Quando i giornali di carta erano già morti

23 June 2009, 17:49 | Ogni me è politico | Commenti: 5

Io mi sono sempre chiesto come mai i giornalai, che hanno tutti i giornali del mondo a disposizione, stanno lì ad annoiarsi senza leggerne neanche uno: mai che mi fosse capitato di vedere un giornalaio che ingannasse l’attesa leggendo un giornale o una rivista, con la radio, qualcuno con la tv a batterie, la maggior parte senza nulla.

Poi oggi ho visto un giornalaio con il portatile, con la home di Repubblica.it, e ho pensato che la mia domanda esistenziale fosse oramai fuori tempo massimo.


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5 Commenti presenti su “Quando i giornali di carta erano già morti” – Feed

  1. giovanna – 23 June 2009, 18:34 (n° 1)

    La giornalaia giù a Labaro legge spesso, ma soprattutto libri.
    Per me da piccola era uno dei lavori più belli che si potesse fare.

  2. Alberto – 23 June 2009, 19:46 (n° 2)

    vale la stessa cosa dell’oste che non beve il vino che vende???

  3. angia – 23 June 2009, 20:11 (n° 3)

    ….e che vogliamo dire del pasticciere che non si abbuffa di bigné e torte Sacher?

  4. sino – 23 June 2009, 20:23 (n° 4)

    in effetti il pappone è molto più furbo

  5. enrico porro – 25 June 2009, 14:57 (n° 5)

    Geniale.

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