Irrealpolitik

1 June 2010, 8:45 | Medio orientato | Commenti: 12

interesse 2 su 5

Ci avreste scommesso, eh? C’è solo una cosa peggio di quello che succede in Israele e Palestina, ed è leggere le reazioni a ciò che succede in Israele e Palestina (sì, lo so, e c’è solo una cosa peggio delle reazioni a ciò che succede in Palestina, quelli che iniziano un periodo con “c’è solo una cosa peggio…”). In curva sud abbiamo “l’esercito israeliano dimostra di essere senza scrupoli”, in curva nord “i (pro)Palestinesi sono degli invasati fuori dal mondo”. Senza minimamente pensare che possano avere ragione entrambi – caso strano, visto che di solito hanno torto, entrambi.

Perché le due cose – che (molti dei) pro-palestinesi siano degli invasati, e che l’esercito israeliano sia quello con meno scrupoli in Occidente – non sono in contraddizione, anzi sono la perfetta descrizione di quello che succede in Medio Oriente. Da mezzo secolo.

Però se il cinismo e l’efferatezza mi sdegna – in un senso, è ciò che di negativo c’è del mondo – la follia mi lascia davvero esterrefatto. Quando ero in Palestina tutte le persone con cui parlavo mi dicevano che non c’era nessuna speranza per la pace, che non gli verrà mai concesso uno Stato palestinese, neanche sul 5% dell’originaria Palestina, neanche un solo quartiere di Ramallah. Allora domandavo: quindi, giusto o sbagliato che sia, la green line, i territorî del ’67 ti andrebbero bene? La risposta era sempre la stessa: «beh, ovviamente, no».

E, guardate, è l’immagine di quello che è successo ieri: bisogna avere davvero pochi scrupoli per ammazzare dieci persone – e mandarne 46 all’ospedale – che sai avere soltanto armi improvvisate. Ma bisogna essere davvero dei pazzi per attaccare con delle spranghe, con dei cric, con dei coltelli, con delle sedie, magari con qualche molotov autoconfezionata, uno degli eserciti più potenti del mondo, e uno che sei consapevole farsi non troppi scrupoli. Perché lo sai che va a finire così. Non può che andare a finire così. Lo sai che non puoi vincere, e allora non pensare a quanto puoi fare male a loro, pensa a quanto puoi non fare male a te.

– Commenti:



12 Commenti presenti su “Irrealpolitik” – Feed

  1. rosalux – 1 June 2010, 08:48 (n° 1)

    Analisi perfetta e disperata.

    Rispondi  |  Cita
  2. Shylock – 1 June 2010, 09:43 (n° 2)

    Non è follia, quella dei “pacifisti” (con tutte le virgolette del mondo), è cinismo puro: lo scontro, il Martire da esibire è cercato quanto le ‘poche migliaia di morti’ che servivano a Mussolini per sedersi al tavolo della pace a contrattare (anzi, era quasi meglio lui che non cercava la guerra per il gusto di farla).
    Dai tempi di Rachel Corrie, almeno (ma è la stessa logica di Genova che ha prodotto Giuliani). Se la produzione di martiri è aumentata, in parte è per l’incarognimento del conflitto in generale, ma molto dipende dal fatto che i bamboccioni occidentali, che prima erano preponderanti nel movimento, se non numericamente politicamente, adesso sono ridotti al rango di token kafir (utili idioti, in italiano).
    A livello simbolico e non di combattimento vero, è esattamente quello che è successo nei cortei ‘pro Palestina’: qualche anno fa si portavano i token ‘palestinesi’ a far caciara, urlare slogan da SS e bruciare bandiere; ora succede il contrario, ricordo in particolare una recente dimostrazione in Olanda in cui c’erano i quattro deficienti di parlamentari d’ultrasinistra in testa, col loro striscioncismo sgrauso, e dietro la massa mussulmana che gridava ‘Hamas, Hamas, tutti gli ebrei al gas!’

    Rispondi  |  Cita
  3. Val – 1 June 2010, 10:20 (n° 3)

    concordo in pieno.

    Rispondi  |  Cita
  4. Sergio – 1 June 2010, 10:27 (n° 4)

    D’accordo quasi al 100%.
    Ma come dicevo sul blog di Francesco, quello israeliano è un atto di pirateria.
    Bisogna essere pazzi per attaccare un esercito organizzato. Oppure molto spaventati.

    Rispondi  |  Cita
  5. limem – 1 June 2010, 15:29 (n° 5)

    io credo che sia stata una cosa provocatoria da entrambi le parti.Con risultati tutt’altro che inaspettati

    1.pacifisti avevano a mio parere tutto il diritto di portare aiuti ad una popolazione che sappiamo tutti in che condizione “vive”, ovviamente sapevano a cosa andavano incontro e sicuramente tutto cio e’ stato fatto per far parlare e probabilmemte aiutare nell’unico modo loro possibile quella gente..forse lo stesso rischio non e’ stato preso da chi ha girato film come “to shoot an elephant” ?

    2.L’esercito israeliano ha platealmente contravvenuto alle leggi internazioniali perche a 70km dalla costa le acque sono ancora internazionali e un assalto come quello avvenuto a mio parere aveva chiaramente scopo piu che intimidatorio..

    probabilmente se invece di pestare i soldati si fossero inventati qualcosa di piu meno direttamente violento le cose sarebbero state piu a loro favore…

    ma io sono qui su una sedia non su una nave assaltata da navi ed elicotteri di quel mite esercito… :-)

    Rispondi  |  Cita
  6. Giancarlo – 1 June 2010, 16:03 (n° 6)

    Se non riusciamo noi, a migliaia di chilometri di distanza, non troppo coinvolti ne praticamente ne emotivamente, a tenere una posizione ragionevole piuttosto che tranciare giudizi apocalittici a favore o contro una delle due parti in causa, non credo sia possibile richiedere lucidità e distacco da chi su queste questioni si gioca letteralmente la vita e il futuro.

    Rispondi  |  Cita
  7. Persio – 1 June 2010, 16:12 (n° 7)

    Voglio mantenere la tua impostazione: è follia fermare delle navi cariche di aiuti umanitari al prezzo di una strage ed è follia affrontare con spranghe e coltelli dei commando ben equipaggiati e decisi. Detto questo però è bene chiedersi se ci sono differenze tra le due diverse manifestazioni di follia; se hanno effetti e implicazioni diverse e diversi presupposti.

    Ebbene, da una parte ci sono dei pazzi, che per brevità chiameremo i pacifisti, che sfidano praticamente a mani nude un esercito ben organizzato e notoriamente molto deciso per spezzare simbolicamente un assedio; dall’altra parte ci sono dei pazzi che, sempre per brevità, chiameremo i commandos, disposti a commettere una strage e ad attirare sul loro Stato la condanna del mondo intero pur di mantenerlo intangibile.

    Voler tenere sotto una stessa definizione motivazioni tanto diverse inizia ad apparire un po’ forzato.

    Ma esaminiamo gli effetti delle due follie. Se l’avessero avuta vinta i primi le persone chiuse a Gaza avrebbero ricevuto una certa quantità di beni essenziali; avrebbero ottenuto una grande visibilità internazionale; il loro isolamento sarebbero stato un po’ meno duro di prima.
    Avendo avuto la meglio i secondi questo non è successo; sono state uccise una decina di persone ed è stata suscitata l’unanime condanna del mondo contro Israele.

    Anche per quanto riguarda gli effetti le due follie sono molto diverse tra loro, incomparabili.

    Ma non voglio addentrarmi nella polemica sulla legittimità morale e giuridica dell’assedio di Gaza: so già che sarebbe sterile, voglio invece prendere quota e osservare dall’alto il teatro in cui hanno agito i pazzi.

    Quello che vedo è un piccolo paese di 7,5 milioni di abitanti affacciato sul Mediterraneo e circondato da una enorme estensione di terre e di popoli. E da quassù mi pongo la domanda: se avessero vinto i pacifisti quel piccolo paese sarebbe stato più o meno sicuro di prima? E avendo invece vinto i commandos?

    Ecco, io credo che sia sempre necessario ogni tanto vedere le cose dall’alto per giudicare la follia in tutte le sue conseguenze.

    Da qui una cosa mi sembra certa, che il futuro di Israele può seguire due strade possibili: o viene fondato sulla forza militare e sul sostegno di amici potenti, fidando che la prima sia sempre sufficiente e che i secondi trovino sempre conveniente sostenerlo, oppure viene fondato sulla sua accettazione pacifica da parte dei popoli che lo circondano.

    Da qui, in alto, devo dire che di follia ne vedo una sola.

    Rispondi  |  Cita
  8. Giovanni Fontana – 1 June 2010, 16:14 (n° 8)

    Persio scrive::

    oppure viene fondato sulla sua accettazione pacifica da parte dei popoli che lo circondano.

    Come?

    Rispondi  |  Cita
  9. Persio – 1 June 2010, 16:29 (n° 9)

    @ Giovanni Fontana:

    Prima di tutto ponendosi questo obiettivo, poi lavorando con impegno affinché diventi l’unico obiettivo possibile.

    Non è affatto scontato che tutti quelli che hanno potere di influenzare la scelta di Israele lo condividano. E’ anzi sicuro che alcuni non lo condividono affatto, che preferiscano l’altra strada.

    Rispondi  |  Cita
  10. limem – 2 June 2010, 09:03 (n° 10)
  11. limem – 2 June 2010, 12:50 (n° 11)

    questo non potevo non postarlo…

    http://www.ilgiraresole.com/2010/06/01/amit-freidman/

    Rispondi  |  Cita
  12. Massimo – 4 June 2010, 04:06 (n° 12)

    I guess if all you’ve got is a hammer everything looks like a nail…..Israele sta usando IDF in modi sempre piu’ aggressivi e disorganizzati piuttosto che in modo reattivo e pesato (e mi chiedo quanto i cambi di composizione demografica degli ultimi 15 anni e la progressiva infiltrazione di fanatici religiosi cresciuti in scuole rabbiniche tra i ranghi di commissioned officers giochino un ruolo nelle tattiche di IDF)… e questo e’ un trend pericoloso e controproduttivo perche’ porta a fare cose stupide come questa senza alcun valore tattico o strategico, anzi piuttosto, finisce per alienare gli alleati di israele che si trovano between a rock and a hard place, in una posizione imbarazzante ed inconsistente.

    e’ notevole che molti esponenti ebrei del congresso americano si siano espressi negativamente in pubblico, cosa che accade raramente (anche se e’ frequente dietro porte chiuse…). at some point too much is too much…

    tra l’altro la turchia era l’unico alleato musulmano, con esercizi militari comuni in corso da anni, anche sotto l’attuale governo musulmano ortodosso, nonche’ un buon cliente di Israele con un paio di miliardi di dollari di business tra aggiornamento di sistemi d’arma ed altri contratti militari.

    un assalto in acque internazionali, di notte, con morti civili non e’ un buon modo per mantenersi un cliente o un amico…ci sono decine di modi per fermare una nava senza metterci piede dentro….

    insomma stupida mossa sul piano diplomatico e militare, ancor piu’ cretina su quello economico….

    Rispondi  |  Cita

Vuoi lasciare un commento?
Bene, e grazie! Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. Perciò, più della tua opinione, ci interessano le ragioni che la sostengono, ciò che potrebbe far cambiare idea anche a noi. E tu? Potresti cambiare idea? Se la risposta è no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.




Distanti saluti