Il compleanno di un uomo che ha cambiato il mondo

24 December 2009, 20:41 | Il Male curabile | Commenti: 9

Auguri!

– Commenti:



9 Commenti presenti su “Il compleanno di un uomo che ha cambiato il mondo” – Feed

  1. farfintadiesseresani – 24 December 2009, 20:54 (n° 1)

    Ma non era il 25 dicembre secondo il vecchio calendario giuliano, all’epoca ancora vigente nell’Inghilterra antipapalina? Quindi, per il nostro calendario Newton dovrebbe essere nato dalle parti del 6 gennaio, piuttosto.

  2. farfintadiesseresani – 24 December 2009, 20:55 (n° 2)

    Esatto: 4 gennaio, ho visto ora il link di Wikipedia. (ma quante ne so?)

  3. Giovanni Fontana – 24 December 2009, 22:57 (n° 3)

    @ farfintadiesseresani:
    Già! Ma lui era convinto di nascere il 25 dicembre.
    Allora buona festa del Sole Invitto!

  4. gatto – 25 December 2009, 00:07 (n° 4)

    ero sicuro di non trovare merdate sul natale su questo sito…forte, comunque!

  5. Ale – 25 December 2009, 03:53 (n° 5)

    Scusate a proposito di wikipedia….avete donato qualcosa? Credo sia importante no?!

    Ottimo post! E aggiungo come sempre..specialmente “Certe volte vince anche l’odio”! Sei veramente bravo!

  6. Ugo – 25 December 2009, 11:35 (n° 6)

    Bah, se pensavi con questo di fregare qualcuno, il compleanno di Yeshua Ben Yusef dovrebbe essere a giugno o luglio, mi sembra.

  7. fra Alberto – 25 December 2009, 19:07 (n° 7)

    Auguri! Qui in Germania praticamente festeggiano il 24 dicembre, quindi caro Giovanni ci hai azzeccato :-)

  8. farfintadiesseresani – 25 December 2009, 22:19 (n° 8)

    Sol Invictus lo dici a tua sorella (e già che ci sei, falle i miei più cari auguri di buon Natale).

  9. tenkiu – 26 December 2009, 15:24 (n° 9)

    Quando è nato Gesù?
    Qualunque bambino in età da catechismo ci risponderà prontamente: il 25 dicembre. Se però giriamo la domanda agli studiosi e agli esperti, la risposta si farà sicuramente più complessa. Veniamo così a sapere che il 25 dicembre non è probabilmente una data reale ma simbolica, scelta arbitrariamente nei primi secoli della Chiesa per ragioni pastorali.
    Il 25 dicembre era per i romani la festa del Sol Invictus, il Sole invitto, la festa quindi della luce. Si festeggiava il giorno in cui, grossomodo, il sole tornava a risalire sull’orizzonte e, per effetto della rotazione dell’asse terrestre, le ore di luce ritornavano ad aumentare rispetto a quelle della notte.
    Il 25 dicembre era poi una data importante anche per una delle più potenti sette che si diffuse nei territori dell’Impero Romano proprio nel primo secolo dopo Cristo, la setta mitraica. Si credeva che il salvatore del mondo, un certo Mitra appunto, fosse nato da una vergine proprio la notte del 25 dicembre.
    Facile credere quindi che, per evitare ai nuovi convertiti alla vera fede trapassi troppo traumatici, i vescovi e i papi di quei primi secoli tentassero di mantenere il più possibile delle vecchie abitudine religiose, ovviamente dopo averle “purificate” e riempite dei nuovi significati. In definitiva non era molto importante il quando Gesù fosse nato, ma il fatto stesso che fosse venuto al mondo. La Verità val bene una festa di compleanno!
    Eppure nuovi studi, compiuti comparando i testi evangelici e alcuni dei rotoli scoperti a Qumran a partire dal 1949, sembrano ribaltare completamente la tesi della data “simbolica”.
    Partiamo quindi dai dati certi già in nostro possesso:
    Le chiese orientali celebrano la festa del concepimento di San Giovanni Battista fra il 23 e il 25 settembre, cioè esattamente nove mesi prima del 24 giugno, solennità, anche per noi latini, della nascita del Precursore. Quest’ultima poi precede di sei mesi la solennità del Natale. È l’evangelista san Luca ad informarci che al momento del’Annunciazione – ‘e quindi del concepimento di Gesù, il 25 marzo – la madre di Giovanni, Elisabetta, era già incinta di sei mesi.
    Anche la nascita di Giovanni fu annunciata dall’angelo: sempre san Luca ci informa che l’annuncio è avvenuto al futuro padre di Giovanni, Zaccaria, mentre questi era intento al servizio nel Tempio, “nel turno della sua classe” (Lc 1, 8-9). Da perfetto storico tucidideo quale è, san Luca non manca di annotare che Zaccaria appartiene alla classe di Abia.
    Di cosa parla Luca quando allude alla classe? La casta sacerdotale d’Israele era divisa in 24 classi. Ognuna prestava servizio nel tempio per due volte l’anno; ogni servizio durava una settimana. La classe di Abia, a cui apparteneva anche Zaccaria, padre di Giovanni, era l’ottava. Fino a qualche tempo fa le nostre conoscenze si fermavano qui: non sapendo la successione dei turni fra le classi era impossibile sapere in quale settimana fosse avvenuto l’annuncio dell’angelo a Zaccaria.
    Poco più di un anno fa però un professore israeliano ha fatto una scoperta sensazionale: si tratta del prof. Shemarjahu Talmon, dell’Università di Gerusalemme, al di fuori di ogni sospetto di apologia filo-cristiana, in quanto di religione giudaica. Il suddetto professore ha potuto stabilire che la classe di Abia prestava servizio al tempio nell’ultima settimana di settembre.
    Acquista dunque un’insospettata verosimiglianza la data del 23-25 settembre per il concepimento di san Giovanni Battista. Ma se è vera questa data, san Giovanni è nato realmente il 24 giugno e, soprattutto, è vero che esattamente sei mesi dopo, è nato Gesù, il nostro Signore.
    Il 25 dicembre non è quindi una data stabilita a tavolino per ragioni pastorali; somiglia piuttosto a un ricordo, tenacemente conservato, dai primi cristiani della chiesa di Gerusalemme che conobbero gli apostoli e forse potettero raccogliere la testimonianza della stessa Vergine Madre.
    Chi mai avrebbe potuto pensare che un dettaglio apparentemente così insignificante, come l’appartenenza di Zaccaria alla classe di Abia, ci restituisse una verità tanto affascinante!
    Sono trascorsi duemila anni ormai dalla loro redazione, ma i santi Vangeli continuano a dimostrarsi miniere inesauribili per tutte le generazioni di cristiani che con fede si sono posti all’ascolto della Parola.

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