What’s App e il sindacato dei bugiardi

6 November 2014, 21:51 | Moralismo noioso | Commenti: 4

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Leggo da mesi di reazioni terrorizzate, o scherzosamente terrorizzate, all’arrivo della terza spunta (ora diventata spunta blu) che su What’s App permette di vedere quando qualcuno ha letto il proprio messaggio. Naturalmente c’è chi scherza e basta, ma c’è anche chi ci scherza credendoci, appellandosi a un principio che, nei fatti, è: «voglio poter mentire».

Invece di rivendicare il diritto a rispondere quando si vuole, si rivendica il diritto a ingannare il proprio interlocutore. La spiegazione “non ti potevo rispondere in quel momento” è una spiegazione perfettamente ammissibile, come lo è la spiegazione “non ti volevo rispondere in quel momento”. Se una persona è una scocciatura, è meglio dirglielo che nasconderglielo: anche nella prospettiva di insegnargli a non comportarsi così la prossima volta.

Leggete il linguaggio di questa, inutile, petizione che suggerisce che le “fidanzate gelose” o gli “amici insistenti” siano eventi atmosferici accadutici, e non precise scelte che abbiamo fatto. In realtà  – è evidente – è proprio questa mentalità, quella che considera presentabile e non infamante rivendicare il diritto alla menzogna, a creare una società di fidanzate gelose.

Stavo per scrivere diversi verbosi periodi sul perché una società che dice la verità è migliore di una che concepisce le bugie come valuta corrente, invece mi limiterò a: è più semplice. Si vive meglio.

– Commenti:



4 Commenti presenti su “What’s App e il sindacato dei bugiardi” – Feed

  1. McAskya – 6 November 2014, 22:05 (n° 1)

    ben detto Dunf! condivido quasi ogni parola (devi correggere solo “pers” :p

  2. Shylock – 7 November 2014, 06:52 (n° 2)

    @Fontana: hai letto ‘The Circle’ (sennò va bene anche una sinossi, letterariamente non è un capolavoro)?

  3. What’s App e il sindacato dei bugiardi – 18 November 2014, 17:40 (n° 3)

    […] Giovanni Fontana parla ancora sulla spunta blu, con un altro punto di vista. […]

  4. Massimo – 12 December 2014, 16:09 (n° 4)

    Cercavo da un po’ di giorni il modo di formulare un pensiero sintetico ma chiaro e preciso, così come tu lo hai scritto. Se non ti scoccia lo traduco anche in inglese (col giusto tempo eh).

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