Partigiani

21 April 2009, 18:08 | Alta politica | Commenti: 0

C’è una cosa che capisco, e non condivido, ovvero quel tipo di feticismo per i partigiani, a onor del vero in entrambi i sensi: a me stan simpatici tutti coloro che combattono o hanno combattuto contro una dittatura (forse non si potrebbe dire lo stesso di alcuni partigiani dei partigiani, chessò, castristi) ma son passati sessantascinque anni. La società italiana è cambiata, e non accetterebbe più gli omocidî mirati, il confino, le leggi razziali – soprattutto l’assenza della tanto svilita libertà di parola (freedom-is-just-another-word-for-nothing-left-to-lose). E non li accetterebbe l’Europa.
Però, come dicevo, lo capisco – come quell’altra faccenda dell’immutabilità della Costituzione – per uno Stato, come quello italiano, venuto fuori dalla sconfitta della seconda guerra mondiale, eccetera.

E ce n’è una che non solo non condivido, ma proprio non capisco: quelli che, dopo essersi riempiti la fauci di partigianierresistenza, raccontano che in Italia c’è una dittatura, e i tempi di Mussolini non erano così diversi…

Ecco, se io fossi un partigiano che ha combattuto contro il vero fascismo e per queste libertà – e visto che l’olio di ricino non va più di moda – una bella bastonata in bocca gliela darei.


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  2. Dittatura
  3. E anche se l’omosessualità fosse una scelta?

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