Non hai capito davvero una cosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna

18 October 2009, 19:02 | Il Male curabile | Commenti: 3

Questa è una bella storia: quando la nonna di Josh Sullivan ha saputo che il figlio non credeva (più) in Dio, ha deciso di scrivergli una lunghissima e molto articolata (la nonna è laureata in biologia) lettera, mettendolo in guardia dai pericoli del credere che Dio non ci sia, dall’essere tentato dal Diavolo:

Nonna

Josh le ha scritto una risposta molto bella e densa, con figure e note, che vi consiglio di leggere, una domenica:

Ho messo sul tavolo ciò in cui credo, in modo che fosse soggetto a uno sguardo onesto. E qui è dove quello sguardo mi ha portato. Ancora più importante, ciò che credo rimane sul tavolo, sempre soggetto a critiche e rivalutazioni. Unisciti a me in questa operazione. Mettiamo le nostre credenze sul tavolo. Confrontiamole, opponiamole, e usiamo la luce della ragione per valutarne onestamente le evidenze che tengono in piedi ciò in cui crediamo. Sant’Agostino disse “tutta la verità è verità di Dio”. Questa frase e altre come queste mi hanno permesso di superare la paura di scrutare dentro a quei dubbi lancinanti negli anni, per fronteggiare la possibilità che alcune delle mie credenze non fossero valide, e per lasciarmi indietro quelle credenze che – semplicemente – non sono rimaste in piedi

>Sources: 1 2<


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3 Commenti presenti su “Non hai capito davvero una cosa fino a quando non sei in grado di spiegarla a tua nonna” – Feed

  1. A – 18 October 2009, 23:25 (n° 1)

    Io la domenica me magno ‘n panino co’lla mortadella, artro che New Yorke’!

    Ma che niente niente te sta a veni’ un po’ de puzzetta sotto ar naso?

  2. Giovanni Fontana – 19 October 2009, 07:32 (n° 2)

    @ A:
    Uhm, voleva essere proprio il contrario, però effettivamente può sembrare così: voleva essere “invece di fare i gaggi col new yorker, una volta, leggetevi questa”.

    Cambio.

  3. tenkiu – 19 October 2009, 08:13 (n° 3)

    Per correttezza, avrebbe dovuto pubblicare per intero la lettera della nonna.
    Quando si “taglia” uno scritto, rimane un qualcosa di incompleto e può capitare che ne esca un’altra cosa… bastava chiedere il permesso alla nonna, magari gli avrebbe dato l’ok!
    Sarà contenta (o soddisfatta) la nonna degli spezzoni scelti e pubblicati della lettera – comunque privata, penso – al nipote? Avranno mantenuto il pensiero della nonna o l’avranno alterato, sminuito?
    Correttezza per correttezza, mi piacerebbe che la nonna avesse la possibilità di leggere i vari commenti, che il nipote ha reso pubblici, e che avesse la possibilità di replica… no?

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