Il Paese degli uomini veri

10 March 2010, 18:16 | Alta politica | Commenti: 14

Poi leggo cose come questa e penso che Berlusconi sia solo un effetto:

Sono circondato da uomini che in maniera più o meno sdolcinata cercano di conquistare le donne attraverso regali e soprese (…). Il dubbio è che questi siano diventati gay tutto d’un colpo permane. Cavolo, cento anni fa era tutto diverso. (…) Il problema è che ci sono uomini che hanno tradito la loro masculinità per assecondarle. I gay li per sè non sarebbero un problema, perchè sfoltiscono buona parte della concorrenza per conquistare la mia anima gemella. Una donna alla quale dirò chiaro e tondo che io sono un uomo, tutto d’un pezzo. Uno degli ultimi rimasti, come un baluardo sulle sponde di un fiume in piena. Che anzichè travolgermi mi sfiorano per timore reverenziale.

Se in Italia c’è gente che pensa cose del genere, che legge “riviste” come queste, il maschilismo di Berlusconi, quel suo piglio di onnipotenza da soap-opera, la professionale cura nel tentare – sempre – di approfittare della zona grigia fra ciò che è ingiusto e ciò che è illegale, la proditorietà quasi ammirevole con la quale non si imbarazza MAI delle abiette grossolanità che dice – beh, tutte queste cose – sono solamente il naturale esito delle cose.

Prima ancora che in un Paese dove non si fanno decreti interpretativi, voglio vivere in un paese in cui chiunque dica, a mo’ d’insulto “femminuccia”, venga guardato con sdegno da tutti i presenti ed escluso dalla comunità delle persone frequentabili.

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14 Commenti presenti su “Il Paese degli uomini veri” – Feed

  1. farfintadiesseresani – 10 March 2010, 18:29 (n° 1)

    Femminuccia. (No, davvero, scherzi a parte: ma sai che non concordo? Sulla cosa lessicale, dico. “Femminuccia” può non essere parola sessista, così come “checca isterica” può non essere un’espressione omofobica. Indica una ben precisa sottocategoria di un insieme che la trascende. Ma ho bisogno di spiegartela a voce di persona perché devi sentire i toni e capire le facce.

  2. Giovanni Fontana – 10 March 2010, 18:35 (n° 2)

    @ farfintadiesseresani:
    Massì.
    Tu sei una di quelle persone che potrebbe dire “negro di merda”, per scherzo, e sarei certo che non c’è neanche un filo di razzismo.
    Però purtroppo, là fuori, ce n’è un sacco di “negri di merda” per davvero.

    Anche perché – nel caso specifico – credo che molte cose della “femminuccia” per te non sono un insulto, ma un pregio, ecco.

  3. Anellidifum0 – 10 March 2010, 21:02 (n° 3)

    Io poi, le adoro le femminucce!

  4. Andrea – 10 March 2010, 22:06 (n° 4)

    Era tanto tempo che speravo di trovare una persona che esprimesse pubblicamente questo concetto. Ed in modo così fottutamente esaustivo!

  5. Lorenzo – 10 March 2010, 23:42 (n° 5)

    Tecnicamente somiglia a quei gruppi sul web nati con lo scopo di irritare le persone e far parlare di sé. Non si sono inventati nulla, sebbene sono passibili di denuncia per incitamento alla discriminazione sessuale e all’omofobia… mi chiedo come mai sono registrati su ENOM, INC che è un provider americano…

  6. davide – 11 March 2010, 07:33 (n° 6)

    “Rosario Masi – Cultura Moderna
    Ultimo ingresso nella nostra nobile redazione, dopo aver venduto due ristoranti pizzerie ed una rosticceria, ha scelto i lussureggianti terminali della redazione per intraprendere una nuova folgorante carriera nella nostra rivista.
    Un artista della comunicazione, che si è scoperto interprete dell’opinione pubblica, dopo aver vinto una serie di premi letterari a livello internazionale. Il Daily Telegraph l’ha recentemente definito il nuovo “Dario Fò”, il New York Times, l’ha paragonato al Boccacio del terzo millennio.
    I talenti il nostro direttore raramente se li fa scappare, diamo quindi un caloroso benvenuto a Rosario.”
    Dai però…

  7. V. – 11 March 2010, 11:22 (n° 7)

    Guarda, il mondo virtuale è anche pieno di blog di persone distinte e colte che spiegano fiere come “fregano” le donne. Ugualmente deprimente. Perchè scoparsi una è una lotta, ci vuole strategia bla bla bla . E poi raccontano fieri di come ci “sono riusciti” a “tendere la trappola”. I rapporti alla pari, a quanto dicono sono noiosi, o forse solo così riescono a sentirsi superiori.
    Moltooo deprimente.

  8. Lorenzo – 11 March 2010, 12:35 (n° 8)

    ok adesso abbiamo la certezza che il daily telegraph non sa chi è dario fò e il times ignora il boccaccio.
    questo, purtroppo per lui, è solo un deficiente :D

  9. Paolo – 11 March 2010, 22:16 (n° 9)

    Mo’ ti spiego, che tu sei eterosessuale e queste cose non le capisci :)

    Una volta feci sesso con un tipo che in camera sua aveva i calendari (erano piu’ di uno) di Mussolini. Mi ricordo che, quando entrai nella sua camera, all’inizio mi preoccupai, ebbi a temere che fosse un qualche fascista che avesse tutt’altro genere di intenzioni.

    E invece! Ma tu non puoi immaginare con quanto impegno cercasse di… come posso dire su un blog perbene… ecco, cercasse di non dare l’idea di un uomo ma facesse invece emergere il suo lato più femminile ed, ecco, ricettivo.

    Da quel giorno, quando mi capitano questi sproloqui, me ne preoccupo, perchè uno così ricettivo, a letto, può essere veramente una sfida che manco Rocco gliela fa.

  10. Giovanni Fontana – 11 March 2010, 22:36 (n° 10)
  11. Paolo – 12 March 2010, 09:40 (n° 11)

    @ Giovanni Fontana:

    Ah, ma quello è niente! Il ministro italiano, fortemente omofobo e razzista, che ha una sfilza di amichetti, quello è clamoroso…

  12. Giovanni Fontana – 12 March 2010, 10:40 (n° 12)

    Paolo scrive::

    Ah, ma quello è niente! Il ministro italiano, fortemente omofobo e razzista, che ha una sfilza di amichetti, quello è clamoroso…

    Natiche auree?

  13. Paolo – 12 March 2010, 14:56 (n° 13)

    @ Giovanni Fontana:

    Non credo che Tremonti sia omosessuale, e di sicuro non è omofobo e razzista.

  14. elisabetta – 17 March 2010, 10:34 (n° 14)

    Rosario Masi un uomo (?), un perché… Certamente con questa sua ossessione per i “gay” e l”uomo che non deve chiedere mai”, dimostra che sotto sotto c’è una gatta che ci cova e chissà se un giorno non accetterà l’omosessuale represso che è in sé.

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