Integrità

3 February 2010, 1:59 | Alta politica | Commenti: 5

Bignamino: negli USA dai tempi di Clinton c’è una legge che – non chiedere, non dire – permette agli omosessuali di servire nell’esercito a patto che non dichiarino il loro orientamento sessuale: la legge fu un compromesso, incentrato sul “non vogliamo sapere” a cui si arrivò per eliminare la legge precedente che vietava formalmente agli omosessuali di entrare nell’esercito. Nel discorso sullo stato dell’unione di qualche giorno fa Obama ha usato parole chiarissime: l’anno che è appena cominciato sarà l’anno dell’abolizione del Don’t ask, don’t tell. Non più “non vogliamo sapere”, ma – com’è giusto – “non ci riguarda”.

In rappresentanza di tutte le sezioni militari (Esercito, Marina, Aviazione e Corpo dei Marines) è stato invitato a parlare al Senato, il Capo di Stato Maggiore Congiunto. Questo è ciò che ha detto Michael Mullen, colui che – secondo solo al Presidente – è al comando dell’esercito degli Stati Uniti d’America.

“Parlando per me stesso, e per me stesso solamente, è mia convinzione personale che permettere a omosessuali e lesbiche di servire apertamente nell’esercito sarebbe la cosa giusta da fare.

Da qualunque prospettiva io guardi questa questione non posso fuggire dall’essere turbato dal fatto che quella in vigore è una politica che costringe giovani uomini e donne a mentire su chi sono loro stessi per avere la possibilità di difendere i loro connazionali.

Per quel che mi riguarda, si tratta di integrità: la loro, come individui, e la nostra, come istituzione”.

È questo il vero genio dell’America, il motivo per cui – nonostante tutti i George Bush e i Donald Rumsfeld, nonostante i Rush Limbaugh e le Sarah Palin, nonostante il Ku Klux Klan e la Bible Belt – quella è sempre stata la Terra della Libertà: il desiderio di andare, tutti insieme, avanti. La straordinaria capacità di rimediare ai proprî errori.

E registrando questi pensieri, viene inevitabilmente in mente la miseria di questa povera Italia, quella in cui un generale dell’Esercito – uno dei più progressisti di questo Paese, ci hanno detto – dice che i gay non sono adatti all’esercito.


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Comments

4 Other Comments

5 Responses to “Integrità”

  1. Patfumetto on February 3rd, 2010 5:51 pm

    Bel post, e grazie per aver dato risalto a questa notizia – che non ho visto in giro, sebbene io navighi su molti siti di notizie e ascolti la radio d’informazione…

  2. demoniopellegrino on February 4th, 2010 5:09 pm

    tutto vero, ma sono in disaccordo con il tuo paragrafo iniziale. La legge NON obbliga gli omosessuali a mentire. E’ molto piu’ ipocrita di cosi’: non chiedere, non dire. Cioe’, tutti zitti e pedalare.

    Bada bene, non dico sia una buona legge. Dico solo che non e’ vero che gli omosessuali debbano mentire. Debbono tacere…

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  3. francescocosta on February 4th, 2010 6:36 pm

    Non implica esplicitamente la menzogna ma la menzogna è una fattuale conseguenza del “don’t tell”. Lo ha detto lo stesso capo di stato maggiore Usa.

    “No matter how I look at the issue, I cannot escape being troubled by the fact that we have in place a policy which forces young men and women to lie about who they are in order to defend their fellow citizens.”
    http://www.nytimes.com/2010/02/03/us/politics/03military.html?hp

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  4. piergiorgio on February 4th, 2010 7:01 pm

    Il fatto è che gli americani, culturalmente parlando, hanno forse una concezione più integrale e meno ipocrita della verità e della menzogna rispetto a noi (con tutti i vantaggi e gli svantaggi).
    Per cui si rendono conto che se uno nasconde o è reticente o lascia crdere e così via, di fatto si comporta avvalorando una presunzione altrui sul suo orientamento sessuale che è falsa.
    Noi, che abbiamo nelle nostre vene (culturali) antichi residui di gesuitismo, siamo più disposti a sottilizzare e a distinguere la menzogna dalla reticenza.

    Certo anch’io non direi che la legge “obbliga” a mentire, non mi esprimerei in questi termini. Certo però, posto che l’accesso al servizio militare, ovviamente, dovrebbe essere libero e partitario per tutti (salva la necessità di eventuali requisiti psico-fisici diciamo obbiettivamente, tecnicamente, necessari) ebbene posto questo è chiaro che la legge produce una discriminazione, una disparità di trattamento non razionalmente fondata: gli uni possono accedere per come sono in realtà, gli altri possono accedere ma solo nascondendo un aspetto fondantamentale della loro personalità, della loro individualità.

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  5. Giancarlo on February 4th, 2010 7:38 pm

    Colin “fialetta” Powell.

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