazzare. E molto.

  11. Ancora sulla dittatura e non | Distanti saluti – 18 June 2009, 14:06 (n° 11)

    […] risposta al post dove commentavo il mio disappunto per coloro che chiamano dittatura quella italiana una mia […]

  12. Mauro – 18 June 2009, 14:56 (n° 12)

    …assomiglia di più a quando nell’agosto del 2001 un bersagliere che parlando con me in divisa si vantava di quanto si sia divertito con gli sporchi comunisti al g8 di genova… si credo assimigli di più a questo…
    …oppure all’infiltrazione politica come spiegata dall’onorevole Borghezio ad un meeting di estrema destra francese [ http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc ]…

    Chi attende la marcia su Roma rimarrà deluso

    I regimi dittatoriali contemporanei “possono fare ricorso in gradi diversi alla coercizione come strumento di governo e spesso si affermano in contesti politici in cui, almeno formalmente, i diritti di libertà e il principio del governo limitato continuano a sussistere.”

    Le politiche dell’Italia ad esempio [che sia la destra o la sinistra nominalmente al potere] sono forzate dalla BCE dove nessun cittadino italiano puè scegliere chi eleggere, lo stesso per Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e la Banca dei Regolamenti Internazionali.

    D’Alema bombardò l’ex-jugoslavia e Berlusconi smitraglia afghani e iracheni facendo passare tutto ciò per missioni di pace [ http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200502/0223/pdf/0304.pdf ]

    Incazzarsi fa male alla salute e crea un pessimo ambiente attorno a sé. Se vuoi la pace sii la pace… diceva gandhi.

  13. Montaigne » Blog Archive » All’armi! – 27 August 2009, 16:33 (n° 13)

    […] da tempo che rifletto su questo allarmismo diffuso, e sono del tutto d’accordo con Giovanni. In Italia non si può certo parlare di dittatura, ma più che altro di perdita di significato […]

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