Unità palestinese

2 May 2011, 12:44 | Medio orientato | Commenti: 9

Se c’è bisogno di una dimostrazione della differenza fra Fatah e Hamas, e di quanto la strada della riconciliazione – di cui si parla con sempre più insistenza ultimamente – sia in salita, la danno le reazioni dei due gruppi all’uccisione di Bin Laden.

L’ANP ha parlato di una cosa “positiva per la causa della pace nel mondo”. Hamas ha parlato dell’”assassinio di un arabo combattente della guerra santa” (Reuters traduce “guerriero santo”).


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9 Commenti presenti su “Unità palestinese” – Feed

  1. Shylock – 2 May 2011, 12:53 (n° 1)

    Ismail Haniya, the de-facto premier of the Islamist movement in the Gaza Strip, told reporters in Gaza City that the US operation on Pakistani soil was “a continuation of the American policy of atrocities.”

    “We denounce the assassination of a Muslim mujahid (holy warrior),” he said.

    http://en.trend.az/regions/met/palestine/1869930.html

  2. Valerio – 2 May 2011, 14:17 (n° 2)

    Immagino sia semplicemente un punto di vista espresso con intenti propagandistici. Un po’ come è successo anche in Italia…

    «L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato che tanto tuonò contro la rete del terrore» (Biancofiore, Pdl).

    http://www.nationalcorner.it/2011/05/la-cattura-di-bin-laden-e-un-miracolo-di-wojtyla/

    P.S. Nessun intento di fare un discorso serio; dovevo semplicemente condividere questo divertentissimo commento che ci regala la nostra classe politica.

    ——————

    I guess it’s just a point of view assessed with propagandistic intents. Just like what happened in Italy:

    “The elimination by US forces of the sheikh-of-terror Bin Laden aftermath the beatification of John Paul II could be considered as a new great miracle given to the whole World by the most beloved Pope, who was so active against the network of terrorism” (Biancofiore, Pdl)

    (Sorry for the translation) ;)

  3. Mattia – 2 May 2011, 14:25 (n° 3)

    Ed il bello è che entrambe le dichiarazioni sono vere!

  4. links for 2011-05-02 « Champ's Version – 2 May 2011, 23:01 (n° 4)

    [...] Unità palestinese | Distanti saluti [...]

  5. Luigi Briganti – 3 May 2011, 08:12 (n° 5)

    L’assassinio di Bin Laden, a parte essere una cosa di cui non dovrebbe fregare niente a nessuno, perché non cambia certo niente (è come chi sperava che arrestando Riina o Provenzano si fosse sconfitta definitivamente la mafia), ma è l’ennesima dimostrazione che la violenza è l’unico mezzo di cui ci si fida per risolvere le questioni. E poi danno pure il premio nobel per la pace a Obama. Ma andiamo… Ha detto che ora sarà un mondo migliore, con questi presupposti, voglio proprio vedere.
    Ma a proposito: l’hanno ammazzato veramente? Secondo me no. Era già morto.

  6. Luigi Briganti – 3 May 2011, 08:18 (n° 6)

    The murder of Bin Laden, in addition of being something nobody must care about, because doesn’t change nothing (it’s like hoping that the arrest of Riina and Provenzano had completely defeated mafia), is the last demonstration that violence is the only way known to resolve problems. Then they award Obama with the Nobel Prize for Peace. He said that now it will be a better world, but with these assumptions I just want to see.
    By the way: they really killed him? I don’t think so, he was already dead.

  7. Giovanni Fontana – 3 May 2011, 09:16 (n° 7)

    Luigi Briganti scrive::

    (è come chi sperava che arrestando Riina o Provenzano si fosse sconfitta definitivamente la mafia

    Facile smontare gli argomenti altrui, snaturandoli fino al ridicolo. Nessuno ha detto che si è sconfitto definitivamente il terrorismo.
    E, per tua informazione, gli arresti (più) di Riina e (meno) di Provenzano sono stati degli enormi passi avanti verso la sconfitta della mafia, che ora è universalmente riconosciuta come enormemente meno potente – e con una limitatissima capacità di fuoco – di quanto non fosse negli Anni ’90 quando teneva sotto scacco lo Stato.

    Luigi Briganti scrive::

    Ma a proposito: l’hanno ammazzato veramente? Secondo me no. Era già morto.

    Ma non hai nessuna prova per dirlo. Solo la tua, religiosissima, fede nei complotti.

  8. Luigi Briganti – 3 May 2011, 15:30 (n° 8)

    Vero, non ho prove concrete per dire che fosse già morto, ma a giudicare quelle fornite a sostegno dell’uccisione recente, direi che le mie sono altrettanto valide: 10 anni rintanato sulle montagne afghane e una vita di stenti non possono aver consentito a una persona di vivere a lungo. Ora mi vengono a dire che l’hanno trovato in una megavilla fortificata in Pakistan e che – guarda caso – hanno gettato il cadavere in mare, senza neanche mostrarlo in tv (l’unica immagine è quella foto malamente taroccata apparsa a stampa unificata). Quanto alla “religiosissima” fede nei complotti, confido che sia una tua personalissima idea, perché ti posso assicurare che io non seguo religiosamente neanche il mio stesso pensiero, passibile di cambiamenti e continue messe in discussione.
    Quanto a Riina e Provenzano, da meridionale che ha avuto modo di vivere in mezzo alla minaccia della ‘ndrangheta in Calabria che è ha tuttora parenti che ci vivono, ti posso dire che l’arresto di un boss è sicuramente una vittoria, ma non debella ciò che rimane. E il fatto che tv e giornali ne parlino saltuariamente, non significa che mafia, ‘ndrangheta e camorra siano sparite.

    ——–

    True, I haven’t concrete evidences in order to say that he was already dead, but according to those given on support of the recent assassination, I could say that mine are as worth as those: ten years hidden on afghani mountains and a life in
    hardship couldn’t permitt to a person living long. Now they say that found him in a walled mega-villa in Pakistan and that – what a coincidence! – they buried his corpse under the sea, without showing it on tv (the only image is that photo badly faked appeared on unified press). According to “very religious” faith in conspiracies, I trust it is a very personal idea of your, because I can assure you that I don’t follow religiously never my own thought, liable of changes and continous questionings.
    According to Riina and Provenzano, as southerner lived for years amidst the ‘ndrangheta threat in Calabria and as now having relatives living there, I can say you that a boss’ arrest is for sure a victory, but doesn’t defeat all that remains. And
    if TVs and newspaper don’t speak often about it, doesn’t mean that mafia, ‘ndrangheta and camorra are exinct.

    (Ps.: ma è necessario tradurre ogni volta in inglese quello che scrivo in italiano? L’ho fatto perché ho visto che scrive anche gente straniera, e magari per far capire anche a loro che si dice, traduco.)

  9. Giovanni Fontana – 3 May 2011, 15:40 (n° 9)

    Luigi Briganti scrive::

    Ora mi vengono a dire che l’hanno trovato in una megavilla fortificata in Pakistan e che – guarda caso – hanno gettato il cadavere in mare, senza neanche mostrarlo in tv

    I tuoi guardacaso sono giustapposizioni a posteriori. Le ragioni di questa procedura sono state spiegate più di una volta.

    E non è detto che, in futuro, le foto del cadavere non siano mostrate (col rischio di creare ritorsioni e attentati terroristici, come era stato per i figli di Saddam).

    Ci sono decine e decine di report di quello che è successo ieri, non c’è nessuna ragione – nessunissima – per farlo sembrare morto ora anziché in un qualunque altro momento, e l’onere della prova è sempre su di te, se pensi di saperla più lunga di tutti gli altri.

    L’unica cosa che puoi, ragionevolmente, sospettare è che il governo pakistano – almeno a certi livelli – sapesse della presenza di Bin Laden sul proprio territorio.

    Luigi Briganti scrive::

    ti posso dire che l’arresto di un boss è sicuramente una vittoria, ma non debella ciò che rimane.

    Esatto. Nessuno ha detto il contrario, ora sostituisci “boss” con “Bin Laden”.

    Luigi Briganti scrive::

    ma è necessario tradurre ogni volta in inglese quello che scrivo in italiano? L’ho fatto perché ho visto che scrive anche gente straniera, e magari per far capire anche a loro che si dice, traduco

    Beh, grazie dell’impegno. Comunque io scrivo i post in italiano, quindi chiunque commenti avrà sicuramente almeno una conoscenza passiva (lettura) dell’italiano. Direi che non c’è bisogno, insomma.

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