Il gioco più bello del mondo

Non c’entra nulla con la Palestina, ma ve lo devo segnalare: è finalmente uscito il gioco più bello del mondo.

Lo trovate qui.
Se poi avete l’iphone o qualunque cosa con il touch screen andrete pazzi.

Passano gli anni passano

Effettivamente c’era da aggiornare il mio profilo, qui sopra, per far capire un po’ meglio chi sono.
Quella era la pagina in cui andrei io, se arrivassi in questo blog per la prima volta, quindi era un po’ trascurata, a cominciare dal dettaglio anagrafico.

Un amico caro e lontano, oltre a tante cose belle (una sua frase diverrà sottotitolo del blog), mi ha rimproverato la struttura temporale invertita, giocoforza quella dei blog, che rende la lettura di chi arriva qui monca delle prime parti e “senza quei primi post, non credo abbia senso leggere null’altro del resto”, dice lui.

Io gli ho detto che ho rinunciato alla perfezione della ricezione dei miei messaggi, poco dopo aver rinunciato alla perfezione, però anche che ha ragione: quindi ho concatenato fra loro, almeno queste prime 3 parti, dopo il chi sono, e ora? (che, dicono essere la parte più importante), poi di lì la prima pagina del Diario, e la prima pagina dalla Palestina.

Se siete sopravvissuti a tutto ciò, beh, ne sapete di me quasi più di me.

Alcuni luoghi comuni su Hamas

Ho letto che il Professor Beccaria voleva spiegare perché il post di Leonardo è il peggior post su Gaza, però poi gli è passata la voglia. Mi stupiva, perché è capitato più d’una volta che non fossi d’accordo con Leonardo, ma lo trovavo sempre acuto, e – per usare parole non mie – uno che ha dei (bei) sogni educati. Invece qui, mi sembra che abbia ragione Marco. E allora provo a spiegarlo io, il perché non è il migliore post su Gaza.

Lo faccio con quel modo che ho visto utilizzare da Leonardo stesso, e che avevo apprezzato molto: punto per punto. Leonardo in corsivo.

1. È Hamas che ha rotto la tregua
Le tregue sono fatte per rompersi, per definizione
.

Che è come dire che i matrimoni sono fatti per divorziare. Non sono fatti per. E poi poco più giù non si diceva che le tregue sono fatte per durare, perché se uno si confronta con una partito religioso ma (millenaristico) che si richiama al Corano, questo non potrà mai accettare una tregua o chiamarla tale? Sarà una pace, mi sembra dicesse Leonardo, ma chiamata tregua.

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Poi chiamate me

Forse sarebbe il caso di.

La questione centrale dell’attuale intervento israeliano a Gaza non mi pare sia la sua legittimità, ma la sua efficacia.

Aggiungo, la smettiamo di dire “cosa faresti tu se ti piombassero i missili in giardino?” e cominciamo a dire “cosa sarebbe giusto fare, se ti piombassero i missili in giardino?”; invece di “cosa farebbe l’Italia se Trieste fosse bombardata dalla Croazia?” o “gli Usa se il Texas fosse bombardato dal Messico?”, domandarsi “cosa sarebbe giusto che l’Italia (o l’America) facesse?.

Altrimenti siamo tutti per la pena di morte, perché se-tammazzano-tumadre-ettu-sorella, bla, bla, bla.

Altre segnalazioni

Un lettore mi segnala la lunga lettera di un rabbino, Michael Lerner, che elenca una dozzina di punti che potrebbero portare alla pace in mediooriente. È talmente vero, che ognuno che ne leggevo pensavo: sì, giusto, ma non succederà mai. Uno per uno, la stessa identica reazione. Se volete sapere come si potrebbe raggiungere la pace, ma non succederà mai, leggetela.

Israel’s attempt to wipe out Hamas is understandable, but dumb.

Da Malvino, invece, scopro alcune considerazioni di Gianni Pardo che mi hanno fatto riflettere. Per quanto trascurino le responsabilità israeliane nella faccenda, hanno fatto vacillare quella che è una mia convinzione da tempo, ovvero che Arafat fosse il peggior nemico delle persone palestinesi (ma amico del popolopalestinese):

Se non si vuole essere pessimisti senza speranza, rimane lecito sperare che le ferite inferte ad Hamas siano tali da indurre a più miti consigli la dirigenza di questa gang: dopo tutto, è ciò che è avvenuto nel Libano meridionale, con Hezbollah. Ma questa vicenda fa venire in mente una terribile battuta di Voltaire: “Non è vero che tutti gli uomini agiscono per egoismo. Se fosse vero, ci sarebbe modo di mettersi d’accordo”. I fanatici non sono sensibili all’egoismo e non ascoltano nemmeno l’istinto di conservazione.
Si è quasi tentati di rimpiangere Yassir Arafat che era corrotto, sì, ma egoista e amante della vita.

Lo stesso sull’amore per la causa più che per la vita – talvolta schietto amore per la morte – di Hamas, il sempre un pensiero più avanti Adriano Sofri.

I carri armati dovranno decidere che cosa fare quando si troveranno davanti una folla di bambini. Poi, comunque vada, dovranno chiedersi ancora una volta come tornare indietro.

Su Gaza

Ho avuto finalmente un po’ di tempo per leggere vari articoli arretrati di questa settimana, da leggere se si vuole capire dove si è andati, dove si sta andando, e dove si andrà:

  • Gaza: the rights and wrongsEconomist – non ho nulla da obiettare. Si parla dell’embargo che Gaza stava subendo da Israele, argomento che mi sembra latitare altrove. Se avete il tempo di leggerne solo uno, per capire cosa è successo in questi giorni, leggete questo.
  • Don’t overlook Israel’s vulnerabilityIndependent – Fa due domande molto importanti a coloro che, come me, pensano che l’attacco a Gaza sia stato sbagliato. Se si risponde a quelle due domande, la propria posizione non è pregiudiziale.
  • What victimology does not account forGuardian – Qui si elencano vari, storici, errori dei palestinesi: manca la controparte. Però quanto è vero che i palestinesi “non hanno mai perso un’occasione di perdere un’occasione”
  • That’s enough pointlessTimes – Questo lo linko solo perché finisce dicendo che “tutto il resto è fuffa”: devo chiedere scusa a Francesco?

Ambiente, ambiente non ti arrabbiare

Sull’aereo, con l’aggeggio per leggere sull’iPod, a questo post sulle energie rinnovabili. Io l’ho letto con colpevole ritardo, avendo la colpa attenuata dalla lunghezza del pezzo; l’attenuante vale anche per voi, ma la prima volta che avete qualche pagina di tempo da non buttare o che “montate” su qualcosa, vedete di averlo con voi.

Il link l’ho trovato da Corrado, che è uno che ne sa tanto di tutte queste cose che noi dovremmo sapere e non sappiamo, oltre a essere un ultras-ambientalista-cervellomunito, che è quello che ci vuole, ora, al cospetto dei pigroni come me.

Legittimamente

Se non volete leggere questo post di Francesco perché vi interessa o perché vi incuriosisce, dovete farlo perché vi scamperebbe dalla lettura della metà delle cose che scrivo io: è tutto lì.
E se neanche la prospettiva di saltare il 50% delle sbrodolate del presente blog vi è sufficientemente appetibile, beh, trovatevela voi una ragione.

Però dovete davvero.