Ancora

Ricordate quando dissi che mi irritava il paragone fra l’Iran e l’Italia? Oggi Gilioli scrive questo:

In questo video un tizio racconta il raid dei militari iraniani nelle case per fare a pezzi e buttare dal terrazzo le padelle con cui arriva(va) l’informazione.
Che è sempre il primo nemico dei regimi: e dove le antenne non si possono ancora distruggere, ci si può sempre provare dicendo agli industriali di non comprare pubblicità sui giornali eversivi.

Il grassetto è mio. Ancora. Davvero qualcuno pensa che fra qualche tempo arriveranno delle squadracce berlusconiane a casa nostra, in Italia, entreranno in casa con delle belle mazze da baseball – noi non potremo opporci – e sfasceranno tutte le antenne paraboliche, o i decoder che “puntano” su canali che non piacciono loro?

Ora, se io leggessi questa cosa soltanto su Piovono Rane direi che Gilioli è un pazzo, che non ha il rispetto per la realtà e per la condizione degli iraniani; ma siccome so che potrei leggere lo stesso da tante altre parti – e so che Gilioli non è un pazzo, ma anzi uno molto bravo – mi domando come sia potuta arrivare a un tale punto, questa polarizzazione delle opinioni, che in relazione e contro a ciò che fa Berlusconi ci fa sentire in una condizione tanto più drammatica di quella reale. E pensare cose incredibili e offensive per chi, davvero, ha tutte le ossa fratturate – quando non anche l’osso del collo – da una vera dittatura.

Chi non salta

Si stava meglio un tempo, oramai non si può più fare, la società si è imbarbarita, c’è più maleducazione, eccetera.
Poi uno va a vedere, com’era, veramente al tempo, e si rende conto che – invece – anche al-tempo c’erano le stesse cose: Ludovico c’è andato, a vedere.

I miei plug-in di Firefox

Io sono uno molto incasinato, che però ogni tanto ha il raptus di impostare i propri plugin alla perfezione, così credo di essermi impostato Firefox con tutti i plug-in che potrebbero essere utili (ovviamente suggerimenti, nei commenti, sono estremamente bene accetti).

L’altro giorno raccontavo a Francesco dei plug-in di Firefox che uso, poi siamo stati interrotti e gli stavo scrivendo una mail, per finirgli il resoconto, poi ho pensato che è un elenco che potrebbe essere utile anche ad altri, così lo scrivo qui.

Metto soltanto quelli attivi, gli altri li uso molto sporadicamente, se non una volta sola, e non ha senso consigliarli.


Backword: è un traduttore dall’inglese a qualunque lingua. Per impostarlo ci vuole un po’, ma poi ha un sacco di funzioni. Quando Backword è attivato (dopo averlo installato basta cliccare una volta sul + in basso a destra), basta passare il mouse su di una parola in inglese e il programma darà la traduzione e un bottone per ognuna di queste possibilità: memorizzazione della frase, ricerca più approfondita, ascolto della pronuncia.
Semplicità 1/5
Utilità 5/5

Come l’ho impostato io: -> strumenti -> componenti aggiuntivi -> opzioni. Sulla scheda “settings 1” >Dictionary< >Italian< e su >search web< inserire “http://www.wordreference.com/enit/” (senza virgolette), è il dizionario inglese/italiano più immediato. Su “settings 2” ho tolto il check a “auto select, etc.”

– [In alternativa c’è anche gtranslate, che è molto più semplice da utilizzare, però ha meno funzioni, ha bisogno di due click in più, ed è più lento a caricare – d’altronde ha tutte le lingue, io lo tengo disattivato e lo attivo solo se leggo una cosa lunga in francese o spagnolo]


Downthemall: di applicazioni per riprendere i download interrotti ce ne sono molte, io uso questa perché è interna a Firefox e piuttosto semplice da utilizzare. Oltre a permettere di riprendere un download interrotto, tenta di scaricare qualunque file in varie parti (di default sono 4) velocizzandone lo scaricamento.
Semplicità 3/5
Utilità 3/5

Ci sono due modalità, una volta installato: “downthemall” e “downthemoneclick”, la prima dà sempre la possibilità di scegliere la destinazione, il numero di parti, etc. La seconda fa cominciare il download immediatamente, appunto con un click.


Favicon picker: dipende se usate la barra dei preferiti, se la usate è un must. I favicon sono quelle iconcine che avete accanto a ogni sito, e che ogni sito decide. Alcune però sono orribili e difficili da ricordare, senza contare che spesso, se memorizzate più pagine dallo stesso sito, viene la stessa. Con questo plug-in basta cliccare col destro su ogni bookmark, e scegliere il file immagine che si vuole associare a quel sito (così facendo non servono neanche più le didascalie).
Semplicità 4/5
Utilità 2/5

Ecco una piccola parte della mia bookmark bar, molti di quelli che vedete sono favicon modificati con favicon picker (ad esempio Al Jazeera English, o il Daily Dish): fav icons


Google gears: serve solo per gli utenti di gmail, soprattutto per chi ha un portatile. Gmail, in questo modo, funziona offline, e quando riconosce una connessione invia tutto quello che si è scritto o modificato nel frattempo. È come avere Gmail sempre online, tranne la ricezione, anche in cima al Gran Sasso.
Semplicità 4/5
Utilità 2/5

Questo plugin serve solo se si ha un account di posta Gmail. Molto utile la modalità “flanky” connessione lenta, che permette di lavorare dall’Hard disk, e navigare nelle proprie email, senza aspettare di avere il segnale da una connessione che, magari, va e viene. Ogni poco, poi, Gmail sincronizza l’HD con il server.


Google preview: molto facile. Associa alla ricerca google, una preview della pagina che si è cercata, in modo da avere un’informazione in più e non sbagliarsi a cliccare.
Semplicità 5/5
Utilità 1/5


IE Tab: semplice e utile. Capita di trovare qualche sito in cui la visualizzazione sia migliore, o addirittura che si veda soltanto con internet explorer: con questo plug-in, molto semplicemente, basta premere un click per aprire una tab con Explorer anziché Firefox.
Semplicità 4/5
Utilità 4/5

In basso a destra c’è il simbolo di Firefox, click e diventa Explorer, riclick e ridiventa Firefox. Se invece si vuole aprire una nuova scheda c’è “Apri con IE Tab” o “apri con un programma esterno”, che apre direttamente Explorer.


Quick Wiki: invece di aprire mille finestre, o mille tab, vedi una parola su di un blog, ci passi il mouse sopra e premi control: in un riquadro molto 2.0 si apre la pagina di Wikipedia relativa (a scelta se italiano o inglese), se premi shift, invece, si apre il wiktionary, il dizionario di Wikipedia.
Semplicità 2/5
Utilità 2/5


Textlink: per chi, come me, ama risparmiare anche pochi click, questo plug-in è indispensabile. Quando trovate una pagina web scritta così: www.distantisaluti.com, dovete selezionare il testo, cliccare il tasto destro, fare “copia”, aprire un’altra tab e incollare. Con questo programma basta un doppio click, come se fosse già linkato. Non è di fondamentale importanza, ma visto che non costa nulla, sempre meglio non perdere tempo.
Semplicità 5/5
Utilità 3/5

Non c’entra col plug-in, o sì, comunque è lo stesso genere: lo sapete che cliccare sullo scroller, ovvero la rotellina, sopra a un link apre una nuova scheda, mentre cliccare sopra a una scheda, la chiude? Anche qui, sempre all’insegna del risparmio click.


Wolfram Alpha Google: Wolfram Alpha è un motore di ricerca strano, perché non cerca quello che – secondo lui  – vorresti sapere, per quello c’è già Google, ma trova quello che secondo lui ti potrebbe essere utile, anche se non lo stai cercando. E lo fa in modo molto schematico, direi scientifico, con tanto di grafici, e di chiara lettura. Ad esempio, se cerco il mio nome, “Giovanni”, WA non mi dà come risultato il sito di un tal Giovanni, ma informazioni sussidiarie tipo: la quantità di persone con quel nome negli ultimi cent’anni, l’età media, i luoghi dove è più presente, etc. Questo plug-in associa Wolfram Alpha a ogni ricerca in Google, sulla parte destra dello schermo – almeno idealmente – completandolo. Non c’è nessuno svantaggio perché Wolfram Alpha viene cominciato a caricare solamente quando Google ha già caricato tutti i risultati, in modo che questo plugin non “rubi” neanche un istante alle ricerche di google.
Semplicità 4/5
Utilità 2/5

Funziona solo con ricerche in – o ricerche riconducibili all’ – inglese



Facciamo la prossima puntata sui di motori di ricerca da mettere nel search in alto a destra?

Imporre una religione

Ho visto questo video in cui un ragazzino di 11 anni, manifestato l’interesse per l’Islam, viene convertito sulla pubblica piazza, senza aver consultato i genitori. Si vede piuttosto bene che il ragazzino non ha un’idea chiara di cosa stia succedendo, e ripeta le parole dell’imam quasi per ubbidienza. Ci sono moltissime persone che hanno commentato scrivendo che “quel bambino non aveva la minima idea di quello che sta succedendo”.

Fermo restando questo, ferma restando l’illegittimità (come la ridicolaggine concreta) di ciò che ha fatto l’Imam, ma il fatto che il bambino non ha assolutamente idea di ciò che sta succedendo, non è esattamente ciò che fanno – ma in maniera più grave, perché per undici anni – tutti coloro che battezzano o insegnano una religione ai propri figli?

Prima di avere undici anni, quel ragazzino, ne avrà avuti zero, e sarà stato battezzato: ne capiva o no, ancora meno?

>Source: 1<

L’intervento che avrei fatto ieri, se ci avessi pensato oggi

Ieri c’è stata l’assemblea al Lingotto di Torino dei cosiddetti Piombini, che potrei definire “quelli che credono al PD, senza che il PD creda in loro”.

Essendo stato fuori dalla politica italiana, ieri sono andato ad ascoltare. Oggi mi son fatto un’idea: questo è quello che avrei detto ieri, se ci avessi pensato oggi.

*

Mi dichiaro colpevole. A queste elezioni non ho votato per il PD. Lo dico in modo dimesso, e per nulla orgoglioso. Non mi stanno simpatici coloro che sono venuti qui, a parlare, per rivendicare d’aver votato per qualcun altro: so che la sensazione di pace che ho sentito, per la prima volta, quando ho dato la mia preferenza a Emma Bonino è un narcisismo della coscienza in cui non è sano indugiare troppo spesso.
Vorrei una piccola attenuante, che anche il Partito Democratico, quello che è – certamente, almeno in spirito – il mio partito, è mio corresponsabile. Anche il PD è colpevole.

È colpevole di non avermi permesso di votare delle persone la cui competenza e impegno – oltre che l’onestà, che quasi sempre è connaturata alla competenza e all’impegno – corrispondesse alla vittoria delle idee che era stata per se l’invenzione del Partito Democratico. Per una volta, avevamo vinto davvero.
Nella mia circoscrizione centro non c’erano tre persone come Ivan Scalfarotto o Debora Serracchiani, non ce n’era neanche una.

Io non sono d’accordo con Debora Serracchiani quando dice che non c’è bisogno del messia, della persona che risolva tutti i mali. Magari ci fosse! E se non c’è, meglio quella che ci si avvicina di più, a essere il messia, o quella che ci sta più lontano.
Non lo dico, neanche, con il rammarico di chi dice che – oramai – la politica la fanno le persone, lo dico col sollievo di chi lo dice.

Proprio perché – come abbiamo detto – il PD deve essere un partito che rappresenti un ampio spettro di elettori e di idee, se lo vogliamo davvero a vocazione maggioritaria, io voglio poter scegliere le persone, sì, gli individui di cui mi fido e che concepisco più vicini alle mie, di idee. Non posso “fidarmi” delle scelte del partito, della media o della sintesi delle posizioni del partito: il PD deve consegnarmi un insieme di candidature garantendomi che sono persone per bene, e brave (e magari fosse stato almeno questo!) – poi voglio scegliere io. Non posso che il mio ruolo sia quello di votare la persona che rappresenti la media esatta fra le posizioni di Paola Binetti e quelle di Ivan Scalfarotto, non posso pensare che quello sia il mio partito. E non lo penso.

Franceschini e Bersani sono venuti qui, e non hanno risposto alle due domande più semplici – che poi è una – alle due domande alle quali non sanno dare una risposta, e che ai miei occhi li esclude: «perché ha sempre detto che non si sarebbe candidato al congresso, quando TUTTI dicevano il contrario, e ora si candida? Perché è stato bugiardo?» al primo. «Perché lei si è impegnato a candidarsi alla guida del Partito democratico, e poi – due settimane dopo – quando Veltroni si è dimesso, non ha formalizzato la candidatura temendo la batosta alle europee? Perché è stato bugiardo?».

Per questo avrei preferito che Debora, con un po’ d’ironia, avesse detto: «non ci sono i messia? eccomi qui! Sono pronta».

Schianti

Oggi sono stato sul luogo dello schianto del Grande Torino, sulla collina di Superga, e su quello di Serse Coppi, appena sotto.