Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le cose

11 February 2012, 0:26 | Ogni me è politico | Commenti: 176

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Il Post, lo sapete, è un giornale che racconta storie e spiega le cose. È online, sì, come le notizie oggi. E somiglia al narratore esterno (eterodiegetico, mi sembra si dicesse) che c’è in certi film che ti mettono di buon umore: descrive le vicende che accadono, quelle che considera importanti, e assieme narra i fatti e le persone; qualche volta dà la propria opinione, e più spesso dà le (diverse) opinioni dei protagonisti del film. Ogni tanto ammicca con lo spettatore, altre volte assume un tono più serio, ma in genere ti fa capire, anzi “entrare”, nelle cose che succedono nel modo migliore: senza dare per scontato nulla, ma anche evitando di assecondare le scorciatoie della comprensione, come i cliché linguistici o certe espressioni codificate della narrazione (“Roma, esplosione in scantinato causa x morti”), che decidono al tuo posto quali sono le parole più appropriate da usare in una determinata circostanza. Insomma, a me Il Post piace.

A queste cose ci pensavo ieri, leggendo l’ennesima storia curiosa o interessante, e oggi leggendo quella del motto del NYT che è un po’ la parafrasi delle cose che ho scritto più su. E ci pensavo perché, invece, ho letto più di una volta di persone a cui Il Post non piace. E certe volte sono persone per cui ho stima senza termine. Perciò mi sono domandato se non sia io ad avere torto. Naturalmente ci sta di avere opinioni diverse, specie quando si parla di gusti, ma il fatto è che io quelle critiche – non è che non le condivida – proprio non le capisco. Mi sembrano mosse più da emozionali antipatie che non da argomenti logici. C’è chi critica il fatto che Il Post selezioni e raccolga le cose migliori che altri scrivono in inglese, come se appunto fosse una critica anziché un merito. E poi ci sono quelli che usano – ma questo è forse un problema più grande del Post – come accuse delle parole a caso, fra l’altro in diametrale contraddizione l’una con l’altra: come “radical-chic” (l’alto-borghese che considera eccitante la dittatura del proletariato) e “snob” (il proletario che considera eccitante atteggiarsi ad alto-borghese).

Ora questo è il posto dove normalmente dovrei mettere i caveat: e cioè che per un breve periodo al Post ci ho lavorato, e che alcune delle persone che lo fanno sono persone a cui sono affezionato. Però sarebbe un caveat inutile, perché il motivo per cui mi piace Il Post non è che ci ho lavorato, ma l’opposto: ci ho voluto lavorare perché è un posto che mi piaceva un sacco, e ho avuto la fortuna di avere questa possibilità prima di partire per Londra, quando decisi d’intraprendere tutt’altra strada da quella del giornalismo. Queste erano le cose che pensavo prima, e queste sono le cose che penso ora che mi sembra addirittura migliorato, solidificando quella personalità “da Post” che ora si riconosce così bene. Per questo, quando leggo quelle critiche, mi verrebbe voglia di rispondere come si fa quando criticano il tuo calciatore preferito, ma siccome – come ho detto – quelle critiche proprio non le capisco, mi limiterò a spiegare le ragioni per cui piace a me, Il Post.

Parla come magna
Da quando esiste Il Post non riesco più a leggere un articolo di repubblica.it senza pensare «ma come è scritto male!». Eppure prima non lo pensavo. Mi ero semplicemente abituato all’idea che il giornalismo si potesse fare solo in un certo modo (“liberalizzazioni, pressing dei partiti”), quello che facevano tutti. Poi ho visto che titolare un pezzo “L’emergenza gas è una cosa seria?”, che è quello che voglio sapere da quell’articolo, si può.

Ma magna bene
Il fatto che un giornale parli come “noi”, e non con standard codificati, non è necessariamente un bene. Perché bisogna vedere come parlano, questi “noi”. Il Post parla bene. Evita quelle sciatterie ma vuole essere chiaro: sa che non hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarla a tua nonna. E siccome tutti noi siamo la nonna di qualcun altro (io vi spiego la linguistica medievale, e voi mi spiegate la fisica quantistica), questa è una cosa preziosa.

Non urla

Frequento un po’ i giornali stranieri, e questo non succede. Però in Italia sì. Vedi un titolo (delle volte perfino tra virgolette), pensi «ma com’è possibile?», poi guardi l’articolo e leggi che, infatti, non era possibile. Ecco, il Post è come i migliori giornali stranieri: non urla e non dice mezze verità. Ovviamente chi fa il giornale vuole che tu legga quello che scrive (sopravvive così), ma vuole che tu lo faccia per le cose che ci sono scritte, non perché ha attirato la tua attenzione strillando.

Ha quello che serve
Il Post è un kit di sopravvivenza. Ci sono tutte le notizie che devi sapere. Certo, se vuoi approfondire, approfondisci; e capita anche di leggere una storia sul NYT o su Slate che poi viene raccontata sul Post. Ma è proprio questo il punto. Molte volte non si ha tempo, altre si è semplicemente pigri, e allora quel kit diventa l’equipaggiamento minimo d’informazioni per sapere cosa fa il mondo. Tanto più che a me interessa il Medio Oriente e il ciclismo, a qualcun altro interessa il Sud America e il basket: del Sud America e del basket (e di mille altre cose) ne leggerò sul Post, e così lui farà per Medio Oriente e ciclismo. E ricordiamoci: non tutti sanno l’inglese come noi.

Non ha quello che non serve
Sarebbe facile dire “tette e culi”, ma sarebbe facile perché è vero. Il Post è l’unico giornale – davvero l’unico, controllate (anche Linkiesta, mi suggeriscono) – che ha il coraggio di non mettere quello che non serve: le non-notizie a sfondo sessuale, le gallery morbosette, ma neanche gli articoli spezzati ogni cinque parole per fare pagine viste, i sondaggi senza alcun valore statistico. Mi raccontarono che, all’inizio, quando fecero gli accordi per la pubblicità, le concessionarie dicevano una cifra, poi «ah, ma senza donne nude?», e offrivano la metà.

Non pensa male
Tutte queste cose si chiamano, con un nome solenne, “etica professionale”. Poi c’è l’etica personale, che si vede nell’impronta data a ciò che si legge, e che apprezzo perché non insinua. Il Post non è un giornale incattivito, è immune a quell’atteggiamento da a-me-non-la-si-fa che è un rischio così presente nel fare giornalismo. Non analizza le notizie attraverso il filtro più turpe e diffidente, quello che è sempre il modo più facile per crearle, le notizie che – poi – non lo erano.

T’insegna le cose
Leggendo Il Post s’imparano un sacco di cose. E per chi è curioso di tutto, senza avere il tempo per tutto (un po’ siamo tutti così), è il miglior pregio. Ho il dubbio che ad alcuni, invece, non piaccia per questa paradossale ragione. Come se spiegare qualcosa fosse un atto d’arroganza anziché d’utilità. Certo, per farlo c’è sempre bisogno di una parte d’autoironia, ma quella c’è: certamente più che in qualunque altra testata.

Ecco, queste sono le ragioni – o almeno quelle che mi sono venute in mente scrivendo – per cui Il Post è il sito che leggo per primo ogni mattina, quello che consiglio, quello a cui mi affido, quello che sono felice se vedo linkato in giro, quello con cui mi arrabbio se scrive cose che non condivido.

Intendiamoci, mica lo so se si può fare un giornale così: se può sopravvivere senza quegli espedienti, specie in Italia. Spero di sì, e ogni tanto clicco su un paio di banner.

– Commenti:



176 Commenti presenti su “Il Post è un giornale che racconta storie e spiega le cose” – Feed

  1. Flx – 11 February 2012, 02:13 (n° 1)

    Io vorrei commentare (non il contenuto dell’articolo), ma è meglio se resto zitto.

  2. Andrea – 11 February 2012, 06:54 (n° 2)

    Ecco, io al Post non ci ho lavorato. Per il resto, idem con Giovanni.
    (poi pure io ho i miei approfondimenti, ma per sapere le cose e magari capirle, quello è un filtro che al momento si rivela quotidianamente eccellente).

  3. Fabrizio – 11 February 2012, 06:56 (n° 3)

    Concordo pienamente; gli mancano solo due-tre cosette: un feed decente, una app per l’ipad (io me la sono fatta da solo) e di spingere di più su twitter..
    ps: ti sei dimenticato di citare le gallerie fotografiche

  4. Fabrizio – 11 February 2012, 06:56 (n° 4)

    che sono bellissime..

  5. Shylock – 11 February 2012, 09:31 (n° 5)

    Giovanni Fontana scrive::

    Mi raccontarono che, all’inizio, quando fecero gli accordi per la pubblicità, le concessionarie dicevano una cifra, poi «ah, ma senza donne nude?», e offrivano la metà.

    Questo è interessante. Non che non lo immaginassi, ma leggendolo mi vien da pensare (e magari tu lo sai): il pubblico dei giornali online in Italia (o del Post in particolare) è soprattutto maschile?
    O è che in Italia lo sfruttamento massiccio, indiscriminato e impunito de ‘Il corpo delle donne’ a fini commerciali è tale proprio perché accettato anche dalle donne stesse?

  6. nonunacosaseria – 11 February 2012, 09:47 (n° 6)

    a me non interessa se il post è un blog, un meta blog o cos’altro.
    io il post lo leggo perché ci sono articoli interessanti e poi la mattina quando accendo il pc e mi connetto, l’appuntamento con la rassegna delle prime pagine è diventato una piacevole abitudine.

  7. Fabrizio – 11 February 2012, 10:29 (n° 7)

    @ Shylock:
    la seconda che hai detto.. visto che la stessa cosa succede anche per la TV ..

  8. Giancarlo – 11 February 2012, 10:58 (n° 8)

    Secondo me non te la puoi cavare con “non capisco”. Per esempio, nel post di Malvino che hai linkato cos’è che non capisci? cosa contesti? a me pare che esponga delle ragioni sacrosante. Io il Post lo visito praticamente tutti i giorni, c’è un sacco di roba che mi piace, e se non ci fosse mi mancherebbe. Detto ciò trovo che ci siano cose fastidiose e un tono generale piuttosto presuntuoso. Tu insinui che chi critica lo faccia per antipatia personale, senza renderti conto che limitandoti a dire che non capisci senza controbattere agli argomenti di quelle critiche ti esponi al rischio speculare: si potrebbe pensare che a te il post piace a prescindere perché sono amici tuoi.

  9. Shylock – 11 February 2012, 12:37 (n° 9)

    @ Fabrizio:
    Mi rimane comunque la curiosità sull’identikit del lettore del Post: chissà se Giovanni può soddisfarla.

  10. Fabrizio – 11 February 2012, 12:43 (n° 10)

    colto, 40-45 anni, istruzione elevata, gli piace viaggiare e assaporare i sapori della vita. Preferisce le bevande al malto e il caffè arabico..

  11. matteo – 11 February 2012, 12:58 (n° 11)

    Anche Linkiesta non ha tette e culi.
    Anche a me il Post piace, ormai la mia rassegna stampa quotidiana è leggere quello, Linkiesta e Giornalettismo (più blog vari), però capisco perfettamente quello che dice Giancarlo (che è poi un riassunto dell’obiezione principale di Malvino).
    E’ vero che il Post “ti insegna le cose”, però forse ogni tanto il tono è un po’ troppo paternalista / educativo (nel senso deleterio del termine).

  12. Shylock – 11 February 2012, 13:12 (n° 12)

    matteo scrive::

    però forse ogni tanto il tono è un po’ troppo paternalista / educativo (nel senso deleterio del termine).

    E’ “maestrino” la parola che stavi cercando?

  13. stealthisnick – 11 February 2012, 13:21 (n° 13)

    comunque snob non è il proletario che considera eccitante atteggiarsi ad alto-borghese, ma l’alto-borghese considera eccitante atteggiarsi ad alto-borghese

  14. Andrea – 11 February 2012, 14:33 (n° 14)

    @ Fabrizio:
    ho 31 anni ma per il resto c’hai preso

  15. Andrea – 11 February 2012, 14:34 (n° 15)

    @ Fabrizio:
    hai dei dati statistici o sei andato a senso?

  16. Ungormìte – 11 February 2012, 14:53 (n° 16)

    AAHHAAHHAAHHAAHHAAHH.

  17. uqbal – 11 February 2012, 14:59 (n° 17)

    Eh, leggendo questo elogio del Post m’è venuto in mente un possibile difetto, che però non ho modo di verificare: selezionano soltanto le notizie in inglese o anche quelle in altre lingue? Chissà, magari dicono qualcosa di interessante in francese e tedesco. Però magari è soltanto che così su due piedi non mi sembra di vederne sul sito.

  18. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 16:02 (n° 18)

    Shylock scrive::

    O è che in Italia lo sfruttamento massiccio, indiscriminato e impunito de ‘Il corpo delle donne’ a fini commerciali è tale proprio perché accettato anche dalle donne stesse?

    Non lo so, ma mi raccontava un amico che gestiva il sito dell’Unità gli articoli con qualche donna nuda facevano qualcosa come il triplo degli accessi degli articoli di politica. E stiamo parlando del pubblico dell’Unità, non so se ci capiamo.

  19. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 16:18 (n° 19)

    Giancarlo scrive::

    nel post di Malvino che hai linkato cos’è che non capisci? cosa contesti? a me pare che esponga delle ragioni sacrosante.

    Ti giuro che io non le vedo queste ragioni. E ti dico, questo post è principalmente una risposta a lui, perché – fosse per me – lo farei ministro dell’intelligenza (della gente scema che critica non mi importa), e perciò non mi capacito di questa incongruenza.

    Giancarlo scrive::

    Detto ciò trovo che ci siano cose fastidiose e un tono generale piuttosto presuntuoso

    Naturalmente ognuno trova presuntuoso ciò che vuole, però io davvero non capisco come lo si possa dire del Post, tanto più commentando un articolo che dice, sostanzialmente, «dài, su Truffaut c’è sicuramente una religione, e altri sarebbero capaci di raccontarvelo molto più approfonditamente, noi – che non pretendiamo tanto – vi raccontiamo le cinque cose che potete dire ai vostri amici *wink*». Cioè l’articolo meno presuntuoso della storia degli articoli su Truffaut, un articolo che non potresti mai trovare nella boriossissima pagina culturale di repubblica che riempirebbe 3 pagine di aggettivi solenni.

    Davvero, come si fa?

    Giancarlo scrive::

    senza renderti conto che limitandoti a dire che non capisci senza controbattere agli argomenti di quelle critiche

    Ti garantisco che io ci provo a rispondere, davvero non lo capisco.

    Giancarlo scrive::

    ti esponi al rischio speculare

    Beh non direi che è tanto speculare, perché lì le antipatie sono mostrate cardinalmente.

    Giancarlo scrive::

    si potrebbe pensare che a te il post piace a prescindere perché sono amici tuoi.

    Lo potrebbe pensare solo uno talmente scemo e malfidente da non avere nessuna ragione per frequentare il mio blog.

    (ho capito che non era il tuo pensiero, che mi mettevi in guardia dalla mancanza di contro argomenti della mia replica: ma ti spiego perché, in fondo, di ‘sta cosa me ne frego)
    Giancarlo scrive::

    agli argomenti di quelle critiche

    Ah, ecco, un’altra critica era quella del “non voler bucare” per atteggiarsi a giornale, e questo posso dire – proprio per essere stato in redazione lì – che la “paura di bucare una notizia” davvero non esiste.

  20. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 16:24 (n° 20)

    matteo scrive::

    Anche Linkiesta non ha tette e culi.

    Non ci avevo pensato, ma hai ragione. Edito il post.

    matteo scrive::

    E’ vero che il Post “ti insegna le cose”, però forse ogni tanto il tono è un po’ troppo paternalista / educativo (nel senso deleterio del termine).

    Qual è il senso deleterio del termine “educativo”? Mi fai qualche esempio di paternalismo?

    (chiedo davvero con curiosità perché, evidentemente, se è una sensazione diffusa deve essere basato su qualcosa)

    Sei sicuro che non sia, davvero, il fatto che a certe persone non piaccia imparare le cose?

  21. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 16:32 (n° 21)

    stealthisnick scrive::

    comunque snob non è il proletario che considera eccitante atteggiarsi ad alto-borghese, ma l’alto-borghese considera eccitante atteggiarsi ad alto-borghese

    Nonnò, è proprio la persona di ceto sociale inferiore che si atteggia ad aristocratico (sine nobilitate).

    Al massimo è il trimalcione, il parvenu, proprio in quanto proveniente da classi sociale basse.

    In ogni caso, anche se fosse come dici, sarebbe l’opposto semantico di radical-chic.

  22. il coccia – 11 February 2012, 16:32 (n° 22)

    Giovanni Fontana scrive:
    Sei sicuro che non sia, davvero, il fatto che a certe persone non piaccia imparare le cose?

    Ecco, bella domanda. Perché, per dire, a me non spiace mica sentirmi “accompagnato” nel conoscere e/o comprendere le cose.

    il coccia (prima Andrea, ma ce n’è un altro, così ci distinguiamo)

  23. il coccia – 11 February 2012, 16:34 (n° 23)

    Ah, quanto a Linkiesta. Lo leggo anch’io, ma con ben meno gaudio. Manca, mi pare, di quella “leggerezza” il cui contrario non è “profondità” ma “pesantezza”.

  24. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 16:37 (n° 24)

    uqbal scrive::

    Chissà, magari dicono qualcosa di interessante in francese e tedesco. Però magari è soltanto che così su due piedi non mi sembra di vederne sul sito.

    Beh, sicuramente c’è una predilizione per le notizie che arrivano dal giornalismo anglosassone (anche se più di una volta le fonti sono state in francese e spagnolo, mai in tedesco, ma almeno lo Spiegel ha una versione inglese), però è anche vero che, se una notizia è “fit to print”, è davvero difficile che non venga riportata dalla stampa inglese (che è sostanzialmente la stampa mondiale, AP e Reuters; ok, c’è AFP ma non allo stesso livello).

  25. Ungormìte – 11 February 2012, 16:49 (n° 25)

    Ah sei ovviamente diventato BIO di questo
    http://leinchiestedeilpost.tumblr.com/

    LUV

  26. Giancarlo – 11 February 2012, 17:04 (n° 26)

    Giovanni Fontana scrive::

    Naturalmente ognuno trova presuntuoso ciò che vuole, però io davvero non capisco come lo si possa dire del Post, tanopiù commentando un articolo che dice, sostanzialmente, «dài, su Truffaut c’è sicuramente una religione, e altri sarebbero capaci di raccontarvelo molto più approfonditamente, noi – che non pretendiamo tanto – vi raccontiamo le cinque cose che potete dire ai vostri amici *wink*».

    Sarà come dici tu, io l’ho capita diversa. Ho amato alcuni film di Truffault, ma non appartengo alla setta dei seguaci. Io il post in questione l’ho interpretato diversamente da te: “voi massa di pecoroni di sicuro non sapete chi sia Truffault , adesso ve lo spieghiamo noi in 30 righe” e via con un bignamino da terza liceo buono giusto per una conversazione tra un tiro di coca e l’altro.
    Tra l’altro è un tic che appartiene anche a te: nel commento successivo ti poni la domanda retorica sulle persone che non vogliono imparare le cose. Parafrasandoti ti dico “non sarà che per imparare le cose ci vuole qualcuno che le conosca e non si limiti a credere di saperne a pacchi al punto di pensare che chi non pende dalle sue labbra è una persona che non ha voglia di imparare?”

  27. dtm – 11 February 2012, 17:06 (n° 27)

    Anch’io avverto talvolta il tono da maestrino in alcuni articoli de Il Post. Altre cose che non mi garbano particolarmente sono la predilezione per qualunque scoreggia del PD (non se ne perde una, ma neanche una), gli articoli di Polito (neanche di quello se ne perdono uno: c’avesse mai qualcosa di interessante da dire): siccome Il Post m’ha abituato ad una selezione di alto livello mi aspetto sempre roba degna.
    Ovviamente certe articolesse del mesciato che non lo è fan salire la bile e mi dà veramente fastidio quando commenti pacati vengono censurati senza nessun motivo.
    Resta comunque il mio preferito, sia come qualità di scrittura che come scelta delle notizie (sul fatto online, che pure apprezzo, compaiono ormai troppo spesso delle scemenze sesquipedali. Senza parlare dei titoli).
    Sul fatto online non ho mai visto tette e culi: o gli articoli su Ruby lo fanno rientrare nella categoria? Non possono essere messe sullo stesso piano delle gallerie di Repubblica.
    Ah: la grafica a tre colonne non l’ho ancora digerita, rivoglio quella di prima.

  28. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 17:31 (n° 28)

    Giancarlo scrive::

    Io il post in questione l’ho interpretato diversamente da te: “voi massa di pecoroni di sicuro non sapete chi sia Truffault , adesso ve lo spieghiamo noi in 30 righe” e via con un bignamino da terza liceo buono giusto per una conversazione tra un tiro di coca e l’altro.

    Beh, se è davvero questa l’obiezione – è questa? – è risolvibilissima: controllo chi abbia scritto il post, e poi indago su come la pensi al proposito.

    Giancarlo scrive::

    nel commento successivo ti poni la domanda retorica

    Perché dici che è retorica? Non lo è.

    Giancarlo scrive::

    “non sarà che per imparare le cose ci vuole qualcuno che le conosca e non si limiti a credere di saperne a pacchi al punto di pensare che chi non pende dalle sue labbra è una persona che non ha voglia di imparare?”

    Diomio quindi la tua obiezione è:
    1) Chi ha fatto quell’articolo crede di saperne a pacchi.
    2) In realtà crede di saperne, perché in verità non ne sa
    3) Visto che non ne sa abbastanza, pensa che tutti debbano pendere dalle sue labbra (?!?)
    4) Chi non pende dalle sue labbra viene considerato uno stupido.

    Al mancare di anche una sola di queste quattro ipotesi, la tua tesi decade. Facciamo questo test? Mi informo su chi ha scritto quell’articolo?
    Sei disposto a riconoscere che avevi torto?

  29. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 17:47 (n° 29)

    dtm scrive::

    Anch’io avverto talvolta il tono da maestrino

    Mi dispiace dovertelo menzionare, ma l’accusa di maestrino è davvero misera e tradisce proprio quello che dicevo prima: il non voler imparare.

    http://www.distantisaluti.com/tutti-i-modi-per-perdere-automaticamente-in-una-discussione/

    3) Stai facendo il maestrino
    Traduzione: sono talmente poco in grado di produrre un argomento valido e di sostanziarlo con dati o dei ragionamenti, che ricorro alla (presunta) accusa che qualcuno si stia comportando da maestro. In realtà, comportarsi da maestro è la cosa migliore che qualcuno possa fare in una discussione, e chiunque di noi dovrebbe essere felice di ricevere insegnamenti. Se, invece, questi insegnamenti sono sbagliati, è necessario che siano criticati (con atteggiamento da maestrino, se è il caso!). La verità è che non ho idea di come controbattere all’argomento espresso, ma preferisco essere dogmatico che cambiare idea.

    dtm scrive::

    Sul fatto online non ho mai visto tette e culi: o gli articoli su Ruby lo fanno rientrare nella categoria? Non possono essere messe sullo stesso piano delle gallerie di Repubblica.

    Beh, certamente non possono essere messe sullo stesso piano di Repubblica, perché lì c’è la notizia, anche se spesso c’è stata un’indulgenza morbosetta su alcune intercettazioni.

    Però, comunque, io non ho parlato di soltanto tette e culi. La mia frase dice:
    “quello che non serve: le non-notizie a sfondo sessuale, le gallery morbosette, ma neanche gli articoli spezzati ogni cinque parole per fare pagine viste, i sondaggi senza alcun valore statistico”

    Comunque su questo aspetto il Fatto non è certamente il peggiore.

  30. Giancarlo – 11 February 2012, 18:00 (n° 30)

    Giovanni Fontana scrive::

    Sei disposto a riconoscere che avevi torto?

    Se per te è fondamentale anche subito, ma mi sembra un modo di argomentare a pera.
    Io non so chi ha scritto il post, se lo sapessi quasi sicuramente non lo conoscerei, e comunque non ho assolutamente niente contro la sua persona.
    Io stavo argomentando *esclusivamente* su quanto, a mio avviso, emergeva dal post ed era un esempio che neanche ho scelto di proposito, te ne potrei citare altri. D’altro canto chi ha scritto quel post potrebbe anche essere il massimo conoscitore di Truffault, ma non cambierebbe nulla: Il post non è sicuramente indirizzato a chi di Truffault frega niente, non è indirizzato a chi lo conosce bene (che, per inciso, molto probabilmente apprezzerebbe di più la 3.za di repubblica, che il riassuntino del post). Secondo te a chi è indirizzato? a chi ha voglia di imparare? adesso sono io a non capire.

  31. Flx – 11 February 2012, 18:10 (n° 31)

    @ Giancarlo:
    A me! Io ho visto solo un film di Truffaut: potrei interessarmene di più, forse, se stimolato. D’altra parte non è il mio massimo interesse ora, quindi non credo leggerei la terza di repubblica.

  32. Ila – 11 February 2012, 18:18 (n° 32)

    Giancarlo scrive::

    Truffault

    Ti prego, Giancarlo: Truffaut.
    Il tuo è un lapsus (ripetuto per ben tre volte) che mi strazia, essendo io un’amante di Truffaut non da Bignamino. And it’s not Truffaut’s fault!

  33. Giancarlo – 11 February 2012, 18:20 (n° 33)

    E comunque ammetterai che c’è un lato comico in tutto questo. Il post per scelta redazionale non fa firmare quello che pubblica, il che credo voglia anche dire che ritiene importante che chi legge non sappia chi lo ha scritto. Ogni tanto leggo nei commenti di gente che si fa venire l’ulcera perché non può sapere chi ha firmato un post. Io lo accetto, mai fatto questioni in proposito, ma mi fa sorridere che poi arrivi tu e magicamente la personalità di chi ha scritto un post diventa l’argomento dirimente. Probabilmente conoscendoli di persona hai ragione tu, ma io da lettore che altri mezzi ho per farmi un idea se non interpretando il contenuto del post?

  34. Flx – 11 February 2012, 18:20 (n° 34)

    @ Ila:
    mi hai anticipato!

    Avevo scritto questo per Giancarlo:
    Se fossi un troll, alla tua domanda “A chi è indirizzato?” avrei risposto: “A chi non è un esperto, ma sa almeno come si scrive il cognome. Truffaut, non TruffauLt”

  35. Giancarlo – 11 February 2012, 18:23 (n° 35)

    Ila scrive::

    Ti prego, Giancarlo: Truffaut.

    Chiedo umilmente scusa con la faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare ferma. :)

  36. Giancarlo – 11 February 2012, 18:30 (n° 36)

    Flx scrive::

    Avevo scritto questo per Giancarlo:

    Non “avevi”, l’hai.
    Flx scrive::

    Se fossi un troll,

    Oggettivamente lo sei, almeno per me lo è chi per sminuire una tesi si attacca a un errore di grafia

    Flx scrive::

    avrei risposto:

    anche qui: non avrei risposto, hai risposto.

    In definitiva credo che del tuo commento,dopo quello sacrosanto di Ila, non ci fosse un granché bisogno

  37. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 18:30 (n° 37)

    Giancarlo scrive::

    Io non so chi ha scritto il post, se lo sapessi quasi sicuramente non lo conoscerei, e comunque non ho assolutamente niente contro la sua persona.

    Ma infatti non si parlava del fatto che tu avessi qualcosa contro la sua persona. Si parlava del fatto che tu abbia formulato un’ipotesi:

    ““voi massa di pecoroni di sicuro non sapete chi sia Truffault , adesso ve lo spieghiamo noi in 30 righe” e via con un bignamino da terza liceo buono giusto per una conversazione tra un tiro di coca e l’altro.”

    Che secondo me è completamente strampalata in tutti e 4 i suoi punti fondanti. Quest’ipotesi è facilmente accertabile chiedendo al diretto interessato. Voglio sperare che, una volta avute le prove che quello che dici non è vero, cambierai idea.

    Io, naturalmente, farò così se il consulto desse ragione a te.
    Giancarlo scrive::

    Io stavo argomentando *esclusivamente* su quanto, a mio avviso, emergeva dal post ed era un esempio che neanche ho scelto di proposito

    Appunto, hai fatto un’ipotesi. Valutiamo quell’ipotesi. Abbiamo la fortuna di poterla verificare, verifichiamola.

    Giancarlo scrive::

    Secondo te a chi è indirizzato? a chi ha voglia di imparare? adesso sono io a non capire.

    Beh, credo di spiegarlo nel post: sostanzialmente a tutti coloro che non sono extraesperti (per esempio a me). Come dicevo:

    “Tanto più che a me interessa il Medio Oriente e il ciclismo, a qualcun altro interessa il Sud America e il basket: del Sud America e del basket (e di mille altre cose) ne leggerò sul Post, e così lui farà per Medio Oriente e ciclismo”

    È proprio il tipo di articolo che io, che ne so veramente poco, voglio: una “guida minima per iniziare”. (che, per inciso, ha raggiunto almeno alcuni di quelli a cui era indirizzato, a giudicare dalle condivisioni)

  38. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 18:32 (n° 38)

    Ila scrive::

    Ti prego, Giancarlo: Truffaut.
    Il tuo è un lapsus (ripetuto per ben tre volte) che mi strazia, essendo io un’amante di Truffaut non da Bignamino. And it’s not Truffaut’s fault!

    Ecco, Giancarlo, per esempio questo è il tipo di atteggiamento che non troveresti mai sul Post, né da me. Io ti correggo per te, non perme. Per tuo beneficio, non per mio “strazio”. E mi aspetto lo stesso da te.

    (tralasciando il caso specifico e l’ironia che, immagino, ci fosse in quello che ha scritto Ila)

  39. Giancarlo – 11 February 2012, 18:39 (n° 39)

    Giovanni Fontana scrive::

    Ecco, Giancarlo, per esempio questo è il tipo di atteggiamento che non troveresti mai sul Post, né da me.

    Io le correzioni le accetto sempre, tra l’altro storpiare i nomi stranieri è un errore che faccio spesso. Ben venga la correzione. Non accetto invece che lo si usi come argomento per sminuire la tesi che sto sostenendo.

  40. Flx – 11 February 2012, 18:42 (n° 40)

    @ Giancarlo:
    Giancarlo scrive:
    Non “avevi”, l’hai.

    Certo che l’ho scritto, era proprio ciò che volevo fare, perché mi dà molto fastidio quando qualcuno critica il lavoro altrui senza possedere nemmeno una minima base per farlo (e l’errore è una spia di questo, a mio parere).

  41. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 18:44 (n° 41)

    Giancarlo scrive::

    Il post per scelta redazionale non fa firmare quello che pubblica,

    Non so se ti interessi, ma questo non è vero. Ogni redattore sceglie se firmare il proprio pezzo o no. Io, per esempio, firmavo quasi tutto (evitavo le cose che erano segnalazioni o parafrasi di articoli di giornali inglesi), posso linkartene diverse.

    Giancarlo scrive::

    magicamente

    Magicamente??

    Giancarlo scrive::

    Probabilmente conoscendoli di persona hai ragione tu, ma io da lettore che altri mezzi ho per farmi un idea se non interpretando il contenuto del post?

    Ma infatti chi ti ha detto che devi conoscere le persone? Ti ho detto che la tua ipotesi, che il tono di quel post sia quello citato prima anziché quello ipotizzato da me si può risolvere subito domandando al diretto interessato.

    Che poi non sopravvalutiamo neanche il fatto che siano miei amici: sono persone simpatiche, ma di tutta la redazione ho rapporti da più di “allora come ti va nella vita?” soltanto con un paio.

  42. Giancarlo – 11 February 2012, 18:46 (n° 42)

    Flx scrive::

    mi dà molto fastidio quando qualcuno critica il lavoro altrui senza possedere nemmeno una minima base per farlo

    Amen

  43. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 18:46 (n° 43)

    Flx scrive::

    quando qualcuno critica il lavoro altrui senza possedere nemmeno una minima base per farlo

    Però non mi sembra che Giancarlo stia criticando a prescindere. Sta esponendo degli argomenti, che come ho detto non mi sembrano fondati, ma è una discussione d’idee e non mi sembra che nessuno abbia dimostrato di non essere disposto a cambiare idea.

  44. Ila – 11 February 2012, 18:51 (n° 44)

    Comunque Giancarlo coglie un punto (che è anche quello di Luigi): se io non conosco Truffaut, una sintesi in stile Wikipedia ma ancora più sintetica (per ovvî problemi di spazio) e senza manco riferimenti esterni a pagine di approfondimento su quanto sia bello vedere un certo suo film perché c’è questo e/o quest’altro, non mi conduce ad approfondire la conoscenza di Truffaut. E soprattutto non ci vedo alcun intento didattico.

    Se tu vuoi insegnarmi una cosa, farmi apprezzare Truffaut, indicami anche solo un suo film e dimmi: «Ila, guardati questo film “I 400 colpi” perché lì trovi tutte le tematiche di Truffaut, e c’è questo e anche quest’altro. Poi guardati questa scena meravigliosa [e lì inserisci il link alla scena specifica]: guarda che luce, senti quello che dice l’attrice, vedi la bravura del giovanissimo Leaud, l’alter ego di Truffaut, guarda questa Parigi, etc.”.
    A me queste “guide minime” così incolori, da ricerchine scolastiche, proprio non mi fanno apprezzare nulla né di Truffaut né di Piripicchio e non sono neppure una buona base di partenza per approfondire altrove (ma già te lo dissi), visto che non mi rimandano altrove, in un posto specifico dove potrei trovare qualcosa da cui partire.

    Comunque questa è una cosa tra altre, invece, molto più apprezzabili.

  45. Ila – 11 February 2012, 18:52 (n° 45)

    Giovanni Fontana scrive::

    l’ironia che, immagino, ci fosse in quello che ha scritto Ila

    Ovvio!

  46. Ila – 11 February 2012, 18:53 (n° 46)

    Giancarlo scrive::

    Chiedo umilmente scusa con la faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare ferma. :)

    ahahaha

  47. Giancarlo – 11 February 2012, 18:54 (n° 47)

    Giovanni Fontana scrive::

    Non so se ti interessi, ma questo non è vero. Ogni redattore sceglie se firmare il proprio pezzo o no

    Non lo sapevo, a questo punto mi domando come mai quasi nessuno si firma. (a parte i blog che ovviamente sono nominali)

  48. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 18:57 (n° 48)

    Ila scrive::

    guarda che luce, senti quello che dice l’attrice, vedi la bravura del giovanissimo Leaud, l’alter ego di Truffaut, guarda questa Parigi, etc.”

    Cioè, il modo perfetto perché uno come me non apra minimamente quell’articolo. “Guarda che luce”. Una “guida minima per iniziare” è, guarda un po’, una “guida minima per iniziare”. È il titolo, si chiama così.

    Fra l’altro “stile wikipedia” lo usi con un’accezione un po’ conformista. Secondo me il Post spiega meglio di Wikipedia. Se domani voglio sapere come accidenti funziona il cricket (per citare una guida minima che avevo scritto io), preferisco trovarlo sul Post che non su Wikipedia.

  49. Giancarlo – 11 February 2012, 19:03 (n° 49)

    Ila scrive::

    A me queste “guide minime” così incolori, da ricerchine scolastiche, proprio non mi fanno apprezzare nulla né di Truffaut né di Piripicchio e non sono neppure una buona base di partenza per approfondire altrove (ma già te lo dissi), visto che non mi rimandano altrove, in un posto specifico dove potrei trovare qualcosa da cui partire.

    Nomino Ila mia portavoce, che in tre righe è riuscita a esprimere quello che io non sono riuscito in 30 commenti.
    Comunque, per la cronaca, io non sono un fine conoscitore di Truffaut (ora ho paura persino a scriverne il nome) e mi sembra di averlo anche specificato. Purtroppo sono solo abbastanza vecchio per avere visto i suoi film quando sono usciti (solo quelli a colori, vecchio si ma non arrivo fino al muto). Uno in particolare riesce ad emozionarmi profondamente ancora oggi quando lo rivedo.

  50. Ila – 11 February 2012, 19:05 (n° 50)

    Giovanni Fontana scrive::

    «dài, su Truffaut c’è sicuramente una religione, e altri sarebbero capaci di raccontarvelo molto più approfonditamente, noi – che non pretendiamo tanto – vi raccontiamo le cinque cose che potete dire ai vostri amici *wink*».

    Scusa, mi era sfuggita questa.
    Allora presentami anche solo un link a chi potrebbe spiegarmelo meglio. Simply.

  51. Procellaria – 11 February 2012, 19:08 (n° 51)

    Il Post è giornalismo alla Cristian Rocca, rimasticatura di roba scritta da altri con in più il sottinteso “guarda cosa sono andato a pescare per te, non fosse stato per la mia incredibile capacità di aprire un sito americano e di tradurre queste quattro cazzate, tu non avresti mai potuto conoscere queste cose”. Questo atteggiamento traspare da ogni pagina de Il Post e credo sia il motivo per cui sia antipatico a molti. Ricordo di aver visto un’intervista a Luca Sofri in cui candidamente affermava di fare un giornale per una élite. Roba da sganasciarsi. Se poi si va a vedere per bene cosa c’è scritto nel giornalino di Sofri, si trova molta incuria. Purtroppo non ho conservato documentazione di quanto sto per raccontare, tranne per lo scambio di email, comunque è emblematico di quello che intendo dire. Tempo fa lessi un articolo su Il Post in cui si parlava di rating di debiti pubblici. L’articolo faceva una enorme confusione sui numeri dati, c’erano diversi errori, alcuni anche dovuti alla fonte originaria. Misi un commento in cui correggevo tutti gli errori. Il commento non fu mai pubblicato, ma mi arrivò una mail, che diceva “Grazie delle segnalazioni, avevamo discusso dei dannati trilioni ma evidentemente ci è sfuggito altro: ora verifichiamo.
    Il Post.”
    In realtà, gli errori erano ben al di là della traduzione scorretta di trilione e in seguito al commento furono corretti. Risposi alla mail dicendo che non era stato elegantissimo da parte loro sfruttare il mio commento all’articolo e allo stesso tempo censurarlo. Anche se era comprensibile, non era certo nel loro interesse tenere un commento simile in cui si evidenziava quanto male facessero il loro lavoro. Da Il Post ebbero la faccia di culo per rispondere “Perché no? Al Post riteniamo i commenti un luogo di discussione che potenzialmente arricchisca quello che dicono gli articoli: se si tratta di semplici – e benvenute – correzioni suggeriamo di mandare una mail, e comunque una volta corretto le indicazioni diventano superflue e ingombranti.”
    Da qui penso si possa capire che la sciatteria della maggior parte dei giornali italiani si trova in egual misura anche ne Il Post.

  52. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 19:13 (n° 52)

    Ila scrive::

    Allora presentami anche solo un link a chi potrebbe spiegarmelo meglio. Simply.

    E non ti va bene la guida minima, e non ti va bene wikipedia, e non ti vanno bene i link ai libri.

    Che diavolo ti va bene?

  53. Ila – 11 February 2012, 19:18 (n° 53)

    Giovanni Fontana scrive::

    Cioè, il modo perfetto perché uno come me non apra minimamente quell’articolo. “Guarda che luce”. Una “guida minima per iniziare” è, guarda un po’, una “guida minima per iniziare”.

    Giovanni Fontana scrive::

    Secondo me il Post spiega meglio di Wikipedia. Se domani voglio sapere come accidenti funziona il cricket (per citare una guida minima che avevo scritto io), preferisco trovarlo sul Post che non su Wikipedia.

    Il Post spiega meglio di Wikipedia spessissimo, ma non sempre, e questo ne è l’esempio. Il cinema non è il cricket: esistono sì la luce (la fotografia) e tante altre cose che potresti apprezzare. Non devi spiegarmi delle regole, non devi spiegarmi come funziona un gioco, ma uno stilema.
    Poi lo sport può diventare anch’esso arte, se qualcuno ce lo insegna per bene. Ad esempio, tu lo fai benissimo in questo blog per Zeman e il ciclismo. E senza stuccarmi o non farmi leggere i tuoi post, nonostante io non sia un’esperta di calcio e di ciclismo.

  54. Ila – 11 February 2012, 19:21 (n° 54)

    Giovanni Fontana scrive::

    Che diavolo ti va bene?

    Te l’ho detto nel mio commento n° 44.

  55. Vincenzo – 11 February 2012, 19:23 (n° 55)

    Trovo che ci sia un sottile (ma forse nemmeno troppo sottile) fil rouge che unisce il Pescara di Zeman dal Post (stavo per dire di Sofri, ma mi sembrrebbe di far torto ai tanti altri che ci lavorano), non trovi?

  56. Flx – 11 February 2012, 19:25 (n° 56)

    @ Giovanni Fontana:
    Però, Giovanni, capisci che se critico qualcuno per un articolo su Truffaut e non so nemmeno come si scriva “Truffaut” non sono molto credibile.

  57. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 19:27 (n° 57)

    Procellaria scrive::

    il sottinteso “guarda cosa sono andato a pescare per te, non fosse stato per la mia incredibile capacità di aprire un sito americano e di tradurre queste quattro cazzate, tu non avresti mai potuto conoscere queste cose”. Questo atteggiamento traspare da ogni pagina de Il Post

    Bene, perfetto, anche tu hai formulato un’ipotesi. È talmente risibile che ci vuole una tonnellata di malafede per farla apparire anche solo verosimile. Ma, comunque, verifichiamola: dimmi un articolo in cui traspare “la mia incredibile capacità di aprire un sito americano e di tradurre queste quattro cazzate, tu non avresti mai potuto conoscere queste cose”. Anzi, visto che hai detto che c’è in ogni pagina te lo dico io l’articolo, e ti cito i miei, che conosco meglio e che so benissimo non essere stati scritti con quel tono. Ti prendo gli ultimi tre, a caso:

    http://www.ilpost.it/2011/09/09/guida-completa-alla-serie-a-2/
    http://www.ilpost.it/2010/09/01/guida-trattato-israele-palestina/
    http://www.ilpost.it/2010/08/31/morte-laurent-fignon/

    [edit: mi era sfuggito questo, che è più recente http://www.ilpost.it/2011/05/20/cosa-sono-i-confini-del-1967/ ]

    Prego: dimmi dove traspare l’idea
    A) guarda cosa sono andato a pescare per te,
    B) non fosse stato per la mia incredibile capacità di aprire un sito americano e di tradurre queste quattro cazzate
    C) tu non avresti mai potuto conoscere queste cose

    Procellaria scrive::

    Da qui penso si possa capire che la sciatteria della maggior parte dei giornali italiani si trova in egual misura anche ne Il Post.

    No, da qui si capisce che tu hai una spropositata propensione al pensare male, e loro sono delle persone che sono felici di essere corrette e motivano le proprie decisioni.

    Anche solo l’idea che le loro motivazioni – ragionevolissime, cosa importa a me di leggere chi ha corretto cosa, mi interessa leggere l’articolo corretto – siano valide non ti sfiora.

  58. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 19:28 (n° 58)

    Vincenzo scrive::

    Trovo che ci sia un sottile (ma forse nemmeno troppo sottile) fil rouge che unisce il Pescara di Zeman dal Post (stavo per dire di Sofri, ma mi sembrrebbe di far torto ai tanti altri che ci lavorano), non trovi?

    Non so, spiegami.
    Intendi per l’ultima frase?

    “Intendiamoci, mica lo so se si può fare un giornale così: se può sopravvivere senza quegli espedienti, specie in Italia. Spero di sì, e ogni tanto clicco su un paio di banner.”

    Forse è vero.

    Però devo dire che le ragioni per le quali amo Zeman e quelle per le quali amo il Post sono diverse.

  59. Procellaria – 11 February 2012, 19:36 (n° 59)

    @Giovanni Fontana: Non sono andato a leggere i tuoi articoli, ma sono comunque pronto a darti ragione, perché un po’ ti ho letto e posso tranquillamente ammettere che l’affermazione “…traspare da tutti gli articoli” non ti si adatta. Va bene, l’affermazione era iperbolica, ma l’impressione rimane e non credo sia una mia fantasia.

  60. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 19:38 (n° 60)

    @ Procellaria:
    Ti ripeto, secondo me quell’atteggiamento ce lo vedi tu. Però se mi citi degli articoli che pensi diano quell’impressione, ne possiamo discutere.

    E quella cosa della correzione: tu correggi per far vedere al mondo che tu hai corretto o perché sei felice se tutti leggeranno un articolo più preciso?

  61. Ila – 11 February 2012, 20:16 (n° 61)

    Giovanni Fontana scrive::

    Ila scrive::
    e non ti va bene wikipedia

    Non è vero: mai detto che non mi vada bene Wikipedia, anzi. Ho detto che dal Post mi aspetto altro da Wikipedia.

  62. Shylock – 11 February 2012, 20:23 (n° 62)

    Giovanni Fontana scrive::

    Beh, se è davvero questa l’obiezione – è questa? – è risolvibilissima: controllo chi abbia scritto il post, e poi indago su come la pensi al proposito.

    No, non funziona così: ever heard about ‘intentional fallacy’?
    Quel che c’è scritto si evince da quel che c’è scritto: il parere dell’autore (ove disponibile) è, appunto, un parere, valido come quello di qualsiasi altro.

  63. Procellaria – 11 February 2012, 20:42 (n° 63)

    @Giovanni Fontana: dato che non leggo Il Post da un po’, non ce l’ho più fatta, non ho esempi da portarti. Possiamo fare così, se ci ricapito e avverto nuovamente quello che dicevo, lo segnalerò qui. Se ti va.

    Le mie motivazioni riguardo alla correzione non credo siano rilevanti. Non credo siano il punto.
    Se ti interessa saperlo, non è per nessuna delle due che esponi. Se mi capita di correggere qualcosa è per una questione estetica, non mi piace vedere le cose non curate e se posso fare qualcosa le sistemo. Quindi è per lo stesso motivo per cui si fa una correzione su Wikipedia, mica si vuole una medaglia.
    La cosa che invece mi pareva rilevante della vicenda era la scarsa correttezza del giornale, cioè il desiderio di nascondere sotto il tappeto la propria incompetenza.

  64. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 20:43 (n° 64)

    Shylock scrive::

    Quel che c’è scritto si evince da quel che c’è scritto: il parere dell’autore (ove disponibile) è, appunto, un parere, valido come quello di qualsiasi altro.

    Beh, ma in questo caso abbiamo altro: abbiamo l’ipotesi che dall’articolo traspaia chiaramente il messaggio “voi massa di pecoroni di sicuro non sapete chi sia Truffaut”.

    A meno di non pensare che quel messaggio possa essere passato da una persona che pensa tutto il contrario, l’ipotesi che chi ha scritto quell’articolo – fra l’altro non ho controllato, non lo so ancora – la pensi così è una condizione necessaria perché sia vero. Certo, se non si crede alla buonafede della risposta, allora è tutto in dubbio, ma non credo che siamo a questo livello.

  65. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 20:48 (n° 65)

    Procellaria scrive::

    Possiamo fare così, se ci ricapito e avverto nuovamente quello che dicevo, lo segnalerò qui. Se ti va.

    Beh, però dài, se dici che è così pervasivo (hai ritrattato l'”ogni pagina”, ma immagino intendi “molto spesso”) ti basterebbe aprirla ora e troverai subito un articolo così.

    In ogni caso sì, mi va.

    Procellaria scrive::

    cioè il desiderio di nascondere sotto il tappeto la propria incompetenza.

    Ti ripeto: devi essere in malafede per pensarla così. Ti hanno spiegato, a quanto leggo da te, che:

    “Al Post riteniamo i commenti un luogo di discussione (…) una volta corretto le indicazioni diventano superflue e ingombranti”

    A me sembra una cosa ragionevole.

  66. Shylock – 11 February 2012, 21:02 (n° 66)

    @ Giovanni Fontana:
    Ripeto: quel che una persona ‘pensa’ o dice di pensare non inficia né convalida quello che una persona ‘dice’; perché la prima affermazione non è né confermabile né falsificabile, mentre la seconda lo è, ne esiste un record che ciascuno può verificare.
    E non si tratta di buona o mala fede: se io scrivo ‘le contestazioni di Giovanni sono inficiate da fallacie tranquillamente evitabili da chiunque abbia frequentato una scuola elementare’ posso giurare e spergiurare che non intendevo darti dell’analfabeta ed esserne anche perfettamente convinto in assoluta buona fede, fatto sta che invece l’ho fatto.

  67. Procellaria – 11 February 2012, 21:04 (n° 67)

    @Giovanni Fontana: sì, intendo “molto spesso, quasi sempre”. Allora facciamo così, mi appunto la cosa e ci dedicherò del tempo giovedì mattina. Poi ti farò sapere.

    Non credevo che avrei dovuto difendermi dall’accusa di malafede. Mi spiazzi con questa accusa, perché la loro giustificazione mi sembra talmente risibile. Stiamo parlando di un commento di poche righe, tra decine di commenti, messi nella pagina in modo ben distinto dall’articolo, con caratteri più piccoli, come può essere addirittura ingombrante? Poi, il giornale è loro e per me possono moderare i commenti come preferiscono, non è questo il punto. Però non prendermi in giro.

  68. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 21:05 (n° 68)

    @ Shylock:
    Però se mi accusi di aver scritto quella cosa intendendo “Scialocco, tu di formaggi valtellinesi non ne capisci proprio un cazzo, e per questo sei un deficiente”, io ti posso rispondere che A) non conosco i formaggi valtellinesi, quindi non posso aver scritto quella cosa
    B) non considero i formaggi valtellinesi avere alcuna rilevanza dnel valutare l’intelligenza.

  69. Giancarlo – 11 February 2012, 21:07 (n° 69)

    Giovanni Fontana scrive::

    A meno di non pensare che quel messaggio possa essere passato da una persona che pensa tutto il contrario, l’ipotesi che chi ha scritto quell’articolo – fra l’altro non ho controllato, non lo so ancora – la pensi così è una condizione necessaria perché sia vero.

    Non è vero, il messaggio potrebbe essere passato nonostante la buona fede di chi ha scritto il post.
    Potrebbe essere una cosa non voluta. A me francamente la frase “cinque cose per fare bella figura” ha dato quella impressione.
    Giovanni Fontana scrive::

    Certo, se non si crede alla buonafede della risposta, allora è tutto in dubbio

    Di principio credo sempre alla buona fede di tutti fino a prova contraria.

  70. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 21:12 (n° 70)

    Procellaria scrive::

    Stiamo parlando di un commento di poche righe, tra decine di commenti, messi nella pagina in modo ben distinto dall’articolo, con caratteri più piccoli, come può essere addirittura ingombrante?

    Appunto: che senso ha che sia lì? Davvero te lo domando. Vuoi che le persone leggano che tu li hai corretti? Mi hai già risposto di no, e allora davvero non capisco quale sia il valore di occupare spazio in pagina con delle informazioni ridondanti per il lettore.

    Tanto più che, se a me sembra ragionevole, non puoi dare per scontato che ti prendano in giro.

    Magari hai ragione tu eh, nel senso che ha senso che rimanga lì (e ora mi spiegherai perché), ma non puoi sostenere che quello che ti hanno scritto sia certamente in malafede, perché te l’avrei potuto scrivere io stesso (e in buonafede, ti garantisco).

  71. Shylock – 11 February 2012, 21:12 (n° 71)

    @ Giovanni Fontana:
    Continui a ritenere te stesso l’unico interprete autentico ed autorizzato dell’espressione verbalizzata del tuo pensiero: fattene una ragione, non lo sei; nessuno lo è.

  72. Giovanni Fontana – 11 February 2012, 21:14 (n° 72)

    Giancarlo scrive::

    A me francamente la frase “cinque cose per fare bella figura” ha dato quella impressione.

    Anche Malvino l’ha sottolineata. Quando hai tempo mi spieghi perché te la dà?

    A me sembra proprio l’esempio lampante dell’autoironia di cui parlavo nel post.

    (siamo d’accordo che Citati su Repubblica, per citare uno che è abbastanza universalmente riconosciuto come arrogante, non l’avrebbe mai e poi mai potuta scrivere?)

  73. Giancarlo – 11 February 2012, 21:28 (n° 73)

    Giovanni Fontana scrive::

    A me sembra proprio l’esempio lampante dell’autoironia di cui parlavo nel post.

    L’autoironia in un contesto serio è una bestia a due teste. Tu probabilmente conoscendo l’ambiente dal di dentro l’hai interpretata in tal senso. Io giudicando in base agli elementi che ho e quindi avulso dal contesto della redazione che non conosco ho avuto l’impressione che ho scritto.
    Ti faccio un esempio, se acquisto un libro tipo “internet for dummies” capisco al volo dalla copertina che il contesto è giocoso e ironico. Se vado a un convegno ufficiale in cui il relatore esordisce con “manica di picchiatelli ora vi spiego io come funziona il mondo” prendo e me ne esco. Da osservatore esterno a me il post sembra ambiente serio (nel senso alto del termine). Persino le vignette di Makkox sono serissime, più che a far divertire puntano a far pensare. Può darsi che in un contesto del genere il titolo che viene fatto in maniera scherzosa faccia scattare un corto circuito nella mia testa. Forse sono io che non capisco, ma mi sembra che la stessa sensazione ce l’abbiano anche altri.

  74. il coccia – 11 February 2012, 21:49 (n° 74)

    Ehi… io non amo particolarmente il cinema (non fucilatemi ve ne prego!!), però (o perciò?) l’idea delle “cinque cose per fare bella figura” mi era parsa simpatica, particolarmente adatta a me.
    Stai a vedere che mi pigliavano per i fondelli e non me ne sono accorto!!

  75. Mario – 11 February 2012, 23:45 (n° 75)

    Mi hai convinto a leggerlo, ma digli di fare un app per l’iphone!!

  76. dtm – 12 February 2012, 00:55 (n° 76)

    Giovanni Fontana scrive::

    “quello che non serve: le non-notizie a sfondo sessuale, le gallery morbosette, ma neanche gli articoli spezzati ogni cinque parole per fare pagine viste, i sondaggi senza alcun valore statistico”

    Mi sceglierò gli articoli sbagliati io, ma le gallery non le hanno, gli articoli spezzati nemmeno e non so nemmeno se sia possibile votare un sondaggio lì dentro.

    quanto al maestrino: uno dei motivi per cui quel post sui “motivi” non mi piace è che dai per scontato cose che non lo sono. tono da maestrino significa saccenza, non disinteresse ad imparare.
    prendi costa, ad esempio: ha scritto un post intitolato “L’articolo 18, parlandone seriamente” presume che un imprecisato “gli altri” non lo facciamo (e già qui…); nei commenti gli fanno notare che quel post non spiega minimamente la questione, nemmeno di striscio, tant’è che gli rispondono “Il Post e l’articolo 18: ne parliamo davvero seriamente?”.
    questo atteggiamento di superiorità è fastidiosissimo e al post non manca anche se, a onor del vero, bisogna dire che è attribuibile a singoli opinionisti piuttosto che ad articoli informativi – a me ad esempio gli articoli che tentano di spiegarmi tutto su un argomento ignoro piacciono tantissimo.

  77. Giovanni Fontana – 12 February 2012, 01:10 (n° 77)

    Giancarlo scrive::

    Forse sono io che non capisco, ma mi sembra che la stessa sensazione ce l’abbiano anche altri.

    Guarda non voglio insistere, avevo anche archiviato il commento, però ci ho ripensato perché mi sembra interessante, e trovo ragionevoli le cose che dici.

    Continuo a obiettare, allora, se non ti annoia.

    Se ho capito bene tu sostieni che quella battuta (x cose da sapere per fare bella figura) sia, come dire, di interpretazione parossistica. Ovvero che può essere interpretata in maniera ironica, o in maniera arrogante. Io questa cosa non la vedo, però credo seriamente che possa essere una cosa che mi sfugge.

    La chiave d’interpretazione che tu dài a questa ambiguità – ovvero il modo per distinguere se è simpatica o arrogante – è stabilire se il luogo dove è scritta è ironico o serio. Se è ironico la interpreti con divertimento, se è serio la interpreti con arroganza. Giusto?

    Se le cose stanno così mi pare abbastanza evidente il perché tale interpretazione non stia in piedi. Però vorrei prima capire se ho compreso il tuo pensiero.

  78. dtm – 12 February 2012, 01:10 (n° 78)

    Giovanni Fontana scrive::

    E quella cosa della correzione: tu correggi per far vedere al mondo che tu hai corretto o perché sei felice se tutti leggeranno un articolo più preciso?

    E’ fastidiosissimo non vedere pubblicato un commento, se scritto in modo educato. E’ tristissimo.

  79. Giovanni Fontana – 12 February 2012, 02:05 (n° 79)

    dtm scrive::

    Mi sceglierò gli articoli sbagliati io, ma le gallery non le hanno, gli articoli spezzati nemmeno e non so nemmeno se sia possibile votare un sondaggio lì dentro.

    I sondaggi li ho visti, ci sono le raccolte firme, tutte cose che dal Post non mi aspetto.

    Comunque, ripeto, non è certo questo che critico al Fatto, e anzi su questo aspetto è uno dei giornali meno fuffosi (mentre è completamente all’opposto sugli altri aspetti che ricordavo)

    dtm scrive::

    tono da maestrino significa saccenza, non disinteresse ad imparare.

    Eh, il problema è che tutti coloro che usano quell’espressione, quando richiesto loro di spiegare il termine “saccenza”, mostrano la nonvolontà di imparare.

    dtm scrive::

    prendi costa, ad esempio: ha scritto un post intitolato

    Sono andato a leggere quel post
    http://www.francescocosta.net/2011/12/20/larticolo-1