Lasciatele morire di fame

8 March 2012, 15:14 | Gruppo misto | Commenti: 9

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L’Otto Marzo è oramai diventata una festa riconosciuta e celebrata da ogni tipo di pubblico, assumendo gli inevitabili contenuti kitsch che noi qui, privilegiati, possiamo permetterci di malsopportare: ditelo a me che ho vissuto per più di dieci anni in un posto chiamato Colli D’Oro per la diffusione degli alberi di mimosa.

Effettivamente regalare dei fiori per la festa della donna è un po’ come regalare manette alla festa della libertà, ma mentre facciamo queste considerazioni, e mentre al contrario magari critichiamo un certo femminismo di oggi per essersi accartocciato su sé stesso, non dimentichiamoci che quella femminista – di tutte le donne e di tutti gli uomini che hanno combattuto per vivere in un mondo più equo e migliore per tutti – è stata la madre di tutte le battaglie.

Non dimentichiamoci che, neanche cento anni fa, nel luogo dove i primi movimenti femministi sono nati e combattevano, i giornali titolavano così (e pensateci, ancora più terribile di “let them starve”, c’è “views of public men”):

"Lasciatele morire di fame", Evening Standard 09/06/1914, fotografata al Museum of London

E non dimentichiamoci, soprattutto, che questa battaglia – per la libertà, per la dignità, e anche un po’ contro Hollywood – è stata vinta da una limitatissima minoranza di persone. Che al di fuori dell’Occidente ci sono milioni, miliardi, di donne che devono ancora vincerla:

Quando Hollywood riuscirà finalmente a (liberarsi dagli stereotipi e) produrre dei bei film d’amore, forse potremo riuscire a liberare fino in fondo le donne in giro per il mondo, e creare il tipo di mondo dove la pace è una possibilità concreta. Nel frattempo, abbiamo qualche romanzo economico e i micro-prestiti diretti alle donne. Nel frattempo, amate le vostre figlie con tutto il cuore e non date mai per scontata la nostra libertà. È stata vinta attraverso una lunga e dura battaglia – non è mai stata scontata, e non lo è tutt’ora. E ricordate: noi donne libere siamo la minoranza.  Maria Rodale

– Commenti:



9 Commenti presenti su “Lasciatele morire di fame” – Feed

  1. Lorenzo Gramaccioni – 8 March 2012, 15:38 (n° 1)

    Colli D’Oro è il male.

  2. albertog – 8 March 2012, 18:28 (n° 2)

    Che cosa ne pensi di quanto dice Michele in Palombella Rossa?
    “No il femminismo è venuto dopo, perché in quegli anni le ragazze dicevano che in Italia le donne non erano oppresse come in America”.
    “Bella questa battuta”.
    “Non era una battuta”.
    http://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow

  3. Giovanni Fontana – 8 March 2012, 20:19 (n° 3)

    @ albertog:
    Il femminismo italiano è un fenomeno particolare e quasi autosufficiente che ha al tempo stesso un’identità precisa, ed è sostanzialmente ignorato dal femminismo internazionale.

    Io conosco più il secondo, ma è vero che il tipo di battaglie che si è fatto in Italia è per molti versi diverso da quello fatto altrove.

    Non penso che le donne non fossero più oppresse negli USA che non in Italia.

  4. albertog – 8 March 2012, 20:37 (n° 4)

    Ho l’impressione che il femminismo nasca e cresca parallelamente all’industrializzazione e che quindi le parole del film di Moretti coincidano con la realtà italiana, che nel secondo dopoguerra era ancora agricola e che si è industrializzata più tardi rispetto ai paesi anglosassoni. Questo ritardo potrebbe giustificare l’affermazione di Michele.

  5. Ormazad – 9 March 2012, 10:51 (n° 5)

    Giovanni Fontana scrive::

    Non penso che le donne non fossero più oppresse negli USA che non in Italia.

    L’ho letta tre volte e non sono riuscito a capirla . Colpa mia o colpa tua ?? :-)

  6. albertog – 9 March 2012, 11:47 (n° 6)

    Ormazad scrive::

    L’ho letta tre volte e non sono riuscito a capirla . Colpa mia o colpa tua ?? :-)

    Ci dev’essere un non di troppo, ma credo che il senso fosse che non è d’accordo con quanto sostenevano le ragazze citate da Michele/Moretti.

  7. Giovanni Fontana – 9 March 2012, 14:41 (n° 7)

    @ albertog:
    Esatto.

  8. Giancarlo – 9 March 2012, 21:04 (n° 8)

    Giovanni Fontana scrive::

    @ albertog:
    Esatto.

    Ce l’hai per difetto di scrivere cose ambigue che si prestano a due e a volte anche tre interpretazioni. Lo fai di proposito o sono sviste?

  9. Giovanni Fontana – 10 March 2012, 02:02 (n° 9)

    Giancarlo scrive::

    Ce l’hai per difetto di scrivere cose ambigue che si prestano a due e a volte anche tre interpretazioni. Lo fai di proposito o sono sviste?

    Mi pagano per farlo.

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