Glossario amoroso

3 June 2010, 8:36 | CASO | Commenti: 3

interesse 3 su 5

>per Il Post<

Corso di Alfabetizzazione Sentimentale Obbligatoria – Prof. du Lac – 7° lezione

Cari ragazzi,
la lezione della scorsa settimana ha sollevato diverse obiezioni e dubbî: avevo pensato di rispondere personalmente a ciascuno di voi, ma ho poi pensato che un ulteriore approfondimento sul tema della settimana scorsa potesse essere utile a tutti.

Cercherò di andare per punti, in modo da poter affrontare tutte le questioni che potrebbero necessitare di un chiarimento: visto il carattere riassuntivo della lezione potremmo considerarla un ripasso di tutte quelle già studiate, quasi una sorta di glossario.

NON VALE TUTTO – È importante intendersi su cosa intendiamo per “amore”. L’idea che ci siamo persone innamorate che si tradiscono – quale che sia l’accezione che si dà a questo termine – sconta un’aporia piuttosto evidente: la convinzione che, in fondo, l’amore sia definito per autobattesimo. Se un individuo dice «io sono innamorato», tanto basta. Naturalmente non è così, ci sono persone che dicono di essere innamorate della propria moglie e non hanno nessun problema a picchiarla con spietatezza: semplicemente, non lo sono. Per questo possiamo dire: non vale tutto.

PAROLE PAROLE PAROLE – Il punto precedente solleva un’altra questione: cosa vuol dire “amore”? Naturalmente la lingua è una convenzione, e bisogna cercare di chiarirsi sul significato che diamo a ciascuna parola. In questo senso la definizione che mi sembra più corretta – o, comunque, quella che userò – è “il sentimento più forte (intenso/potente/dirompente) che un essere umano possa provare”. C’è chi ammette una definizione molto più ampia: chiunque provi una tensione verso un altro individuo. Queste persone decidano un termine con cui definire “il sentimento più forte che un essere umano possa provare per un altro” e traducano, così, quello che qui si definisce amore.

A.D. Professore, è forse utile prendere a esempio la situazione precedente: facciamo il caso della coppia che si dice innamorata, ma si tradisce. È possibile immaginare la stessa coppia, ma che non si sognerebbe mai di tradirsi? Certo che lo è. E possiamo dire che questa differenza aggiunge un elemento positivo allo scenario del non tradimento? Se ammettiamo tutto questo – e come potremmo negarlo? – è ovvio che non potremmo mai definire “il sentimento più forte che loro possano provare” quello della coppia che si tradisce. _Perché sappiamo, anche solo empiricamente, che ce n’è uno più forte.

TUTTI COLPEVOLI, TUTTI INNOCENTI – Da questo ne consegue che difendere la legittimità del proprio comportamento all’ombra del male del mondo è abusivo e meschino: dire che “tutti vogliono tradire” è misurare gli altri con il proprio metro. Non si possono affiggere dei difetti agli altri, soltanto perché sono i nostri. E in ogni caso, fosse anche vero – e non lo è – che non esistono persone che vivono il proprio rapporto nell’onestà e nella fiducia più genuina, bisognerebbe aspirare a essere i primi a comportarsi così. Il cardine, e il punto, non è la diffusione dell’alfabetizzazione sentimentale, ma la sua efficacia.

MICA DI LUI – Non c’è obiezione più dozzinale di quella per cui “non è che non mi fidi di lui, è che non mi fido delle altre”. Se non immaginiamo uno stupro – e se lo immaginiamo non stiamo parlando di gelosia, ma di tutela dell’incolumità altrui – non c’è nessuna ragione per temere il comportamento di un pretendente. L’unica cosa che può innescare la pericolosità delle azioni di un pretendente è la connivenza dell’altro. Non c’è avance che possa trasformarsi in un tradimento senza la complicità del destinatario: e se si teme la complicità del destinatario non è forse “di lui” che non ci si sta fidando e non “delle altre”?

Non c’è più tempo, continueremo la prossima settimana con: Gelosia, Volontà, Sacrificio, il Sesso, Possessività.

A.D. Io vi ricordo che per chi non ha presentato la propria risposta durante questi 7 giorni – o anche per chi vuole soltanto cambiare parere – è possibile rispondere alla domanda della scorsa settimana: vi accorgete che rischiante d’innamorarvi del partner del vostro più caro amico/a: come vi comportate? Alcuni sostengono che la ragassa o il ragasso del vostro migliore amico sia, di per sé, intangibile: non se ne parla, delle volte letteralmente. Altri sostengono che nel conflitto fra amore e amicissia è l’amore ad avere la precedensa. Oppure vedete una tersa via?

La risposta a questo quesito – scrivetela qua sotto, o al professore – sarà discussa fra due martedì, dopo la conclusione del glossario.Vi saluto con una frase particolarmente significativa scritta da uno studente – Franco – che, mi sento di poter dire, riassume lo spirito dell’intero presente repertorio:

Non c’è nulla da perdere nel lasciarsi andare, chi teme di perdere qualcosa è perché lo ha già perso.

– Commenti:



3 Commenti presenti su “Glossario amoroso” – Feed

  1. Mario – 4 June 2010, 16:04 (n° 1)

    Caro professore,
    io credo che le contestazioni alla precedente lezione provengano da un piccolo misunderstaning, o per lo meno per quanto mi riguarda è cosi: lei associa necessariamente al termine gelosia, la mancanza di fiducia.
    Ecco, io non credo che gelosia significhi necessariamente paura del tradimento, credo invece che sia il disederio di non “condividere” l’amata/o con qualcunaltro, che poi può sfociare nell’ossessione o nel comportamento patologico (la mancanza di fiducia può subentrare alla gelosia, ma non ne è parte integrante). Tant’è che la gelosia può essere anche dei figli nei confronti dei genitori, fra fratelli e sorelle, e tra amici stessi.
    Nella precedente lezione diceva che se si fosse veramente innamorati di una persona ci si dovrebbe fidare pienamente di questa (e fin qui posso essere d’accordo, sebbene piccoli o grandi tradimenti – non necessariamente “sessuali”, anche per esempio una semplice promessa non mantenuta – avvengono anche tra persone che si amano moltissimo)tanto da non essere minimamente preoccupati sapendo questa persona a dormire accanto al suo pretendente. Ecco, uno potrebbe benissimo soffrire di un simile comportamento, o semplicemente esserne infastidito, senza avere il minimo dubbio di non essere stato tradito e quindi nella più totale fiducia. Io questo sentimento lo chiamo comunque gelosia, e secondo me non preclude minimamente un amore sincero, basato sulla fiducia.
    Bisogna inoltre dire che un minimo di gelosia viene da moltissimi apprezzata da parte dell’innamorato, mentre la sua mancanza viene spesso interpretata (forse erroneamente, forse no) come mancanza di interessamento.
    Come al solito mi sono dilungato inutilmente, sorry…

    p.s. ha abbassato il livello di interesse del corso di alfabetizzazione sentimentale… come mai?

  2. Giovanni Fontana – 5 June 2010, 21:45 (n° 2)

    Gentile studente,
    Mario scrive::

    Ecco, uno potrebbe benissimo soffrire di un simile comportamento, o semplicemente esserne infastidito, senza avere il minimo dubbio di non essere stato tradito e quindi nella più totale fiducia.

    E perché mai?

    Mario scrive::

    p.s. ha abbassato il livello di interesse del corso di alfabetizzazione sentimentale… come mai?

    Perché trovo questa lezione meno interessante di altre.

    saluti,
    du Lac

  3. Mario – 6 June 2010, 02:37 (n° 3)

    Perchè è umano soffrirne… non necessario, ma comprensibile (ovviamente non è disumano il contrario).

Vuoi lasciare un commento?
Bene, e grazie! Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. Perciò, più della tua opinione, ci interessano le ragioni che la sostengono, ciò che potrebbe far cambiare idea anche a noi. E tu? Potresti cambiare idea? Se la risposta è no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.




Distanti saluti