Questa ad esempio è una bella campagna

27 January 2011, 20:35 | Gruppo misto | Commenti: 8

La campagna della Regione Umbria, specificamente mirata su Facebook, per il Giorno della Memoria mi è molto piaciuta. Ciò che uno pensa è ciò che uno è.

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– Commenti:



8 Commenti presenti su “Questa ad esempio è una bella campagna” – Feed

  1. Farfintadiesseresani – 27 January 2011, 20:42 (n° 1)

    Un po’ estrema. Non semplicissima da decodificare.

  2. onironauta – 27 January 2011, 20:52 (n° 2)

    Un po’ forte, ma va bene se visti alla luce di un revisionismo attuale che sa molto di strumentalizzazione (soprattutto la seconda).

  3. Alessa' – 28 January 2011, 14:35 (n° 3)

    Anch’io l’ho trovata molto bella, e vi diro’ che personalmente l’avrei resa ancora piu’ forte tralasciando la scritta piu’ piccola “questo ad esempio…”

  4. Is@boh – 28 January 2011, 16:31 (n° 4)

    mi piacerebbe molto sapere i perche´e i percome vi e`piaciuta. Scusate io la trovo pessima.

  5. Is@boh – 28 January 2011, 16:40 (n° 5)

    Lavoravo in un bar dove c´era un barista un po´rozzo ignorante che non aveva in simpatia i commercianti ebrei che venivano a consumare nel bar e un giorno fece una battuta uno di questi.
    ” Ehi Vitto` ma che e`quella specie de fazzoletto che c´avete in testa, la presina pe er forno?”.
    Ovviamente tutti a ridere scanzonatamente….

    mi pare che questo sia in linguaggio usato nella campagna.Basic.
    Quindi vi prego illuminatemi

  6. Alessa' – 28 January 2011, 17:01 (n° 6)

    Perche’ richiama idee superficiali e stupide a cui penso, fosse anche solo indirettamente, tutti noi e’ capitato di pensare (magari ridendo ingenuamente a una barzelletta sentita al bar), per poi, come una sberla, risvegliare in te il ricordo e la vergogna per quello che e’ successo. Se noti la scritta e’ visibile subito mentre la foto riesci a visualizzarla solo in un secondo momento. Il tutto si gioca in quella frazione di secondo tra leggere la scritta e vedere la foto.

  7. Giovanni Fontana – 28 January 2011, 19:15 (n° 7)

    @ Is@boh:
    Credo di averlo espresso nel post il perché mi piace: perché si è ciò che si pensa.

    Come ti ebbi a dire una volta: il male non fa più male quando lo si prende in giro.
    Pensa che trovo questo http://www.youtube.com/watch?v=3AdB4TVZKNA (ma guardalo fino in fondo, anche gli ultimi 30 secondi) il video più commovente sull’Olocausto.
    E il primo commento a quel video: “this man survived auschwitz, so please let him dance!! he has the absofuckinglutely right to!!”

    Tornando alla campagna: è importante spiegare che si comincia a essere colpevoli quando si pensano le cose sbagliate. Naturalmente c’è differenza fra un pensiero e un’azione. E non si possono considerare le idee di qualcuno responsabili delle azioni di qualcun altro. Però si possono considerare le idee di qualcuno responsabili per i suoi stessi comportamenti.

    Ed è importante mostrare a chi pensa certe cose quali sono le conseguenze dei proprî pensieri.

  8. onironauta – 30 January 2011, 15:22 (n° 8)

    @ Is@boh:

    Il nesso tra la campagna umbra e la battuta del tuo barista è che la prima nasce sollecitata della seconda.

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