Cerimoniali violati

23 February 2006, 8:46 | immagina tu, Ogni me è politico | Commenti: 10

Cominciò tutto con Gianluca, solitamente abbigliato nella maniera meno formale che si possa immaginare: vestiti larghi, qualche volta bucati, strascicanti – il prototipo del sinistroide che fa lettere, per lo meno al tempo.

Ebbene, Gianluca si presentò alla propria laurea vestito di tutto punto. Giacca. Cravatta. Stirato, laccato e servito.
Fu così che il mio cuore disse: «Basta! Alla mia laurea ci vado con la maglia della Fiorentina..!»
Fra il dire e il fare c’erano di mezzo due mesi: passarono…

Io la dichiaro

Mio zio si prodigo nello scrivere la seguente lettera che mandò a www.fiorentina.it e www.violanews.com, oltre che a La Nazione.
Grazie, anche, allo spirito divertito della lettera, l’indomani fu pubblicata con molto risalto su entrambi i siti. La Nazione gli dedicò addirittura due pagine interne, stravolgendo però il contenuto della lettera che apparve come articolo a firma di Non- ricordo-chi.
Qualche giorno dopo una radio toscana mi telefono per farmi una breve intervista in diretta, che fu ascoltata trionfalmente da parenti e loro vicini di casa: «Quello lì è il nipote dei farmacisti della suocera di mio cognato..!»
Con questo si conclusero i miei cinque minuti di celebrità, aspettando di poterlo raccontare ai miei nipoti fra qualche decennio.

La lettera

«Il 23/02/06 Giovanni Fontana, mio nipote, si è laureato in Lettere presso la Facoltà di Scienze Umanistiche de La Sapienza in Roma. Fin qui niente di strano, a parte l’ovvia soddisfazione, sua e di chi gli è vicino, per l’eccellente risultato conseguito (110 e lode) a coronamento di una brillante corso di studi accademico. Ma la cosa di cui oggi vado particolarmente orgoglioso e che mi permetto di segnalare alla vostra attenzione, è l’abbigliamento con il quale il nostro candidato si è presentato davanti alla commissione di laurea per la discussione della tesi: una splendida maglia ufficiale Viola, purtroppo ormai d’annata, con sulle spalle il magico numero 9 ed il nome del massimo goleador della storia viola, Gabriel Batistuta.

Non ci sono parole per descrivere lo stupore e l’incredulità dipinta sul volto dei professori facenti parte della commissione, tra cui il Preside della Facoltà, quando, in un luogo austero e solenne come la Sala dei Gessi del Museo della Facoltà, abituati a doversi confrontare con candidati, in tali occasioni solitamente agghindati col vestito della festa, scarpe lucide e giacca e cravatta, si sono invece visti comparire davanti ai loro occhi un giovane che indossava con estrema naturalezza e a testa alta la nostra amata maglia viola, corredata dal giglio d’ordinanza. Per di più L’argomento della tesi, riguardante la disciplina della Filologia romanza, era, tra l’altro, piuttosto ponderoso e assolutamente estraneo all’ambito sportivo. Non si parlava di pallone, ma la Fiorentina teneva comunque il proscenio in terra “straniera”, anzi oserei dire storicamente (oggi più che mai), “ostile”: che coraggio, che spavalderia, che sfrontatezza, degne davvero del grande Re Leone !!!

Si è poi venuti a sapere che le simpatie calcistiche della maggior parte dei docenti in commissione erano decisamente e chiaramente orientate verso i colori giallorossi, a parte qualche laziale che faceva di contorno e che fastidiosamente sogghignava alludendo al triste epilogo della partita di domenica scorsa al Franchi. Ma Batigol non si è fatto intimidire ed ha sfoderato un’entusiasmante prestazione che lo ha condotto al massimo risultato. Dopo la solenne proclamazione ufficiale, ci sono stati i saluti di rito e l’appuntamento che il neo-dottore, in maglia Viola, ha dato agli esterrefatti docenti capitolini non poteva che essere quello del 2 Aprile, giorno di Fiorentina-Roma: e che l’esito finale sia, anche quel giorno come ieri, festoso per i nostri amati colori Viola!!!»

Marcello Styony (uno zio orgoglioso)

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10 Commenti presenti su “Cerimoniali violati” – Feed

  1. Blog di Pennarossa – 31 January 2008, 01:28 (n° 1)

    Fare tredici all’anagrafe…

    di Giovanni Fontana Ho sempre pensato che il senso calcio fosse racchiuso in due immagini che – da abitante della capitale – vidi in giovanissima gioventù. Il ferramenta del quartiere, sfegatato laziale, che espone un bandierone della …

  2. Fare tredici all'anagrafe | Distanti saluti – 2 February 2008, 06:28 (n° 2)

    […] tifoso medio: per un attimo un moto di simpatia verso quei genitori – chi non ha mai indugiato in una piccola follia per i propri colori? – subito dopo però, più pragmaticamente, uno pensa alla vita del povero […]

  3. sabrina – 23 July 2008, 22:21 (n° 3)

    foarte bine

  4. ottanta/cento – 13 July 2009, 19:08 (n° 4)

    Non ho parole. Sei un fuoriclasse. E ti invidio anche un tantino. Io ho solo la maglia di Sottil. Ora ti linko su Friendfeed.

  5. Firma per abolire la morte | Distanti saluti – 13 July 2009, 20:57 (n° 5)

    […] mancanza di un secondo fine… Per dire, personalmente sono più orgoglioso della laurea con la maglia della Fiorentina. O di mille altre cretinate […]

  6. Piero – 15 July 2009, 21:37 (n° 6)

    Grande! Io il 14 dicembre del 2000, quando mi sono laureato, la maglietta del Lecce ce l’avevo sotto la camicia. non ho avuto il tuo stesso coraggio….

  7. Jorgensen! Jorgensen! Jorgensen! | Distanti saluti – 13 January 2010, 09:33 (n° 7)

    […] in giro gli amici e farsi prendere in giro (che è il senso vero del calcio), serve per scegliere l‘abbigliamento adatto alle cerimonie e serve per socializzare in qualunque parte del mondo tu vada, dalla Palestina al Burkina Faso […]

  8. Lunedì degli aneddoti – XXXIV – Batigol | Distanti saluti – 19 April 2010, 12:50 (n° 8)

    […] i piedi, ma gli scudetti si vincono con la testa. È anche il motivo per cui mi sono laureato con questa maglia e non […]

  9. Bianconero – 9 October 2012, 16:59 (n° 9)

    AHAHA CHE PORACCIO, IO INVECE DISCUTERO’ LA TESI SULLO 0-5 DELLO SCORSO ANNO,IL TITOLO : STORIE DI DRAMMI DAL V SECOLO AL 2012

  10. La partenza | Distanti saluti – 14 April 2016, 11:34 (n° 10)

    […] maglietta è quella di Batistuta che indossavo alla mia laurea italiana. L’avevo prestata a un amico che cominciava una cosa importante, con l’impegno che […]

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