Pensieri di un uomo che non c’è

16 September 2002, 9:27 | Èbbene l'ho scritto | Commenti: 1

Under 21: Ogni tanto ritrovo cose che ho scritto da teen-ager, un po’ sono imbarazzanti, un po’ mi piaccion: mi sono inventato questa categoria per poterle – vigliaccamente – pubblicare, con tanto di disclaimer.

Pensieri di un Uomo che non c’è

Quella che parla è una persona che non esiste.
Sono un uomo morto che cammina, come mi ricordano ogni giorno.
“Death Man walking”
Tra poco non esisterò neanche per me stesso, e forse è meglio così..
.
Questa lettera non ha un destinatario:
Potrei mandarla alla Giustizia, al mondo;
Ma già vedo il timbro stampato sulla lettera:
“Destinatario Sconosciuto”.

Tutti si aspetterebbro da me un proclama di innocenza.
Invece voglio andare al di là del bene e del male (neanche fossi il più grande pensatore del ‘900)
Non voglio parlare di quello che ho fatto. Ho sbagliato.
Queste cose in 20 anni si capiscono.

Non voglio la pesantezza della compassione
Voglio volare via, leggero.

Non voglio la grazia:
Perché proprio a me?
Tanti altri meriterebbero di rimanere tra Voi, non io.
Tante persone che hanno prodotto meno dolore di quello che ho prodotto io.
Altri ancora che non hanno fatto nulla. E devono morire.
Come si fa ad esser certi che qualcuno è colpevole?
E non venitemi a parlare di DNA o impronte digitali:
la certezza assoluta non ci puo’essere.
Ed anche per un margine di errore di uno su un milione non si può uccidere un uomo.
Per quel milionesimo di innocenza residua è sbagliato condannare.
E se quella possibilità infinitesimale, se quella possibilità impossibile, fosse quella giusta?

Lo stato mi ha condannato a morire perché io ho condannato qualcuno allo stesso destino.
Uccidendomi vorrebbero insegnarmi che uccidere è sbagliato. Strano concetto.
Probabilmente ho imparato la lezione, ma non grazie a loro.
E’incomprensibile come chi giudica uccidere il più infimo dei peccati, poi si abbassi a commettere lo stesso peccatto. E’una contraddizione in termini.

Una volta mi rivelarono, come un segreto, il mio errore:
Ho preso la vita come una cosa troppo seria.
Forse hanno ragione: comunque vada non ne esci vivo.

E non ne uscirò vivo io.

Un solo pensiero mi consola, un pensiero che Loro non hanno nemmeno calcolato:

Nietzche morì pazzo,
Hemingway fu stroncato da una cirrosi epatica,
Martin Luther King per uno stupido proiettile,
E cosi Kennedy, Che Guevara, John Lennon e tanti altri.

Io morirò per la Giustizia.
O almeno così dicono.

Socrate

– Commenti:



Un commento presente su “Pensieri di un uomo che non c’è” – Feed

  1. eqftwkxjd nqhtvlbji – 7 January 2008, 02:26 (n° 1)

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