Comunicazione di servizio

2 September 2010, 7:33 | Ogni me è politico | «Commenti: 1»

A causa di un guasto hardware al computer – a proposito, qualcuno ha qualche feedback con la Sony? – mi si è incasinata la sincronizzazione fra posta offline e posta online, e ho perso una ventina di email che avevo scritto ma che conto di recuperare alla riparazione del guasto. Purtroppo è complicato capire quante e quali, quindi se qualcuno che mi ha scritto avesse bisogno di una risposta urgente, è meglio che mi riscriva.

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Il post sul ministro sparito dal sito del Foglio

31 August 2010, 12:06 | Medio orientato, link und recht | «Commenti: 18»

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Giulio Meotti è un giornalista del Foglio che mi è capitato spesso di leggere, parla delle cose che interessano a me – Israele e Palestina, Occidente, Islam, etc – e mi è sempre sembrato arguto e ironico, oltre che non disonesto – anche se chiaramente troppo appiattito sulle posizioni della destra israeliana.

Il 23 agosto ha scritto un post sul proprio blog ospitato dal Foglio in cui faceva, sostanzialmente, l’apologia dell’ex-ministro tedesco Thilo Sarrazin autore di un libro in cui parlava dell’enorme rischio costituito dall’immigrazione mussulmana, e dell’islamizzazione della società europea. Sarrazin aveva scritto cose anche sensate, ma poco politically correct come: “Non desidero che il paese dei miei nipoti e pronipoti diventi in gran parte musulmano (…) dove le donne portano il velo e il ritmo della giornata è scandito dai muezzin”. Meotti ironizzava sulla certa crocifissione mediatica e giudiziaria che sarebbe seguita alla faccenda, e concludeva il pezzo con: «Evviva, ci arrendiamo!», citando Broder.

Il 27 agosto Meotti aveva scritto anche un articolo sul cartaceo del Foglio in cui raccontava la questione della pubblicazione del libro, in cui raccontava le opinioni dell’ex-ministro e parlava della polemica che era nata all’interno del suo partito, e in genere in Germania.

Successivamente, però, Sarrazin ha saltato lo squalo: se n’è uscito con delle dichiarazioni ignoranti sulla presenza di un gene diverso in alcuni popoli fra cui gli ebrei; di qui l’accusa di antisemitismo, e la richiesta di dimissioni dal direttorio di Bundesbank da parte di Angela Merkel. La cosa deve avere creato molto imbarazzo in Meotti che è amico d’Israele e molto interessato alle questioni ebraiche, che si è reso conto – immagino – di avere fatto un accostamento inopportuno. Però, invece di scrivere per spiegare il proprio errore, ha deciso di far sparire il post (che però si può trovare nella cache di google) facendo finta che nulla sia successo.

Ora, intendiamoci, è pienamente legittimo distinguere fra antisemitismo – nella più comune accezione del termine, quella dell’intolleranza nei confronti di un’etnia – e anti-islamismo, quando qui s’intenda la critica a un sistema di pensiero – come, ragionando laicamente, sono tutte le religioni – che non si condivide. Il razzismo è contestare le caratteristiche innate di una persona, mentre mettere in dubbio le sue idee – come si fa per il socialismo o il liberalismo – è un atto necessario e altruista. E non c’è niente di male neppure nell’aver scritto qualcosa di cui poi ci si pente, è successo tante volte anche a me. Sarebbe stato più onesto, però, scrivere «ho toppato», e non cercare di cancellare traccia del proprio autoammesso errore: questa è una di quelle cose che, la prossima volta che leggerò un articolo di Meotti, mi faranno domandare «ma è tutto vero?».

grazie a Luca F

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Gheddafi show

30 August 2010, 7:34 | Alta politica | «Commenti: 34»

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Ma tutto questo stupore e scandalo per lo show di Gheddafi? Non fa un po’ ridere anche voi?

L’Italia invita un dittatore, campione dei non diritti umani, e la cosa che stupisce tutti è che inviti trenta o cinquanta ragazze a convertirsi a quello che lui credere essere il vero Dio? Cosa avrebbe dovuto dire: «guardate, Allah è la vera via della salvezza, ma per voi va bene Cristo»? Fra l’altro tutta quella teologia farlocca – come lo è un po’ sempre la teologia – secondo cui Cristo avrebbe annunciato l’arrivo di Maometto eccetera eccetera è ciò che si crede ovunque nel mondo mussulmano.

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No news, bad news

27 August 2010, 22:41 | immagina tu | «Commenti: 9»

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Quando vedo foto come queste – viene dal Pakistan – penso che, davvero, il mondo sta facendo troppo poco e mi deprimo. Poi penso alla gente – ed è tanta – che dice che, invece, non dovremmo assolutamente intervenire, perché non è la nostra cultura, e mi arrabbio. Niente di nuovo, insomma, ma spesso le immagini stimolano pensieri molto scontati:

AFP

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Come sarà la pace fra Israele e Palestina

24 August 2010, 11:30 | Medio orientato, link und recht | «Commenti: 26»

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Avrete letto tutti che fra una settimana ricominceranno i colloqui diretti fra Israele e Palestina per arrivare a una pace. Tutte le persone sono scettiche, e fanno bene a esserlo, ma lo sono per la ragione sbagliata: tutti dicono che sarà difficile trovare la pace fra Israele e Palestina, la verità è che come sarà quella pace lo si sa già, tutti sanno come sarà – che la facciano il prossimo mese o fra due secoli –, ma nessuno la vuole.

In tante occasioni, quando si parlava di Israele e Palestina, è venuta fuori questo discorso, e in molti mi hanno domandato quali fossero questi punti: ho sempre risposto in modo più disordinato di quanto volessi. Con il pretesto dell’ennesimo nuovo inizio delle trattative ho rimesso in ordine le cose, e ci ho scritto un articolone sul Post. Diciamo che, se non le sapessi, sarebbero le cose che vorrei sapere su Israele e Palestina.

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I topi non apprezzano la neutralità

24 August 2010, 10:37 | Gruppo misto | «Commenti: 4»

Ho trovato la mia nuova citazione preferita:

Se sei neutrale di fronte a una situazione di ingiustizia, hai scelto di essere dalla parte dell’oppressore. Se un elefante ha il suo piede sopra alla coda di un topo, e tu decidi di essere neutrale, il topo non apprezzerà la tua neutralità.

Desmond Tutu

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Si stava meglio, reprise

23 August 2010, 21:43 | Ogni me è politico | «Commenti: 47»

Qualcuno me lo ha scritto nei commenti, altri privatamente, dicendomi che – sostanzialmente – avevo esagerato nello scrivere questo post. Perché in qualche modo facevo l’errore che imputavo agli stessi commentatori, aggiungendoci il “frocio” e le “peccatrici” che nessuno degli interlocutori aveva detto.

Ci ho riflettuto un po’, e ho pensato che avete ragione.

Che è probabile che alcuni, seguendo ragionamenti francamente sciocchi, pensino cose orribili, ma il principio minimo di garantismo avrebbe dovuto impedirmi di accomunarli ai peggiori, loro malgrado.

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Libertà

23 August 2010, 14:44 | Gruppo misto | «Commenti: 8»

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La fila all’apertura del primo McDonald’s in Unione Sovietica:

Il Post

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Si stava meglio quando i froci venivano impiccati e le peccatrici messe al rogo

20 August 2010, 20:59 | link und recht | «Commenti: 48»

I commenti a questo post sono la cosa più deprimente che abbia letto nel 2010. Nel 1020, che tanto rimpiangono, almeno non l’avrei potuto leggere.

->NOTA<-

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Lunedì degli aneddoti – XXXVII – Le svedesi

16 August 2010, 10:00 | Luneddoti | «Commenti: 5»

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Le svedesi

Il mito delle svedesi. Ho scoperto di recente perché fra la generazione dei nostri nonni c’era il mito delle svedesi, che erano – alternativamente o tutto insieme – alte, bionde, ridanciane, bendisposte al dialogo, aperte di vedute. Questa la versione raffinata, che probabilmente avrete sentito diverse volte, ma la traduzione – più ruvida e più italiana, anzi la facciamo romanaccia – era: bòne, e ce stanno. La non lusinghiera reputazione, però, era del tutto immeritata: non erano le svedesi a essere tutte puttane, ma erano gli italiani ad avere quell’idea, dura ancora oggi a morire, che la condizione naturale di una donna sia la renitenza alle avances maschili, da esprimere in ogni proprio atteggiamento ed espressione della persona.

È il concetto che c’è dietro al velo imposto alle donne nell’Islam, se non ti copri vuol dire che stai suggerendo al tuo interlocutore la tua presunta disponibilità. E andò così anche in Italia, negli Anni Cinquanta, quando cominciarono ad arrivare in Italia le svedesi. Venivano nella Penisola d’estate, al mare, a fare dei bei bagni e a passare la stagione. E quand’erano in spiaggia si mettevano in bikini, indumento che in Italia non si era mai visto: potete immaginare il malizioso stupore, fatto di pruderìe da quattro soldi, con cui persone che avevano vissuto soltanto accanto a ragazze cresciute a pane e cattolicesimo potevano interpretare quel simbolo – sono belle, e ci stanno. Di lì, per un bikini, la nomea: le-svedesi. E tutte le grandi storie, naturalmente raccontate al bar e mai consumate, di quanto le svedesi fossero per nulla ritrose.

Poi c’era la più bella fra tutte le svedesi, negli Anni Cinquanta, e anche lei venne in Italia. Per una ragione un poco diversa, però: lei era Ingrid Bergman, l’avrete capito. Aveva visto i film di Roberto Rossellini e se ne era innamorata. Magari si era innamorata anche di lui, chissà. Fatto sta che gli scrisse:

Caro Signor Rossellini,
Ho visto i suoi film Roma Città Aperta e Paisà, e li ho apprezzati davvero tanto. Se ha bisogno di un’attrice svedese, che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, che non è propriamente comprensibile in francese, e che in italiano sa dire solamente “ti amo”, sono pronta a venire a fare un film con lei.

“Ti amo” glielo scrisse proprio così, in italiano, per fargli vedere che lo sapeva davvero. Naturalmente – che altro? – finì che si sposarono.

Grazie a Simone e Paolo

Qui il primo: Brutti e liberi qui il secondo: Grande Raccordo Anulare qui il terzo: Il caso Plutone qui il quarto: I frocioni qui il quinto: Comunisti qui il sesto: La rettorica qui il settimo: Rockall qui l’ottavo: Compagno dove sei? qui il nono: La guerra del Fútbol qui il decimo: Babbo Natale esiste qui l’undicesimo: Caravaggio bruciava di rabbia – qui il dodicesimo: Salvato due volte – qui il tredicesimo: lo sconosciuto che salvò il mondo qui il quattordicesimo: Il barile si ferma qui qui il quindicesimo: Servizî segretissimi qui il sedicesimo: Gagarin, patente e libretto qui il diciassettesimo: La caduta del Muro qui il diciottesimo: Botta di culo qui il diciannovesimo: (Very) Nouvelle Cuisine qui il ventesimo: Il gallo nero qui il ventunesimo: A che ora è la fine del mondo? qui il ventiduesimo: Che bisogno c’è? qui il ventitreesimo: Fare il portoghese qui il ventiquattresimo: Saluti qui il venticinquesimo: La fuga qui il ventiseiesimo: Dumas qui il ventisettesimo: Zzzzzz qui il ventottesimo: Teorema della cacca di cavallo qui il ventinovesimo: Morto un papa qui il trentesimo: L’invincibile Marco Aurelio qui il trentunesimo: L’Amabile Audrey – qui il trentaduesimo: Anima pura – qui il trentatreesimo: Ponte ponente – qui il trentaquattresimo: Batigol – qui il trentacinquesimo: L’originalità del bene – qui il trentaseiesimo: Hans]

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Il vecchino milanese del tram

15 August 2010, 12:40 | Ogni me è politico | «Commenti: 15»

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Oggi dovevo prendere il tram, e ieri avevo finito la scorta di otto biglietti che mi ero comprato per farmeli durare un po’. Però, ferragosto, era tutto chiuso. E allora sono andato alla fermata a chiedere se qualcuno avesse un biglietto ché le tabaccherie sono tutte chiuse. E c’era questo vecchino che mi ha detto «sissì, ce l’ho», e – mentre gli davo l’euro del costo del titolo di viaggio – ha aggiunto, con accento milanese: «sa io ho l’abbonamento, ma c’è sempre qualcuno che ha bisogno di un biglietto, così ne porto sempre dietro tre o quattro».

E a me, questa cosa del vecchino milanese che porta con sé i biglietti per i bisognosi, e in questo traduce la propria buona azione quotidiana, mi ha un po’ commosso.

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La differenza fra ciò che deve essere legale e ciò che deve essere auspicabile

15 August 2010, 9:48 | Il Male curabile | «Commenti: 344»

Mi domandavo perché non ce ne fosse uno che dicesse la cosa giusta, sulla moschea vicino a Ground Zero.

Perché tutti quelli che dicevano, sensatamente, che fosse sbagliato impedirne la costruzione dicevano anche la sciocchezza che è una cosa bellissima, adottando il solito criterio per cui le idee sbagliate si combattono, però le idee sbagliate dette da un profeta sono una-cosa-bellissima.

E d’altra parte tutti quelli che dicevano, giustamente, che le idee che si propagandano dentro le moschee sono cattive idee, aggiungevano la stupidaggine che – per questo – bisognasse impedire la costruzione della moschea.

È il solito paradosso, che molti cristiani capiscono quanto una religione – naturalmente con l’esclusione della propria – sia un sistema di pensiero che porta con sé valori, idee, una società ideale, etc. Mentre chi una religione non ce l’ha, o ce l’ha per blanda sottoscrizione, pensa che – in fondo – la categoria “religione” non sia semplicemente un nome che diamo a un insieme di idee sull’ordine del mondo e dell’universo, ma qualcosa che necessita di essere ricoperta di uno strato di interdizione alla critica, fatto di malinteso rispetto. Anzi, spesso il paradosso del paradosso è che si trovano atei disposti a dire che la costruzione di una moschea è una cosa meravigliosa, ma la costruzione di una chiesa è una faccenda orribile.

Mi domandavo, perché non ce nessuno? Ecco, uno c’è:

Non penso che bisogni impedire a nostri concittadini di costruire la “Ground Zero Mosque”. Probabilmente non c’è nessun fondamento legale per vietarlo – né ce ne dovrebbe essere uno. Ma il margine fra ciò che è legale e ciò che è desiderabile, o perfino opportuno, lascia spazio per moltissimi progetti che persone di buona volontà potrebbero trovare offensivi. Se uno riesce a tirare su i 100 milioni necessarî potrebbe costruire anche un santuario a Satana nello stesso posto, con incisi i nomi delle vittime dell’Undici Settembre che soffriranno all’Inferno per l’eternità. Potresti anche costruire un istituto “Verità per l’Undici Settembre” soddisfacendo la credulità, il masochismo e la paranoia del 16% di americani che crede che il World Trade Center sia stato intenzionalmente fatto crollare da agenti del governo americano. Incidentalmente qualunque santuario al pensiero cospirazionista conterrebbe anche una moschea, con dentro una lista dei 4 mila ebrei che sospettosamente non hanno praticato la loro usura alle Torri Gemelle il giorno dell’attacco.

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Nuovi codici della strada

14 August 2010, 16:00 | immagina tu | «Commenti: 2»

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Mettete giù quel ghiacciolo

12 August 2010, 13:48 | link und recht | «Commenti: 4»

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E, non fosse altro per il tempo che ci ho messo a scriverlo – non avevo mai impiegato così tanto a scrivere una cosa per internet – andatevi a leggere il ritratto che ho fatto dei cinque più importanti detenuti al mondo.

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Alla faccia di chi dice che il mondo è peggiore

8 August 2010, 17:38 | Gruppo misto | «Commenti: 5»

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Nel Medio Evo era normale per le persone conficcare una spada nell’addome di un altro individuo. Però non ci pensiamo.

Qualche tempo fa scrivevo:

Un americano su tre (uno su tre, se siamo in tre per strada uno di questi l’ha fatto!) ha donato qualcosa per le vittime dello tsunami. È una cifra enorme, se ci pensate, escludendo tutti coloro che volevano farlo, e non l’hanno fatto, quelli che volevano poi non avevano la carta di credito giusta, quelli che si ora lo faccio, hanno sempre rimandato e non l’hanno più fatto.

Ora si parla molto di questa iniziativa, the Giving Pledge, in cui diversi miliardarî si sono impegnati a donare  almeno metà – sì, metà – del loro patrimonio. Si tratta della più grande raccolta di beneficenza della storia del mondo.

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Vabbè, commentate voi

7 August 2010, 22:08 | Il Male curabile | «Commenti: 86»

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Oggetto: Indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nelle
scuole secondarie superiori.

In relazione al riordino dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, che troverà attuazione dal 1 settembre prossimo, la Conferenza episcopale italiana ha fatto pervenire a questo Ministero una proposta di indicazioni didattiche per l’insegnamento della religione cattolica nelle suddette scuole secondarie superiori allo scopo di aggiornare le precedenti indicazioni ed i programmi di insegnamento vigenti. Tenuto conto che tali indicazioni si collocano nel quadro delle finalità della scuola, si ritiene di poterne accogliere il contenuto e lo si trasmette in allegato alle scuole affinché dall’anno scolastico 2010-11 il documento sia adottato a titolo provvisorio per l’insegnamento della religione cattolica a partire dalle classi prime dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, in attesa che una versione definitiva sia emanata secondo le modalità previste dal DPR 16-12-1985, n. 751, previa intesa tra le competenti autorità scolastica ed ecclesiastica.

IL MINISTRO
Mariastella Gelmini

Grazie a Franco

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La moschea a WTC non è una buona idea, ma che c’entra?

5 August 2010, 13:59 | Alta politica, Il Male curabile | «Commenti: 203»

Naturalmente io sono idealmente contrario alla costruzione della moschea a World Trade Center perché è un edificio di culto, e di un culto maschilista e omofobo, nella stessa maniera in cui sono idealmente contrario alla costruzione di una sede della Lega Nord. Perché sono luoghi che propagandano un’idea pessima di cosa è bello e giusto nella vita.

Ma l’idea ancora più brutta sarebbe che qualcuno potesse eleggere le mie propensioni a legge, così da impedire ad altri di professare le proprie.

Chiunque di noi può sperare che le idee che combatte siano sconfitte da idee migliori, ma non che le prime siano vietate per legge. Lasciamo stare questa battaglia dei mattoni e torniamo a batterci per quella in cui siamo più bravi: quella delle idee.

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In Svizzera

5 August 2010, 13:23 | immagina tu | «Commenti: 4»

Del resto, da bambino, mia madre per domandarmi se volevo un hamburger mi chiedeva: «la vuoi una svizzera?»


grazie a Ilaria

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Vàntatene

3 August 2010, 12:18 | Medio orientato | «Commenti: 6»

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La Farnesina si affretta a dire che i soldati italiani non sono coinvolti. Appunto. Io, appena letta la notizia, ho pensato: ma cosa fa l’Unifil? Sono da 4 anni, anzi da 30, lì e non fanno nulla. Nulla. Quello che dovrebbero fare è esattamente evitare ciò che è successo oggi. Non “non essere coinvolti”. Tutto il contrario.

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Ma è merda o cioccolata?

2 August 2010, 13:06 | Alta politica | «Commenti: 2»

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Il mistero dell’accendisigari

2 August 2010, 0:13 | Gruppo misto | «Commenti: 16»

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Una cosa che mi chiedo da un po’ è come mai nelle automobili ci sia l’accendisigari. Posto che può funzionare da presa elettrica con degli adattatori, che senso ha metterlo come output di default? Ti serve l’adattatore per il computer, quello per il cellulare, quello per l’iPod, quello per etc. Non sarebbe più logico mettere una presa elettrica standard e poi chi vuole si compra l’adattatore per accendercisi le sigarette?

Naturalmente ci sarà qualcuno che troverà utile avere un simil-accendino in macchina ma, o li metti entrambi, o è una scelta del tutto illogica. Voglio dire: immaginatevi casa vostra con tutte le prese a muro fatte ad accendisigari; poi, per ogni dispositivo, dovete mettere l’adattatore. Il ferro da stiro, il forno a microonde, l’albero di Natale. Ciascuno col suo aggeggio per farlo funzionare sulla presa ad accendisigaro.

Cioè, il motivo c’è sicuramente, e lo immagino storico: un tempo non c’era nulla di elettrico da attaccare in macchina, e quindi era più probabile che qualcuno trovasse comodo sfruttarlo per i sigari. Ma ora i tempi sono cambiati. Non sarebbe ora di cambiare anche le automobili?

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Docile fibra, diceva quello

29 July 2010, 14:23 | Ogni me è politico, Èbbene l'ho scritto | «Commenti: 2»

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E insomma succede questo, che l’altro giorno ho fatto un post su Pantani, ché il ciclismo è lo sport più romantico del mondo. E l’ho fatto con quello spirito con cui armeggio sempre su queste cose qui: quello che dice «queste sì che sono le cose importanti della vita» e per metà lo pensa davvero. Come quando smetti di parlare di noiosità lavorative o burocratiche, e passiamo-alle-cose-serie: «che ne pensi di D’Agostino alla Fiorentina?».

L’altra metà – sarebbe quella che in teoria non ci crede che siano le cose importanti della vita – si concede un po’ dell’enfasi che magari non accetterebbe in altri àmbiti, e si lascia un po’ trasportare dal gioco della favola, ché quando Pantani diede quei tantitanti minuti a Ullrich eri contento di gioia vera, mica così… per sport.

Poi, però, arriva una persona sconosciuta, che intuisci tersa in ogni parola, e nei commenti scrive questa cosa:

Dodici anni fa quell’estate morì il mio papà, in una dolorosa e triste agonia.
Quel Tour e quel Pantani sono per me, che appena vagamente mi interesso di sport, legati a lunghi pomeriggi in cui non non ci sembrava più di sapere sorridere, e non ci sembrava nemmeno più estate.

Poi Marco fece l’impresa dell’Alpe d’Huez, e il lunedì appendemmo il poster allegato alla Gazzetta alla porta della cucina dove ancora sta, e quello fu il primo giorno in cui andammo oltre, e non me lo dimentico.

E allora ti senti un po’ stupido, ma ti sembra che – come se un cerchio si chiudesse – in fondo il senso delle cose sia tutto lì, in quel poster che ancora sta in quella cucina, e che per stare ancora lì deve essercisi trovato proprio bene.

E mentre ti senti stupido per tutte le considerazioni che ti sono saltate in testa – e a cui hai dato corso nella scrittura – ti verrebbe voglia di abbracciare il mondo.

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No, ma è bellissimo

28 July 2010, 4:15 | La palla è rotonda | «Commenti: 9»

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Dodici anni fa

27 July 2010, 12:15 | Bellezza in biciclette | «Commenti: 15»

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È un post di nicchia, per quei pochissimi. Ma sono i pochissimi giusti.

Allora, dodici anni fa oggi, Marco Pantani faceva la sua più grande impresa. Quella, cioè, di staccare tutti di talmente tanti minuti che poi la cronometro te la puoi fare anche a piedi, ché tanto in bici o a fette in pianura vai più o meno uguale. E arrivare a Parigi in giallo, come succede una volta ogni quarto di secolo: perché per vincere al Tour senza saper andare a cronometro, devi essere forte forte forte in salita, e quasi sempre neanche basta.

Les Deux Alpes, là in fondo e in cima. C’era – ricorderete – Ullrich in maglia gialla, e c’era Pantani che puntava più o meno al podio. C’eravamo anche tutti noi che speravamo che partisse sulla penultima salita – a 50 dall’arrivo – per far saltare il banco, come speriamo sempre e come non succede mai. Invece, quella volta lì, successe. Alla fine ci pensi, e ti rendi conto che negli ultimi 45 anni è l’unico italiano ad aver vinto un Tour de France. Però, accidenti, non dico che ne valga quarantacinque, però se non l’avete mai vista quella tappa, dovete guardarla. (anche se l’avete già vista)

E come si fa? Qui arriva il nostro mastro Borgognoni che ci salva tutti, e – come se nulla fosse – dice che lui ce l’ha la registrazione di quella tappa. Su Friendfeed se n’è parlato un po’, ma è possibile che a tanti di voi, qua fuori, sia sfuggita; e non deve.

Non c’è video più Pirata di questo.

L’ho messa QUI. Così la potete scaricare, e vedervela quando volete. Però meglio subito: c’è la sfiducia di tutti, che vedono Pantani in cattiva forma e Ullrich al meglio, c’è Cassani che suggerisce a Bugno di smettere di correre e fare l’elicotterista, come poi succederà. Ci sono i suggerimenti, «sii prudente» sembrano dirgli.

E poi ci sono le reazioni dello spettatore, tu. Ché quando De Zan dice «è caduto Pantani» ti prende un colpo, anche se lo sai già come è andata, e com’è andata a finire. Insomma, smetto di dire: ecco, buona visione.
(e buon anniversario)

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Ho visto il mio primo beep beep!

27 July 2010, 3:56 | Ogni me è politico, immagina tu | «Commenti: 16»

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Qui ci sono 45 gradi e tanti centri commerciali (dove, invece, ci sono -45 gradi).

Qui c’è lo sceriffo più cattivo d’America che convoca meeting:

Qui ci sono animali strani, come questo:

Ma soprattutto: qui ci sono i beep beep! Che mi ero sempre domandato se esistessero davvero. E siccome il mio primo beep beep l’ho visto su Coyote Road (davvero!)…

…era ovvio che non riuscissi in tempo a fare una foto: ovviamente è corso via!

Invece di coyote non ne ho visti, ma è probabile – visto l’ambiente – che siano anche loro sulla via della conversione.

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A brigante brigante e mezzo

26 July 2010, 6:06 | Alta politica | «Commenti: 1»

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La storia, di qualche giorno fa, è questa: uno scienziato nucleare iraniano inizia a collaborare con la CIA, naturalmente all’insaputa di tutti. Amiri, lo scienziato, organizza un finto pellegrinaggio durante il quale sparisce dalla circolazione. Gli viene data un’altra identità, e una nuova vita, negli Stati Uniti, e un sacco di soldi – qualcosa come 5 milioni di dollari – per tutte le informazioni che fornisce agli USA sul programma nucleare iraniano.

La collaborazione va avanti per un certo periodo, dopodiché il tizio inizia ad avere nostalgia di casa, vuole portare il denaro in Iran, e – probabilmente – ricominciare a lavorare per il governo iraniano, però sceglie il modo peggiore per farlo. Decide di riapparire in Iran e inizia a raccontare una storia da film: che gli USA l’hanno rapito quando lui era in Arabia Saudita, e l’hanno torturato per estorcere informazioni. Inizia a dire peste e corna degli Stati Uniti, per accreditarsi agli occhi degli iraniani, e dice di essere vittima di una cospirazione orchestrata dagli americani, e quasi arriva a suggerire di poter fare il doppio gioco del doppio gioco.

Gli Stati Uniti all’inizio esitano, poi decidono di rispondere. Invece di contestare le affermazioni di Amir, per tutta risposta, rilasciano dichiarazioni che suonano più o meno così: “Mr. Amiri ha lavorato per noi”.

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Effettivamente ci hanno messo un po’ di tempo a capirlo anche i cristiani…

22 July 2010, 1:27 | Il Male curabile, immagina tu | «Commenti: 44»

Quanto alla faccenda degli indonesiani che pregavano in direzione sbagliata e non verso la Mecca, vorrei far notare che la Terra non è piatta e quindi tutte le preghiere sono nella direzione sbagliata.

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Tenere fuori dalla portata dei bambini

16 July 2010, 2:32 | Il Male curabile | «Commenti: 3»

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C’è adblock che è un utilissimo plugin di Firefox che vi toglie tutte le pubblicità, in modo da rendere tutte le pagine pulite e non lampeggianti. Come mi segnala Emidio, però, c’è anche Godblock, il filtro che serve a proteggere i bambini da tutti i contenuti religiosi. Se qualcuno di voi lo prova, poi mi faccia sapere se funziona.

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La questione della giustizia

15 July 2010, 16:59 | Medio orientato, link und recht | «Commenti: 1»

interesse 3 su 5

Per fortuna Christopher Hitchens è ancora il più lucido:

Non sono uno di quelli che crede – come, invece, Obama sostiene – che una soluzione alla questione di uno Stato palestinese metterebbe fine al risentimento mussulmano nei confronti degli Stati Uniti; fra parentesi, se Obama lo pensa davvero la sua letargia e impotenza nei confronti del continuo gioco sporco di Netanyahu è ancora più colpevole. I fanatici islamisti hanno la loro agenda, e – come nel caso di Hamas e dei suoi sponsor iraniani – hanno già dimostrato che nient’altro che la distruzione d’Israele e la cancellazione dell’influenza americana nella regione li soddisferebbe.

No, la questione è quella che la giustizia – e una terra per i palestinesi – è una causa buona e necessaria in sé stessa. È anche una responsabilità squisitamente legale e morale degli Stati Uniti che hanno dichiarato un sacco di volte quello dei due Stati come il loro obiettivo.

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Poi li accoppia

15 July 2010, 2:15 | Alta politica | «Commenti: 6»

Interesse 2 su 5

Magari è soltanto perché appaga la mia ansia d’ordine, ma la questione che quella Federica Gagliardi – ché per noi delle due ruote, la Dama Bianca era un’altra – la ragazza che Berlusconi s’è portato nei varî incontri del G8 e G20,  fosse stata candidata per l’Italia dei Valori, dopo aver lavorato alla segreteria del famigerato Stefano Pedica, è una di quelle incidentalità che mi fa pensare «ecco, appunto».

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