Volere e potere

26 March 2010, 17:50 | Alta politica, Èbbene l'ho scritto | Commenti: 6

Il giorno dopo il passaggio dell’Obamacare Enzo, con quel suo peculiare misto di candore e vis polemica, poneva una domanda che sembra avere delle due l’una, o una risposta semplice, o non poter avere risposta: ovviamente è tutto il contrario, la risposta è più complessa, e la questione meriterebbe considerazioni più articolate di quella che sono in grado di fare io.

Però sono le critiche come queste, fuori di pregiudizio, quel tipo di domande a cui una sinistra moderna – come si dice ora – deve impegnarsi a risponderee anche, talvolta, farsi insegnare qualcosa da quelle persone e quelle risposte che sono sempre state considerate – chissà se a ragione – di destra.

Enzo domandava:

Se la sanità per tutti – anche per chi non ne ha bisogno – è una conquista così straordinaria, come mai in Europa i cittadini fanno a gara per farsi un’assicurazione sulla salute privata, seguendo quello che è stato e in pratica continuerà ad essere il modello americano?

Principalmente per una ragione: perché riconoscere che qualcosa funziona meglio, o è migliore, non vuol dire trascurare chi non può o non riesce a ottenerla. Questo, fra l’altro è il principio del Medicaid – la sanità garantita dallo Stato ai più poveri – che è in vigore da tempo, negli Stati Uniti, o degli stessi tagli al Medicare per i più benestanti. È una tensione infinita, il cui equilibrio è difficilissimo da trovare – soprattutto per la necessità di dare un incentivo a chi, con le proprie competenze, migliora il mondo. Non bisogna, però, mai perdere di mente che l’obiettivo ultimo è la felicità del maggior numero di persone. Dovremmo desiderare per ciascuno la cosa migliore, e per tutti – almeno – la meno peggio.

Quando ho lavorato al tendone con i senzatetto, c’era una cooperativa di volontarî che veniva ogni sera con un camion a portare da mangiare ai barboni. Chi si sognerebbe di mettere in dubbio la bontà di quel gesto? Aggiungo: non solo la bontà, ma anche la sua utilità sociale. E la necessità di assicurare una minestra con lenticchie a chi ha poco, in che modo nega la considerazione che tutti, ovviamente ognuno a suo modo, vorremmo avere un pasto ricco e completo delle cose che più ci piacciono? L’aspirazione al meglio, e al suo premio sociale, è una cosa positiva – è ciò che fa sì che ci siano migliori medici e quindi le cure più efficaci, i migliori architetti e quindi le costruzioni più sicure, i migliori cuochi e quindi i pasti più buoni – ma deve andare di pari passo con il tentativo di garantire a tutti ciò che è necessario. Perché la ragione per cui premiamo i più bravi è che quello è il modo di fare un mondo migliore, quello in cui più persone possibile vivono nel proprio bene.

Questo è lo scarto che passa nel concepire il liberalismo come un mezzo e non come un fine: è giusto liberalizzare, è sensato, perché è la cosa che funziona meglio – quella che garantisce la felicità “aggregata” del maggior numero delle persone – ovviamente fino a prova contraria. Ciò di cui è intrisa la società americana, con tutte le sue contraddizioni (e non è un modo di dire), è esattamente questo concetto di utilitarismo. La supremazia dell’individuo sul popolo – che è l’anticorpo al socialismo reale – non è una posizione ideale fondata su di un iperuranio in cui è sancito il Giusto ordinamento sociale, ma sull’idea – concreta – che l’anima intima di ogni essere umano si esprime nel modo più sereno e gioioso nell’essere persona unica e caratterizzata, e non inane unità della massa..

Sono andato troppo lontano – e sono certo che Enzo mi rimprovererà la profusione di troppe parole – me ne scuso. Ma secondo me la politica è (quasi) tutta qui.

– Commenti:



6 Commenti presenti su “Volere e potere” – Feed

  1. 1972 – 26 March 2010, 18:27 (n° 1)

    Ciao Giovanni, innanzitutto grazie per la risposta. Si vede che la domanda non era così stupida.
    Devo dirti che sono d’accordo con te su tutto il ragionamento ma è proprio per questo che, paradossalmente, devo reiterare la mia domanda rimarcando l’inciso che tu hai – probabilmente senza volerlo – omesso di commentare.
    So bene che la sanità “gratuita” (tra virgolette perché poi alla fine si paga comunque, ma ci siamo capiti) per chi non se la può permettere è una grande conquista, nessun liberale sensato lo potrebbe negare. Ma il punto è proprio questo. Perché garantire un sistema sanitario pubblico anche a chi si potrebbe permettere forme alternative di assistenza? Perché in Europa dobbiamo tutti pagare per tutti, anche per chi ha i soldi per comprarsi un ospedale? Perché alimentare uno spreco di risorse di questo genere, che alla fine non fa altro che pregiudicare la qualità del servizio determinando inevitabilmente la migrazione verso il privato, in questo caso non libera opzione ma necessario complemento di un sistema non funzionale? E’ questa l’ipocrisia che mi sembra insuperabile nel sistema di welfare all’europea, il trattare ideologicamente una materia estremamente concreta. Qui si ragiona così: la sanità è un diritto che deve essere garantito a chiunque, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche. Bene se questo principio è applicato ai poveri, assurdo se vale anche per i ricchi (semplificando molto). In America, anche con l’Obamacare, si ragiona più pragmaticamente, come al solito: la sanità è un diritto, chi non se ne può beneficiare con le proprie risorse deve essere aiutato. Mi sembra la soluzione logica. La mia paura è che anche l’America possa un giorno cadere nella trappola del “tutta la sanità per tutti”. Per ora non è successo, vedremo.

    Saluti.

    Enzo

  2. Max – 26 March 2010, 18:49 (n° 2)

    >Se la sanità per tutti – anche per chi non ne ha bisogno – è una >conquista così straordinaria, come mai in Europa i cittadini fanno >a gara per farsi un’assicurazione sulla salute privata, seguendo >quello che è stato e in pratica continuerà ad essere il modello >americano?

    show me the data, pal….your premise is likely false, so the question is mute.

    the Enzo guys does not want to see things the way they are: the big fucking deal (ad VP Biden called it during the signing ceremony) about the health care reform is that pre-existing conditions clauses are prohibited, lifetime maximal benefits are prohibited and that the government will regulate the minimal standards for insurance coverage in the exchanges. moreover this is the first step toward a single-payer public option plan and true universal health coverage. we can’t just dismantel the private insurance system in 2 years….

    another big fucking deal is the peace of mind of knowing that if you lose your job (and here we lose jobs easily) we are not left in the cold without coverage at all or with the time-limited expensive COBRA coverage. I have employement-based insurance, and that is kind of decent if your company can pay those 7000-15000 dollars per year. if I lose my job I can pay 15,000 dollars a year to cover me and my family for 18 months and then I’m fucked. if I drop COBRA and I have a prehesisting condition nobody will cover me.

    now, do you see what the big fucking deal is?

    private insurance the european way will NEVER cover for pre-existing conditions and will always have lifetime maximal payoff. I know that as a fact because my parents subscribe to those insurances when they travel to visit me in the US. those insurances are rip-offs as much as the worse plans in the US inside the individual coverage market. no free lunch….

    now, if a public plans sucks so much, you tell me why the US health care customers most satisfied with their insurance plans are the member of the armed forces, their families and veterans, all covered by the 100% public (the only one 100% public) Veteran Affairs Health System?

  3. Max – 26 March 2010, 20:00 (n° 3)

    if you don’t force EVERYBODY into some sort of coverage plan the system won’t work. you can’t wait to be sick to look for coverage. that’s why there is a mandate to be covered or pay a fine.

    private insurance is wasteful. has 20-30% of overhead costs (that is, administrative costs) and 2% of profits. the money that a private insurance actually spend in coverage is between 70 and 80% of the total of the contributions. single payer public systems have 2-4% overhead costs and no profits. 96-98% of the contribution go into covering medical expenses.

    what’s more efficient?

    the market of health coverage is not a transparent market and never will be. costs are hidden, prices are not knowable in advance, choice is limited. in a word, people health and their coverage is not a commodity.

  4. Elena quella di Londra – 26 March 2010, 21:26 (n° 4)

    L’idea che le liberalizzazioni (leggi: privatizzazioni) funzionino meglio è la più grande bufala della storia economica! Ci sono infiniti dati che dimostrano che le privatizzazioni danneggiano il servizio pubblico e che quindi creano continua e crescente diseguaglianza e sperequazione di trattamento.
    Secondo, che le privatizzazioni forniscano prestazioni megliori è un’altra bufala che si autorealizza: se tagli il pubblico e lo riduci a sola copertura dei bisogni più neri, tutto il resto sembrerà una figata pazzesca.
    La dicotomia non è liberalismo – socialismo ma neoliberismo (progetto politico) e socialdemocrazia (altro progetto politico). Sulla boiata colossale del liberismo solidale proposta dal PD ci sputo sopra

  5. val – 26 March 2010, 23:38 (n° 5)

    @ 1972:
    1972 stai sicuro che chi ha i soldi per comprarsi un’ ospedale si va ad operare in America, se ha un tumore, ad ogni modo se non paga a sufficienza il problema non è nell’universalità del sistema sanitario ma nella scarsa progressività del sistema tributario che vige nel paese in cui vive e dalla distribuzione dei benefici ( in termini di consumi sanitari) fra le classi sociali. La soluzione del suo non pagare a sufficienza è nella medicina di mercato, in un sistema totalmente privatistico? Io non direi. La ragione del perchè lo Stato interviene nel mercato della salute, mi spiace deludere gli appassionati, non è solamente ideologica. Pensate ai vaccini, ai primi che furono inventati, o pensate alla riduzione delle epidemie.
    Liberalismo e socialdemocrazia non c’entrano assolutamente nulla.
    Un paese con una popolazione più sana è un paese che può scommettere maggiormente sul suo futuro. Inoltre lo Stato interviene nel mercato della salute anche per ragioni di efficienza, un sistema sanitario completamente o meglio prevalentemente privato è più inefficiente, non a caso gli Stati Uniti spendono il 18% del loro Pil per la Sanità, nel pre Obama care.
    Se la qualità o l’equità non sono sufficientemente garantite dai nostri sistemi sanitari all’europea, beh questo non dipende ancora una volta dall’universalità del sistema, ma dal fatto che vi è un mancato adeguamento alla modernità, alla domanda di cure e dal fatto che una sanità davvero incentrata sul paziente e non sulla burocrazia tarda ad arrivare.
    In Italia faremmo comunque bene a parlare di “sistemi sanitari”, siamo a macchia di leopardo.

  6. val – 26 March 2010, 23:44 (n° 6)

    @ 1972:
    Quanto alla domanda:

    Se la sanità per tutti – anche per chi non ne ha bisogno – è una conquista così straordinaria, come mai in Europa i cittadini fanno a gara per farsi un’assicurazione sulla salute privata, seguendo quello che è stato e in pratica continuerà ad essere il modello americano?

    La risposta banale che mi viene da dare è un’altra domanda:

    Perchè ci sono le liste d’attesa?

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