L’Uganda, gli omosessuali e il Papa

15 December 2012, 14:49 | Il Male curabile | Commenti: 33

2 su 5

Io sono anticlericale, e quando leggo le dichiarazioni del Papa sugli omosessuali – queste ultime incluse con forza – mi arrabbio ancora di più col Papa. Però poi leggo di gente che mi fa arrabbiare perfino di più.

In Uganda, lo Stato cristiano più conservatore al mondo, alcune comunità protestanti (fra l’altro, non cattoliche) hanno proposto la pena di morte per gli omosessuali. Al tempo non fregava niente a nessuno – io ho molto a cuore queste cose, e seguii la campagna, ignorata da tutti – come non frega niente delle condizioni degli omosessuali nei Paesi mussulmani, in nove c’è la pena di morte, in un’altra ventina ci sono punizioni detentive, pecuniarie o corporali; dopodiché, più di un anno dopo, il Papa (dopo essersi detto contrario alla pena di morte) incontra una proponitrice ugandese di una legge contro l’omosessualità, e tutti saltano a urlare contro il Papa. In realtà degli omosessuali, evidentemente, non frega un cazzo. Quello che frega è insultare Ratzinger.


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33 Commenti presenti su “L’Uganda, gli omosessuali e il Papa” – Feed

  1. rosalux – 15 December 2012, 17:38 (n° 1)

    Mah, sinceramente mi pare un po’ una cazzata, prima di tutto è chiaro che il papa è sotto casa ed è umanissimo che quel che accade sotto casa sia più importante di quello che accade altrove. Peraltro chi si incazza perchè il papa ha stretto la mano alla ugandese sta implicitamente dicendo che la tizia dovrebbe essere isolata invece che riverita (cosa che alla tizia può seccare molto) mentre sarei curiosa di sapere cosa sia efficace, per i gay ugandesi: scrivere un post indignato su facebook? credo che il papa sia più sensibile al malcontento in Italia che non la signora, che se ne sbatte naturalmente e ovviamente i maroni dei nostri malumori nei suoi confronti.

  2. Roberto – 15 December 2012, 18:34 (n° 2)

    Effettivamente i ragionamenti deliranti dell’omino in bianco fanno molti più danni dell’intero governo ugandese e in un Paese civile e LAICO non dovrebbe essergli consentito di pronunciate simili bestialità.

  3. tenkiu – 15 December 2012, 21:32 (n° 3)

    Roberto scrive::

    Effettivamente i ragionamenti deliranti dell’omino in bianco fanno molti più danni dell’intero governo ugandese

    Davvero? e dove sono tutti questi danni dell’omino bianco?

    Roberto scrive::

    in un Paese civile e LAICO non dovrebbe essergli consentito di pronunciare simili bestialità.

    Non si dovrebbe consentire di pronunciare delle bestilità solo all’omino bianco o a tutti?

  4. tenkiu – 15 December 2012, 21:51 (n° 4)

    A chi “frega insultare Ratzinger” (Joseph, non George o Maria!) – o semplicemente dialogare con lui – può farlo direttamente perchè è su facebook e, da qualche giorno, è su Twitter (Benedetto XVI@Pontifex_it)… buon divertimento!

  5. dtm – 16 December 2012, 11:10 (n° 5)

    tenkiu scrive::

    Davvero? e dove sono tutti questi danni dell’omino bianco?

    Ci sono cristiani africani che prendono seriamente in considerazione il non uso del preservativo, se lo dice il Papa, ad esempio. Questa cosa fa danni enormi.

    Fatico a capirti, Giovanni: quando si son levate proteste contro l’intervento Nato in Libia perchè “gli americani lo fanno per i soldi” tu rispondevi qualcosa tipo “embè, anche se fosse? Resta un intervento giusto”. L’incontro del Papa diventa non criticabile solo perchè ci son cose più sbagliate, di cui non ero neanche a conoscenza (e come me sicuramente molti altri)?

  6. tenkiu – 16 December 2012, 13:03 (n° 6)

    Ti ringrazio perchè non sapevo che l’Uganda fosse lo Stato cristiano più conservatore al mondo (???!)
    Non mi risulta inoltre che Rose Busingye (specializzata in malattie infettive, fondatrice del Meeting Point Kampala Association che si occupa della cura di pazienti affetti da HIV/AIDS, dei loro figli e dell’assistenza ai giovani) ce l’abbia con gli omosessuali.
    Afferma che l’HIV non si vince con il preservativo (e con lei Edward C.Green, il virologo Perno, per citarne qulcuno).
    Ha spiegato: “la nostra salvezza NON STA dentro un pezzo di plastica. Dobbiamo tornare ad essere uomini veramente. Uomini che hanno dignità e hanno valore. Il preservativo non serve a nulla se non si cambia il metodo, la vita. Applicare uno strumento e non cambiare la vita non porta a niente. Sarebbe come dire: tu sei un animale, che agisce soltanto seguendo il suo istinto, non sei un uomo che può controllarsi.

    Un consiglio? occupati SERIAMENTE dell’omosessualità e dell’operato di Benedetto XVI altrimenti rimarrai un anticlericale pirla.
    Con affetto e stima sempre! :-)

  7. tenkiu – 16 December 2012, 13:54 (n° 7)

    dtm scrive::

    Ci sono cristiani africani che prendono seriamente in considerazione il non uso del preservativo, se lo dice il Papa, ad esempio. Questa cosa fa danni enormi.

    In Uganda stanno capendo un po’ di cose a riguardo del preservativo (compreso Yoweri Museveni, presidente non cattolico!) non perchè lo dice il Papa (contrario perchè non aiuta a superare il problema dell’Aids) ma perchè lo stanno sperimentando sulla loro pelle.
    Il preservativo non è affatto il toccasana contro l’HIV/AIDS e questo lo afferma anche Edward C.Green (direttore dell’AIDS Prevention Research Projet al centro Harvard per gli Studi su Popolazione Sviluppo) che diffondeva contraccettivi in Africa.
    L’uso del preservativo è controproducente: esso incoraggia, infatti, un numero significativo di persone ad avere rapporti sessuali promiscui, alimentando una falsa sicurezza sanitaria e aumentando le probabilità di infezione.

    Il non uso del preservativo fa degli enormi danni, ma alle case produttrici!

  8. dtm – 16 December 2012, 14:39 (n° 8)

    @tenkiu: da quanto leggo su Wikipedia, Edward C.Green ha detto un’altra cosa.
    Usare il preservativo nel modo corretto previene le infezioni del virus dell’HIV nel 99% dei casi. Le malattie sessualmente trasmesse sono molte altre, alcune non si prevengono del tutto col preservativo (HPV, HSV) anche se aiuta molto: il condom non protegge le aree perigenitali (irrilevante nel caso dell’HIV).
    Dire che il preservativo non serve è antiscientifico, e il moralismo sui rapporti promiscui mi schifa: w i rapporti promiscui!

  9. tenkiu – 16 December 2012, 15:20 (n° 9)

    Roberto scrive::

    un Paese civile e LAICO

    LAICO = ATEISTA?
    LAICO = NON cattolico?
    Pensa che il filosofo italiano Dario Antiseri dice che “il concetto di laicità lo dobbiamo al cristianesimo” e che “la vera laicità stima il cristianesimo, non è contro”.

    La laicità è la separazione tra Stato e Chiesa, non l’incredulità o l’ateismo.

    Ti chiedo di cliccare e vedere l’articolo “La laicità non è irreligiosità, intellettuali respingono il fondamentalismo” del 17 novembre 2012.

  10. tenkiu – 16 December 2012, 15:44 (n° 10)

    dtm scrive::

    @tenkiu: da quanto leggo su Wikipedia, Edward C.Green ha detto un’altra cosa.

    Con tutto il rispetto per Wikipedia, spero non sia l’unica fonte cui attingi!

    dtm scrive::

    Usare il preservativo nel modo corretto previene le infezioni del virus dell’HIV nel 99% dei casi.

    E questo è quanto trovi sul bugiardino?
    In pratica la realtà è ben diversa, mettiti in contatto con chi VIVE direttamente queste cose!
    Non c’è niente di antiscientifico!
    Anzi, dicendo come stanno le cose si aiuta la scienza ad andare avanti per il bene di TUTTI.

    dtm scrive::

    @ il moralismo sui rapporti promiscui mi schifa

    Mi dispiace per te, a me fanno schifo altre cose…
    Auguri!

  11. tenkiu – 16 December 2012, 16:24 (n° 11)

    dtm scrive::

    @tenkiu: da quanto leggo su Wikipedia, Edward C.Green ha detto un’altra cosa.

    ho visto Green su Wikipedia… ma hai letto tutto fino alla fine?

  12. Giovanni Fontana – 16 December 2012, 21:28 (n° 12)

    dtm scrive::

    L’incontro del Papa diventa non criticabile solo perchè ci son cose più sbagliate, di cui non ero neanche a conoscenza (e come me sicuramente molti altri)?

    Non ho detto questo. L’incontro del Papa è abbastanza irrilevante: diciamo che qualunque figura politica, nonché lo stesso Papa, ha fatto incontri con figure politiche ben peggiori (mentre le sue parole sono orribili, come al solito).

    Sono invece esecrabili coloro che criticano le leggi contro l’omosessualità A) solo per insultare il Papa, senza alcun interesse per i diritti degli omosessuali; o B) solo se c’è di mezzo il Cristianesimo e non se c’è di mezzo l’Islam che, attualmente, genera molte più sofferenze agli omosessuali nel mondo.

  13. ormazad – 16 December 2012, 21:59 (n° 13)

    Giovanni Fontana scrive::

    Sono invece esecrabili coloro che criticano le leggi contro l’omosessualità A) solo per insultare il Papa, senza alcun interesse per i diritti degli omosessuali; o B) solo se c’è di mezzo il Cristianesimo e non se c’è di mezzo l’Islam che, attualmente, genera molte più sofferenze agli omosessuali nel mondo.

    Mi pare che il post di Giovanni vertesse su questo e mi trova perfettamente d’accordo .

    Sull’ argomento a latere che si è sviluppato nei commenti trovo che ” sesso libero ma con preservativo” in un continente dove la gente campa con 1 $ al giorno sia una posizione poco saggia e ideologica .

  14. dtm – 17 December 2012, 01:06 (n° 14)

    @Giovanni: Allora non ho capito se ce l’hai con qualche giornalista in particolare, di cui sei sicuro essersela presa col pontefice e mai con l’Islam, o con gente a caso che insulta il Papa su facebook, per dire.

  15. AleG – 17 December 2012, 04:24 (n° 15)

    Post un tantino incomprensibile. Non capisco di preciso con chi ce l’hai.
    Il passaggio logico con cui decidi che a quelli che criticano il papa “non frega un cazzo dell’omosessualità” non è proprio solidissimo.
    Se si reagisce con una certa virulenza agli accessi omofobi del papa, magari, è perchè….siamo in Italia, il papa ha un’influenza piuttosto pronunciata sulla politica italiana, e il fatto che in alcuni luoghi del mondo (islamici, ma non solo) ci sia la pena di morte per gli omosessuali, francamente, non mi rende molto più simpatica l’omofobia della chiesa italiana.

  16. Giordano – 17 December 2012, 10:51 (n° 16)

    AleG scrive::

    Il passaggio logico con cui decidi che a quelli che criticano il papa “non frega un cazzo dell’omosessualità” non è proprio solidissimo.

    Concordo con AleG.
    In quanto essere umano ho un raggio d’azione limitato. Posso fare poco (purtroppo) per cambiare la situazione degli omosessuali ugandesi. Posso fare qualcosa in più per provare a cambiare l’opinione delle persone con cui vivo gomito a gomito.
    Affermazioni come quelle del papa sono chiaramente fuori luogo in una situazione in cui gli omosessuali sono già discriminati o vessati: non è sperabile un cambio culturale progressista finchè da un pulpito putroppo ancora importante per alcuni arrivano parole d’odio come queste a giustificare la discriminazione.
    In soldoni: non riuscirò mai a convincere mia mamma o mia nonna che non c’è niente di male ad essere omosessuale se il papa continua a ripetere questi concetti e vengono trasmessi in tivù senza il minimo parere critico, quasi fosse un parere accettabile come un altro anzichè un invito alla discriminazione.

    Essendo anticlericale a mia volta, poi, prendo due piccioni con una fava in questo caso: non solo ho l’occasione per promuovere un’idea che mi sta a cuore (la naturalità dell’omosessualità) ma contemporaneamente posso mettere in luce le incoerenze del cattolicesimo e della chiesa cattolica.
    Io, come ogni anno, in questi giorni sto cercando di promuovere fra i miei amici e parenti lo “sciopero del natale”. Se non condividete le parole del papa, la politica della chiesa riguardo il fine vita e probabilmente molti altri precetti perché continuare a dirvi cristiani? Fate capire alle gerarchie ecclesiastiche che non condividete questa “politica”. Non andate a messa, non fate offerte alla chiesa. Perché foraggiare un’associazione di cui non si condividono più gli ideali?

  17. Lorenzo – 18 December 2012, 12:24 (n° 17)

    Io credo che insultare il Papa, anche senza un valido motivo, sia comunque una buona cosa.
    Saluti

  18. Giovanni Fontana – 18 December 2012, 22:46 (n° 18)

    AleG scrive::

    Se si reagisce con una certa virulenza agli accessi omofobi del papa, magari, è perchè….siamo in Italia, il papa ha un’influenza piuttosto pronunciata sulla politica italiana

    Un tantino provinciale, se non leghista, no?

    Giordano scrive::

    Affermazioni come quelle del papa

    Se leggi nel post dico esattamente che sono d’accordo (più che d’accordo) sulle critiche alle dichiarazioni del Papa (anche se molto più in ottica africana che non italiane).

    Ciò che contesto è la critica, singhiozzante, imprecisa, e incoerente, all’incontro con Kadaga.

  19. dtm – 19 December 2012, 08:36 (n° 19)

    Perdonami se faccio il cacacazzo:
    Giovanni Fontana scrive::

    critiche alle dichiarazioni del Papa (anche se molto più in ottica africana che non italiane).

    Che vuol dire?

    Giovanni Fontana scrive::

    Ciò che contesto è la critica, singhiozzante, imprecisa, e incoerente, all’incontro con Kadaga.

    E va bene, siamo tutti d’accordo che dare addosso al Papa per sport è sbagliato.
    Solo che AleG, Giordano ed io non capiamo con chi ce l’hai: con qualche filippica giornalistica? Con gente a caso che scrive cose inconsulte su facebook? Con entrambi? Ci sarà qualcosa che ti ha fatto dire “ah, ma questi ce l’hanno col Papa per partito preso, mica difendono i diritti civili!”, o no?

  20. AleG – 19 December 2012, 11:09 (n° 20)

    ?
    Perdonami, ma provinciale o leghista non c’entra proprio nulla (non mi offendo solo perché sei tu).
    Qualunque essere umano tende a seguire con una attenzione particolare le vicende del luogo (e del tempo, per altro) in cui è nato e domiciliato, la lega non c’azzecca davvero meno di niente. Leggendo i tuoi post, si trova una significativa percentuale di argomenti riguardanti questa fettina marginale di mondo che è l’italia- il pd, oppure grillo, oppure zeman, perfino gli insulti tra pisani e livornesi. Non mi azzardo per questo a pensare che questo blog sia provinciale o leghista.

  21. Giordano – 19 December 2012, 14:25 (n° 21)

    Per me le affermazioni sono molto gravi anche in chiave italiana. Non ho capito cosa intendi per critica singhiozzante e imprecisa. Puoi fare un’esempio? Grazie
    @ Giovanni Fontana:

  22. Mario – 26 December 2012, 10:54 (n° 22)

    Ciao Giovanni! Mi unisco al coro di perplessi su questa tua posizione.
    Innanzitutto vorrei aggiungere un piccolo dettaglio che mi pare nessuno abbia evidenziato, ma che a me non sembra del tutto irrilevante: il papa non si è limitato ad incontrare la tizia, ma gli è scappata anche una bella benedizione!
    E allora come funziona, si può criticare Berlusconi perchè accoglie in pompa magna Gheddafi ma non si può criticare il papa perchè benedice la promotrice della pena di morte in Uganda, senza essere etichettati come detrattori del papa ‘a prescindere’?
    Certo, che poi ci sia una disparità, forse eccessiva, dell’informazione tra determinati argomenti, non c’è dubbio e non c’è da stupirsi, ma non ti ho visto fare considerazioni simili quando durante l’ultimo attacco di Israele c’è stato un massivo dispiegamento di forze per ogni morto palestinese, mentre decine, centinaia di persone, morivano in Congo o in Siria nel silenzio più assoluto. E tu sei probabilmente la persona più equilibrata e informata che conosca sulla questione mediorientale.
    E sai bene quanto me che quel dispiegamento anti israeliano era molto più preconcetto di quanto non sia l’avversione al papa di molti.

    Volevo anche intervenire riguardo alla discussione che si è sviluppata in parallelo, perchè sono rimasto sbigottito dalle argomentazioni di
    @ tenkiu:
    e forse ancora di più dal fatto che quasi nessuno si sia sbilanciato nel criticare certe affermazioni veramente sconcertanti.
    Che la castità prevenga le malattie veneree meglio dei preservativi (così come essere sedentari previene una gamba rotta meglio dei parastinchi in partita), penso che siamo tutti d’accordo (ma che sorpresa).
    Invece francamente mi indigna e mi disgusta l’argomentazione che i profilattici possano essere co-responsabili della diffusione dell’HIV.
    Innanzitutto tale diffusione in relazione alle posizioni retrive e moraliste della chiesa ha radici più antiche di Ratzinger, e in particolare nell’impegno personale di Giovanni Paolo II per limitare l’utilizzo del condom in africa.
    Lo vuoi sapere perchè è tanto difficile combattere l’infezione? Bè, per esempio perchè l’uso del preservativo non è affatto così diffuso come credi (se non si rompe previene il 100% delle infezioni, non il 99), e poi perchè l’infezione non si contrae solo per via sessuale e parenterale, ma anche per via verticale (feto di madre infetta). Quindi il bacino di infezione si ridurrebbe solo relativamente anche se tutti gli africani iniziassero a scopare solo ed esclusivamente per riprodursi.
    Tu mi citi mister pincopallino Green per avvalorare la tua tesi, e ti basta lui (insieme ovviamente al papa, che rappresenta la voce di Dio in terra) per credere in qualsiasi delirio. Tu lo sai che il signor Kary Mullis, premio nobel per la chimica (per la rivoluzionaria invenzione della pcr), sostiene che il virus dell’HIV sia un’invenzione? Bene, se una persona ha un minimo di interesse e integrità, non si ferma ad una opinione isolata, per quanto autorevole, e cerca di capire come funziona ciò di cui sta parlando. è offensivo per l’intelligenza di chi si sbatte per aiutare veramente le altre persone, che arrivi il primo stronzo a farsi lo splendido con teorie deliranti tipo quella che i preservativi siano responsabili della diffusione dell’HIV.

  23. dtm – 26 December 2012, 17:59 (n° 23)

    @Mario: mi spiace un po’ aver contribuito a quell’OT. Se guardi l’ultima risposta di tenkiu capirai che non conosce la materia del contendere ed è, probabilmente, un’integralista cattolica: non credo che discutere della cosa possa portare beneficio ad alcuno.

    Colgo l’occasione invece per (ri)chiedere una risposta sulla questione principale.

  24. tenkiu – 7 January 2013, 11:46 (n° 24)

    ) IL PAPA HA BENEDETTO CHI METTE A MORTE I GAY?
    Ha cominciato il “Fatto Quotidiano”, titolando telegraficamente: “Il Papa benedice promotrice legge che prevede pena di morte per gay in Uganda”. Così, secco. Poi uno approfondisce e scopre che la tipa, tale Rebecca Kadaga, è la presidentessa del Parlamento ugandese. Che ieri è stata ricevuta in Vaticano insieme a un’intera delegazione di parlamentari del Paese africano, in visita a Roma per partecipare, senza che nessuno se ne scandalizzi, nientemeno che alla settima Assemblea Consultiva dei parlamentari per la Corte penale internazionale ed alla Conferenza parlamentare mondiale sui diritti umani (tanto per avere un’idea, proprio la Kadaga sarà relatrice sul tema “Rafforzamento dello Stato di Diritto e del Sistema Giudiziario attraverso l’effettiva applicazione del Principio di Complementarità”, come potete leggere qui). Se si va ancora più a fondo, si scopre che la donna politica ugandese non è la presentatrice della proposta di legge ribattezzata “Kill the gays bill”, anche se ha rilasciato dichiarazioni in suo sostegno; che la legge, nella sua ultima versione, non prevede più in alcun caso la pena di morte; che, in ogni modo, sia la Chiesa Cattolica ugandese che la Santa Sede si sono già espresse contro di essa da molto tempo. Insomma, si scopre che quella montata dal “Fatto”, a cui si sono accodati tutti i pennivendoli nostrani, è un’indegna strumentalizzazione, per non dire una vergognosa bufala.

    2) IL PAPA CONSIDERA GLI OMOSESSUALI PERICOLOSI PER LA PACE?
    Altro giro, altra corsa: come ogni anno, il Santo Padre ha diffuso il suo Messaggio (scritto in realtà il giorno dell’Immacolata) per la Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà come di consueto il 1° gennaio. Il documento non fa altro che ricalcare le storiche posizioni del Magistero della Chiesa a proposito della pace. Essa non è, con buona pace dei fricchettoni di ogni latitudine, semplice assenza di conflitto, o “volemose bene”. La vera pace è, come scrisse Agostino, “tranquillità nell’ordine”. Di più: come si legge in Isaia (Is 32, 17) e come ripete san Tommaso nella sua Summa, la pace è frutto della giustizia (“opus iustitiae pax” fu anche il motto papale di Pio XII), cioè – in ultima analisi – della verità. Scrive dunque Benedetto XVI che “la negazione di ciò che costituisce la vera natura dell’essere umano, nelle sue dimensioni essenziali, nella sua intrinseca capacità di conoscere il vero e il bene e, in ultima analisi, Dio stesso, mette a repentaglio la costruzione della pace”, in ciò riprendendo anche la roncalliana Pacem in terris, pure considerata uno dei simboli della rottura vaticansecondista, laddove essa affermava che “le leggi con cui vanno regolati gli accennati rapporti [tra gli uomini e tra i popoli] vanno cercate là dove Dio le ha scritte, cioè nella natura umana” (Pacem in terris, 4) e che Dio è “la sorgente più profonda da cui soltanto può attingere la sua genuina vitalità una convivenza fra gli esseri umani ordinata, feconda, rispondente alla loro dignità di persone” (ibidem, 20). Però uno è il “Papa Buono”, l’altro il malvagio “Pastore Tedesco”. Misteri della vita.

    Da questa visione, che rifiuta il soggettivismo e mette in guardia dall’idea “di una morale totalmente autonoma, che preclude il riconoscimento dell’imprescindibile legge morale naturale scritta da Dio nella coscienza di ogni uomo”, derivano secondo il Papa una serie di conseguenze. In primo luogo, la necessità del rispetto della vita umana e una condanna senza appello dell’aborto: “la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace”. Quindi – e veniamo al punto dolente – il tema della famiglia. Quasi per inciso, Benedetto XVI ammonisce rispetto ai tentativi di rendere l’unione familiare “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. Si noti che gli omosessuali non vengono neanche esplicitamente nominati, anche se il riferimento è chiaro. Nel capoverso successivo, infine, si afferma che la negazione di tali principi, in primis quello del rispetto della vita, “costituisce un’offesa contro la verità della persona umana”, quindi – in piena coerenza con le premesse generali – “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”.

    Apriti cielo. “Il Papa: i gay minacciano la pace mondiale”, hanno strillato i giornaloni. La solita Concia si è prontamente mobilitata, accusando Benedetto XVI di “alimentare l’odio” contro gli omosessuali e assicurando, quale esperta in materia, che le parole del Papa vanno “contro qualsiasi messaggio cristiano”. Si è sollevato presto un polverone, insomma, su un documento che nessuno di quelli che ne parlano (a sproposito) ha neanche letto.

    E dire che, sulle tematiche economico-sociali, Benedetto XVI scrive cose molto significative, riprovando il fatto che, “presso porzioni crescenti dell’opinione pubblica, le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali”. Esorta a valorizzare adeguatamente il lavoro, che non può essere ridotto a “variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari”, sacrificato sull’altare della “massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica”. Anche qui, il Papa invita a riscoprire la logica del bene comune e di una società organicamente ordinata. Considerazioni che potrebbero suscitare interesse anche a sinistra, se quest’ultima non avesse smesso di occuparsi della povera gente per dedicarsi, per dirla con Bertinotti-Guzzanti, alla difesa “degli omosessuali e di alcune felci” (vedi video).

    Di tutta la profondità della riflessione del Papa, dunque, resta solo il titolo scandalistico a caratteri cubitali, buono a suscitare l’indignazione dei guardiani del politicamente corretto. La Chiesa non viene più intesa dal mondo contemporaneo non perché, come affermò il defunto cardinal Martini, essa è rimasta indietro di duecento anni. Semplicemente, il Magistero di Papa Benedetto vola troppo alto per poter essere compreso da un mondo che ha mandato il cervello all’ammasso, rinunciando a fare uso della ragione, quella vera. Troppo alto per gli orizzonti limitati della Concia e dei suoi accoliti, che pure plasmano a proprio gusto un’opinione pubblica rincretinita. Il dramma è tutto qui.

    Marco Mancini, da Campari & De Maistre

  25. tenkiu – 7 January 2013, 12:07 (n° 25)

    La pena di morte per gli omosessuali? La Chiesa dice no
    20 dicembre, 2012
    di Paolo Rodari
    da Il Foglio, 18 dicembre 2012

    Non sono stati due giorni facili per il Vaticano. Prima i giornali italiani che, sintetizzando un passaggio del messaggio del Papa per la Giornata della pace nel quale ritorna sulla visione del matrimonio fra un uomo e una donna come profondamente differente da tutte le altre forme di unione, sintetizzano che Benedetto XVI non vuole “le nozze gay”.

    E poi quelli ugandesi, che si scatenano ancora contro Benedetto XVI colpevole di aver ammesso al baciamano, durante la scorsa udienza generale, la presidente del Parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, presente a Roma per la settima assemblea dei parlamentari per la Corte penale internazionale e lo stato di diritto. Kadaga, infatti, nella sua qualità di speaker del Parlamento di Kampala, ha sostenuto pubblicamente il disegno di legge “anti omosessualità” (“Kill the Gay Bill”) che, nella sua versione originale, presentata nel 2009 dal deputato David Bahati, prevedeva la pena di morte per chi fosse riconosciuto colpevole di “omosessualità aggravata”, ad esempio in caso di relazione con un minorenne o di infezione da Aids. Un provvedimento ancora in discussione e che nella sua versione attuale prevede non più la pena di morte ma l’ergastolo, mantenendo il quadro generale di inasprimento delle pene per le relazioni tra lo stesso sesso.

    Seppure il baciamano papale non significhi in nessun modo l’approvazione delle politiche di coloro che compongono una delegazione, a scagionare – se mai ve ne fosse bisogno – il Papa è perfino Wikileaks. Uno dei cable di Wikileaks, infatti, aveva già mostrato come nel 2009 gli Stati Uniti si erano impegnati attivamente per sensibilizzare i diplomatici della Santa Sede. Nel dicembre 2009, quando la discussione sul “Kill the Gay Bill” era all’apice, l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, Celestino Migliore, respinse ogni forma di “violenza e ingiusta discriminazione” nei confronti degli omosessuali, mentre poche settimane dopo l’arcivescovo di Kampala, Cyprian. K. Lwanga, condannò il disegno di legge perché prendeva di mira “il peccatore e non il peccato” e non rispecchiava un “approccio cristiano” alla questione dell’omosessualità.

    In una nota della Conferenza episcopale ugandese, inoltre, si legge: “Apprezziamo lo sforzo del governo di proteggere la famiglia tradizionale e i suoi valori. L’insegnamento della chiesa resta fermo sul fatto che gli atti omosessuali siano immorali. Ma la chiesa insegna il messaggio cristiano di rispetto, compassione e sensibilità. Le persone omosessuali hanno bisogno di aiuto, comprensione e amore come tutti coloro che si sforzano di diventare membri del Regno di Dio” (anche qui). E sulla normativa specifica i vescovi, rifacendosi al Vangelo, affermano: “L’uccisione non può essere presa a modello in un approccio cristiano alla questione. L’introduzione della pena di morte e dell’imprigionamento per atti omosessuali colpisce le persone invece di cercare di aiutarle”.

  26. tenkiu – 7 January 2013, 12:16 (n° 26)

    Harvard conferma Benedetto XVI: contro l’Aids meglio la fedeltà del condom
    14 febbraio, 2011
    Un nuovo studio appena pubblicato dallo studioso di sanità pubblica Daniel Halperin, docente alla Harvard University, dà ragione a Benedetto XVI e alla sua sottolineatura dell’educazione (e non dello strumento «tecnico» del condom) per sconfiggere la diffusione dell’Aids. Halperin ha preso in esame il caso dello Zimbabwe per capire qualcosa sulla prevenzione della diffusione dell’Aids. In sintesi, il ricercatori di Harvard ha riscontrato che «una riduzione nei partner sessuali conduce a una decrescita delle nuove infezioni da Aids». spiega che il caso Zimbabwe lo dimostra: la prevalenza del virus è caduta del 13% dal 1997 al 2007, un crollo troppo evidente per attribuirlo a motivazioni naturali ma la cui ragione risiede altrove, ha sottolineato lo studioso americano. Avvenire«Il modello esaminato ha dimostrato che non si tratta di una curva naturale – ha spiegato Halperin -. Il calo è stato troppo forte. Questo suggerisce che ciò è dovuto a cambiamenti di comportamento e anche i dati empirici derivanti dai comportamenti suggeriscono un cambio». Secondo il ricercatore la storia di successo dello Zimbabwe avvicina il Paese di Mugabe alla vicenda dell’Uganda, la prima a promuovere una riduzione dei partner sessuali per sconfiggere l’Aids, come visto negli anni Novanta a Kampala e dintorni. Il crollo dell’incidenza dei sieropositivi (- 13% in 10 anni) viene dimostrato nella provincia di Manicaland dove dal 1998 al 2003 sono diminuiti del 40% gli uomini che hanno ammesso di avere partner sessuali multipli: lo stesso periodo in cui – segnala Halperin – è diminuita l’incidenza del virus. Lo studio è pubblicato su IRIN. In Ultimissima 5/7/10 davamo notizia di uno studio dell’Università di Navarra che a sua volta dichiava fallito il tentativo di fermare la diffusione dell’Hiv in Africa attraverso l’uso del preservativo. Ciò che è efficace -sostennero i ricercatori- è l’educazione ad una sana sessualità. Anzi, hanno dimostrato che il preservativo aumenta la diffusione dell’AIDS.

  27. tenkiu – 7 January 2013, 12:40 (n° 27)

    L’ONU e l’OMS ringraziano la Chiesa per l’impegno contro l’HIV in Africa
    28 agosto, 2012

    Verso fine maggio 2012 si è svolto in Vaticano il Convegno internazionale sul tema “La Centralità della persona nella prevenzione e nel trattamento dell’Hiv/Aids: esplorando le nuove frontiere”. All’appuntamento, aperto dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha partecipato anche Michael Sidibé, segretario generale aggiunto dell’Onu e direttore esecutivo di UnAids, il quale ha risposto in un’intervista per Radio Vaticana ad una domanda in cui gli sono state sottoposte le critiche che talvolta la Chiesa cattolica riceve per la sua posizione contraria al condom come “panacea di tutti i mali”, e che molti scambiano come un inno alla diffusione dell’HIV tra gli africani.

    Sibidé ha risposto: «io penso che vi siano ambiti molto vasti sui quali siamo in accordo: non abbiamo che qualche disaccordo. Credo che la Chiesa cattolica faccia uno sforzo enorme per battersi contro la stigmatizzazione, la discriminazione ecc. I servizi comunitari che esistono – i più decentralizzati – sono i servizi che raggiungono le famiglie e che permettono loro di avere accesso alle informazioni per proteggersi e contribuiscono anche – giustamente – a consolidare questo concetto di famiglia, che è indispensabile ancor di più se ci si trova in situazione di povertà».

    Continui, d’altra parte, sono gli appelli di Papa Benedetto XVI perché ai malati di Aids vengano concesse cure gratuite, come ha chiesto diverse volte anche il card. Tarcisio Bertone. Concreto è l’impegno dei cattolici in Africa, come dimostra la recente premiazione da parte dello University College di Cork, e in precedenza dall’Università di Harvard, di Suor Miriam Duggan, autrice di un innovativo ed efficace programma di lotta all’epidemia dell’HIV realizzato in Uganda (senza l’uso del condom). Abbiamo anche ricordato come nei Paesi africani a maggioranza cattolica vi sia un più basso tasso di AIDS.

    In un’altra occasione, mons. José L. Redrado Marchite, Segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ha ricordato che «in molte regioni dell’Africa subsahariana, in particolare nelle zone più remote e dove il reddito medio è particolarmente basso, gli unici a fornire le terapie antiretrovirali e ad intervenire in favore delle vittime indirette sono proprio i dispensari ed i presidi medici appartenenti a congregazioni, ordini ed istituti religiosi nonché ad alcune ong di matrice cristiana».

    Tutto questo è stato confermato durante un incontro, intitolato “HIV, l’epidemia dimenticata”, svoltosi all’interno del “Meeting per l’amicizia dei popoli”, la nota kermesse riminese, a cui hanno partecipato diverse figure di grande prestigio internazionale, dedicate a questa terribile piaga. Come si può osservare dal filmato qui sotto, si è a lungo parlato di AIDS e della situazione africana. In particolare il dott. Carlo Federico Perno, Docente di Virologia all’Università di Roma Tor Vergata, ha ribadito l’estrema necessità di combattere questa dura lotta attraverso il cambiamento dei comportamenti sessuali e non tanto con l’utilizzo e la massiccia distribuzione di soluzioni tecniche, come aveva già ribadito in precedenza. Verso la fine dell’incontro i relatori hanno anche affrontato il contributo della Chiesa cattolica, attraverso le cosiddette “Faith based organization”.

    Il dott. Alberto Piatti, Segretario Generale della Fondazione AVSI e moderatore dell’incontro, ha citato alcuni dati, rivelando che l’accesso ai servizi primari sanitari in Africa, per più del 50% è garantito da ospedali missionari, e nonostante questo il “Fondo globale” per le malattie ha erogato fino a oggi, dal 2002, soltanto 541 milioni di dollari alle “Faith based organization”, su un totale di 22,6 miliardi di dollari erogati complessivamente. Paul De Lay, direttore esecutivo di UNAIDS (il programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV), ha spiegato di collaborare anche con la Caritas, affermando: «le comunità confessionali e la religione hanno un ruolo importantissimo oltre l’erogazione dei servizi, rappresentano la fonte di tanta prevenzione, assistenza e servizi di supporto. Credo sia importante sottolineare questi ruoli della religione nella vita di questa gente che viene toccata dall’epidemia». Inoltre, ha continuato, queste organizzazioni «hanno un ruolo importantissimo nel ridurre lo stigma e la discriminazione». L’AIDS, infatti, non è soltanto un problema di salute, non si può trattarlo soltanto come un problema sanitario, «e qui entra in gioco anche la fede e le organizzazioni religiose, infatti i modelli di trattamento basati sulla comunità sono molto più efficaci di quelli basati soltanto su un approccio puramente sanitario».

    Anche il Direttore regionale per l’Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, Luis Gomes Sambo, ha dedicato parole nel suo intervento per «riconoscere ed apprezzare fortemente il ruolo e l’impegno del “Consiglio Pontifico degli operatori sanitari” del Vaticano e tutta la loro rete di strutture sanitarie presenti in Africa, riescono infatti a svolgere dei servizi preventivi e di trattamento per l’HIV e sopratutto mostrano compassione per coloro che sono colpiti e soffrono». Ma perché tutto questo impegno da parte dei cattolici, si è domandato il dott. Piatti concludendo l’incontro. Perché «desideriamo rispondere al bisogno di queste persone fino in fondo, riconoscendo in loro, come in noi stessi, ”l’innata dignità” -citando le parole del Papa- dovuta dal rapporto con il Creatore».

  28. Mario – 8 January 2013, 01:14 (n° 28)

    questa lunga sequela di “citazioni autorevoli” mi ispira un sorriso intenerito.
    C’è solo un concetto che vorrei ribadire riguardo alla rinomata ricerca da te citata:
    “l’educazione sessuale per sconfiggere la diffusione dell’Aids”
    traduzione: “scopare con una sola persona non affetta da aids riduce il rischio di contrarre l’AIDS”. Ops, maddai, veramente? Pensa un po’ che è proprio impossibile, non improbabile, visto che il virus dell’HIV non si genera spontaneamente all’atto sessuale.
    Certa di imparare qualcosa sull’argomento prima di riportare parole di qualcun altro solo perchè rientrano nel tuo schema di convinzioni, sebbene non corrispondano a nessuna realtà oggettiva. Spassosa da morire, a questo proposito, la conclusione dell’articolo “Anzi, hanno dimostrato che il preservativo aumenta la diffusione dell’AIDS”. Meraviglioso! Chi l’ha scritto è un genio!

    Perdonami, ma non ho proprio il tempo di sorbirmi quella sfilza di parole, purtroppo devo preparare un esame di anatomia, sai, uno di quelli che poi servono a curare la gente, non ad ammazzarla come certe sciocche convinzioni.

  29. tenkiu – 8 January 2013, 09:55 (n° 29)

    Mario scrive::

    Perdonami, ma non ho proprio il tempo di sorbirmi quella sfilza di parole, purtroppo devo preparare un esame di anatomia, sai, uno di quelli che poi servono a curare la gente, non ad ammazzarla come certe sciocche convinzioni.</blockquote

    Chissà, forse è vero che scegli di non leggere perchè preferisci studiare!
    Questo ti fa onore da una parte, caro Mario, ma non ti autorizza a definire superficialmente – ciò che NON hai leggiucchiato – "una sfilza di parole" solo perchè presumi di conoscerne il contenuto.
    Magari, leggendo da un'altra angolatura, potresti accorgerti che il discorso è un po' più ampio e profondo e che va oltre certe banali convinzioni.
    Spero non userai lo stesso sistema per preparare l'esame di anatomia… :-)
    Ti faccio tantissimi auguri per i tuoi studi con la speranza che tu un giorno possa veramente CURARE la gente.
    Ricordati che dipenderà solo da te voler CURARE o AMMAZZARE la gente, e che – più che "la gente" – avrai una PERSONA davanti a te da curare, che non è solo un corpo – o peggio – un NUMERO come il più delle volte ti fanno sentire!
    A proposito, una goccia d'Amore nei farmaci non deve mai mancare: farà bene sia al paziente che anche al medico!
    O… finirai in un freddo laboratorio?

  30. tenkiu – 8 January 2013, 10:05 (n° 30)

    @ Mario:
    tenkiu scrive::

    ma non ti autorizza a definire superficialmente – ciò che NON hai leggiucchiato –

    stavolta son caduta io! :-)

    correggo:
    “ma non ti autorizza a definire superficialmente – ciò che HAI leggiucchiato”

    Beh, questa è la prova che la perfezione non è di questo mondo! :-)

    P.s. spero che questo ti ispiri un altro “sorriso intenerito”

  31. Mario – 13 January 2013, 17:46 (n° 31)

    devo riconoscere che la tua risposta al mio atteggiamento palesemente arrogante (attenzione, non ai contenuti della mia risposta, che continuo a ritenere giusti, ma al tono provocatorio volutamente assunto), mi ha un po’ sorpreso. Non solo non hai raccolto provocazioni e non hai inasprito lo scambio, ma hai addirittura risposto, oserei dire, in modo quasi affettuoso, sebbene con una punta di commiserazione. :p
    Tuttavia ti devo dire che ti sei fatta un’idea completamente sbagliata, io credo in virtù del falso mito che il razionalismo e lo scientismo ammazzerebbero le emozioni, la bellezza e la poesia, e prima di risponderti personalmente ti voglio proporre un bellissimo video realizzato sulle parole di un famoso scienziato http://vimeo.com/55874553
    Per quanto mi riguarda ti posso dire che ritengo assolutamente falso che siano le convinzioni di una persona a determinarne la creatività, credo invece che la ricerca della bellezza e della meraviglia dell’umanità sia da cercarsi soprattutto nell’uomo stesso, in relazione con gli altri uomini. Credo che ci siano state persone sia credenti che non credenti, di una straordinaria grandezza, umanità, capaci di realizzare opere d’arte eccezionali o di fare del bene a tante persone, così come ce ne sono state tante da tutte e due le parti di meschine, crudeli e deplorevoli. A questo proposito però mi viene in aiuto una grande citazione: “con o senza religione avresti persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive. Ma per avere persone buone che fanno cose cattive ci vuole la religione”. Ed è dovuto esattamente a questo la mia rabbia, la mia furia, nei confronti della religione. E quello dei preservativi, ironia della sorte, ne è un esempio lampante, a mio giudizio: centinaia, migliaia di persone buone convinte di fare del bene, di essere portavoci di un bene supremo, hanno fatto del male a milioni di africani consentendo la diffusione dell’AIDS. E questa, da futuro medico, ma soprattutto da essere umano, è una cosa che non posso accettare. Se poi vuoi un esempio ancora più lampante ci sono tutte le varie cacce alle streghe, crociate e guerre fratricide in nome di un falso dio (qualsiasi esso fosse).
    Sai perchè ho scelto di non leggere ? Perchè io ti ho argomentato con le mia parole, con le mie opinioni, il mio punto di vista. E se in una discussione fra due persone una smette di rispondere e porta una lista di scritti altrui, per me ammazza la discussione. Non sto più parlando con te, ma con qualcun altro. Io metto in dubbio qualsiasi cosa, è il modo più sano di approcciarsi alla vita, e tante volte ho cambiato idea di fronte ad argomenti che mi sono sembrati più convincenti dei miei, eppure qualsiasi argomento “divino” si è sempre sgretolato di fronte alla ben più sostanziosa ragione, andando per forse a rifugiarsi nell’unica via di scampo, dove la ragione non può più arrivare: la fede, che è solo un sentimento umano e non la dimostrazione di qualcosa di trascendente.
    E allora leggi queste parole che ti sto scrivendo, e ti renderai conto che dietro ad un’opinione ci stanno anni di riflessioni, conversazioni, discussioni e a volte anche litigi, ci sta la paura e al tempo stesso l’immensa gioia di cercare il significato della vita nella vita stessa e non in qualche immaginaria vita dopo la morte, ci sta il bene delle persone che ci circondano, non legato all’interesse di comprarsi un biglietto facile per l’aldilà, ma all’esclusivo desiderio di vedere la felicità nelle persone che ci circondano.
    Riflettici, sono dei bei deterrenti la paura dell’inferno e il desiderio dell’infinito. Sono dei deterrenti a cui ho dovuto rinunciare completamente, il che mi costringe a riflettere veramente sul bene e sul male e su come comportarmi con chi mi sta intorno, invece di seguire delle regole scritte a tavolino da un qualche individuo di alcune migliaia di anni fa, o di andare a comprarmi l’indulgenza svendendo la mia integrità.
    E allora non bollare un’avversione alla fede come il freddo cinismo di un futuro scienziato cieco ai sentimenti umani, perchè è la che sbagli. è proprio per i sentimenti umani che lotto con tutta la mia forza contro quello che ritengo un male.
    No, io voglio fare il medico, non il ricercatore, perchè ho deciso di affrontare un corso di studi molto impegnativo per avere un ruolo diretto nel benessere delle persone, ma ciononostante credo che sia fuorviante immaginare necessariamente la freddezza in un laboratorio. La freddezza (o il calore) sta nelle persone, quali che siano le loro convinzioni, e tante volte si vede molto di più in certe tetre chiese in cui uomini, donne e bambini vengono indottrinati a seguire obblighi e proibizioni senza senso, piuttosto che in un luogo dove si affronta quotidianamente la magnifica avventura della scoperta, galvanizzata da un motore umano di una potenza incredibile: la curiosità, il desiderio di vedere più a fondo le cose che ci circondano. E dunque, pur non avendo scelto la strada della ricerca, ritengo che ci possa essere tanta bellezza e tanto calore pure in un laboratorio, anche se siamo abituati a immaginarlo meramente come un luogo meramente di provette senza senso.
    Per finire ti voglio raccontare un po’ qual’è il mio approccio alla vita che ho scelto di perseguire. Sono al terzo anno di medicina e i libri li chiudo per tanti motivi.
    Attualmente sono impegnato in un associazione studentesca in cui mi occupo degli scambi internazionali, ovvero ogni anno consento a 20 ragazzi della mia università di partire per il mondo e fare esperienze mediche in altri paesi, e ad altrettanti ragazzi stranieri di venire da noi e immergersi nella nostra realtà, nel frattempo ho organizzato un cineforum per affrontare il tema del paziente psichiatrico e approfondire il migliore approccio che il medico può assumere per il bene del paziente stesso, l’anno scorso ho partecipato come volontario con la caritas per un progetto di assistenza ai senza tetto, e a fine febbraio parto per l’india per un mese e mezzo per fare volontariato in un ambulatorio di Calcutta. Queste sono solo alcune (le più significative) delle cose che faccio, e nel frattempo cerco di coltivare i miei interessi, suono, faccio recitazione, scrivo, leggo, e cerco di sperimentare qualsiasi stimolo che mi capiti di incontrare nel mio percorso. Non ambisco a diventare un musicista o un attore, ma suonare e recitare mi insegnano molte cose, cose importanti per la mia vita.
    Ogni giorno della mia vita cerco di viverlo nel modo più intenso possibile, perchè la mia convinzione è che il senso della vita sia la vita stessa.
    E allora dove stanno il calore, la bellezza, l’amore, la gioia, i sentimenti, le emozioni, ti chiedo?
    Tutta quella freddezza che immaginavi dietro ad una mente razionale la percepisci ancora?

  32. Valerio – 16 January 2013, 16:52 (n° 32)

    Se è riuscita ad arrivare alla fine del discorso, forse no… ;)

    P.S. Suggerimento per Giovanni: dato che alcuni commenti sono lunghetti, che ne pensi di rivedere il layout per allargare il box?

  33. Antonio – 18 January 2013, 05:26 (n° 33)

    Scusate se intervengo ma vorrei dire una cosa e la vorrei dire soprattutto a Mario, secondo me tu sei una persona eccezionale ma sei troppo buona, troppo generosa e l’eccesso, anche di qualità teoricamente positive, finisce per essere dannoso perché impedisce di capire realmente con chi si ha a che fare, i cattolici, tutti, nessuno escluso, sono, secondo me, gravemente colpevoli, rispondere umanamente a una cattolica è un errore gigantesco, prendere sul serio l’accusa di “mancanza d’amore” è un errore ancora più grave, se c’è una cosa che i cattolici non hanno è proprio un cuore, io sono siciliano e in Sicilia c’è un proverbio che tradotto dice: ” Lo stesso morto insegna a piangere”, le argomentazioni, il confronto delle idee con certa gente può essere solo duro e implacabile proprio perché a certa gente manca un cuore degno di questo nome e, del resto, se un cuore avessero sarebbe il loro cuore a indicargli la giusta via e non rimarrebbero nell’abisso in cui sono.
    Ti faccio i miei migliori auguri.

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