Gli idioti

25 May 2011, 2:28 | Medio orientato | Commenti: 36

3 su 5

Netanyahu ha parlato al Congresso americano. Ha fatto anche un discorso non-così-orribile, forse il meglio che ci si potesse aspettare da uno come lui. Uno che Avi Shlaim definì come un esempio di “quella cosa così rara: un autentico ciarlatano”. Insomma, metà son bugie e l’altra metà son trucchetti dialettici. Ecco, però meglio un ciarlatano che dica cose accettabili che uno che ne dica di inaccettabili. Poi, però, ci sono gli idioti: quelli che riescono a far fare una gran figura persino a Netanyahu.

Durante il discorso, un gruppo di ragazzi è entrato nell’aula del Congresso e una ragazza ha iniziato a sputare urlacci e insulti all’indirizzo di Netanyahu tentando di zittirlo. Ora, al di là del fatto – etico – che chiunque zittisca un’altra persona è soltanto una cosa: un fascista – che ogni volta che zittisci qualcuno ti rendi prigioniero della tua stessa azione. Ma al di là di questo, proprio a livello strategico, quanto devi essere imbecille per intervenire in un discorso a quel modo? Quanto sai che stai offrendo un assist gigantesco al tuo nemico? È solo narcisismo, non puoi non saperlo, perché così gli permetti di spostare il discorso sull’unica cosa su cui ha inevitabilmente ragione. E infatti:

Dopo una cascata di applausi tesi a sotterrare gli urlacci di Rachel Abileah, Netanyahu ha potuto rispondere:

Sapete? Io la considero come una medaglia all’onore, e così dovreste voi: perché nelle nostre società libere possiamo protestare. Non si possono avere questo tipo di proteste nei farseschi parlamenti a Teheran o Tripoli: questa è vera democrazia. (applauso gigantesco) Aspettiamo e speriamo che tutti i giovani del Medio Oriente e dell’Iran avranno la possibilità di fare quello che ha appena fatto quella ragazza (altro applauso).

E ancora:

Coraggiosi dimostranti nei Paesi arabi stanno lottando per garantirsi questi stessi diritti, per loro stessi, per le loro società. Noi siamo orgogliosi del fatto che più di un milione di cittadini arabi in Israele hanno goduto di questi diritti per decenni. Dei 300 milioni di arabi in Medio Oriente o Nord Africa, soltanto gli arabi che sono cittadini d’Israele godono di veri diritti democratici. Vorrei che vi fermaste un momento a pensarci: dei 300 milioni di arabi, meno della metà dell’uno percento sono veramente liberi, e sono tutti cittadini d’Israele!

Gioco. Partita. Incontro. Imbecille.

– Commenti:



36 Commenti presenti su “Gli idioti” – Feed

  1. Di peggio che interrompere un nano per non farlo parlare, c’è solo fargli fare la figura del gigante « Champ's Version – 25 May 2011, 09:14 (n° 1)

    […] Benjamin Netanyahu, dopo una contestazione. […]

  2. Giovanni – 25 May 2011, 10:48 (n° 2)

    Mi trovo d’accordo a metà. Questa cosa che l’espressione del dissenso passi necessariamente attraverso atti autoritari e perciò fascisti non mi ha mai convinto fino in fondo. Per me se uno vuole impedirmi di parlare, per esempio chiudendomi fisicamente l’accesso alla sala (yes, come nel caso di Ratzinger alla Sapienza), allora sì, compie un atto fascista. Ma d’altra parte una società democratica deve garantire l’espressione del dissenso in tutti i modi legittimi.

    Ora, a giudicare dal video di questo discorso si è verificata tutt’al più un’interruzione momentanea, non un blocco preventivo. È vero, anche così un quid di violento c’è, ma la circostanza avrà anche dettato il modo di agire: a che serve esibire civilmente un cartello fuori dalla sala congressi quando le telecamere riprenderanno solo il discorso?

    p.s. e sembra anche che l’attivista sia finita in ospedale per un trauma al collo, il che non fa molto onore a Netanyahu.

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  3. Giovanni Fontana – 25 May 2011, 11:01 (n° 3)

    @ Giovanni:
    Parliamo di società democratiche, vero? In cui ognuno può provare a far udire il proprio parere. Se è così, e quindi non parliamo di dittature dove la parola non è libera, la forza del tuo parere non può essere nell’impedire di parlare a un’altra persona.

    Giovanni scrive::

    È vero, anche così un quid di violento c’è, ma la circostanza avrà anche dettato il modo di agire: a che serve esibire civilmente un cartello fuori dalla sala congressi quando le telecamere riprenderanno solo il discorso?

    Evidentemente, a quelle telecamere interessa di più il parere di Netanyahu che quello di quella ragazza. Se, per questo, provi a impedirgli di parlare, stai facendo una cosa che ti qualifica come fascista.

    Giovanni scrive::

    il che non fa molto onore a Netanyahu.

    Perché?

    Rispondi  |  Cita
  4. Giovanni – 25 May 2011, 12:40 (n° 4)

    Attribuire@ Giovanni Fontana:

    Sì Giovanni, parliamo di società democratiche e libere. Se mi permetti, vorrei porti una domanda per cercare di capire come e quando, secondo te, il dissenso diventa fascista e quindi non più tollerabile. Tu dici (correggimi se sbaglio) che l’interesse pubblico era rivolto al discorso di Netanyahu ed ogni interruzione di un atto di pubblico interesse è un atto fascista. Ma anche uno sciopero interrompe un servizio pubblico, e quindi secondo il tuo ragionamento anche questo opera un atto autoritario e fascista. Insomma, quand’è che un’efficace espressione del dissenso diventa legittima? Aggiungo la qualifica `efficace` perché secondo me è importante. Se le uniche forme di dissenso tollerate fossero quelle che, per loro definizione, non possono risultare efficaci, allora secondo me non saremmo più in una società democratica.

    Per rispondere alla tua domanda, è necessario fornire qualche dettaglio. Qui la versione del gruppo di cui faceva parte l’attivista. A giudicare dal trattamento che l’attivista ha ricevuto da parte dell’audience, non mi sembra faccia tanto onore alla frase boriosa si Netanyahu, che dice che è felice di vivere in una società democratica in cui è possibile manifestare il proprio dissenso. Ma forse sarà giusto un puntiglio da parte mia.

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  5. Giovanni – 25 May 2011, 12:41 (n° 5)

    Giovanni scrive::

    per cercare di capire come e quando, secondo te, il dissenso diventa fascista e quindi non più tollerabile

    Ovviamente intendevo l’espressione del dissenso.

    Rispondi  |  Cita
  6. Franco Rivera – 25 May 2011, 15:40 (n° 6)

    Giovanni scrive::

    Giovanni scrive::
    per cercare di capire come e quando, secondo te, il dissenso diventa fascista e quindi non più tollerabile
    Ovviamente intendevo l’espressione del dissenso.

    il problema è che quello che tu definisci “espressione di dissenso” semplicemente non lo è

    impedire il diritto di parola a un politico nell’esercizio delle sue funzioni non è dissenso e non è neppure solo maleducazione, è un atto fascista

    il cuore del fascismo (e delle dittature in genere) in effetti è la repressione coatta del diritto di parola di chi fascista non è

    Rispondi  |  Cita
  7. Giovanni – 25 May 2011, 20:14 (n° 7)

    Franco Rivera scrive::

    impedire il diritto di parola a un politico nell’esercizio delle sue funzioni non è dissenso e non è neppure solo maleducazione, è un atto fascista

    In linea di principio concordo con te, ma cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando qui. Stiamo parlando di una persona che ha srotolato uno striscione ed ha urlato uno slogan. È palese anche ad un bambino che un atto del genere non avesse l’obbiettivo di impedire a Netanyahu di portare a termine il suo discorso, ma che fosse solo il tentativo di vociferare la propria posizione durante l’evento mediatico. Puoi definirlo un atto maldestro dal punto di vista mediatico, ma non puoi negare che l’interruzione non fosse altro che momentanea. Franco, mi stai forse dicendo che il diritto di parola non ammette nemmeno un’interruzione di 15 secondi? Parlare di squadrismo mi sembra sinceramente eccessivo.

    Rispondi  |  Cita
  8. Franco Rivera – 26 May 2011, 08:11 (n° 8)

    Giovanni scrive::

    È palese anche ad un bambino che un atto del genere non avesse l’obbiettivo di impedire a Netanyahu di portare a termine il suo discorso, ma che fosse solo il tentativo di vociferare la propria posizione durante l’evento mediatico.

    sarà palese per un bambino, ma non lo è per me che non lo sono

    Giovanni scrive::

    Puoi definirlo un atto maldestro dal punto di vista mediatico, ma non puoi negare che l’interruzione non fosse altro che momentanea.

    momentanea perchè a interrompere è stata solo una persona che successivamente è stata allontanata

    Giovanni scrive::

    Franco, mi stai forse dicendo che il diritto di parola non ammette nemmeno un’interruzione di 15 secondi?

    si

    Giovanni scrive::

    Parlare di squadrismo mi sembra sinceramente eccessivo.

    non abbiamo parlato si squadrismo, ma di fascismo, in questo caso la violenza è stata solo verbale

    ma basta ricordare quanto avvenne il settembre scorso al sindacalista Bonanni a Torino per capire che il passo successivo non è lontano

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  9. Valerio – 26 May 2011, 08:22 (n° 9)

    @ Franco Rivera:

    Il problema mi sembra più ampio. Il “diritto di parola” è una materia molto complessa e ridurre l’atto del manifestante a “fascismo” mi sembra fuori luogo.
    Naturalmente Netanyahu svolgeva un compito politico, ma pensiamola in maniera semplice. Che altro “diritto di parola” poteva esprimere la signora che ha interrotto il discorso? Come esprimersi se non in quel modo? Al contrario, io sono felice di quest’interruzione a prescindere dal simbolismo (ovvero che in democrazia è possibile un intervento del genere). In quel frangente lei ha espresso, seppur in modo inarticolato (nessuno sa cosa abbia detto) alla stessa platea a cui si riferiva il primo ministro di cui contesta le idee, il fatto che vi sia qualcuno che la pensi in modo opposto. Tanto di guadagnato. Una cosa del genere mi fa ben sperare. Invece che trovarmi a fine conferenza una schiera di giornalisti a fare le loro domande, una persona comune, che non avrebbe possibilità di far arrivare il suo messaggio a tanta gente e tanto in alto, ha colto coraggiosamente l’occasione di dissentire. Questo, secondo te, è fascismo? Io lo considero esattamente l’opposto. È partecipazione, è pathos, è democrazia ed è coraggio. Applausi a lei per aver contestato ed al primo ministro per aver colto la palla al balzo.

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  10. Giovanni – 26 May 2011, 08:26 (n° 10)

    Franco Rivera scrive::

    ma basta ricordare quanto avvenne il settembre scorso al sindacalista Bonanni a Torino per capire che il passo successivo non è lontano

    Straw man. A Bonanni tirarono un fumogeno. Niente di quello che è successo a Netanyahu può far pensare ad una cosa del genere. Questa, mi spiace dirlo, è malafede.

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  11. Valerio – 26 May 2011, 08:27 (n° 11)

    Anzi, ha persino fatto arrivare il suo messaggio di protesta:

    “No more occupation, end Israeli war crimes.”

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  12. Franco Rivera – 26 May 2011, 10:18 (n° 12)

    Giovanni scrive::

    Questa, mi spiace dirlo, è malafede

    … e, come sempre, quando mancano gli argomenti nel merito, arrivano gli insulti personali

    d’altra parte mi pare normalissimo che queto comportamento arrivi da chi giustifica quanto è avvenuto al Congresso americano, è coerente

    non mi interessa proseguire la discussione su questo livello di accuse personali, arrivederci

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  13. fr – 26 May 2011, 10:19 (n° 13)

    Franco Rivera scrive::

    impedire il diritto di parola a un politico nell’esercizio delle sue funzioni non è dissenso e non è neppure solo maleducazione, è un atto fascista

    Ma perché usare così a sproposito il termine fascista? Se diamo a tutti gli intolleranti del “fascista” non potremo usare questa qualifica per chi lo è davvero.

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  14. Franco Rivera – 26 May 2011, 10:28 (n° 14)

    fr scrive::

    Franco Rivera scrive::
    impedire il diritto di parola a un politico nell’esercizio delle sue funzioni non è dissenso e non è neppure solo maleducazione, è un atto fascista
    Ma perché usare così a sproposito il termine fascista? Se diamo a tutti gli intolleranti del “fascista” non potremo usare questa qualifica per chi lo è davvero.

    non è usato a sproposito

    non c’è nulla di più fascista di cercare di mettere a tacere un politico regolarmente eletto mentre tiene un discorso nell’ambito delle sue funzioni

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  15. Valerio – 26 May 2011, 10:33 (n° 15)

    @ Franco Rivera:

    Ma nessuno ha cercato di metterlo a tacere. La signora ha urlato “No more occupation, end Israeli war crimes”, peraltro sapendo che sarebbe stata allontanata. Non credo abbia mai considerato l’eventualità di impedire al primo ministro israeliano di formulare il suo discorso. Lo ha semplicemente interrotto per pochi secondi per esprimere il suo dissenso. Questo è forse un comportamento fascista?

    Rispondi  |  Cita
  16. Giovanni Fontana – 26 May 2011, 10:35 (n° 16)

    Valerio scrive::

    Invece che trovarmi a fine conferenza una schiera di giornalisti a fare le loro domande, una persona comune, che non avrebbe possibilità di far arrivare il suo messaggio a tanta gente e tanto in alto,

    Ti manca la nozione che se è una persona “comune”, (e cioè, in questo frangente non un politico o non un giornalista) è perché – evidentemente – le persone non sono interessate al suo parere.
    Non è una persona comune per un grande complotto ai suoi danni (per questo specificavo che si parlasse di società libere), semplicemente non è abbastanza brava.

    Giovanni scrive::

    Ma anche uno sciopero interrompe un servizio pubblico, e quindi secondo il tuo ragionamento anche questo opera un atto autoritario e fascista.

    Io ho delle perplessità sull’efficacia dello sciopero, come istituzione in sé, ma di certo non lo considero un atto autoritario e fascista. Quello che considero tale è il voler impedire a qualcuno di parlare.

    fr scrive::

    Ma perché usare così a sproposito il termine fascista? Se diamo a tutti gli intolleranti del “fascista” non potremo usare questa qualifica per chi lo è davvero.

    Sono d’accordo con Franco, non s’intende fascista nel senso del Fascismo italiano, ma fascista nel senso dell’ideologia fascista: quella che racchiude Mussolini, ma anche Hitler, Pinochet, e tutti gli altri.

    Rispondi  |  Cita
  17. Valerio – 26 May 2011, 10:55 (n° 17)

    @ Giovanni Fontana:

    Giovanni Fontana scrive::

    Non è una persona comune per un grande complotto ai suoi danni (per questo specificavo che si parlasse di società libere), semplicemente non è abbastanza brava.

    Immagino tu abbia ragione. Il mio presupposto era proprio il fatto che la società non potesse essere totalmente libera in quanto per poter dire la propria servono educazione, mezzi, possibilità, ecc. Ed il fatto di essere una democrazia non la rende più libera. E nessuno può interessarsi alle idee di qualcuno se costui/costei non ha la possibilità di esprimerle; cosa che la signora in questione ha fatto, guadagnandosela. Ti stupirebbe così tanto se un movimento nascesse al giorno d’oggi da una protesta simile a questa? Qualcuno che interrompesse un politico in una noiosa conferenza propriamente politica (nel significato peggiore del termine) ed esprimesse (magari balbettando persino) un’unica, buona idea – magari più originale di quella dibattuta in questo post? Sarebbe ancora una persona comune le cui idee – evidentemente – non interessano a nessuno oppure diventerebbe magicamente una persona non comune degna di attenzione?

    Rispondi  |  Cita
  18. Giovanni Fontana – 26 May 2011, 10:57 (n° 18)

    @ Valerio:
    Tu stai dicendo che il fine giustifica i mezzi, io sto dicendo che no.
    Almeno non in questa vicenda.

    Rispondi  |  Cita
  19. Valerio – 26 May 2011, 10:58 (n° 19)

    @ Giovanni Fontana:

    Ci tengo a precisare:

    Valerio scrive::

    magari più originale di quella dibattuta in questo post

    si riferisce alla frase urlata da Rachel Abileah, non certamente alle idee espresse da te e dagli altri commentatori.

    P.S. Come vedi, non sono “bravo”. Dovrei per questo considerarmi “comune fra i comuni” ed autocensurarmi? :)

    Rispondi  |  Cita
  20. Valerio – 26 May 2011, 10:58 (n° 20)

    @ Giovanni Fontana:

    Au contraire. Il fine giustifica SEMPRE i mezzi!

    Rispondi  |  Cita
  21. Giovanni Fontana – 26 May 2011, 11:02 (n° 21)

    Valerio scrive::

    Au contraire. Il fine giustifica SEMPRE i mezzi!

    Se non li inficiano.

    Rispondi  |  Cita
  22. Valerio – 26 May 2011, 11:02 (n° 22)

    @ Giovanni Fontana:

    Valerio scrive::

    @ Giovanni Fontana:
    Au contraire. Il fine giustifica SEMPRE i mezzi!

    Oddio, detta così suona male… Provo a riformularla :)

    Il fine positivo ha un costo in termini di mezzi. Maggiore il fine, maggiore la giustificazione del mezzo. In casi di costo in termini di mezzi maggiore del fine, non si tratta più di giustificare i mezzi, ma si finisce nel paradosso, poiché il fine diventa negativo. e perciò non deve essere perseguito.

    Rispondi  |  Cita
  23. Valerio – 26 May 2011, 11:52 (n° 23)

    @ Giovanni Fontana:

    In questo caso, quali consideri i fini e quale il mezzo?

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  24. Giovanni – 26 May 2011, 12:09 (n° 24)

    Giovanni Fontana scrive::

    Io ho delle perplessità sull’efficacia dello sciopero, come istituzione in sé, ma di certo non lo considero un atto autoritario e fascista. Quello che considero tale è il voler impedire a qualcuno di parlare.

    E su questo siamo d’accordo. Un atto intimidatorio, un blocco coatto di un oratore, anche per me queste sono azioni fasciste. Ma trovo difficoltà nel pensare lo stesso di una persona che srotola uno striscione e urla uno slogan, sapendo che verrà placcata nel giro di pochi istanti. Non sarà palese a tutti (almeno non al commentatore di prima), ma a me sembra ovvio che un’azione del genere non ha l’obiettivo di impedire il compimento del discorso. Essa ha piuttosto l’obiettivo di ottenere riscontro mediatico. Che sia imbecille come obiettivo lo dico anche io, ma faccio fatica a definirlo “fascista”.

    p.s. mi dispiace se ho offeso Franco, e ritiro l’accusa di malafede, ma rimane il fatto che stesse usando un argomento a sproposito.

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  25. ormazad – 26 May 2011, 22:04 (n° 25)

    Tanti arzigigoli per un concetto che mi pare semplice :
    Esiste il diritto di parola non esiste il diritto di tribuna .
    Se posso interrompere Netanhyau solo per 15 secondi forse posso farlo anche solo per 30 . E un minuto , un quarto d’ora ? dov’è il limite .
    E se l’ unico mezzo che la tizia ha per ottenere audience è un atto di violenza , sia pure verbale , forse quello che ha da dire è poca cosa .

    Rispondi  |  Cita
  26. Valerio – 26 May 2011, 22:33 (n° 26)

    @ ormazad:

    ormazad scrive::

    E se l’ unico mezzo che la tizia ha per ottenere audience è un atto di violenza , sia pure verbale , forse quello che ha da dire è poca cosa .

    Mi spiegheresti questa frase? Per come è scritta temo di non condividerne neppure la punteggiatura.

    Rispondi  |  Cita
  27. Valerio – 26 May 2011, 22:49 (n° 27)

    @ ormazad:

    Oddio, chiedo scusa, oggi proprio non riesco a scrivere! Sembra quasi minacciosa. :P No, l’intenzione era invece di chiederti gentilmente un chiarimento sul perché, dato che mi sembra di stare sulla posizione opposta e trovandomi in scarsa compagnia su questa sponda, mi farebbe piacere capire come mai la pensiate in molti in modo differente.
    Chiedo ancora scusa per il tono (non intenzionale) di prima

    Rispondi  |  Cita
  28. Giovanni – 27 May 2011, 10:15 (n° 28)

    @ ormazad:

    Mi spiace ma per quel che mi riguarda questo tipo di paradossi poteva andare bene ai tempi di Zenone, non ai giorni nostri.

    ormazad scrive::

    E se l’ unico mezzo che la tizia ha per ottenere audience è un atto di violenza , sia pure verbale , forse quello che ha da dire è poca cosa .

    Sarà poca cosa per te, ma puoi dire che lo sarebbe per tutti? Il diritto di parola garantisce la possibilità di espressione senza guardare ai contenuti, altrimenti non è più diritto di parola. Quando qualcuno decide cosa è intelligente (o saggio) da dire, e cosa non lo è, allora siamo in una dittatura.

    Rispondi  |  Cita
  29. Valerio – 27 May 2011, 10:32 (n° 29)

    @ Giovanni:

    O in uno stato “liberale” educatore! :D

    Rispondi  |  Cita
  30. Valerio – 27 May 2011, 10:33 (n° 30)

    @ Giovanni:
    Giovanni scrive::

    Quando qualcuno decide cosa è intelligente (o saggio) da dire, e cosa non lo è, allora siamo in una dittatura.

    O in uno stato “liberale” educatore! :D

    Rispondi  |  Cita
  31. rccs – 15 April 2012, 16:39 (n° 31)

    Epperò, nonostante tutto, io continuo a non credere ad una parola di Nethanayu (che addirittura si fa portavoce di 300 milioni di arabi, epperò…) e francamente, considero insignificanti il 99% delle parole ipocrite espresse da qualsiasi palco.

    Rispondi  |  Cita
  32. rccs – 15 April 2012, 16:41 (n° 32)

    ormazad scrive::

    Tanti arzigigoli per un concetto che mi pare semplice :
    Esiste il diritto di parola non esiste il diritto di tribuna .
    Se posso interrompere Netanhyau solo per 15 secondi forse posso farlo anche solo per 30 . E un minuto , un quarto d’ora ? dov’è il limite .

    Mutatis mutandi, se il diritto di tribuna “non esiste”, non può invocarlo neppure Netanhau.

    Rispondi  |  Cita
  33. rccs – 15 April 2012, 16:46 (n° 33)

    Gioco. Partita. Incontro.

    Se Nethanyau ha bisogno dell’intervento di un’attivista per riuscire a esprimere un concetto con una parvenza di intelligenza (tutta da dimostrare, ripeto non mi sembra proprio il massimo della sostanza farsi portavoce di 300 milioni di ebrei), allora avrà pur vinto la partita, si, ma stiamo giocando il campionato parrocchiale, deh!

    Per il resto mi chiedo, se è vietato interrompere per 15 secondi urlando una frase, sono almeno permessi dei brevi mormorii dissenzienti, gli applausi (che interrompono talvolta di più), ecc…
    Ovvero, l’unica possibilità di tenere un comizio politically corret è di fronte a un pubblico di statue di cera o da Bruno Vespa?

    Rispondi  |  Cita
  34. rccs – 15 April 2012, 16:46 (n° 34)

    @ rccs:
    Errata: 300 milioni di ebrei
    Corrige: 300 milioni di arabi

    Rispondi  |  Cita
  35. Giovanni Fontana – 15 April 2012, 19:42 (n° 35)

    rccs scrive::

    Se Nethanyau ha bisogno dell’intervento di un’attivista per riuscire a esprimere un concetto con una parvenza di intelligenza (tutta da dimostrare, ripeto non mi sembra proprio il massimo della sostanza farsi portavoce di 300 milioni di ebrei), allora avrà pur vinto la partita, si, ma stiamo giocando il campionato parrocchiale, deh!

    Sì, sta giocando il campionato parrocchiale, che è quello a cui si partecipa quasi sempre quando si parla di Israele e Palestina. Sarebbe il caso di non offrirgli assist simili.

    Rispondi  |  Cita
  36. Giovanni Fontana – 15 April 2012, 19:46 (n° 36)

    rccs scrive::

    Mutatis mutandi, se il diritto di tribuna “non esiste”, non può invocarlo neppure Netanhau.

    Difatti Netanyahu non va a parlare al Parlamento Saudita. Parla quando lo invitano.

    Rispondi  |  Cita

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