Quelli stupidi in America

12 January 2011, 10:56 | Alta politica | Commenti: 6

interesse 2 su 5

Gli Stati Uniti sono un Paese strano, perché sono un posto dove non ci sono i fascisti. Intendiamoci: hanno un sacco di persone poco a modo, un pacco di nazionalisti nel modo più ottuso e cattivo, una quantità assurda di evangelici in fissa con la lettera della Bibbia, tanti simil-leghisti in salsa a stelle e strisce da riempire un altro Stato, un sacco di gente ultra-conservatrice in mille altri modi che non siano quelli. Però i fascisti come ce li abbiamo noi, quelli che fanno viva il Duce, proprio non ce l’hanno. Vabbè, i nazisti dell’Illinois, come in Italia ci sono quelli del capitalismo anarchico, però sono due gatti.

Ci sono ragioni storiche per tutto questo e hanno a che vedere con l’altra parte politica un po’ al contrario di ciò che succede da noi, ma ora come ora negli USA quelli matti sono quelli che si mettono a gridare “GOVERNMENT!!!” (per loro è una parolaccia) se gli alzi le tasse di 2 dollari e venticinque cents. Cioè l’opposto del fascismo come lo conosciamo noi, che è un socialismo nazionale (che se invertite ‘ste due parole non dovete neanche finire di leggere il post), corporativo, statalista, autarchico, eccetera.

E questi qui, in genere, sono quelli che odiano tutti, ma in particolare le persone che spiegano che ogni tanto lo Stato può fare qualcosa di decente, tipo provare a garantire la copertura sanitaria a tutti, o assicurare una scuola che funzioni anche all’ultimo fratello di Harlem (perché conviene a tutti). Quindi in questo periodo Obama, i democratici, eccetera.

Proprio questi, difatti, sono anche quelli che nel tentativo di dimostrare un punto politico particolarmente fine – in ragione del fatto che Obama si è battuto per un timido intervento statale – lo paragonano a Hitler (e non è un complimento). Hai i baffi? No. Peccato, sennò usavo quello. Allora facciamo che siccome vuoi dare i soldi alla sanità pubblica, io ti paragono al più stronzo di tutti.

Ora, si fa una gran fatica a spiegare a quelli matti che questo paragone è più offensivo che ridicolo, e che Hitler era pure – per dire – vegetariano ma questo non si traduce nell’evidenza che tutti i vegetariani siano dei genocidi. Percio, per favore, non mettetevici anche voi: il fatto che fra le letture del ragazzo che ha sparato a Giffords ci fosse il Mein Kampf (assieme al Manifesto del Partito Comunista e ad Alice nel Paese delle Meraviglie) non dimostra che fosse uno mandato lì dai tea parties, semmai l’opposto.

Che poi su quella manigolda di Sarah Palin ci sono talmente tante critiche fondate da muovere, che di attaccarsi al pericolosissimo conio semantico del mandante-linguistico come un Berlusconi qualunque non c’è proprio bisogno.

– Commenti:



6 Commenti presenti su “Quelli stupidi in America” – Feed

  1. Federico – 12 January 2011, 11:08 (n° 1)

    Ma questa cosa è bellissima: http://rexcurry.net/money.html

  2. Treb – 12 January 2011, 11:10 (n° 2)

    un po troppo “politicamete corretto”..

  3. Ila – 12 January 2011, 11:16 (n° 3)

    Anche perché il ragazzo che ha sparato era proprio «ossessionato dalla linguistica e dalla grammatica».
    Ehm.

  4. Ugo – 12 January 2011, 12:13 (n° 4)

    Giovanni scrive::

    Vabbè, i nazisti dell’Illinois, come in Italia ci sono quelli del capitalismo anarchico, però sono due gatti.

    Cazzo, che male fa sentirsi dire la verità.

  5. Alessa' – 12 January 2011, 14:14 (n° 5)

    @ Ila:
    Eheh anch’io non ho potuto evitare di fare la stessa associazione mentale leggendo l’articolo del post… :)

  6. Ila – 12 January 2011, 23:38 (n° 6)

    @ Alessa’:
    Who knows… :)

Vuoi lasciare un commento?
Bene, e grazie! Questo blog crede nella persuasione – ama le discussioni e chi le fa. Si discute per cambiare idea o per dare la possibilità agli altri di cambiarla. Perciò, più della tua opinione, ci interessano le ragioni che la sostengono, ciò che potrebbe far cambiare idea anche a noi. E tu? Potresti cambiare idea? Se la risposta è no, è inutile partecipare alla discussione – hai già deciso di non farlo.




Distanti saluti