Sabato 24 gennaio

24 January 2009, 20:30 | Diario dalla Palestina | Commenti: 1

Occidentali, occidentali e occidentali – Diario dalla Palestina 146

Incredibile a dirsi, ma ieri quando siamo tornati a giocare a pallone con i bambini a Cremisan una delle suore salesiane che gestiscono la struttura mi ha fermato dicendo: «la mia superiora ha letto il tuo Diario, e ha detto che condivide molte delle cose che hai scritto, ma deve fare una precisazione – noi conosciamo alcuni palestinesi che vorrebbero vivere in Israele».

Non ho ben capito in quale parte del blog, google abbia trasportato queste suore, quindi non so a cosa si riferissero di preciso: so che hanno capito che lo scrivente fossi io perché, dalle foto su Distanti Saluti, hanno riconosciuto i bambini che erano venuti a giocare a pallone, e da lì avevano ricollegato a me il volontario che doveva essere lo scrivente.

In ogni caso mi sembra giusto raccontare anche questa testimonianza, tanto diversa da quelle di cui ho esperienza quotidiana io: devo dire che non mi stupisce che le persone in qualche modo più ragionevoli – perché preferiscono uno stile di vita più tranquillo, più libero e più agiato, all’amore per la Bandiera – vivano nel giro delle strutture cattoliche.

Non ho capito i motivi di questa inversione, se è perché spesso le strutture cattoliche offrono un contatto con l’Occidente e quindi con persone – quantomeno – non cannibalizzate dall’odio. Se abbia a che fare col messaggio cristiano in sé, ma devo dire che la filosofia del perdono, dell’altra guancia, dell’amore per il prossimo, sono molto poco presenti, nei cristiani di qui, perlopiù ortodossi, che in Europa sarebbero considerati con pochi dubbi dei fondamentalisti. Oppure se – molto semplicisticamente – perché quello che lì è “indietro”, qui è “avanti”.

Non so davvero. Sicuramente l’incontro, la possibilità di conoscere, vedere, dialogare, con gli Altri è una componente fondamentale. Nella piccola esperienza che ho degli arabi-israeliani, con tutte la complessità che può esserci in più di un milione di persone, il fatto di vivere quotidianamente con gli israeliani è il miglior anticorpo da tutti i pregiudizi. E forse è questo l’argomento più forte contro il Muro che ha annullato gli attentati kamikaze, ma – oltre ad aver di fatto, deliberatamente spostato il confine – ha contribuito a questa separazione.

Il paradosso è che il nomignolo spregiativo, e molto poco politicamente corretto che gli arabi-israeliani dànno ai propri cugini campagnoli è “quelli occidentali”, che starebbe per quelli-del-Banco-Occidentale, cioè la parte araba al di qua del Giordano (e prima del ’67 della Giordania), ma ha un curioso effetto semantico: perché, fra i due, quelli occidentali sono loro. In tutti i sensi.

– Commenti:



Un commento presente su “Sabato 24 gennaio” – Feed

  1. bruno – 25 January 2009, 10:31 (n° 1)

    Latitavo da un pò, e ti ho trovato nella solita forma. Grazie.

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