Sono degli stronzi

Non riesco a trovare altre parole. E dei farabutti.

Prima di venire qua in Palestina facevo una piccola cosa, un paio di volte a settimana, che era insegnare italiano agli immigrati. Chi mi conosce sa quanto sia rompipalle sulla lingua, quindi diciamo che insegnarla era la naturale prosecuzione della mia noiosità. E mi divertiva molto. I posti erano pochi, sono pochi, una quarantina che diventavano sempre settanta, con la gente che stava in piedi, solo per seguire queste lezioni gratuite che io – e molti altri bravi insegnanti improvvisati – tenevamo. C’era anche gente che non entrava, perché fisicamente non c’era spazio, e così anche un’ora e mezza prima della lezione (un’ora e mezzo!!!) c’era una fila di persone che stava lì ad aspettare soltanto per riuscire a entrare nella struttura, e poter imparare un po’ d’italiano, primo strumento per cominciare una nuova vita. Vedere quella fila di gente in attesa era il miglior anticorpo a quella scemata secondo cui gli stranieri non hanno voglia di lavorare: io, la voglia di fare un’ora e mezza di fila, non l’avrei avuta.

C’erano molte piccole soddisfazioni, come potete immaginare: quando qualcuno tornava dopo settimane a dirci “ho trovato lavoro come giardiniere”, oppure quando per Natale mi regalarono un sacchettino con qualche caramella e una scatola di gessi. Lì c’erano persone che avevano fatto viaggi incredibili, avevano bevuto la benzina per non morire disidratati, avevano rischiato di esser ammazzati per la loro fuga, in giro per tutto il mondo. Eppure, nonostante avessero visto (o forse proprio per questo) tutto il male del mondo, coprivano l’insegnante di una gratitudine per quel paio d’ore spese per loro, davvero commovente.”Grazie maestro”, la prima cosa che tutti volevano saper dire.

C’era una cosa molto importante che ricordavamo sempre, a ogni lezione: «mi raccomando, se state male potete andare in ospedale, anche se non avete i documenti». E se vedevamo qualche faccia dubitosa, si rimarcava il concetto: «le cure mediche – in Italia – sono assicurate a tutti, e nessuno può chiedervi nulla né tantomento rispedirvi al vostro paese».
Molti degli studenti, quando dicevo questa cosa, si stupivano e gli si leggeva sul sorriso la contentezza per essere arrivati in questo Grande Paese civile.

Ecco, uscivo di lì e – come pochissime volte mi è capitato – ero davvero orgoglioso di essere italiano.

39 Replies to “Sono degli stronzi”

  1. @ bugaz:
    Beh, diciamo che se dopo aver scritto ciò non sei stato rintracciato, prelevato da casa, rinchiuso in un ghetto, ucciso in una camera a gas, fracassandoti la testa contro un muro, o a seguito di esperimenti chimici, intuitivamente direi che chi si indigna ha qualche ragione.

    Credo che uno di quegli stranieri, provenienti dalle peggiori dittature del mondo, che mi dicevano “nono, al paese mio non ci torno”, sarebbero i primi a indignarsi.

  2. Eh si. Non ci sono parole; solo parolacce. Perché quel poco di buono e di civile che abbiamo, la tolleranza e la democrazia, sono diventate parole vuote di significato (che ci vuoi fare: oggi ce l’ho con le parole/Parole; ma sai quanto so essere più noiosa di te in questo senso: l’altro giorno ho litigato con uno che si ostinava a dire Ardèa invece di Àrdea).

  3. A parte che “gli stranieri non hanno voglia di lavorare” non è delle frasi più usate, la tua risposta va bene se non è una generalizzazione, qui non è molto chiaro.

    Il problema comunque c’è.
    Penso all’Argentina per esempio che garantisce assistenza sanitaria a tutti e si vede arrivare gente dalla Bolivia che entra per farsi curare aggravando il sistema sanitario, che è già quel che è in un’economia debole.
    Per quanto tempo pensi che durerà la cosa?

  4. giovanna ha scritto:

    si vede arrivare gente dalla Bolivia che entra per farsi curare aggravando il sistema sanitario, che è già quel che è in un’economia debole.
    Per quanto tempo pensi che durerà la cosa?

    Il ragionamento su cui si fonda il tuo concetto è che gli argentini abbiano più diritto al SSN che i boliviani. Io lo trovo assurdo.
    Non offriamo copertura sanitaria a quelli coi capelli rossi, per me vale uguale.

  5. non è vero, non vuoi essere realista.
    Prima o poi gli argentini si stancheranno di pagare le tasse per curare i boliviani ed essere di conseguenza curati meno bene, vedendo accanto paesi con un’economia migliore, il Cile, che da quel poco che ne so, non ha questo problema perchè non ha un vero servizio pubblico.
    Tu non vuoi dire” è un problema, ma bisogna continuare a garantire assistenza a tutti, anche a chi entra nel paese solo per curarsi”, tu dici
    “brutti stronzi egoisti di merda che vi ponete il problema!.
    Poi sul tuo abuso della parola “egoista” un giorno si fa un bel discorsetto, dovresti provare a farne a meno per un anno.

    Detto questo, anche se immagino che il parto continui a poter essere fatto in maniera anonima, mi immagino già tra un paio di mesi i bambini trovati nel cassetto e tutti a dire mannaggia, come può essere successo?

  6. Non mi sembra che l’Italia sia un paese come l’Argentina. Ma, a parte questo, e al di là dell’egoismo, non vi pare che ci sia una bella contraddizione nel voler dare la possibilità ai medici di denunciare i clandestini e poter garantire alle donne di partorire nell’anonimato?

  7. @ Rita:
    ma per te l’Argentina che dovrebbe fare?

    non vedo la contraddizione, ogni legge ha le sue eccezioni e c’è sempre particolare tutela per i minorenni. io poi neanche lo so se hanno lasciato il parto anonimo, ripeto, lo immagino.

  8. il discorso molto cinisco sarebbe non ci importa del marocchino in fin di vita, ma non vogliamo bambini nella spazzatura perché i minorenni hanno diritto ad una protezione maggiore.
    è un discorso cinico, ma non vedo la contraddizione.

  9. E comunque Giovanni secondo il tuo ragionamento non dovevi essere così fiero di essere italiano: agli irregolari era ed è garantito solo il pronto soccorso, non tutte le cure.

  10. @ Giovanna
    La contraddizione c’è perché in un paese civile e democratico, quale si pregia di essere l’Italia, non dovrebbero esserci differenze di sesso, età, razza, religione, colore della pelle, ecc. quando si tratta della salute. So bene di non sapere esattamente come ci si sente dall’altra parte della barricata; ma credo che l’assistenza (e non solo quella medica) debba essere garantita per tutti. Altrimenti rischiamo di appiattirci nel nazionalismo e in qualcosa che non siamo mai stati. Ossia un popolo di razzisti.
    Parliamo realmente di quali cure possono aver bisogno i clandestini: quanto può costare ad un pronto soccorso una garza e venti minuti di tempo di un medico che magari fuori dall’ospedale ha il suo stratosferico studio privato? Diciamo che non ci piace più sporcarci le mani e che siamo d’accordo con una legge stronza solo perché tocca il nostro portafoglio.

  11. @ Rita:
    ci sono paesi democratici senza assistenza pubblica, che ti piaccia o no non è un criterio per definire democratico un paese.
    non c’è differenza di sesso, età, razza, religione, colore della pelle in italia ma di nazionalità, casomai.
    L’Italia è un paese di razzisti, da una parte e dall’altra dove si difende per partito preso lo straniero, qualsiasi cosa faccia.
    Non si vince buttando le cose in vacca.
    Se qui stiamo parlando se valga o meno la pena di garantire assistenza a tutti, che c’entrano le due garze e lo studio privato del medico?
    è così che si cade nel ridicolo e non si ottiene nulla.
    p.s. Giovanni, adoro fare la tua filippa facci

  12. Ci sono altre due cose da dire e che dimostrano che questa legge è una stronzata:
    1. Il tutto è completamente contrario al giuramento di Ippocrate e va contro ogni etica (per questo forse la legge dice che i medici ‘possono’ denunciare e non che ‘devono’ farlo)
    2. Immaginiamo che un clandestino con qualche strana malattia non vada al pronto soccorso per paura di essere denunciato. Dove va? in qualche ambulatorio clandestino? Va in giro a far di peggio? il problema non è la sanità o la legge che dà ai medici la possibilità di fare qualcosa. E’ la volontà di sedersi attorno a un tavolo e discutere seriamente di cosa sta in fondo al problema e definire senza pregiudizi, politici o nazionalisti, cosa vogliamo davvero farne dei clandestini.
    E poi non ho detto che difendo gli stranieri per partito preso: credo semplicemente che in alcuni àmbiti non debbano esistere modi di accentuare la diversità.

  13. secondo me il discorso è molto molto semplice
    la nostra costituzione dice

    La Costituzione Italiana – Art. 32
    La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

    Diritto dell’individuo. Individuo.
    Non cittadino.
    Non italiano.
    Individuo.

    Quindi questa legge pericolosa e razzista va contro i nostra carta fondamentale.
    I principi su cui si fonda la Repubblica Italiana

  14. Troppe banalità in commento ad un post profondamente onesto.

    Anzitutto, vi prego di chiarire i termini del discorso. In Italia la legge impediva ad un medico di denunciare un immigrato irregolare. L’emendamento leghista sottrae l’impedimento, il che non implica che i medici siano obbligati a segnalare i casi di clandestinità che emergano durante l’esercizio della loro professione.
    La previsione di un obbligo positivo a non denunciare era però presupposto fondamentale per convincere qualunque persona presente sul territorio italiano che le sarebbe stato possibile accedere ai servizi ed alle cure delle strutture sanitarie con gli stessi diritti e alle stesse condizioni di un residente regolare. Questo tutela(va) il diritto alla salute, che è giuridicamente universale.

    E’ chiaro che introducendo l’ipotesi di denuncia, benché i medici stiano facendo di tutto per assicurare che il servizio sarà comunque fornito in condizioni di anonimità, il risultato è duplice: quello di dissuadere un immigrato irregolare ad usufruirne, e quello di esercitare una maggiore pressione psicologica su di esso, facendogli sapere una volta di più che in Italia è persona non grata.

    Statisticamente non soffriamo di un significativo aggravio sui costi di gestione del SSN a causa degli stranieri che vengono in Italia per farsi curare. Ci sono alcuni casi eccezionali, quali la cura di particolari tumori che è più efficace in Italia che altrove: ma si tratta per la stragrande maggioranza di cliniche private, di servizi resi contro parziale o totale pagamento, e il ricarico sul SSN è compensato dai servizi di cui i nostri cittadini italiani beneficiano all’estero.
    Se giovanna è al corrente di statistiche diverse, lo dica; ma i dati sono questi, e non è possibile fare un discorso sensato senza basarsi sui dati, solo per dare un certo peso ai propri pregiudizi.

    Sul referto, poche parole: il referto è l’atto col quale l’esercente una professione sanitaria riferisce all’autorità giudiziaria di avere prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile d’ufficio.
    Dunque all’immigrato irregolare non era consentito il solo accesso ai servizi di pronto soccorso (limitato, anche lì, ai casi in cui non fosse necessario un referto medico), ma anche ad una molteplicità quasi infinita di cure diverse, tra le più importanti delle quali sono presenti le cure prestate alle donne gravide.

    Dunque la misura, per quante ragioni le si possano trovare in favore (io, personalmente, ne trovo ben poche), è profondamente sbilanciata verso una marginalizzazione della prestazione sanitaria all’immigrato irregolare.

    Ieri, secondo me, in Italia abbiamo fatto due passi indietro per quanto riguarda la tutela dei diritti costituzionali e universali.

  15. @ Billy Pilgrim:
    Dunque all’immigrato irregolare non era consentito il solo accesso ai servizi di pronto soccorso (limitato, anche lì, ai casi in cui non fosse necessario un referto medico), ma anche ad una molteplicità quasi infinita di cure diverse, tra le più importanti delle quali sono presenti le cure prestate alle donne gravide.

    ed io che ho detto?
    ho aggiunto le donne incinte.
    non si hanno accesso a tutte le cure da irregolare.
    io e mia madre il permesso di soggiorno lo facevamo principalmente per questo.
    se non hai la tessera sanitaria non hai il medico di famiglia, non puoi prenotare le visite e bla bla bla.
    Non conosco le statistiche, posso anche crederti.
    E queste potremmo essere un vero motivo per non essere d’accordo con la legge( che poi non è stata fatta per motivi economici, come dici anche tu).
    se ci fosse un problema economico però tu che diresti?
    un conto è dire, come dicevo prima, di voler comunque garantire un diritto conoscendone i costi, un conto è dare dei razzisti a chi si pone il problema.

  16. Credo serva a poco dibattere dei motivi economici, perché la ratio della legge non è economica, ma sociale.
    E’ chiaro, palese e alla luce del sole che ottenere il permesso di soggiorno aggiunga diritti. Regolarizzare una posizione deve dare incentivi su più fronti, e così accade.
    Ma non è allargando il gap tra il regolare e l’irregolare, che si incentiva il salto di barriera – disincentivato pervicacemente su molti fronti.

    Intendiamoci: NON parlerei mai del razzismo del ’39 (chissà perché, poi, qualcuno parlava del 1939 e non, per dire, del ’35 o del ’26 …), anzi, in moltissimi punti disponiamo di una legislazione sull’immigrazione ben più favorevole all’immigrato di quella di cui dispongono in Spagna. Ciò non toglie che a mio parere non si può disincentivare l’immigrazione cancellando ex abrupte un diritto fondamentale: perché il disincentivo è talmente forte da risultare quasi la sua negazione.

  17. @ Billy Pilgrim:
    sono d’accordo quasi su tutto, non vedo perché non mi vuoi dare ragione sul fatto che le cure agli irregolari sono minime e raggiri il discorso parlando di incentivi.
    il discorso economico lo faccio per generalizzare. secondo Giovanni in Argentina devono lasciare il sistema aperto a tutti anche se crea problemi economici( le statistiche non le conosco, posso sbagliare, parliamo per assurdo).
    tu cosa ne pensi?

  18. A quelli che, in Europa, nutrono perplessità sull’entrata della Turchia nella Comunità, perchè, dicono, in quel paese il rispetto dei diritti umani non soddisfa gli standard dell’Unione, chiederei di riflettere con altrettanta attenzione sull’opportunità di cacciare dai 27, per gli stessi motivi, l’Italia.
    E a chi dicesse che il paragone non è proponibile, risponderei che in Turchia le cose sono “sempre” andate così, in Italia assolutamente no.

  19. E aggiungo: oltre a carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani e soldati per le strade, anche le cosiddette ronde padane: ma si riesce a capire l’aberrazione o no?

  20. @ Billy Pilgrim:
    si dice ex abrupto, ma ti perdono l’errore (di battitura?) perché son d’accordo con te… anche se può sembrare banale.

  21. @ Rita:
    Già, l’ablativo, questo sconosciuto… mi è scappato e l’ho fatto diventare un avverbio preceduto da una particella stramba. In realtà potrei salvarmi in corner dicendoti che in francese si dice ex abrupte (o ex-abrupte, ma sarebbe scorretto, e perciò non lo faccio. 🙂

    @ Giovanna:
    Non fatico ad ammetterlo, i servizi garantiti dal SSN erano e sono ancora quelli essenziali. Sono contenuti in un contratto di servizio che adesso non riesco a rintracciare, e ad ogni ospedale è concesso di estendere la sua definizione di servizio essenziale, a patto che il costo aggiuntivo non pesi eccessivamente sulle finanze della struttura.
    Ma non vedo questo cosa cambi nel discorso, sia in via di fatto, sia in via di principio: l’emendamento crea una norma che aggrava, e di molto, la condizione psicologica dell’immigrato irregolare, che per quanto potrà tenderà ad utilizzare metodi e canali di cura alternativi rispetto alle strutture tradizionali. I rischi, tra gli altri, di un riacutizzarsi di una medicina parallela, prestata in condizioni igienico-sanitarie sotto lo standard statale, sono evidenti.

  22. @ Billy Pilgrim:
    sono d’accordo.
    mi ripeto, non sono d’accordo con chi protesta usando argomenti stupidi facendo passare in secondo piano i veri motivi per cui la legge non va bene.
    Poi davvero vorrei sapere cosa ne penseresti nel caso ci fosse un problema economico.

  23. Mi sembra che un minimo di esagerazione, nel ritenere la situazione attuale molto simile al ’39, ci sia… certo poi c’è anche da dire che è dovere di ogni cittadino, e non diritto, denunciare chi delinque, ma è anche vero che in alcuni casi forse sarebbe anche meglio passar sopra la legge… credo inoltre che poi un risvolto economico ci sia, certo non è proprio su questo che si dovrebbe risparmiare, ma mi verrebbe da chiedere a tutti gli italiani, se per garantire una sanità decorosa anche a tutti i clandestini, sarebbero disponibili a versare allo stato 2 o 300 euro in più all’anno… purtroppo credo proprio che la percentuale di chi vuol tutelare i clandestini diminuirebbe in modo vertiginoso… purtroppo…

  24. @ giovanna:
    E ci sono molte cose buone in quello che scriviamo; se solo ci ascoltassero.

    E grazie a Giovanni per averci fatto riflettere ed esternare i pensieri.

  25. giovanna ha scritto:
    …sei un po’ fiacca come Filippo Facci, sia nei toni che negli argomenti.

    non è vero, non vuoi essere realista.
    Prima o poi gli argentini si stancheranno di pagare le tasse per curare i boliviani ed essere di conseguenza curati meno bene

    Il fatto che lo facciano o meno non è un criterio per stabilire la civiltà del fare.

    Tu non vuoi dire” è un problema, ma bisogna continuare a garantire assistenza a tutti, anche a chi entra nel paese solo per curarsi”, tu dici
    “brutti stronzi egoisti di merda che vi ponete il problema!.

    Non vedo dove le due frasi siano in contraddizione

    Poi sul tuo abuso della parola “egoista” un giorno si fa un bel discorsetto, dovresti provare a farne a meno per un anno.

    Se vuoi posso provare. In questo post, però, l’unica ad averla usata sei tu.
    Però mi piacerebbe tornarci.

    E comunque Giovanni secondo il tuo ragionamento non dovevi essere così fiero di essere italiano: agli irregolari era ed è garantito solo il pronto soccorso, non tutte le cure.

    Sì, anche perché non c’è una legge sulle coppie di fatto, e perché la Juve compra gli arbitri, ma che c’entra?
    In quella circostanza ne uscivo orgoglioso, davvero. Quasi commosso.
    Anzi, era proprio una di quelle volte che mi venivano in mente quelli come l’amico tuo al tuo compleanno che di fronte a ogni evidenza negava che non fossimo una dittatura.

  26. A Giovanna (scusatemi ma non riesco proprio ad usare la @):
    grosse stupidaggini o banalità, in questi commenti, non ne ho lette (è improprio, questo è vero, il paragone con le leggi razziali del ’38, poiché le conseguenze di quelle leggi colpirono, in Italia, quasi esclusivamente cittadini italiani).
    Tuttavia, per coloro che ritengono che soltanto il denaro abbia la forza della concretezza propongo quanto segue.
    “… il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo. » dal Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948.
    Prego notare la data.
    A quel tempo, di fatti se ne erano visti talmente tanti che si decise di prevenirne la recidiva utilizzando in primis le parole.
    Ricominciare, oggi, da queste parole sarebbe già un grandissimo passo.

  27. giovanna ha scritto:

    in Argentina devono lasciare il sistema aperto a tutti anche se crea problemi economici. tu cosa ne pensi?

    che essendo un diritto umano il problema economico passa in secondo piano, si risolve in altri modi. più sensato intervenire in/contro la .. cos’era, Bolivia?

    Giovanni Fontana ha scritto:

    Non vedo dove le due frasi siano in contraddizione.

    mi pare che nella prima ci si ponga il problema mentre nella seconda si dica che è sbagliato farlo

    Billy Pilgrim ha scritto:

    Credo serva a poco dibattere dei motivi economici, perché la ratio della legge non è economica, ma sociale.

    non sono mica sfere indipendenti; anzi credo che i problemi economici, essendo relativamente i più oggettivabili, sono quelli che si possono tradurre in sociali più facilmente.

  28. Lorenzo Panichi ha scritto:

    mi pare che nella prima ci si ponga il problema mentre nella seconda si dica che è sbagliato farlo

    si in effetti è sbagliato porlo di fronte al resto, non riconoscerlo

  29. Lorenzo Panichi ha scritto:

    non sono mica sfere indipendenti; anzi credo che i problemi economici, essendo relativamente i più oggettivabili, sono quelli che si possono tradurre in sociali più facilmente.

    No, calma. Qui non si sta suddividendo il discorso in comparti stagni, ma si sta parlando di una norma di legge ben definita. La ratio della norma è quella di dare attuazione ad un diritto fondamentale previsto dalla nostra Costituzione e destinato a tutti gli individui che si trovino sul territorio italiano – o almeno così, in forma estesa, è stato interpretato sino ad adesso sia dal legislatore italiano, sia dalla Corte Costituzionale.
    Cambiare la norma ha dunque un impatto in primo luogo sociale, ed è fuorviante trattare del suo impatto economico come se fosse quello che ha determinato la decisione politica.

    Poi, come noti, tratto anche di quello nel mio post sopra. E’ piuttosto semplice rilevare che gli immigrati irregolari pesano in minima parte sul SSN: gli sono garantiti solo servizi fondamentali, per un tempo breve e non continuativo, ed erano già disincentivati ad accedere alle strutture ospedaliere dalla mancanza di informazione o a causa della naturale diffidenza verso costumi, società e lingua stranieri.
    Ma, ribadisco, a nulla serve discettare di risparmi quando la ratio della norma è prettamente sociale.

  30. @ Billy Pilgrim:
    si si, in quel caso, per ” dare attuazione ad un diritto fondamentale previsto dalla nostra Costituzione ” son daccordo, mi son già espresso sopra a proposito

  31. Una nota: neppure negli odiati Stati Uniti sono negate cure mediche agli immigrati clandestini. Resta un po’ strano che con questo sistema un immigrato clandestino abbia cure completamente gratuite e io che non sto molto meglio ho pagato 15K per il parto della mie’, ma queste sono storture di un sistema marcio e contradditorio.

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