Terrorista

25 July 2011, 17:18 | Alta politica, Il Male curabile | Commenti: 17

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Coloro che oggi lamentano l’ipotesi islamista come un pregiudizio non sanno cosa sia un pregiudizio. Non parlo delle critiche a chi l’ha scritta sui giornali prima di averne le conferme, quello è cattivo giornalismo. Parlo della prima ipotesi che abbiamo fatto, noi tutti, quando abbiamo saputo della bomba e della rivendicazione farlocca del gruppo qaedista. Un pregiudizio è una convinzione radicata – irrazionale e non basata su prove o ragionamenti – spesso formata su una paura, senza possibilità di cambiare idea.

Ipotizzare che una bomba in una capitale europea è opera del terrorismo islamico è semplicemente la più ragionevole delle ipotesi, valutando il passato recente di questi episodî e l’ideologia che lo supporta. Quando picchiano un omosessuale a Roma, la prima ipotesi che ci viene in mente è che sia qualcuno legato al neofascismo: e questo mica vuol dire che abbiamo un pregiudizio nei confronti del neofascismo. Se domani sparano a Mina Welby – “Dio” la conservi –, la prima ipotesi che formuleremo sarà che il colpevole sia qualcuno legato all’estremismo cristiano, e questo ben sapendo che ciò non investe di sospetti il nostro giornalaio che ha il poster di padre Pio attaccato nel chiosco. Anzi, chi è ansioso di scagionare la categoria “terrorismo islamico” perché pensa così di scagionare Ahmed, il fruttivendolo sotto casa, è il primo che investe quel legame di legittimità.

Tuttavia, c’è un’altra cosa che potrebbe denotare un pregiudizio nelle reazioni di queste ore. Non è l’uso del termine islamico prima, ma il mancato uso del termine terrorista poi – quando si è scoperta la diversa matrice dell’attentato. Il terrorismo è l’uccisione indiscriminata di civili (quindi, al di fuori della mente criminale, innocenti) per perseguire scopi ideologici. Non c’è dubbio che Breivik sia un terrorista e abbia fatto un atto di terrorismo (mi ricorda un po’, sul fronte opposto, la renitenza all’uso del termine “terrorista” nei confronti di Hamas). C’è l’uccisione indiscriminata e ci sono gli scopi ideologici, nei quali la religione viene prima della politica che viene a sua volta prima della religione, in un circolo vizioso che abbiamo oramai imparato a conoscere e che è, quasi sempre, il sottobosco in cui fiorisce il terrorismo e le ideologie che a esso sono intrecciate.

– Commenti:



17 Commenti presenti su “Terrorista” – Feed

  1. Farfintadiesseresani – 25 July 2011, 17:30 (n° 1)

    Non son per niente d’accordo sulla definizione di pregioudizio.

  2. Giovanni Fontana – 25 July 2011, 17:34 (n° 2)

    @ Farfintadiesseresani:
    Spiega!
    Cioè, se io vedo nuvoloso ed esco con l’ombrello sono vittima di un pregiudizio?

    (Son curioso: ti firmi sempre Farfintadiesseresani anche se sei Luserta?)

  3. Stefano – 25 July 2011, 17:38 (n° 3)

    Non entro nella semantizzazione del termine “pregiudizio”, un po’ perche’ sono d’accordo con te e un po’ perche’ se no facciamo notte…

    Faccio una precisazione invece sul “terrorismo”: terrorista e’ chi uccide civili allo scopo di creare terrore (o reazioni analoghe) nella popolazione, in modo da delegittimare lo Stato (in parte le BR) o da far ritenere un certo risultato politico piu’ appetibile, in cambio della fine dello spargimento di sangue (indipendentismo).
    Insomma, il terrorismo non e’ l’azione violenta, ma la strategia che ci sta dietro, se c’e’.
    E’ una scelta ragionata: violenta, vigliacca, inumana, ma ragionata.

    Non so se Breivik possa essere considerato un terrorista: se la sua era una crociata personale, non lo e’; anche se lo faceva per mandare un messaggio e basta, non lo e’. Lo sarebbe stato se avesse iniziato una serie di attacchi ai civili, chiedendo l’espulsione degli immigrati in cambio di una tregua.

    Da quanto si e’ capito, l’ha fatto per ideologia si’, ma a scopo di protagonismo individuale, e questo lo rende un povero psicopatico dissociato, come il pazzo di Virginia Tech.

  4. Max – 25 July 2011, 18:20 (n° 4)

    @ Stefano:
    I disagree.

    pazzo non riassume il personaggio. un pazzo non e’ metodico, coerente, pianificatore. non c’e’ dissociazione qui. non e’ schizofrenico.

    in uno psicopatico antisociale il personale desiderio di soddisfare i propri impulsi naturali e’ il motore principale. il proprio narcisismo prevale, il desiderio di non essere catturati pure. in quello non mostra i tratti di un serial killer, che uccide per il soddisfacimento di un impulso, sessuale spesso.

    detto cio’, elementi narcisitico-antosociale sono presente in molti criminali, inclusi molti terroristi (o membri delle professioni…).

    a Virginia Tech il “perp” era un loner che aveva gia mostrato tendenze suicide e malattia mentale (il fatto che avesse passato il NICS all’acquisto delle armi fu dovuto al fatto che i medici del sistema universitario non comunicarono la sua storia clinica al database). non ha lasciato scritti elaborati se non un incoerente “rambling”. e si e’ suicidato alla fine.

    questo ha scritto un manuale piu o meno coerente nel corso di 9 anni. ha una teoria ed un piano. farlocchi quanto possano apparire a noi, non e’ piu farlocco di uno dei ciclostili delle BR.
    questo personaggio mostra poi elementi di socialita molto maggiore rispetto ad altri noti terroristi (si iscrive alla massoneria, partecipa in attivita politiche, va a meetings etc.). probabilmente aveva associati. si arrende senza resistenza, perche ha un messaggio per il mondo.

    il profilo e’ piu simile a quello di ted kazinski o al Fort Hood shooter. socialita a parte.

    il fatto che il suo piano di rivoluzione fosse fallito e farlocco in partenza non ne diminuisce il carattere terroristico ne’ la natura politica.

  5. Stefano – 25 July 2011, 18:43 (n° 5)

    Non mi sono spiegato: non dico che non sia un terrorista perche’ e’ o non e’ pazzo. (Ci sono i pazzi organizzati, ma non vorrei mettere in piedi una seduta di criminologia…)
    Dico che ad oggi non potrebbe essere considerato tale perche’ l’attacco di qualche giorno fa non era strumentale ad una strategia di manipolazione del consenso dell’opinione pubblica, ma era un fine in se’.
    Ted Kazinsky era un po’ diverso, dato che faceva rivendicazioni e richieste. Anche nel caso di Fort Hood era diverso, perche’ non ha attaccato dei civili, ma quelli che considerava obiettivi militari in una guerra.

    A cosa serve questa distinzione? Diciamo che e’ un motivo in piu’ per sottolineare che Belpietro non ci ha capito una mazza. (Non che altrimenti mancherebbero, i motivi…)

  6. Giovanni Fontana – 25 July 2011, 19:02 (n° 6)

    Stefano scrive::

    Faccio una precisazione invece sul “terrorismo”

    Credo che tu abbia ragione. Tuttavia, mi sembra anche che – oggi come oggi – terrorismo abbia assunto tutto un altro significato, ovvero quello che suggerivo (l’uccidere il maggior numero possibile di civili).

    Sulla non pazzia sono d’accordo con Max.

  7. Max – 25 July 2011, 20:10 (n° 7)

    Stefano scrive::

    Dico che ad oggi non potrebbe essere considerato tale perche’ l’attacco di qualche giorno fa non era strumentale ad una strategia di manipolazione del consenso dell’opinione pubblica, ma era un fine in se’.

    well, ma hai letto un po di quello che scriveva? non era fine a se. era finalizzato ad eliminare i nemici” marxisti-multiculturali” in una guerra. what else you need?

    Stefano scrive::

    Ted Kazinsky era un po’ diverso, dato che faceva rivendicazioni e richieste

    pure questo. e come con Kazinski le richieste sono farneticanti ed impossibili da soffisfare.

    Stefano scrive::

    Anche nel caso di Fort Hood era diverso, perche’ non ha attaccato dei civili, ma quelli che considerava obiettivi militari in una guerra.

    well, ha attaccato militari inermi in una “gun free zone” di una base americana in territorio americano. il che qualifica come terrorismo, non come atto di guerra. e comunque pure il fanatico norvegese considerava i suoi obiettivi “militari” in natura, per quanto rivoltante sia considerare ragazzini inermi obiettivi militari.

    you are drawing distinctions without substantial differences. you kill scores with a political intent: it’s terrorism.

  8. dtm – 26 July 2011, 08:00 (n° 8)

    concordo sul ragionamento, ma neanche a me piace la definizione di pregiudizio. in senso gadameriano (lo scomodo un po’ troppo spesso) quello sulla matrice islamica dell’attacco terroristico è un pregiudizio, semplicemente perchè “pregiudizio significa solo un giudizio che viene pronunciato prima di un esame completo e definitivo di tutti gli elementi obiettivamente rilevanti”, il che significa trattare come pregiudizio gran parte di ciò che si conosce.
    la definizione che hai dato è carica di una connotazione negativa in realtà non necessaria.

  9. Farfintadiesseresani – 26 July 2011, 20:37 (n° 9)

    In buona sostanza, come dice dtm qui sopra :D

  10. stealthisnick – 26 July 2011, 20:46 (n° 10)

    riguardo al terrorismo sono d’accordo con Stefano

    wikipedia dice: “Common definitions of terrorism refer only to those violent acts which are intended to create fear (terror), are perpetrated for a religious, political or ideological goal, and deliberately target or disregard the safety of civilians.”

    se fosse stata un’azione di matrice islamica la strategia del terrore sarebbe evidente, ma nel caso dell’azione isolata del tizio norvegese non mi sembra sia riscontrabile (mi sembra più uno che volesse farla pagare ai “nemici”, cioè i laburisti portatori di ideologie multiculturali)

  11. MA BASTA – 27 July 2011, 12:59 (n° 11)

    ma che “cattivo giornalismo”, quella è propaganda razzista!

    impara ad avere coraggio invece di esibirti in questi sofismi, questo articolo è ridicolo, minimizza irresponsabilmente l’esistenza e la propaganda razzista, renditene conto che sarebbe ora

  12. Ila – 27 July 2011, 13:13 (n° 12)

    MA BASTA scrive::

    impara ad avere coraggio

    Detto da uno che manco si firma.
    Almeno hai messo la tua email nel form dei commenti tu che invece hai “coraggio”?

  13. Max – 27 July 2011, 16:02 (n° 13)

    stealthisnick scrive::

    riguardo al terrorismo sono d’accordo con Stefano
    wikipedia dice: “Common definitions of terrorism refer only to those violent acts which are intended to create fear (terror), are perpetrated for a religious, political or ideological goal, and deliberately target or disregard the safety of civilians.”
    se fosse stata un’azione di matrice islamica la strategia del terrore sarebbe evidente, ma nel caso dell’azione isolata del tizio norvegese non mi sembra sia riscontrabile (mi sembra più uno che volesse farla pagare ai “nemici”, cioè i laburisti portatori di ideologie multiculturali)

    beh, con piu’ di 100 definizioni di terrorismo disponibili nella letteratura, puoi certamente trovarne una che collochi gli eventi del 22 luglio tra gli atti terroristici. dipende da dove vuoi collocare il cutoff. c’era un motivo politico? si, sono stati uccise delle persone? si’. ha cambiato lo stato di allerta ed il senso di sicurezza di una intera nazione? si’. si innesta in un filone ideologico violento che si estende al di la del singolo terrorista? si., Ha provocato un dibattito nazionale che coinvolge politici, pubblica sicurezza e giustizia? si. allora chiamarlo terrorismo e’ corretto.

  14. Giovanni Fontana – 27 July 2011, 18:07 (n° 14)

    MA BASTA scrive::

    impara ad avere coraggio invece di esibirti in questi sofismi,

    http://www.distantisaluti.com/tutti-i-modi-per-perdere-automaticamente-in-una-discussione/

    2) Sono tutti sofismi / È tutta retorica / Sono tutte chiacchiere / Ti stai arrampicando sugli specchi
    Traduzione: sono talmente poco in grado di produrre un argomento valido e di sostanziarlo con dati o dei ragionamenti, che mi rifugio dietro all’accusa che i ragionamenti – che devo ammettere ben congegnati – siano prodotti per ingannare. In realtà, gli argomenti esposti sono troppo complessi e ben articolati perché io sappia disinnescarli: siccome, contro ogni evidenza, sono sempre avvinghiato alla mia idea, definisco ingannevoli (“sofismi”/”retorica”) i ragionamenti cui non so replicare. La verità è che non ho idea di come controbattere all’argomento espresso, ma preferisco essere dogmatico che cambiare idea.


    Fra l’altro “avere coraggio” per dire quello che tutto il giornalismo pigro e che non ragiona sta dicendo da una settimana.

    MA BASTA scrive::

    la propaganda razzista

    http://www.distantisaluti.com/il-razzismo-contro-lislam-non-esiste/

  15. Le piroette di Borghezio e Magdi Allam | Distanti saluti – 27 July 2011, 19:45 (n° 15)

    […] Questa faccendo dell’attentatore norvegese sta replicando nella destra tutte le dinamiche che troviamo nella sinistra scema quando c’è qualche attentato terroristico fatto da mussulmani. In qualche modo, la ragione è sicuramente nella percezione di una sorta di contiguità ideale o causale (cioè la causa che si combatte) con l’autore di quell’atto di terrorismo. […]

  16. MA BASTA – 28 July 2011, 09:22 (n° 16)

    Bravo, ottime le risposte prestampate, dimostrano che sei bombardato da legittime critiche e non sai come rispondere nel merito, così come evidentemente sei incapace di denunciare la propaganda per quello che è. Il coraggio se uno non ce l’ha, non se lo può dare, tu evidentemente ne sei sprovvisto, sei impegnato solo a cercare di farti bello.

    E sei anche rimasto spiazzato dall’esplosione di violenza cristiana, si nota proprio da come tenti di recuperare copincollando banalità si Borghezio e Allam a partita chiusa. Puerile.

  17. Giovanni Fontana – 28 July 2011, 10:22 (n° 17)

    @ MA BASTA:
    ahahahahahahahahaha, guarda, tutte le sciocchezze che hai scritto a dimostrazione che non sai produrre un argomento sono bellissime, ma questa qui:

    MA BASTA scrive::

    E sei anche rimasto spiazzato dall’esplosione di violenza cristiana,

    al blogger più anticlericale che ci sia, quello che fa i post per ricordare che Hitler era cristiano, e che Gesù Cristo era a favore della schiavitù, ahahahahah

    è superbellissima!

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