Gaza: scudi(s)umani

11 March 2010, 23:09 | immagina tu, Medio orientato | Commenti: 13

Due soldati israeliani sono stati incriminati per aver usato un bambino di 9 anni come scudo umano durante la guerra a Gaza. La notizia negativa è quello che è successo, quella positiva è che sia una stessa corte israeliana a portarli a processo.

Sempre a Gaza, ieri, la Jihad Isamica ha manifestato mostrando lo stesso amore per le nuove generazioni. E qui, di positivo, non c’è nulla:

– Commenti:



13 Commenti presenti su “Gaza: scudi(s)umani” – Feed

  1. Davide – 12 March 2010, 08:58 (n° 1)

    Potrei azzardarmi a segnalare l’abisso che esiste tra l’incriminazione da parte di un’organizzazione di due suoi membri perchè hanno commesso ciò che un’altra organizzazione fa intenzionalmente?
    Non ho percepito un giudizio nel tuo post, voglio solo aggiungere il mio.

    Rispondi  |  Cita
  2. 1972 – 12 March 2010, 09:29 (n° 2)

    Mi associo al commento di Davide. Il paragone implicito è insostenibile, per non dire altro.

    Saluti.

    Enzo

    Rispondi  |  Cita
  3. Cassa – 12 March 2010, 10:30 (n° 3)

    A me sembra, a dire il vero, che non ci sia alcun paragone implicito e che il giudizio di Leonardo sia durissimo. Sulla jihad islamica.

    Rispondi  |  Cita
  4. Giovanni Fontana – 12 March 2010, 10:37 (n° 4)

    @ Davide:
    @ 1972:
    Nessun paragone implicito, forse devo starci più attento a queste cose. Anzi, semmai era proprio quella differenza lì che volevo far notare.

    È strano, o è normale, come su questa cosa qui ci sia uno schiacciamento sulla valutazione, quasi una coazione a “schierare” da una parte o dall’altra qualunque concetto.

    Però, come ho detto, ci devo stare più attento: e non mi piace pensare che in quello che ho scritto ci si legga un’equiparazione fra uno Stato che – nella peggiore delle ipotesi – non si cura dei civili degli “altri”, e un’organizzazione integralista che come obiettivo ha quello di uccidere il più possibile dei civili degli “altri”.
    Cambio il post.

    Rispondi  |  Cita
  5. Shylock – 12 March 2010, 11:47 (n° 5)

    E’ brutto dover mettere i sottotitoli ai post, anche perché spesso l’è pezo el tacòn del buzo: “una stesa corte” può essere letto come ‘un tribunale prono ai diktat dell’Entità Sionista’ ;-)

    Rispondi  |  Cita
  6. Davide – 12 March 2010, 11:56 (n° 6)

    @Shylock: sei di Venezia?

    Hai espresso con ironia quello che stavo per scrivere.
    Non era mia intenzione portare alla modifica del testo, il mio intento era solo aggiungere un giudizio da parte mia, non sapendo quale fosse quello di Giovanni.

    Rispondi  |  Cita
  7. Giovanni Fontana – 12 March 2010, 12:13 (n° 7)

    Shylock scrive::

    una stesa

    acc correggo.

    Rispondi  |  Cita
  8. Shylock – 12 March 2010, 12:29 (n° 8)

    Davide scrive::

    sei di Venezia?

    No, ma comunque veneto.

    Rispondi  |  Cita
  9. ABICAB – 12 March 2010, 14:33 (n° 9)

    Davide scrive::

    Potrei azzardarmi a segnalare l’abisso che esiste tra l’incriminazione da parte di un’organizzazione di due suoi membri perchè hanno commesso ciò che un’altra organizzazione fa intenzionalmente?

    Che abisso esiste tra che e cosa?

    Rispondi  |  Cita
  10. Mario – 14 March 2010, 19:53 (n° 10)
  11. Giovanni Fontana – 14 March 2010, 20:34 (n° 11)

    @ Mario:
    No, bellissimo!
    Comunista ed eterofobo. Stupendooo, specie quando parla dell’ipocrisia…
    Grazie della segnalazione!

    Rispondi  |  Cita
  12. Mario – 14 March 2010, 20:49 (n° 12)

    De nada! xD

    Rispondi  |  Cita
  13. Gualtiero – 24 April 2010, 21:27 (n° 13)

    Vorrei che provaste a considerare come si vive (dovrei scrivere sopravvive, forse) a Gaza e in Cisgiordania. Chi vuole può farsene un’idea. Avrete letto, immagino, almeno qualcosa delle migliaia di abruzzesi che in poche ore hanno perso tutto della loro terra, casa, città, e vivono da più di un anno in tendopoli, o container, o alberghi sulla costa.
    Immaginate -se non vi disturba- chi è figlio di profughi, e ha vissuto solo in campi profughi o sotto occupazione straniera.
    Su quella che era la loro terra è sorto uo degli stati più ricchi del mondo, e il più aggressivo, e quello che meno di ogni altro riconosce di far pate di una comunità internazionale, con obblighi oltre che diritti. A questo proposito, avete mai provato a chiedere a un’autorità israeliana quali sono i confini legittimi di Israele? Provateci. Israele non ha dichiarato quali confini si impegna a rispettare. Immaginate che provi a farlo, da domani, qualche altro stato, chessò, la Russia, o la Germania, o la Cina, fate voi… Provate a immaginarlo.
    Il popolo palestinese ha una storia. Le immagini che vi scandalizzano così tanto sarebbero state inconcepibili 20 o 30 anni fa. Ma quando i palestinesi si riconoscevano in Arafat -che per una parte non piccola della sua carriera verrà ricordato un po’ come furono Gartibaldi e Mazzini per l’Italia, e comprensibilmente- per tutto il mondo che contava erano lo stesso “terroristi”, e nessun diritto andava loro riconosciuto.
    La responsabilità principale per le condizioni in cui si vive nei Territori Palestinesi occupati è di Israele, che ha il controllo quotidiano su tutto: frontiere, luce, acqua, accessi al lavoro. Gaza è una prigioe a cielo aperto, diversa da Auschwitz sotto vari aspetti sia storici che logistici, ma non nel enso che l’umanità che vi è reclusa è deprivata in modo totale, disumano e inconcepibile.
    Andatevi a leggere i rapporti dell’ONU sulle condizioni di vita a Gaza. Andateveli a leggere, poi magari si ragiona. Andatevi a leggere i rapporti sulle armi usate da Israele nella guerra dell’anno scorso , “piombo fuso”. Il fatto che Israele abbia un parlamento eletto il pluripartitismo cambia qualcosa rispetto al senso di ciò che fa a Gaza e in Cisgiordania? E in base a quale idea di politica e di umanità? In base a quale idea, se non a un non confessato razzismo?
    Siete dei poveretti.

    Rispondi  |  Cita

Vuoi lasciare un commento?
Bene, e grazie! Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. Perciò, più della tua opinione, ci interessano le ragioni che la sostengono, ciò che potrebbe far cambiare idea anche a noi. E tu? Potresti cambiare idea? Se la risposta è no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.




Distanti saluti